...tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul mondo dell'editoria e non avete mai osato chiedere...
I concorsi letterari, oltre ad essere eventi poco pubblicizzati, sono spesso visti dai profani come scorciatoie semi-clandestine, come "ingressi di servizio" nel grande mondo editoriale, in definitiva come qualcosa al di fuori dalla normale trafila dell'apprendista narratore.
Nulla di più falso. Al contrario, queste competizioni costituiscono ottime opportunità per gli autori esordienti: più di uno scrittore ormai affermato ha iniziato la sua carriera partecipando a concorsi con in palio la pubblicazione (solo per fare qualche nome, tra gli autori italiani dell'ultima generazione, Lara Cardella, Susanna Tamaro, Giuseppe Culicchia).
In Italia quasi tutte le Case Editrici usano bandire competizioni letterarie, ed altrettanto fanno riviste, collane, periodici, perfino quotidiani. I motivi sono diversi, ma si riconducono essenzialmente alla comprensibile ricerca di pubblicità: non c'è nulla di male in questo, intendiamoci, lo si ricorda solo affinchè sia ben chiaro il meccanismo dietro l'evento.
Nettamente distinti dai concorsi per opere già edite (i vari Premi Campiello, Bancarella, Strega, etc.), le competizioni tra inediti hanno ben pochi interessi economici alle spalle. Grazie a ciò, in generale sono meno soggette ai giochi di potere ed ai giudizi di parte. Con questo non voglio dire che tutti i concorsi letterari per inediti siano limpidi come acqua di fonte; semplicemente, non è ingenuo riporre in essi più di una speranza.
Nel mondo editoriale italiano ci sono concorsi legati ad avvenimenti culturali, altri concorsi a scadenza annuale, altri ancora assolutamente imprevedibili, legati alle improvvise decisioni degli editori. Le possibilità sono numerose, ed il lavoro più pesante consiste nel rintracciare i bandi di concorso in tempo utile per rispettarne la data di scadenza.
Non esiste purtroppo qualcosa di simile alla "Gazzetta Ufficiale" dei concorsi letterari, ovvero un testo che raccolga tutti i bandi in circolazione. Almeno, chi scrive non ha conoscenza di alcuna pubblicazione del genere. Se mai un'anima generosa volesse dedicarsi ad un simile compito, lo proporrei senz'altro per la beatificazione. Internet, però, potrebbe rendere più agevole la ricerca: la rete, per definizione, è il luogo ideale per recuperare (gratuitamente) informazioni diffuse. Occorrerebbe semplicemente organizzare una mailing-list sull'argomento, o in alternativa un sito Web aggiornato in tempo reale sui concorsi ancora non scaduti.
Su alcune BBS sono già nati esempi di quanto sto proponendo. E proprio su Delos, nel numero 13, è stato citato un sito Web, ancora "in progress", dedicato all'argomento.
Si tratta di un'iniziativa lodevole, e da parte mia contribuisco alle informazioni già presenti con una succinta lista di concorsi:
Premio Calvino: bandito dalla rivista "L'Indice", è un concorso a scadenza annuale, riservato agli autori esordienti. Prevede la partecipazione di racconti lunghi, romanzi, racconti brevi. Per informazioni, telefonare il venerdì dalle 13.30 alle 16 al numero 011/6693934, o scrivere a: "L'Indice", via Madama Cristina 16, 10125 Torino.
Premio MontBlanc: fondato nell'1988, è un concorso annuale che offre ad autori giovani la possibilità di essere pubblicati da grandi editori (l'anno scorso il romanzo vincitore è stato stampato da Mondadori). E' previsto anche un premio in denaro (l'anno scorso 10 milioni di lire). Per informazioni: Ufficio Stampa Montblanc, 02/72001916, fax 02/72002260.
