Dove il blogger si presenta…

 

Salve! Benvenuti in questo blog. Benché io frequenti Internet da oltre un decennio, non ho mai avuto un mio sito e sono al mio esordio quale blogger. Sento dire in giro che basta, ormai non se ne può più, il primo che non sa che fare apre pagine in rete per sproloquiare e parlarsi addosso, questi narcisi drogati dalla rete restano gli unici lettori di ciò che scrivono, eccetera eccetera.

Ok. Che dire? Per me un blog è anche un gioco. Amo il rischio…

 

Racconterò di eventi e pensieri d’ogni genere, quindi indirettamente narrerò anche di me. Ci sarà comunque un fil rouge espresso in modo più o meno palese: la fantascienza. Della quale ho una mia idea abbastanza precisa… 

(La fantascienza è stata e continua a essere argomento particolarmente importante nella mia vita. Naturalmente mi interesso anche d’altro, ma alla science fiction - per usare il termine originale - ho dedicato almeno altrettanto tempo di quanto ne abbia dedicato all’attività che mi ha permesso di campare. Rassicuro subito chi non ami la fantascienza o non sia ad essa interessato: in questo blog si trova anche dell’altro… in coerenza con quanto affermavo sopra, ovviamente…)     

 

Vivo a Bari dal 1955. Sono nato a Lecce nel 1940, da madre calabrese e padre umbro. Dopo pochi mesi i miei dovettero traslocare a Francavilla Fontana, nel brindisino. C’era la guerra, mio padre era nella Guardia di Finanza e soggetto a frequenti trasferimenti (poi anche Brindisi, Bari, Monopoli, nuovamente Bari). Dunque sono un “pugliese per caso”, una specie di apolide in patria. Per questi motivi, pur sentendomi molto legato alla terra di Puglia – bella e molto varia, con il verde paesaggio collinare delle Murge, pianure e campagne vaste, coste sabbiose o rocciose, mare da ogni lato – non mi sono mai  realmente ancorato a una comunità, a un dialetto, un campanile. Questo però mi ha insegnato a ritrovarmi di casa ovunque. Perfino negli spazi interplanetari…

 

Su “Topolino” - era la seconda metà degli anni ‘40, credo: il formato del periodico era tipo tabloid - apparve una coloratissima storia a puntate: Satana dell’Universo, con astronavi, marziani verdi dalle orecchie appuntite pre-Spock in visita sulla Terra, scienziati pazzi che spostavano pianeti dalle orbite… Fu subito passione, anzi virus incurabile. Pochi anni più tardi nelle edicole apparve “Urania”, che accolsi come un dono dal cielo… anzi dallo spazio  (chi può dimenticare certe sensazioni? La mia prima lettura di autentica science fiction  fu il romanzo La Legione dello spazio di Jack Williamson, 1952, che mi provocò uno tsunami interiore).  Verso i quindici anni volli provare a scriverle da me, le storie. Il mio primo racconto pubblicato apparve nel luglio 1962 su “Galaxy”, edizione italiana dell’omonima rivista statunitense. E fu l’avvio.

 

Alla pagina “Madamina, il catalogo è questo!” riporto una mia sintetica bibliografia (come avrete probabilmente notato, i nomi dei post parafrasano titoli di celebri libri, collane, riviste, film, romanze, composizioni musicali, etc.: fa parte del gioco…) 

Inserisco nel blog anche link che rimandano ad alcuni dei miei numerosi articoli e racconti pubblicati su Fantascienza.com, Carmillaonline, Villaggio Globale, Continuum, Intercom e altre riviste in rete. Nella mia fantascienza è molto presente il panorama pugliese (a volte trasfigurato in modo… extraterrestre); come pure tematiche etiche, sociali, sessuali, politiche. Dunque una prima cosa so di me: che mi piace leggere, quindi anche scrivere, una fantascienza di questo tipo (che chissà, forse potrebbe interessare anche lettori finora rimasti lontani - vedasi sopra - da questo genere narrativo perché ne conoscono, magari tramite cinema e tv, solo l’aspetto superficiale, fracassone, raccontaballe e ripetitivo). 

Tuttavia, benché come autore io propenda per una fantascienza che alcuni hanno definito “sociologica”, apprezzo molto la science fiction puramente avventurosa, se ben scritta. L’avventura - ma questo termine può associarsi a pagine e stili diversissimi - è la madre della Letteratura. Se per avventura si intende pura “azione”, di questo genere ho prodotto poco o nulla.  

 

Una seconda cosa so bene di me: non è stata certo la science fiction a darmi da vivere. Ero diciottenne allorche’, nel 1959, fui assunto dalla Banca Commerciale Italiana (poi confluita e vaporizzatasi nella Banca Intesa a sua volta poi trasmutata nel Banco di Napoli): garantisco che a quei tempi lavorare in un istituto di credito di rilevanza nazionale quale la “Comit” era un’esperienza scioccante, una “istituzione totale” di cui oggi non si può avere idea. Potrei raccontare di numerosi 31 dicembre trascorsi in ufficio con la bottiglia di spumante a mezzanotte e rientro anche l’1 gennaio; dirvi di un lavoro congestionato che richiedeva una continua massima attenzione, che non consentiva una minima pausa - tranne l’ora dei pasti - dalla mattina alla sera; di intere estati trascorse in ufficio fino alle ore venti e talora alle ventidue (magari senza pagamento dello straordinario); di ferie godute per anni solo a febbraio e novembre. Insomma potrei parlarvi di una gioventù non vissuta. E di un’organizzazione del lavoro gerarchica, rigida, punitiva, da far invidia a una caserma ottocentesca. Sì, potrei parlarvene. Ma poi penso a cosa è hanno fatto oggi del “lavoro” e mi dico che ero fortunato senza saperlo… anche se due sciagure, unite, non si elidono a vicenda, anzi si sommano. Di una cosa sono felice: non sono mai sceso a compromessi. Pagandone i relativi costi, ma va bene così. Da fine anni ‘70 fino al pensionamento (31 dicembre 1995) sono stato direttore d’agenzie di città a Bari. Amici o clienti al corrente della mia collaterale passione fantascientifica, mi chiedevano come potessi conciliare attività bancaria e fanta-immaginazione. In effetti far coesistere questi due mondi mi ha fatto rischiare dissociazioni mentali, ma sono sopravvissuto, anzi ne ho ricavato la forza per stringere i denti. Alla fantascienza dedicavo i sabati, le festività, le ferie, certe notti, le convalescenze. E d’altronde alcune operazioni bancarie d’una certa caratura cui avevo ventura d’assistere, avevano molto di fantascientifico…

 

Sposato, poi separato e divorziato, ho due figli: Mara (architetto) e Italo (ragioniere) attualmente entrambi precari (a proposito di lavoro… o meglio ”non lavoro”). Vivo con Elisa, poetessa. Di solito è lei il primo giudice dei miei scritti. Per esperienza diretta so che è importantissimo, per l’autore d’un genere “controverso” qual è ancora la fantascienza, avere una compagna in consonanza. So di matrimoni “falliti”, intere famiglie distrutte a causa della fantascienza!  

 

Ecco una terza cosa che so di me: ho la fortuna di aver incontrato Elisa…