Chi vuole distruggere il pianeta

Pubblicato il 15 Luglio 2011 in Tempo presente | 5 Commenti »

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In questi ultimi anni, e specie in questi ultimi mesi, mi sembra di star vivendo una storia di fanta-economia.

Una cupa storia in cui il capitalismo mostra i suoi lati più deleteri - li aveva mostrati anche numerose volte nelle crisi del passato e dei secoli scorsi, ma oggi, grazie alla globalizzazione, e’ al suo apice coinvolgendo il mondo intero - mentre tutti stanno a guardare (cittadini, ma soprattutto chi le politiche economiche e finanziarie le “fa”, cioe’ i governi e i grandi gruppi) come se stessimo al balcone in attesa che il funerale passi.

La mia modesta impressione e’ che il funerale e’ solo agli inizi. La crisi non finira’ anzi crescera’, per il semplice fatto che nessuno dei detentori del potere politico in realta’ “detiene” concretamente qualcosa. Sono solo esecutori passivi, probabilmente a libro paga, dei grandi speculatori, i quali non si pongono problemi: il loro intento è ricavare tutto il possibile da tutto quanto sia monetizzabile (lavoro, schiavizzazione del lavoro, ambiente, industria, beni naturali, business delle centrali nucleari e delle fonti alternative, etc.): e dopo di loro il diluvio.

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Cronache dal fantaneolitico.

Pubblicato il 13 Luglio 2011 in Tempo presente | Nessun commento »

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SU “DELOS” E’ ONLINE UNA NUOVA ANTOLOGIA “STORICA” DI RACCONTI ITALIANI DI FANTASCIENZA (ANNI ‘50/70) CURATA DAL SOTTOSCRITTO. QUESTA CHE SEGUE E’ LA MIA PREFAZIONE.

Cronache dal fantaneolitico 

Quando Carmine Treanni mi ha proposto di curare un’antologia online per “Delos”  (Fantascienza.com) che ripresentasse alcuni  racconti di autori italiani “storici”, scritti ai primordi della fantascienza di casa nostra, ho accettato con grande piacere. E ho subito pensato a una raccolta di storie che fossero anzitutto leggibili tuttora, ma anche dotate d’una loro originalità, tematica o formale, rispetto alla science fiction statunitense ad esse contemporanea. Insomma, nei limiti del possibile, non scopiazzature più o meno palesi dei maestri Asimov o Heinlein…

Il progetto ha preso pertanto una via meno facile. Anche perché in situazioni del genere occorre anzitutto la disponibilità dei testi, poi occorre – ovviamente – averli letti a suo tempo, ma anche ricordarli – è trascorso mezzo secolo – e, dopo averli riletti, scegliere quelli tuttora proponibili.
Il “ripescaggio” di racconti italiani non meritevoli di oblio è un mio pallino che ho trovato modo di coltivare fin da metà anni ’80, quando sulla fanzine barese “THX 1138” avviai una rubrica intitolata provocatoriamente “I classici della fantascienza italiana”. La fanzine – che vinse due Premi Italia – durò 5 numeri e su tre di essi apparvero “vecchie” storie di Maurizio Viano, Lino Aldani, Renato Pestriniero. Un decennio dopo, Sosio mi propose di avviare una mia collaborazione con “Delos”, curando una rubrica dello stesso tenore. In totale, su “Delos”, nelle pagine di “Quando le radici” apparvero fino al 2004 circa sessanta racconti di altrettanti nostri autori della prima ora. Nel 2003 rinacque la rivista cartacea “Robot”, e vi fu varata un’altra mia analoga rubrica: “Retrofuturo”, che conta a oggi una ventina di titoli di altrettanti scrittori.       

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Quando Musetto dice “ciao”

Pubblicato il 24 Giugno 2011 in Tempo presente | 2 Commenti »

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Allegri, gente. Oggi, 14 marzo 2016, una volta tanto una notizia positiva. E anche divertente. Utile? Io credo di sì. E’ pur vero che non tutti amano gli animali. O comunque non tutti (anche ritenendo giusti alcuni “diritti” delle specie inferiori) sarebbero disposti a tenersi un animale in casa.

Insomma la notizia che sto per darvi “non” interesserà, forse, solo quelli che verso le bestiole manifestano semplice indifferenza. Ciascuno la pensi come vuole. Allora: sono in arrivo novità eclatanti. Anzitutto, da anni sono in corso esperimenti per l’innesto negli animali (domestici e non) di Dna umano. Qui sorgono problemi etici: è giusto inserire neuroni umani nel cervello di un cane o di un gatto? A che serve modificare geneticamente le loro corde vocali perché possano articolare suoni? E’ una trovata geniale o una forzatura? E’ lecito modificare ereditariamente - quindi per intere generazioni - un cavallo o un fox terrier per cercare di renderlo “più umano”? E siamo certi che i risultati sarebbero quelli auspicati? Nell’attesa di saperne di più, è comunque in arrivo un apparecchietto innocuo e molto meno invasivo: una specie di “traduttore” universale inter-specie del linguaggio. Già agli inizi del secolo qualcuno stava lavorando al progetto, in Giappone…

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Pavel Nică è vivo a Chernobyl

Pubblicato il 12 Giugno 2011 in Tempo presente | Nessun commento »

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Pavel Nică,  Chernobyl. La tragedia del XX secolo (ed. Stampa Alternativa, 2011. Pag. 122, euro 12,00 - Prefazione di Riccardo Iacona).

