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Archive for the ‘Accadde... domani’ Category

Catalogazione degli esseri umani

Posted on Dicembre 5th, 2008 in Accadde... domani | 14 Comments »

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Egregio  Signor Baldelli,

a seguito sua e-mail del 19 gennaio 2025 le rimettiamo in allegato Scheda di nostra edizione, da lei richiestaci, contenente la catalogazione e descrizione degli esseri umani secondo i recenti parametri dell’Organizzazione Mondiale per la Registrazione dei Viventi derivati dalla specie Homo sapiens sapiens. La scheda contiene circa 100 mila mini-video concernenti umani, i siti nei quali essi vivono, apparecchiature e tecnologie inerenti, e così via. Il testo che affianca le immagini equivale a circa diecimila pagine standard. Siamo certi che lei troverà il nostro Catalogo di sua ampia soddisfazione, ma qualora così non fosse, consideri la nostra disponibilità a inviarle a prezzi modici materiale aggiuntivo (notoriamente l’argomento è sterminato). Lei stesso potrà agevolmente inserire ulteriori dati, uniformandosi alle istruzioni allegate. Lei è altresì autorizzato ad arricchire il Catalogo con materiale di sua personale creazione, trattandosi di argomento in continua “evoluzione” (mai parola fu più appropriata al suo contesto!) Intanto le significhiamo in estrema sintesi - più ampie notizie troverà nell’Indice interno della Scheda - i principali tra gli argomenti trattati dal nostro team di esperti:

1) Quale definizione può darsi oggi di “essere umano”?

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Nella Città Antica

Posted on Dicembre 3rd, 2008 in Accadde... domani | 2 Comments »


A volte riattivano la Città Antica e a me viene il desiderio di andarci.
Com’è successo ieri. Non sempre però ne ho voglia, e forse capirete le mie ragioni. Abito nella estrema Nuova Periferia e i mezzi di comunicazione sono quelli che sono, è inverno, non sono più giovane. Ecco com’è andata.
Sono uscito alle diciannove. Tempo incerto. A tratti scendeva una pioggia acida che corrodeva l’anima. Tra rigagnoli e mucchi di oggetti di scarto ho camminato a lungo, infine sono giunto al cosiddetto Borgo Murattiano. L’ho attraversato, camminando su un selciato sconnesso che abbisogna di un totale rifacimento. Tuttavia il traffico di gente e mezzi appariva crescente, poi al culmine. Le luci dei negozi erano intense, i giochi luminosi delle vetrine accecanti e le merci esposte apparivano troppo care, anche se provengono quasi tutte da regioni lontane dove costano meno che niente. Le intemperie, l’incuria dei privati, la mancanza di fondi pubblici, la ri-cementificazione selvaggia, l’incapacità congenita di regolamentare il traffico, il disinteresse-interesse di industrie che se ne infischiano dei depuratori, la diffusione di una micro-mafia dei servizi, completano la scena.

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Io e Maki

Posted on Ottobre 5th, 2008 in Accadde... domani | No Comments »

 

Una nuova moda: questa la giustificazione corrente. D’altronde, chi non ricorda le colf esotiche di un tempo? In molte famiglie “bene” collaboravano filippini, mauriziani, cingalesi, albanesi, rumeni, polacchi e così via. Oggi, nell’anno 2015, in casa noi abbiamo scelto Maki: e quanto a esotismo credo sia proprio il massimo. Per di più (sostengono molti) avvalersi di creature come Maki, anziché di persone, è molto più “morale”.

Non so se sia esattamente così. Comunque Maki è uno - anzi dovrei dire “una” - scimpanzè  modificata geneticamente. Un Superscimpanzè: quando l’acquistammo, il suo curriculum recitava: “Antropoide intelligente, frutto d’un allevamento selettivo e di nuove tecniche di ingegneria genetica. Ha frequentato con alto profitto la Scuola Educativa di Johannesburg”.

 

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Le Ombre

Posted on Ottobre 5th, 2008 in Accadde... domani | No Comments »

 

Le Ombre sono la nostra controparte. La zona oscura di noi stessi. Molti, oggi, hanno Ombre. Alcuni asseriscono che noi umani “normali” non ci siamo ancora ben interrogati sul fenomeno; e che dovremmo sforzarci di capire meglio non solo il ruolo delle Ombre, ma anche ciò che esse pensano di sé, e riflettere su come sia accaduto che abbiamo relegato le Ombre a un ruolo subordinato, da creature di serie B. Eppure, non pochi affermano che il loro dilagare ha già assunto la configurazione d’una rete in cui siamo rimasti impigliati, una struttura profonda che ci condiziona. Le Ombre, insomma, ci dominano.

Io non so che dire: so soltanto che di “lei” ho bisogno. Se mi prende la sensazione di vuoto, di completa inutilità, di incolmabile solitudine, chiamo al videocellulare la mia Ombra. Le parlo, lei tace. O accade il contrario. Talora mi limito a fissarla, ogni volta stupito. Mi perdo negli inverosimili lineamenti del suo viso. Ma può anche accadere che decidiamo d’incontrarci e uscire. In campagna, per boschi, nel cuore convulso d’una metropoli, in un pub, in periferie. Quanto a farci l’amore è questione controversa, ma so che per molti è una spinta irrefrenabile.

La prima volta che vidi la mia Ombra trasalii nel fissarla e balbettai: “Oh… sei tu, Julienne”. Eppure ero preparato. E’ ovvio, io mi chiamo Julien. Ho 25 anni e la conobbi che ne avevo 20, anche se naturalmente sapevo della sua esistenza. Alle spalle di ogni Ombra c’è un’oscura storia di nuove ingegnerie genetiche: clonare l’ovulo appena fecondato del nascituro (l’ovulo che sarebbe poi divenuto me, ad esempio), e apportare al doppione una modifica minima, cambiandone solo il sesso. Realizzare l’impossibile sogno (o mito) di due gemelli omozigoti ma di sesso differente. Gemelli? Noi siamo Umani, loro sono Ombre.

Pur avendo io con Julienne quasi il 100% di geni in comune, è vuota retorica parlare di “consanguineità”.

Di lei fui subito ipnotizzato, come lei di me. Julienne ha una sua storia fisica e psichica, io una mia. Ma ci accomuna qualcosa di abissale che nessuno di entrambi potrà mai eludere. È immorale? Perché l’umanità ha fatto questo? Comunque, ora capiamo cosa significhi fissarsi in uno specchio magico, vedere la propria luce e la propria notte, assistere all’unione dell’”animus” con l’”anima”, guardare in fondo a un baratro, scoprire la metà assente, ritrovarsi completi ma divisi. Si dice di gente impazzita, di Ombre che hanno plagiato, schiavizzato la loro controparte o viceversa. Ma forse sono false voci, leggende fiorite sotto lo sguardo immobile di questo immenso plenilunio.