Premio Courmayeur, promosso dal comune di Courmayeur, in collaborazione con lo Space O club di Aosta e la Keltia Editrice. Giunto quest'anno alla nona edizione, il concorso premia i migliori racconti brevi di genere fantastico: il vincitore riceverà 1.000.000 in gettoni d'oro, il secondo classificato L. 500.000, il terzo L. 300.000. Per informazioni, scrivere a: Segreteria Premio Courmayeur, c/o Ass. Op. Tur. Monte Bianco, P.le Monte Bianco 3, 11013 Courmayeur (AO).
Premio Grinzane-Cavour: concorso annuale, sponsorizzato dalla Fondazione CRT, dalla Regione Piemonte, dalla SEAT/Divisione STET, dalla Provincia di Torino. E' articolato in categorie, la maggior parte delle quali relative a romanzi già editi. Esiste comunque la categoria "opera prima", riservata agli autori alla prima pubblicazione, nonchè una serie di categorie minori riservate a racconti e saggi inediti. Per informazioni, telefonare al numero 011-8126847, o scrivere a: "Premio Grinzane-Cavour", Ufficio Stampa, via Montebello 21, 10124 Torino.
Cantieri Letterari Millelire: indetti periodicamente dalla casa editrice "Stampa Alternativa - Edizioni Millelire", sono competizioni riservate a racconti brevi, ed in genere sono a tema fisso. Per ricevere il bando aggiornato, scrivere a: Nuovi Equilibri, Casella Postale 97, 01100 Viterbo.
Spero che il mio esempio venga seguito, e che il sito diventi riferimento per tutti coloro che vogliano mettere alla prova le loro opere.
Finchè questo non avverrà, l'aspirante scrittore dovrà purtroppo spulciare le pagine culturali dei quotidiani, delle riviste, i cataloghi periodici delle Case Editrici, finanche i depliant informativi stampati dai piccoli editori. Inoltre, dovrà tenere sempre qualche dattiloscritto pronto alla competizione e francobolli in quantità. Arduo ma necessario. Sarebbe bello che gli scrittori stessi costituissero una catena di "tam-tam", e si tenessero aggiornati a vicenda sulle opportunità scovate. Questa però è pura utopia: sentendosi giustamente in competizione, difficilmente chi progetta di partecipare ad un concorso ne informerebbe colleghi che vede come avversari pericolosi. Questa è una delle tante ragioni per cui non esiste un sindacato degli scrittori.
La cosa però funziona sui piccoli numeri, ovvero nei ristretti gruppi di narratori che riescono ad entrare in amicizia attraverso la loro comune passione. E' buona norma, esperienza gratificante e consiglio da sottolineare tre volte, intrecciare rapporti perlomeno epistolari con i colleghi la cui strada capita di incrociare. Confrontarsi, scambiarsi consigli o semplicemente chiacchierare con altri professionisti della penna apre infinitamente la mente di uno scrittore. E questo vale anche tra un esordiente ed un autore affermato. Non esitate a scrivere anche alla "firma" famosa, non abbiate timori reverenziali di alcun genere: gli scrittori per natura sono grafomani, e quasi sempre rispondono con piacere alle missive dei colleghi (o dei futuri colleghi). I migliori consigli, le "dritte" più interessanti spesso si ottengono proprio in questo modo.
Tornando alle competizioni letterarie, questo manuale vuol mettere in guardia gli esordienti sui trabocchetti rappresentati dai falsi concorsi. Capita infatti che perfidi esemplari di editori "questuanti" o "mistici" (secondo le definizioni date nello scorso capitolo) bandiscano concorsi fantasma riservati agli esordienti, e ciò allo scopo di illudere i malcapitati e spillar loro denaro.
