recensioni a cura della redazione



Finalmente è arrivata alla redazione di Delos una copia dell'attesissimo Sinkha, romanzo multimediale su cd-rom di Marco Patrito. Per la prima volta questa rubrica ospita la recensione di un prodotto "software", ma in questo caso vale davvero la pena fare uno strappo alla regola. Parole come "capolavoro" e "opera d'arte" nel caso di Sinkha non sono sprecate. Da parte mia, posso dire che non sono molti i romanzi o i film che mi hanno affascinato quanto questo cd-rom.
Sinkha non è un gioco, ma un vero e proprio romanzo fatto di immagini, filmati, musiche, e brevi testi che conducono il lettore/spettatore nella storia affascinante di Hyleyn, una ragazzina che vive nella misteriosa città di Thalissar, un gigantesco agglomerato di metallo sull'inospitale pianeta Ogon. Il mistero di Thalissar interessa i Sinkha, una razza di immortali cha mandano a indagare l'astronave vivente Darcron.
Gli scorci della città di Thaslissar, con i suoi ascensori, le sue funivie; i paesaggi aspri di Ogon, contrapposti agli arcadici ambienti virtuali a bordo della Dacron; le astronavi maestose, i piccoli robot alieni. Immagini che colpiscono la fantasia con un fascino incredibile.
Marco Patrito, ha concepito quest'opera monumentale nel 1991, e l'ha portata avanti per cinque anni. Tutte le immagini e i filmati sono realizzate rigorosamente a computer: modellazione tridimensionale e rendering sono stati realizzati con i programmi StrataVision prima e StrataStudio Pro dopo. Lavorando anche con l'incoraggiamento della stessa software house americana, leader del settore, che ha apprezzato tanto il lavoro di Patrito da scegliere addirittura un'immagine dell'astronave Darcron come splash-screen per l'ultima versione di StrataStudio Pro.
Sembra incredibile il lavoro che lo staff di Patrito è riuscito a fare già nel 1991, quando non esistevano software dedicati di modellazione delle figure umane - che sono state quindi disegnate a mano, punto per punto, poligono per poligono - e quando i personal computer erano parecchie decine di volte più lenti di quelli attuali. Patrito lavorava con un Macintosh IIfx, ottima macchina per l'epoca, anche se viene spontaneo pensare che i quattro anni di lavorazione dell'opera possano essere stati appena sufficienti a completare l'enorme quantità di rendering (ognuno dei quali può richiedere varie ore) che sono contenute del cd.
Marco Patrito, torinese nato nel 1952, ha cominciato a pubblicare i propri disegni nel 1984. Nel 1991 ha cominciato a collaborare con Mondadori, arricchendo con le proprie copertine oltre un centinaio di volumi di varie collane di fantascienza. Nello stesso ha cominciato a lavorare in computergrafica. Il suo stile ricorda quello di grandi illustratori come Chris Foss, Giger, Chiconi, ma spesso vengono alla luce influenze facilmente riconducibili a Roger Dean, che negli anni '70 produceva le copertine dei dischi degli Yes e degli Uriah Heep.
Al progetto hanno lavorato anche Fabio Patrito, artista specializzato in computergrafica, e altri tre illustratori, Tullio Rolandi, Francesco Chirico e Flavio Chirico. La colonna sonora, molto bella, è dei Fancyfluid (Sandro Bruni e Fabrizio Goria), musica progressive con forti influenze elettroniche: un misto di Yes e Tangerine Dream, insomma.
Al progetto hanno collaborato, con suggerimenti, indicazioni e beta testing, anche Maurizio Manzieri, Laura Patrito, Mario Sacco ed Enrico Bonzano.
Per finire qualche numero: Sinkha contiene 90 modelli tridimensionali tra personaggi, astronavi, animali e veicoli; 80 scenari, 350 ambientazioni, 590 mappe, 59 animazioni per oltre diecimila fotogrammi. Per un totale di oltre 450 megabyte di materiale.
