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recensioni

- Harry Harrison, Il libro degli Yilané
Editrice Nord, pagg. 1.100, L. 40.000
- Richard Hanley, The metaphysics of Star Trek
Basics Books, pagg. 253, 18 dollari
- William Shatner, Avenger
Pocket books, pagg.370, 23 dollari
- Quark & Ira Steven Behr, The Ferengi Rules of Acquisition
Pocket Books, Pagg. 84, 5 dollari
HARRY HARRISON, IL LIBRO DEGLI YILANE'
recensione di Silvio Sosio
Se il 1997 è stato l'anno di Harry Turtledove e della sua trilogia Worldwar, una storia alternativa nella quale la Seconda Guerra Mondiale viene interrotta da un'invasione aliena che costringe le potenze terrestri ad allearsi per fronteggiare il nuovo nemico, questa fine anno vede alla ribalta un'altra guerra tra rettili ed esseri umani, nel volume di Harry Harrison Il libro degli Ylané edito dalla Nord (http://www.fantascienza.com/nord) nella collana Grandi Opere.
Se i rettili di Turtledove erano alieni, quelli di Harrison sono del tutto terrestri.
Anche qui abbiamo una storia alternativa, ma, in un certo senso, molto più alternativa. Cosa sarebbe accaduto se i dinosauri non si fossero estinti? Harrison risponde a questa domanda e inventa le Yilané, una specie di dinosauri intelligenti.
Il fascino dell'opera di Harrison risiede soprattutto nell'originalità della civiltà Yilané.
L'autore pone due importanti premesse: i rettili non allevano i figli come i mammiferi. Nessun concetto di famiglia, quindi. I piccoli crescono liberi nel mare, e quelli che sopravvivono a una certa età salgono sulla terraferma ed entrano nella comunità. Mentre gli esseri umani generano un bassissimo numero di figli per individuo, e sono quindi portati a difenderli a costo della propria vita, i rettili danno a luce un numero enorme di piccoli. La società ipotizzata da Harrison è quindi estremamente competitiva: finché non imparano a parlare, i giovani sono considerati alla stregua di animali o di servi. Un posto nella società Yilané viene conquistato solo dagli individui migliori. Un altro dettaglio interessante è che i maschi vengono relegati al ruolo di fecondatori e alla cova delle uova, mentre la società è dominata dalle femmine. In effetti, il volume avrebbe dovuto intitolarsi Il libro delle Yilané.
La seconda premessa di Harrison, forse è la parte più originale del libro, è stata il tentativo di sviluppare una civiltà evoluta senza utilizzare la tecnologia: al suo posto l'autore ha voluto provare a utilizzare l'ingegneria genetica. Dopo millenni di sviluppo, le Yilané sono in grado di viaggiare nel mare a bordo di enormi rettili acquatici dal ventre cavo; i loro fucili sono lucertole rigide capaci di espellere dalla bocca un proittile con la forza dell'aria compressa; le loro città sono alberi nel cui codice genetico è descritta ogni singola casa.
Sebbene in certi casi appaia un po' forzata (Harrison arriva fino a immaginare delle rane/macchina fotografica), con l'effetto senz'altro non voluto di far pensare ai Flinstones, l'impresa è senz'altro affascinante. Harrison la arricchisce descrivendo anche una società umana primordiale, basata sulla caccia, e imbastendo una trama intrigante che all'interno dell'immane scontro fra uomini e rettili segue il rapporto personale fra la perfida comandante Yilané e il giovane uomo da essa adottato, che finirà per sconfiggerla.
Nonostante le oltre 1000 pagine che compongono il volume, che raccoglie tre romanzi già usciti anni fa nella Cosmo Oro, la lettura è rapida e divertente. Inoltre, e questa oggi è una vera rarità, il libro è ricco di splendide illustrazioni.
RICHARD HANLEY, THE METAPHYSICS OF STAR TREK
recensione di Marco Spagnoli
C'è qualcosa di allegorico nel fatto che dopo La fisica di Star Trek uscisse La metafisica di Star Trek visto che nel senso aristotelico della parola "metafisica", significa "dopo la fisica". Se, purtroppo, avevamo riscontrato dei difetti nel libro di Krauss - peraltro ottimo - soprattutto quando l'autore eccedeva nelle profezie e in alcune considerazioni non necessarie, con questo libro il problema si ingigantisce.
Scritto da un filosofo australiano, amante di Star Trek, il libro si perde dietro una serie di innumerevoli "questioni di lana caprina" che con la filosofia e la metafisica hanno poco o niente a che fare. Un eccesso di "scientismo" è alla base di questo libro che - anziché affrontare Star Trek nella sua globalità morale e etica, si perde - proprio come fanno alcuni noiosissimi manuali di filosofia - dietro a questioni marginali all'interno dell'universo trekkiano.