La cosa avviene in genere in questo modo: l'autore esordiente trova il bando di concorso sul giornale; non ha mai sentito il nome dell'editore, ma ciò non lo insospettisce; invia il proprio dattiloscritto, senza illusioni di facili vittorie, ma almeno con la certezza che questo venga letto. Qualche tempo dopo, giunge una lettera da parte dell'editore. Una lettera lusinghiera, piena di elogi: l'autore esordiente non ha vinto il concorso, ma la sua opera è stata ugualmente apprezzata, anzi, l'editore ne è entusiasta. Sarebbe un peccato non pubblicarla, ma essa non rientra nel programma editoriale della Casa... Ostacolo che si potrebbe aggirare se l'autore contribuisse alle spese di pubblicazione. Viene quindi presentato un contratto tipo, contratto che gli editori "feticisti" classificherebbero come narrativa sado-maso: l'autore si impegna a comprare diverse centinaia di volumi a prezzo di copertina, non ottiene alcun anticipo, non ha neppure diritto di conoscere quante altre copie l'editore effettivamente ha mandato in stampa. Il contratto, infine, non è trattabile, ma dev'essere accettato o respinto in fretta, un giorno o due per la decisione, perchè l'editore, guarda caso, ha scadenze improrogabili di programmazione, e deve chiudere l'annata con o senza l'opera dell'autore. Si tratta di un'occasione unica, da prendere al volo, guai a lasciarsela scappare.
Nonostante l'imbroglio sia visibile anche ai ciechi, capita che qualche esordiente accetti i termini del contratto, e sborsi fior di quattrini pur di vedere il proprio nome pubblicato. In questi casi è riprovevole l'editore truffatore, ma lo è anche l'aspirante scrittore. Anzi, quest'ultimo è doppiamente riprovevole. Primo, perchè la sua opera è stata giudicata meritevole di pubblicazione solo dietro esborso di denaro: lui non ne è consapevole, ma un cattivo libro pubblicato fa molto più male all'autore di dieci buoni libri respinti. Secondo, perchè la stessa cifra poteva essere spesa in altro modo, con gli stessi risultati ma senza premiare una persona scorretta. L'autore poteva infatti ricorrere all'autoproduzione (in pratica lo ha fatto, perchè non esplicitare la cosa?).
Forse non tutti se ne rendono conto, ma le tecnologie odierne hanno reso i mestieri di correttore di bozze, di impaginatore, di rilegatore, di tipografo, se non obsoleti quantomeno superflui. Oggigiorno stampar testi è veramente alla portata di tutti, e lo dimostra il numero ingente di pubblicazioni amatoriali in circolazione, alcune delle quali qualitativamente non hanno nulla da invidiare alle edizioni professionali (vedi Delos!).
L'autoproduzione è una possibilità interessante per gli esordienti, specie se questi riescono a riunirsi in un certo numero e fondare qualcosa di simile ad una cooperativa. Pensateci, prima di regalar soldi ad un editore questuante...
Il vero problema non è però stampare, quanto distribuire, ovvero far pervenire i volumi prodotti nelle librerie e/o nelle edicole. Questo dev'essere fatto a livello professionale, perchè non è affatto semplice come sembra: una distribuzione errata o non puntuale è tra le prime cause di perdita economica in campo editoriale. Di fatto, molte Case Editrici appaltano questo servizio all'esterno, pagandolo profumatamente. Mondadori, ad esempio, distribuisce i suoi volumi unitamente a quelli di una galassia di editori minori.
Ma anche chi si autoproduce ha questa possibilità. Gli scrittori associati in cooperativa possono stampare le loro opere, e lasciare che altri le distribuiscano, ovviamente dietro compenso. Nulla di più semplice.
Attenzione: il messaggio non è un semplicistico "gli editori vadano al diavolo ne facciamo a meno". Piuttosto, è un più morigerato "se gli editori non sanno fare il loro lavoro possiamo anche provarci noi".
Ovviamente, una volta prodotta (o autoprodotta) la sudata opera prima, il novello scrittore si troverà ad affrontare il problema della promozione. E troverà sulla sua strada altri nemici giurati della sua categoria, ovvero i temutissimi critici letterari.
E saranno proprio costoro l'argomento della prossima puntata.
Il presente testo può essere letto in linea o scaricato, e può essere diffuso per via telematica senza limitazioni. Il testo è però di proprietà dell'autore e non può essere utilizzato per scopi commerciali, pubblicato su riviste commerciali o inserito in CD-Rom, senza la previa autorizzazione dell'autore. Inizio pagina |
Sommario |
Thread |
Departments |
Columns |
Views |
Script |
Delos Home