Cyberscopio
a cura di
Franco Forte

< Feedback | Sommario | Update Libredicola >

Delos Cyberzine e Urania presentano Cybescopio, ovvero il vostro osservatorio sul mondo della scienza e della tecnologia.

di Franco Forte

Sì, certo, siamo sbarcati sulla Luna, abbiamo filmato le eruzioni solari, le nostre sonde hanno fatto il solletico agli anelli di Saturno e all'esistenza dei Marziani ormai non ci crede più nessuno (almeno me lo auguro). Eppure, le teorie speculative della fantascienza, che dall'Età dell'Oro americana non hanno mai smesso di evolversi e rigenerarsi, sono andate oltre, hanno raggiunto universi paralleli ed esplorato il centro della Terra, hanno creato una nuova utopia (o distopia, sarebbe forse meglio dire) per il genere umano, confezionando un'ipotesi di futuro ipertecnologico in cui la fusione uomo-macchina ha la precisione di un innesto botanico; hanno asfaltato le autostrade dei possibili percorsi che gli scienziati della nostra era sono quasi obbligati a dover seguire, per non ristagnare in un limbo fatto della perfezione domestica del progresso tecnologico finora conquistato.
Sempre più avanti lancia in resta, questo è l'ordine, e perché no, prendere spunto dalle teorie elaborate da quei pazzi di scrittori di fantascienza può sempre venire utile, come Cyberscopio cerca di dimostrare.
Ricordiamo a tutti che questa rubrica viene contemporaneamente diffusa nell'universo fisico attraverso le pagine di Urania, la più famosa testata fantascientifica italiana, edita da più di quarant'anni da Mondadori.

Storie del Dopobomba

Che fine hanno fatto quelle epiche, struggenti, intense storie sul dopobomba dense di messaggi sociali e moralistiche acclamazioni?
Ricordo il bellissimo Un cantico per Leibowitz di Walter Miller jr, oppure lo struggente Davy l'eretico di Edgar Pangborn, ma anche moltissimi altri, tutti ispirati dalla paura per la bomba atomica, tutti pronti a descrivere le sofferenze, le torture e le dannazioni a cui sarebbe stata condannata l'umanità nel caso la guerra fredda si fosse riscaldata più del lecito.
Eppure, subito dopo il crollo del muro di Berlino, questo argomento diventato una branca a se stante come sottogenere della letteratura di fantascienza è praticamente scomparso. Nessuno ha avuto più il coraggio di parlarne, come se sciagure tipo quella di Chernobyl o l'idea del nuovo leader francese Chirac di riprendere gli esperimenti nucleari nelle isole del Pacifico, o ancora la corsa all'atomica perpetrata da alcuni paesi del terzo mondo (Pakistan, India, Korea, Iran, Libia e chi più ne ha più ne metta) non fossero segnali più che evidenti di quanto la minaccia nucleare sia ancora viva e incombente sulle nostre teste.
Non si tratta di smettere di parlare di guerra tra Urss e Usa, ma di rinnovare l'argomento partendo da nuovi principi e cambiando radicalmente il nostro punto di vista.
Perché vi assicuro che il rischio nucleare esiste ancora, forse più occulto ma ugualmente terribile.
Gli scienziati russi e i laboratori per lo sviluppo di nuove armi e tecnologie non hanno mai smesso di lavorare dopo il termine della guerra fredda. Che fare, tornarsene a casa belli belli e cercare un altro impiego? No, molto meglio continuare e provare a esportare i prodotti realizzati a potenze straniere in grado di pagare profumatamente. Così la ricerca clandestina del nucleare ha continuato a prosperare.
La denuncia più clamorosa viene dall'associazione ambientalista Greenpeace, che ha reso pubblico il tentativo di realizzazione in Sud Africa di una sostanza chiamata mercurio rosso, con la quale secondo gli scienziati russi che l'hanno inventata, sarebbe possibile costruire testate nucleari tascabili, e dunque ancora più pericolose dei giganteschi ordigni convenzionali.
Ve l'immaginate qualche sedicente gruppo terroristico che se ne va a spasso per Londra o Milano con una bomba nucleare tascabile? In grado di esplodere e uccidere migliaia di persone allo semplice schioccare di due dita?
Questi fantomatici ordigni al mercurio rosso sarebbero costituiti da un contenitore bellico convenzionale (la testata di una bomba per un cannoncino leggero, tanto per capirci), al cui interno si celerebbero otto pastiglie di mercurio rosso immerse in materiale esplosivo, e con un nucleo composto da Plutonio, il materiale adatto a scatenare la reazione nucleare. L'impatto dell'ordigno e la conseguente esplosione provocherebbero il decadimento della massa critica del Plutonio, con la conseguente reazione nucleare provocata dall'irraggiamento di neutroni provenienti dal mercurio rosso.
Il fungo che si otterrebbe non sarebbe equivalenbte a quello di Hiroshima o Nagasaki, ma basterebbe a spazzare dalla faccia della Terra una buona porzione di qualunque città industriale degli anni novanta.
Forza, autori di fantascienza, alziamo la voce. Anche questa è una minaccia da combattere.