“…Ma nel 1986, ricordiamo che i più colpiti dalla radiazione furono i militari. Al segnale d’allarme emesso dalle autorità, essi furono buttati in un vero inferno. Non avendo strumenti e attrezzature necessari, raccolsero a mani nude, nel migliore dei casi con zappe e vanghe, il combustibile nucleare e la grafite che fuoriuscivano dal reattore (…) In poche ore furono mobilitati duecentodieci unità militari con una capacità di 40.000 soldati, tutti giovanissimi…”

L’estratto è da un recente tascabile edito da Stampa Alternativa: Chernobyl. La tragedia del XX secolo. L’autore, Pavel Nică, era un giornalista e scrittore moldavo che lavorava presso la televisione del suo Stato e nelle redazioni delle maggiori testate della Moldavia. Un intellettuale scomodo e anticonformista, inviato speciale a Chernobyl nel 1987. Diciamo “era”, perché Pavel è rimasto a sua volta vittima del mostro atomico. E solo nel 2003, pochi anni prima di morire di leucemia (2009) egli riuscì a vedere pubblicati i suoi scritti su quanto realmente accadde a Chernobyl: articoli, rivelazioni, riflessioni, constatazioni “de visu” che il governo sovietico gli aveva sistematicamente censurato. Ciò che accadde, perché accadde, cosa fu comunicato al mondo e in che tempi, quali prospettive: tutto ciò è narrato da Pavel Nică in un modo non aggressivo o sensazionalistico. Al contrario troviamo una scrittura pacata, malinconica, talora diaristica, o carica di rimpianto per una terra che non sarà mai più la stessa, per le migliaia di persone che si sacrificarono senza capire bene cosa stesse accadendo, quasi nell’indifferenza dello Stato, nell’ignoranza del pericolo e nelle bugie del Potere…

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Catene di minimi eventi

Pubblicato il 12 Giugno 2011 in Tempo presente | Nessun commento »

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Qualche giorno fa mi è accaduta una cosa forse banale, che di certo può accadere non solo a me e che non è neanche cosa rara. Ma mi piace raccontarla.

Premessa: erano più di 50 anni che cercavo lo spartito musicale per pianoforte di una vecchia canzone americana. Una canzone di cui ricordavo bene le prime battute e che era molto popolare quando ero un ragazzino su 6 o 7 anni. Insomma, era in voga nella seconda metà degli anni ‘40. Di questa canzone non sapevo il titolo. Conoscevo però il nome degli autori: Jay Livingston e Ray Evans. Nomi probabilmente ignoti ai più, ma che a suo tempo acquistarono una certa notorietà almeno per due canzoni di grande successo: Que sera sera (cantata da Doris Day nel film di Hitchcock L’uomo che sapeva troppo, 1956) e Mona Lisa, che negli anni ‘50-60 fu uno strepitoso hit del cantante Nat “King” Cole. Sulla base di questi dati (conoscenza delle prime battute del tema musicale, nonché del nome degli autori) avevo avviato negli anni ricerche senza mai riuscire a risalire al titolo della canzone. Né, ormai, speravo più che il relativo spartito fosse rintracciabile, dato il tempo trascorso. Neanche Internet mi era stata d’aiuto: in verità su Wikipedia the free c’è una voce alla coppia degli autori, ed è seguito dalla una nutrita lista di titoli delle canzoni di Livingston & Evans, titoli dei quali nessuno mi diceva granché. Mi ero rassegnato. Peccato, perché parlo di un tema musicale che è sempre stato per me estremamente evocativo di sensazioni e atmosfere di quel periodo della mia fanciullezza.

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“Trafitta dalla Luna”, su testi di Elisa Robino

Pubblicato il 6 Giugno 2011 in Tempo presente | 1 Commento »

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Venerdì prossimo 10 giugno alle ore 22:00, presso il Country Club (Strada Santa Caterina, 18/h - Bari), nell’ambito della Rassegna “Art in Love”, i Ladri di Parole presentano “TRAFITTA DALLA LUNA (Una vita in versi)”, una performance teatral-musicale che attinge ai testi poetici di Elisa Robino. Lo spettacolo è allestito e interpretato dalle attrici del “Teatro Osservatorio” Silvia Cuccovillo, Anna De Palma, Barbara De Palma (che è anche Direttrice artistica e ha curato le scelte musicali), Lorena Pasotti, con Giancarlo Pirro alla chitarra.