Se avete un lettore di cd-rom, il nostro consiglio è di acquistare Sinkha immediatamente. Se non avete un lettore cd-rom, questa è l'occasione giusta per procurarvelo. [SIlvio Sosio]


Il "pastiche" è l'esercizio letterario mediante il quale si prende a modello un autore e si tenta di riprodurne lo stile, il modo di narrare, le trame o l'intreccio, in definitiva la personalità letteraria.
A prima vista questo compito può sembrare piuttosto banale: la difficoltà - si pensa - consiste semmai nell'essere originali, nell'inventarsi uno stile di scrittura personale, senza cadere nell'imitazione, magari inconscia, di un modello. L'angoscia più grande, per uno scrittore, è proprio quella di non trovare idee nuove, di scoprirsi incapace di scoprire un sentiero non battuto da altri. Citando Antonio Serra: "Se un'idea ti sembra buona, l'ha già avuta un altro prima di te; se ti sembra ottima, l'hanno già avuta in dieci".
E invece, il "pastiche" è un'operazione non facilissima, complessa almeno quanto l'arte di chi imita la voce dei personaggi famosi: bisogna conoscere a fondo il proprio modello, saperne sviscerare gli aspetti che lo caratterizzano, e comprenderli sino al punto di saperli dominare quanto il soggetto originale. Per questo gli specialisti del "pastiche" sono in definitiva pochi: tra gli italiani, per fare un nome, Michele Serra, ex-direttore di "Cuore", che in passato ha pubblicato più di una raccolta di falsi d'autore.
E nel campo della fantascienza? Diesel Pastiche è un'antologia "sperimentale" che va proprio in questa direzione.
I due curatori, Alberto Henriet e Franco Ricciardiello, hanno chiesto ad ogni autore presente nell'antologia di scegliersi un modello famoso (preferibilmente uno scrittore anglosassone ben noto al pubblico), e di scrivere un racconto come lo scriverebbe Lui. Il tutto nella convinzione che, paradossalmente, non c'è altra via all'originalità che l'imitazione.
A rispondere all'appello dei curatori, dieci scrittori italiani.
Gloria Barbieri ci presenta un'avvincente e raffinata storia di vampiri, "Lo specchio Scarlatto", scritta nello stile di Ann Rice.
Roberto Sturm si cimenta con le visioni introspettive di James G.Ballard, presentandoci "Vento di quiete", un breve ed inquietante racconto in stile straordinariamente ballardiano.
Sempre il maestro inglese è il modello prescelto da Franco Ricciardiello nel suo "Il sesso nell'epoca della sua riproducibilità tecnica", a dimostrazione che Ballard è ancora nell'inconscio di molti.
Alberto Henriet sceglie invece di parodiare la Space Opera più classica: nel suo "Morgan Chane, missione Hellfire", si prende una gustosa vendetta contro Edmond Hamilton ed i suoi eroi WASP, forzuti e virili fino al punto da risultare insopportabili.
Gaetano Mistretta onora il grande H.P.Lovecraft con il suo "I vermi nella mente", racconto da leggersi lontano dai pasti.
Abbiamo poi il giovanissimo Marco Mocchi, con il suo "Scacchi", opera brevissima in puro stile Fredric Brown, ovvero con sorpresa finale; Orlando Furioso (nome o pseudonimo?) che onora Philip J.Farmer con il racconto "Lady Madonna"; Gildo Barbieri, che prende a modello Robert Sheckley e Joanna Russ con il suo "Buone vacanze". Completano l'antologia il racconto grintoso e senza peli sulla lingua di Marco Gordini "Lobo, missione Fotti il Pelato!", con protagonista l'anti-eroe dei fumetti inventato da Alan Grant, ed il racconto "Fondamentalmente innocuo?" di Francesco Grasso, ambientato nell'universo folle della "Guida Galattica per gli autostoppisti", e che presenta gli allucinanti personaggi di Douglas Adams alle prese con una realtà ancora più allucinante della loro, quella di Napoli.
In generale, un'antologia interessante, indubbiamente da leggere. Con un tocco di provocazione ed un pizzico di paradosso, può esser definita una delle cose più originali nel campo della fantascienza italiana degli ultimi tempi. [Francesco Grasso]