Introduzione di Silvio Sosio
Il libro che avete di fronte ha richiesto diversi anni di lavoro; è passato attraverso varie mani e ha subito varie battute d'arresto, e oggi è solo grazie a internet che abbiamo la possibilità di metterlo a disposizione dei lettori.
La stampa di questo volume avrebbe infatti richiesto un discreto capitale, e non avrebbe potuto contare su una distribuzione professionale. Nel ristretto ambito degli appassionati, e ancora di più nel ristretto ambito delle persone interessate a ricordare o a scoprire uno scrittore ormai scomparso, la speranza di recuperare almeno in parte l'investimento appariva ridotta.
La voglia di raccogliere i racconti di Angelo De Ceglie in volume risale ai primi tempi successivi alla sua scomparsa, nel 1985. I primi a interessarsene furono due promotori del Club City di Milano (del quale anche De Ceglie era socio), Luigi Pachì e Mario Sumiraschi, che iniziarono la raccolta dei racconti. Il successivo sfaldamento del club causò l'accantonamento del progetto.
Anni dopo, io e Franco Forte abbiamo ripreso in mano l'idea, e in circa un anno, tra il 1993 e il 1994, siamo riusciti a raccogliere l'intera collezione dei racconti di Angelo De Ceglie, sia quelli editi sia quelli rimasti inediti, inclusi alcuni lavori giovanili. L'antologia avrebbe dovuto uscire come ventesimo numero della rivista La Spada Spezzata, ma a parte un forte incoraggiamento da parte di alcune persone (che sono elencate nella pagina dei ringraziamenti) dovemmo rassegnarci al fatto che il mondo degli appassionati di fantascienza non sembrava molto ricettivo a questa operazione. Intendiamoci, nessuno si aspettava di guadagnarci dei soldi (né ce lo siamo mai aspettati da nessuna delle nostre attività amatoriali) ma stampare un volume di oltre duecento pagine aveva un costo elevato, e per noi sarebbe stato un piccolo tracollo economico.
Sono passati alcuni anni, e oggi grazie a internet siamo in grado di pubblicare, sia pure in forma elettronica, questo volume.
Angelo De Ceglie è stato una figura di spicco del fandom italiano fra gli Anni Settanta e gli Anni Ottanta. Come autore ha esordito sulle pagine di The Time Machine, una rivista a cavallo della fine degli Anni Settanta per molto tempo è stata il punto di riferimento della fantascienza italiana. Sulle sue pagine hanno trovato spazio molti autori eccellenti (Daniele Brolli, Daniele Ganapini, Gianluigi Pilu, Renato Pestriniero, Gianluigi Zuddas, Lanfranco Fabriani, Mariangela Cerrino, Mauro Gaffo, Giorgio Placereani e molti altri) che, almeno a mio avviso, sono stati fra i migliori scrittori che il nostro paese abbia prodotto. De Ceglie era uno degli autori di punta, e alcuni suoi racconti, come Babele e Oltre Plutone, hanno riscosso davvero un grosso successo. Babele, in particolare, vinse il Premio Italia come miglior racconto dell'anno 1982: per l'occasione fu John Brunner, ospite d'onore alla Convention di Borgomanero del 1983, a consegnare il premio a De Ceglie.
Come appassionato, Angelo produsse, dal 1976, la fanzineVox Futura. Nata come palestra per scrittori esordienti, la rivista si posizionò subito fra le migliori per la qualità della narrativa espressa. Dietro le splendide copertine dell'allora esordiente Giuseppe Festino, Vox Futura pubblicò tre numeri, più uno speciale, uno migliore dell'altro.
Come lui stesso affermava, proprio il lavoro di selezione dei racconti, per Vox Futura prima e per la rivista Robot poi, gli fu di grande aiuto per maturare il proprio stile narrativo.
Ci fu poi un periodo di allontamento di De Ceglie dal mondo della fantascienza, e poi, all'inizio degli Anni Ottanta, con la nascita del Club City a Milano e della fervida attività del fandom di quegli anni, Angelo tornò all'attività. Divenne uno dei soci più attivi del club, animando fra l'altro una trasmissione radiofonica insieme a Luigi Pachì e a Mario Sumiraschi. Tornò anche alla produzione come scrittore: suoi racconti apparvero su parecchie riviste amatoriali di quel periodo: Millennium, Dimensione Cosmica, ben tre su La Spada Spezzata che curavo io stesso. Anche Vox Futura tornò con un nuovo numero. Nel 1985, poi, ci fu l'incidente in Portogallo che mise fine a tutto.
In seguito, l'eredità di Vox Futura fu raccolta da un'altra importante fanzine di quegli anni, L'Altro Spazio, alla quale il curatore Luigi Pachì cambiò nome, appunto, in Vox Futura.
Angelo De Ceglie non è l'unico esponente del fandom italiano che sia scomparso prematuramente. Eppure in molte persone il suo ricordo è straordinariamente vivo, ancora oggi dopo molti anni. L'anno scorso un racconto di Giuliano Giachino, La storia che Angelo non scrisse mai, ha avuto una menzione speciale al Premio Courmayeur. Il racconto era dedicato ad Angelo De Ceglie.
Il motivo va cercato da ognuno in sé stesso, e un tentativo di esprimerlo a parole lo si può trovare nelle testimonianze di tre personalità della fantascienza italiana che ospitiamo su queste pagine: Vittorio Curtoni, già direttore di Robot nonché di altre importanti testate, oggi traduttore; Sergio Giuffrida, esperto di cinema promotore di tante iniziative editoriali fra le quali l'ultima, Supercinema, è tutt'ora in edicola; e Giuseppe Festino, grande illustratore che oggi lavora con grossi editori italiani e stranieri, in qualche modo "lanciato" proprio da Angelo.
Speriamo che questo lavoro, costato tanta fatica nel reperimento e nella composizione dei testi, contribuisca a mantenere vivo questo ricordo.
Il volume è diviso in quattro sezioni. Si comincia con tre racconti usciti sui primi due numeri della fanzine Vox Futura, fra le prime cose pubblicate da De Ceglie, lavori ancora molto immaturi.
Nella seconda sono raccolti i racconti usciti su The Time Machine, fra i quali ci sono senz'altro le cose migliori scritte da Angelo.
La terza parte, denominata "Gli anni di City", ripercorre il periodo del ritorno di De Ceglie all'attività nei primi Anni Ottanta, con molti racconti usciti sulle più svariate testate. Uno di questi è inedito.
Infine, la quarta parte raccoglie tutti i racconti inediti giovanili, alcuni dei quali scritti da un Angelo De Ceglie ancora bambino. Sono storie che senz'altro non aggiungono nulla all'autore, ma raccontano in qualche modo l'evoluzione della persona.
Buona lettura.
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Pianeta illusione
tutti i racconti di Angelo De Ceglie
a cura di Silvio Sosio e Franco Forte
copertina di Giuseppe Festino
Pagg. XVIII+215
Formato 21x29,7 cm
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Copertina
L'indice del volume
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