Lo spettacolo replica la performance eseguita dagli stessi artisti il 21 maggio scorso presso l’associazione culturale “Federico II Eventi” in occasione dell’Incontro con l’Autore “Elisa Robino. Una vita in versi” , performance elaborata appunto sui testi della poetessa. Nella circostanza, il poeta Renato Greco introduceva criticamente le opere della scrittrice.

Il notevole, lusinghiero successo ottenuto in quella sede, ha portato a una riproposizione dello spettacolo nel nuovo ambiente del Country Club.

L’evento si articola in nove quadri, staccati tra loro da canzoni cantate dal vivo dalle attrici, con accompagnamento di chitarra. Ciascuna canzone apre il quadro successivo(”Figlia” di Vecchioni, “Innamorarsi” di Ornella Vanoni, “Ritornerai” di Bruno Lauzi, “Come musica” di Jovanotti, “Voglio” di Pablo Milanes.  Le poesie seguono un filo consequenziale, venendo a creare una vera e propria “storia di vita” della poetessa. Il tutto immerso in una scenografia rétro che riporta agli anni ‘50.

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Perché ha perso Berlusconi

Pubblicato il 31 Maggio 2011 in Tempo presente | 14 Commenti »

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Da stasera (30 maggio) in tv si vedono - e per un bel po’ continueremo a vedere - salotti in cui personaggi noti e ignoti discutono accanitamente sul come e sul perché B. abbia perso le amministrative, e si ascoltano dottissime sottilissime spiegazioni - specie di berlusconisti - con statistiche e si recitano dati numerici o si fanno richiami a eventi trascorsi e si ritiene questa o quella ultima mossa di B. o penultima di tal ministro determinante o insufficiente e la campagna elettorale è stata sbagliata etc. etc. etc., in un polverone autogratificante o autoflagellante…

…Ma secondo voi, bastano dettagli secondari, seppure talora “pesanti” (vedi i manifesti anti-Pisapia a Milano, o il pessimo autogol della Moratti, persona che peraltro da “Report” abbiamo tutti appreso di che pasta è fatta) per far cambiare parere, di colpo, a milioni di persone? Davvero tutto l’elettorato è pecorone? Secondo il mio modestissimo parere di comune cittadino, B. ha perso per un motivo semplicissimo, che dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti, ed esprimibile in sole 6 parole: “la gente non ne puo’ più”.

L’atteggiamento strafottente di B., con i suoi guai giudiziari, i suoi legittimi impedimenti, con le sue puttane dentro e fuori il Parlamento, con i suoi ministri e sindaci in sentore di mafia, o di indagini giudiziarie, o coinvolti in affari poco chiari; con i suoi ministri-marionetta sul libro paga, le sue cafonesche esternazioni contro sinistra e magistratura e Capo dello Stato; le sue pietose boutades da infimo guitto; il suo disprezzo dichiarato in tv per le leggi, la Costituzione, il Parlamento, la democrazia; la sua supponenza grazie alla quale non si è mai degnato di andare neanche una volta a visitare gli operai che scioperavano per settimane o mesi sulle terrazze per cercare di salvare il posto di lavoro; per aver privato la scuola pubblica perfino della carta igienica; per aver distrutto Università e Ricerca…

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Poesie contro le centrali nucleari

Pubblicato il 25 Maggio 2011 in Tempo presente | 4 Commenti »

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Martedì 24 maggio il Parlamento ha approvato il “decreto omnibus” contenente la moratoria per i referendum sulle centrali nucleari (nonché sulla privatizzazione dell’acqua e sul legittimo impedimento). Qualche giorno fa la Corte di Cassazione ha invece dichiarato legittimo il referendum. Oggi 4 giugno leggo sui giornali che Berlusconi (dapprima aveva ipocritamente invitato tutti a votare, poi ha dichiarato “inutili” i referendum) ora fa ricorso alla Consulta per cercare di bloccarli.

Il tutto, per privare i cittadini di un’altra bella fetta di democrazia, con conseguenze devastanti. Illustri esponenti del governo e maîtres à penser dichiarano “illegittimo” il referendum in se stesso, cioé la genuina e costituzionale espressione della volontà popolare diretta. Dimenticano, costoro, che fu tramite il referendum che l’Italia divenne una Repubblica. Dimenticano anche che il referendum è la provvidenziale arma estrema contro un Parlamento che diventi autoritario, ombra di se stesso, e legiferi “contro” il volere del cittadino, perché essi stessi sono eletti per servire il popolo. Intanto aumenta la protesta generale, e tra le numerose iniziative a favore del referendum antinucleare ne segnalo una, davvero particolare: la stampa di “Scissione blues”, un libricino di poesie contro le centrali. Idea alquanto originale, sulla quale credo valga la pena soffermarsi.