Sebbene i temi toccati siano affascinanti (come del resto lo è la serie) una noiosa e forzata continua ricerca di spiegazioni e di definizioni drastiche nuoce talmente alla lettura del saggio che alla fine ci si domanda se abbia davvero un qualche senso compiuto scrivere un libro del genere e se l'autore abbia veramente capito qualcosa del vero senso metafisico o no, della serie più lunga della storia.
Potremmo dirci che l'appartenenza di Hanley alla scuola analitica abbia nociuto assai alla stesura serena e divertente del libro, ma sapremmo - in cuor nostro - che questa è solo una bugia. ) In realtà il difetto più grande di The metaphysics of Star Trek è quello di essere soltanto un "istant book" scritto sull'onda del successo del libro di Krauss.
Hanley di metafisica trekkiana o no e di filosofia trekkiana o meno non sa molto, soprattutto alla luce di un punto di vista analitico assolutamente inconciliabile con la bella fantasia e fantascienza di Star Trek.
Speriamo che il futuro non ci riservi anche libri come "La sessualità di Star Trek" o "Le ricette di Star Trek" sarebbe davvero troppo, perché la seriosità non ha nulla a che fare con la fantascienza seria.
WILLIAM SHATNER, AVENGER
recensione di Marco Spagnoli
Il capitano Kirk è vivo! I Borg dopo averne rubato il corpo tumulato da Picard su Veridiano III e tentato di utilizzarlo contro la Federazione come avevano fatto con il capitano dell'Enterprise D in Il ritorno hanno in qualche modo favorito la rimessa in vita di Kirk, lasciando che scappasse attraverso un tunnel e passasse due anni a essere "rieducato" alla vita da dei Borg rinnegati guidati da Hugh, a sua volta salvato dall'Enterprise di Picard anni orsono.
La Federazione, però, non ha tempo di premiare il ritorno in vita di uno dei suoi uomini migliori. Un virus misterioso sta uccidendo molti pianeti e, forse, non è un caso. Potrebbe esserci alle spalle una cospirazione planetaria che porta dritto, dritto a un nome: Sarek. Il defunto padre di Spock potrebbe avere minato le basi della Federazione tramando con un gruppo di Vulcaniani integralisti che si fanno chiamare "I simmetristi". Riusciranno Picard, Spock, Kirk e McCoy a salvare la Federazione Unita dei Pianeti prima che i Romulani decidano di attaccare?
Potremmo considerare solo come "commovente" questo tentativo di William Shatner di trovare una dimensione definitiva al suo personaggio che di morire proprio non vuole saperne. Eppure questo romanzo appassionante e assai avvincente conferma il talento dei due ghost-writers di Shatner Gar e Judy Reeves- Stevens che da anni scrivono sotto mentite spoglie i romanzi che un bolso e vagamente alcolizzato Shatner non sarebbe più in grado nemmeno di concepire. Certo, Shatner darà loro qualche consiglio, ma appare del tutto improbabile che sia davvero capace di scrivere libri così belli e affascinanti. Un Kirk non più schiavo del suo rapporto con le astronavi - i Borg rinnegati hanno diviso con lui il sapere che libera dalla schiavitù da tutte le macchine -
torna ad agire con grande determinazione. Al fianco dei suoi vecchi amici, con un McCoy quasi centocinquantenne ridotto su una macchina che gli fa da armatura, un altro scontro tra le generazioni rinnova il senso dei piacevoli crossovers tra le varie serie televisive.
Un libro che vale la pena di leggere per immaginare quello che - forse - non potremo mai vedere sullo schermo, in attesa che nel 1998 esca il nuovo romanzo di Shatner con Kirk come protagonista e dal titolo: Spectre. Che Kirk combatta stavolta al fianco di James Bond?
QUARK & IRA STEVEN BEHR, THE FERENGI RULES OF ACQUISITION
recensione di Marco Spagnoli
"Tieni aperte le orecchie" oppure "Le mogli servono e i fratelli ereditano" sono evidentemente tracce di un'antica saggezza. Così direttamente dall'universo di Star Trek: Deep Space Nine il buon Quark ha accettato insieme a uno dei produttori della serie televisiva di realizzare un piccolo libricino che raccogliesse tutte insieme alcune delle oltre 285 regole di acquisizione Ferengi. Con tanto di una bella intervista all'autore in lobi e ossa, il libro è un utile guida a chi vuole aprire un'attività profittevole non solo nel quadrante Delta, ma anche nel resto dell'Universo.
Sebbene alcune regole possano sembrare un po' troppo esplicite come "Abbastanza non è mai abbastanza", ce ne sono altre cui Quark deve tutta la sua cultura e la sua fortuna economica come "Se la mancanza di dignità è un sacco vuoto, anche il sacco vale qualcosa" .
Oltre essere un ottimo manuale per affaristi senza scrupoli il libro è anche una chiave di lettura per capire come il padrone di un bar su una base spaziale della Federazione sia anche uno degli uomini d'affari più importanti della Galassia.
 
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