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  Monster movies (3)
di Giovanni Mongini

da Robot
no. 1 e 2
(1976)

A capo del filone dei mostri preistorici, invece, troviamo una pellicola del 1953, con cui debutta alla regia Eugene Lourie': Il risveglio del dinosauro, realizzato con la stessa tecnica di animazione da Ray Harryhausen e ispirato, per alcune sequenze, a un racconto di Ray Bradbury. Il gigantesco dinosauro, rimasto dai tempi primevi imprigionato nel ghiaccio poi scioltosi per una esplosione atomica e che devasta il mondo civile, divenne, all'epoca, un tema classico e praticamente obbligato. Per il fatto di essere stato il primo a trattare il tema, il film ebbe un largo successo che, ai nostri tempi, appare ampiamente ingiustificato ma pur sempre scusabile. Se, infatti, il soggetto presenta a suo vantaggio momenti di buon effetto come quello, ad esempio, del gigantesco animale che attacca e distrugge un faro, a suo discapito dobbiamo dire che i trucchi di Harryhausen sono di effetto assai minore di quelli usati da O'Brien nelle sue pellicole precedenti. La trama e' ingenua e in alcuni punti persino assurda, sorretta, peraltro, da un ottimo commento musicale che, appunto perche' tale, rende ancora piu' ridicole le scene drammatiche.
Valga per tutte il fatto che, ad un certo punto, gli uomini perdono di vista il dinosauro che pure ha gia' devastato interi quartieri della citta' di New York; al contrario, appare interessante la scena della sua morte all'interno di un ottovolante. A questo proposito e' bene ricordare che Harryhausen fu costretto, per contenere i costi di produzione, a girare le scene degli effetti finali con una sola macchina da presa e fece stampare in seguito molte scene alla rovescia, per far credere a un'angolazione di ripresa diversa.
Ciononosatante, malgrado tutti questi difetti il film conobbe un colossale successo di pubblico e apri' la strada ad altri film del genere. Questo basta, quantomeno, perche' la pellicola sia degna di essere citata.
Insieme a King Kong, un'altra creatura mostruosa, come lui sfortunatamente innamorata, raggiunse negli anni Cinquanta il successo di pubblico ed entro' di prepotenza nel novero dei 'migliori mostri dello schermo'. La creatura della laguna nera, infatti, protagonista di tre pellicole, era ottimamente realizzata sia dal punto di vista tecnico, in quanto un ottimo subacqueo indossava una costosissima tuta di gomma, sia, soprattutto, dal punto di vista... umano. Se, a differenza del suo illustre predecessore, il gillman (questo il suo nome in inglese) aveva dimensioni praticamente normali, bisogna dargli atto di una maggiore credibilita' e raffinatezza di movimenti.
I tre film che trattarono di lui sono, nella traduzione italiana: Il mostro della Laguna Nera, La vendetta del mostro e Terrore sul mondo. Nella prima pellicola una spedizione scientifica giunge in una semisconosciuta laguna dell'Amazzonia (in realta' le scene furono girate in studio dove fu ricostruita, acqua compresa, la famigerata laguna) e qui vi scopre il mitico superstite di un'epoca primitiva: l'incrocio fra l'uomo e il pesce. Il mostro decima, a poco a poco, la spedizione, per poi essere preso a fucilate dai superstiti e scomparire in mare.
Piu' forte dell'evoluzione, come viene dichiarato nel secondo film, esso torna sugli schermi per essere catturato e portato in un acquario della Florida dal quale fugge e scompare, nuovamente ferito, in mare. Nella terza ed ultima pellicola della serie, il mostro viene catturato, ferito gravemente e reso adatto a respirare sulla terra. Imprigionato riesce a fuggire e si dirige verso il mare, che ora non rappresenta piu' la vita ma la sua morte.
Regista delle prime due pellicole e' quel colossale autore di film di fantascienza che fu Jack Arnold. La terza pellicola fu girata da un 'allievo' di Arnold, Sherwood, perche' il regista era gia' contrario a girare il secondo episodio e si rifiuto' tassativamente di girarne un terzo.
Gli interpreti di questo film sono tre veterani del genere, che in quell'epoca girarono molte pellicole a carattere fantascientifico: nel primo episodio Richard Carlson, nel secondo John Agar e nel terzo Jeff Morrow.
Alcune sequenze, specie nel primo episodio, senza alcun dubbio il migliore, sono rimaste basilari, come, ad esempio, la scena in cui la ragazza nuota nella laguna e sotto di lei, a pochi metri e in perfetto sincronismo, nuota la creatura creando, nell'insieme, quasi una danza d'amore. Oppure le bellissime scene iniziali della nascita del nostro pianeta e quelle finali dove il mostro, rapita la ragazza, si prepara ad averla in una sorta di grotta che pare molto simile a quelle dove venivano celebrati i riti pagani. Le bellissime scene subacquee sono state girate a Silver Springs, in Florida.
Sempre in un acquario della Florida furono girate le scene del secondo film, in mezzo a pescecani e a una tartaruga che si era follemente innamorata del costume dell'uomo-pesce, tanto da smangiucchiarselo. Fu necessario istruire appositamente un uomo della troupe affinche' tenesse a bada la tartaruga... innamorata.
Contrariamente a quanto si e' portati a credere, i film di Jack Arnold non furono girati in regime di stretta economia, anzi devono considerarsi, per l'epoca, pellicole abbastanza costose, dato il genere: dai sette agli ottocentomila dollari.
Altre epoche e altri mostri ci attendono ma, in verita', pochi di essi riusciranno a eguagliare i due piu' grandi della storia del cinema.

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