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  Syrena
Syrena, Italia 1998 - colore

Premessa
di M. Equizzi
Credo che in Italia un cinema di Fantascienza sia necessario come indice non solo di maturita' culturale e di sensibilita' verso i rapporti fra l'uomo e la tecnologia, il mito ecc ecc, ma e' necessario anche come dimostrazione di evoluta capacita' industriale e tecnologica nel campo della comunicazione.

Non nego che da quando ho fatto Syrena e' passato un bel po' di tempo, l'ho girato quando avevo 26 anni e l'ho finito a quasi 28, la post produzione l'ho fatta in sei mesi (l'estate del 1997), ma maggiore e' la distanza fra l'ultimo giorno di montaggio, indimenticabile, ed ora e piť sono convinto di avere fatto la scelta giusta, un'opera(-ina) che aveva ed ha lo scopo di mettere in scena una certa sensazione che la fruizione della letteratura Cyberpunk inevitabilmente comporta, scatena sul lettore.
Chiamatela beata confusione, chiamatelo overload sensoriale, cut-up techno, prosa anomala, il risultato e' sempre quello: mi ricordo meglio i Promessi Sposi, letto poco e male, che Neuromante...
Allora, mi chiesi, perche' non mettere in scena la stessa sensazione, lo stordimento del cyberpunk attraverso la commistione fra generi che amo: Spionaggio e Sci Fi, congiura teocratica e delirio visivo da video arte (ubi fluxus ibi motus).
Sono un sostenitore dell'equazione video arte - Sci Fi.
Syrena e' un racconto-messa in scena Radicale, Underground nel vero senso della parola... con tutti i difetti e i vantaggi che questo termine comporta.
Altro obiettivo che volevo raggiungere era quello della non banalizzazione del genere che senz'altro gode di storpiature cinematografiche non da poco (anche se di grande succe$$o), e se volevo fare 'colpo' sulla cultura fantascientifica di questo paese e non sul pubblico che molto vede e poco scrive (poco comunica), avevo bisogno di qualcosa di non proprio leggero, un prodotto che trasudasse cultura Sci-Fi riconoscibile anche se underground e non volgarizzata.
Solo attraverso un'operazione di questo tipo era possibile non fare la figura del plagiatore cronico della Sci Fi del Cinema... di animatori che scopiazzano Guerre Stellari e Star Trek ce n'e' a bizzeffe ed alcuni sono anche molto bravi. Solo un'operazione consapevole del peso della cultura fantascientifica letteraria poteva scatenare il tam tam che gradatamente si e' prodotto e che ha lo scopo non certo di "magnificare" Syrena, quanto di costruire un cinema di Sci Fi in Italia, senza pretesa di essere nazionale o anti-americano, un cinema che si 'limita' a fare il suo dovere: intrattenere.
Non so se sono sulla strada giusta, una cosa certa e' che non ho troppi nemici e ho tante persone da ringraziare per essersi lasciate disturbare e adesso sono sempre meno solo a spingere questo carrozzone, Syrena non e' un opera perfetta, ma soprattutto E', esiste, non e' un sogno, ne' un miracolo, e' un lavoro e di questo sono assolutamente fiero.

Mariano Equizzi


   
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