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Elisa Robino presenta Elisa Robino: Una vita in versi

Pubblicato il 19 Maggio 2011 in Tempo presente | Nessun commento »

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A conclusione della stagione 2010-11 del ciclo “Incontri con l’autore”, presso la Federico II Eventi, Via Latilla 13, Bari, sabato 21 maggio alle ore 19,30 Elisa Robino presenta Elisa Robino con “Una vita in versi”.

Si tratta di uno spettacolo teatrale che attinge ai testi poetici della scrittrice, allestito dalle attrici del Teatro Osservatorio, di Bari: Barbara De Palma, Anna De Palma, Silvia Cuccovillo, Lorena Pasotti. Alla chitarra sarà Giancarlo Pirro. Regia e scelte musicali di Barbara De Palma.

Lo spettacolo si articola in nove quadri staccati fra loro da canzoni cantate dal vivo, ciascuna delle quali apre il quadro successivo. Le poesie seguono un filo consequenziale, venendo a creare una vera e propria storia di vita della poetessa. Il tutto è immerso in una scenografia rétro, che riporta agli anni ’50.

Prima dello spettacolo, introdurrà criticamente le opere della scrittrice il poeta Renato Greco.

Elisa Robino ha pubblicato tre libri di poesia fra il 1997 e il 2006: Trafitti dalla luna (Schena editore), Un paio di ali terrene (Besa ed.) e Il sorriso del jazz (Besa ed.); dal 2009 cura il ciclo “Incontri con l’autore” presso l’associazione culturale “Federico II Eventi”.

Sulla poesia di Elisa Robino, Luce d’Eramo ha scritto: «La limpidità della sua scrittura è il frutto di un’intima macerazione, perché, come dissero Boileau e Leopardi, “la semplicità è una conquista finale dell’arte”. È come l’orma di un piede umano sulla Luna».

FEDERICO II EVENTI, VIA LATILLA 13, BARI - SABATO 21 MAGGIO, ORE 19,30 -INGRESSO  LIBERO - SIETE TUTTI INVITATI!!!

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NOTA DEL giorno dopo (22 MAGGIO 2011):

E’ stato non un successo ma un successone, certamente l’”incontro” (ma dovrei dire incontro-spettacolo) più seguito dell’intero ciclo 2010-2011. Sala gremita, inappuntabile e accattivante presentazione critica del poeta Renato Greco; superlativamente brave e ben calate nell’atmosfera le 4 attrici, indovinatissime le musiche di accompagnamento del chitarrista, molto gradite le poesie di Elisa Robino che hanno fatto da testo allo spettacolo. Trovate sulla pagina Facebook di Elisa Robino alcune foto dell’evento.

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Grandi idee per una piccola Terra

Pubblicato il 14 Maggio 2011 in Tempo presente | Nessun commento »

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“Il ponte sullo stretto di Messina è la costruzione più tecnologicamente complessa e politicamente controversa dell’epoca moderna…” Una panoramica su alcuni progetti di una “macro-ingeneria planetaria” frutto del genio, ma spesso della follia dell’uomo.

È facile, in Internet e sulla stampa cartacea, imbattersi in discussioni sull’edificando ponte di Messina.  Che venga costruito o meno, che sia utile o no, che garantisca sicurezza o lasci nel dubbio, che diventi una manna per maneggioni e mafia, che debba avere precedenza su altre realizzazioni in attesa da decenni: non entro nel merito. il Ponte è solo un esempio attualissimo, e che interessa direttamente noi italiani, di quelle opere che potremmo definire di “macroingegneria”, delle quali si potrebbero citare esempi a volontà. Il tunnel sotto la Manica, il ponte di San Francisco; il canale di Suez, quello di Panama; L’Empire State Building, Le Petronas Twin Towers (alte 452 metri) a Kuala Lumpur; la diga delle Tre Gole sul fiume Yangtze in Cina (la più grande del mondo); la Statua della Libertà, e così via. Opere che destano profonda ammirazione, solitamente utilissime; altre volte – come nel caso delle piramidi – soprattutto simbolo del potere, in altri casi segno di un’inestirpabile ostentazione o vanagloria dell’essere umano (la leggendaria Torre di Babele).

I progetti delle opere di macroingegneria – come vedremo, anche “sociale” – in realtà sono molti, favoriti negli ultimi due secoli dal prodigioso sviluppo delle tecnologie. Alcuni si potrebbero addirittura definire di “ingegneria planetaria”, ai limiti di una (cattiva) fantascienza, se non del grottesco, o peggio ancora. Ne richiamerò alcuni, fra i tanti scivolati nel dimenticatoio (talora riesumati, ma senza successo).

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