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Destinazione... Terra It came from outer space, USA 1953 - b/n |
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| Recensione di M. Carita' |
L'astronomo dilettante John Putnam è testimone della caduta di un meteorite nel deserto. Nel cratere formato dall'impatto trova un'astronave e intravede la forma di una creatura mostruosa, ma proprio in quel momento una frana ricopre il fondo del cratere. L'uomo cerca di mettere in allarme le forze dell'ordine ma non viene creduto. Una settimana più tardi, due operai della società elettrica scompaiono misteriosamente e, quando ritornano, agiscono in modo strano: sono freddi e inespressivi come automi. Ad una ad una altre persone seguono il loro stesso destino; fra queste la fidanzata di Putnam il quale, tramite lei, riesce a incontrare gli alieni. In grado di mutare il proprio aspetto, essi sono stati costretti a prendere il posto di alcuni umani, tenuti nascosti in una miniera abbandonata, per procurarsi il materiale necessario alla riparazione della loro nave. Prima di ripartire, comunque, sono intenzionati a liberare gli ostaggi. Nel frattempo i concittadini di Putnam organizzano una spedizione punitiva e lui, consapevole delle loro buone intenzioni, cerca di proteggere gli alieni provocando il crollo dell'ingresso alla miniera. Ma il suo gesto è ormai inutile: terminate le riparazioni, gli alieni abbandonano il pianeta.
La figura dell'alieno, nei pochi istanti in cui si scorge, non appare particolarmente interessante. Il regista stesso, in un'intervista, ammette di averla dovuta inserire perché espressamente richiesta dalla produzione. In questa, come in tutte le pellicole future di Jack Arnold, l'alienità viene espressa per impressioni: il comportamento delle persone sostituite dagli extraterrestri è in qualche modo fuori tono; gli elettricisti che Putnam insegue in un vicolo emergono dalle tenebre tenendosi per mano come bambini, mentre in un'altra occasione uno di essi alza gli occhi verso il sole e lo fissa a lungo senza battere le palpebre.
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