Arridaglie 1984

Ci risiamo, rispunta un altro Grande Fratello orwelliano, questa volta non attraverso lo schermo televisivo bensì negli intestini del computer.
Ed è proprio una brutta faccenda, perché a quanto pare sarà in grado di dominare e controllare i lavoratori e tutto quello che realizzano attraverso il loro strumento informatico.
Questa nuova spada di Damocle sulla testa della libertà individuale si chiama contabit, ed è uno speciale software in grado, una volta installato in un computer o in una rete di computer, di tenere sotto controllo il lavoro degli impiegati di un'azienda.
Pensate che meraviglia per il datore di lavoro: sarà sempre in grado di capire quanti programmi avete aperto dal vostro desk, quanta mole di lavoro avete effettivamente realizzato, quali sprechi di tempo ci sono stati e via dicendo, come se vi fosse applicato un contatore di scatti in grado di determinare la vostra efficienza giornaliera.
Si tratterebbe di un perfetto strumento di controllo (e di sevizia, mi sembra) nei confronti dei lavoratori e delle loro prestazioni, in base al quale determinare compiti, mansioni, promozioni e... licenziamenti.
Sindacati, buon lavoro. Adesso sta a voi cercare di farvi una discreta cultura informatica, se non altro per combattere con i datori di lavoro sullo stesso terreno.

L'uomo scannerizzato

Se Alfred Bester fosse ancora vivo, non esiterebbe a intitolare il suo prossimo romanzo in questo modo.
Invece si tratta semplicemente di parlare di un nuovo sistema per identificare le persone, un congegno ad alta tecnologia che si è dimostrato più sicuro, affidabile e antifalsificazione di qualunque altro.
La letteratura di fantascienza ci ha abituati a sentir parlare di analisi delle impronte digitali, della retina, del timbro della voce e chissà quante altre diavolerie, ma mai nessuno, almeno da quanto ricordo, ha pensato a registrare, scannerizzare e quindi utilizzare come parametro di raffronto, la geografia delle nostre emissioni all'infrarosso.
Sì, perché sembra che ogni essere umano emetta per tutta la durata della sua vita, e senza che intervengano cambiamenti, un tracciato ben definito di calore dal volto, che attraverso un'apparecchiatura a raggi infrarossi messa a punto dal Centre for Nuclear Security Systems dei laboratori americani Sandia National (il prototipo si chiama Technology Recognition System, Sistema di Riconoscimento Tecnologico) può essere registrato, archiviato e utilizzato ogni volta che si desidera avere la certezza assoluta sull'identità di una persona.

Meglio del TNT

In America ci sono arrivati, ma questa non è una novità. Quei simpaticoni d'oltre oceano sembrano sempre arrivare primi in ogni cosa.
Adesso hanno la possibilità di utilizzare i servizi di un corriere espresso (l'analogo di un nostro TNT Traco, per intenderci) semplicemente digitando poche lettere su una tastiera e chiedendo il ritiro e la consegna nell'apposita conferenza messaggi messa loro a disposizione dalla Federal Express. E il tutto, sembrerebbe, senza strani software d'utilizzo e assolutamente in forma gratuita.
Volendo, sarebbe possibile collegarsi con la FedEx anche dall'Italia (l'indirizzo Internet, per coloro che volessero provarci, è il seguente: http:/www.fedex.com), ma credo che per il momento non ne valga la pena. Consegnare un plico da Milano a Roma via New York non dev'essere il massimo del risparmio.

Il presente testo può essere letto in linea o scaricato, e può essere diffuso per via telematica senza limitazioni. Il testo è però di proprietà dell'autore e non può essere utilizzato per scopi commerciali, pubblicato su riviste commerciali o inserito in CD-Rom, senza la previa autorizzazione dell'autore.
Inizio pagina | Sommario | Thread | Feedback | Cyberscopio | Update | Views | Matrix | Script | Delos Home