Arriva lo scudo contro le meteoriti
Posted on Febbraio 26th, 2012 in Tempo presente |
. Coordinato dall’Institute of Planetary Research di Berlino è nato recentemente NeoShield (ovvero Near Earth Object Shield, “scudo contro gli oggetti vicini alla Terra”), una iniziativa internazionale cui partecipano Europa Russia e Usa. Finalità del progetto è individuare un sistema che difenda da meteoriti e asteroidi pericolosi.
Dal cielo cadono continuamente oggetti piccoli, residui di pianeti non
più formatisi, o materiali di comete, o schegge di altri mondi schizzati nello spazio per l’impatto di bolidi contro le loro superfici. Sul nostro pianeta sono giunte, per esempio, meteoriti dal pianeta Marte. Per nostra fortuna l’atmosfera funziona da scudo naturale contro gli oggetti più piccoli: nella caduta, l’attrito con l’aria li incendia, li polverizza, o ne provoca l’esplosione prima di toccare il suolo. Ma non sempre. Ed esistono meteoriti che non sono affatto di piccole dimensioni: il NeoShield esaminerà alcune soluzioni per evitarne la caduta e che sostanzialmente tendono a due obiettivi alternativi: cercare di deviare l’orbita di questi oggetti, oppure distruggerli. È possibile farlo, e con quali conseguenze?
Il primo progetto consisterebbe nell’inviare una “sonda sentinella” spaziale, dotata di una massa tale da esercitare un’adeguata attrazione gravitazionale sull’oggetto, facendone così deviare la traiettoria. Soluzione che peraltro ci appare un tantino fantascientifica, specie se l’oggetto ha dimensioni considerevoli. Inoltre occorrerebbe disporre in qualsiasi momento di “sentinelle” in loco, pronte a entrare in azione. Altra soluzione: lanciare un oggetto pesante contro il bolide in arrivo, modificandone così la traiettoria. Già nel 2005, attraverso il progetto “Don Quijote” si era proposto di deflettere la traiettoria di asteroidi con l’impatto d’una navicella kamikaze (progetto rimasto tale). Altrimenti, inviare missili che li bombardino: ma le varie rocce spaziali hanno differenti consistenze per cui occorre saper calcolare i risultati. L’asteroide potrebbe dissolversi in milioni di frammenti, molti dei quali potrebbero proseguire nella loro traiettoria e cadere sulla Terra.
Intorno al 10 agosto, di notte appaiono le “stelle cadenti”. È uno spettacolo affascinante… ma solo perché esiste l’atmosfera a fare da scudo. Altrimenti questi piccoli bolidi – appartenenti alle Perseidi, uno sciame
meteorico che incrocia annualmente l’orbita terrestre – ci cadrebbero sulla testa.. Secondo la Nasa esistono circa 20 mila asteroidi di diametro tra i cento e i mille metri, le cui rotte non si è ancora riusciti a ben definire, e che rappresentano quindi potenziali pericoli. Per esempio, nel 2036 un asteroide di 320 metri di diametro - 200 miliardi di tonnellate – potrebbe abbattersi sulla Terra. È denominato Apophis-99942 ed è una vecchia conoscenza di studiosi e astronomi, che ne seguono con attenzione la traiettoria cercando di calcolarla con crescente precisione. Si stima che ogni anno sul nostro pianeta cadano circa 500 rocce grandi quanto una palla di baseball o anche più; ne vengono mediamente recuperate solo 5 o 6, le altre restano in mare o nelle foreste o luoghi inaccessibili, o si frantumano in caduta.
Alle ore 17,45 del 18 gennaio 2010 a Lorton, West Virginia (Usa) con un terribile boato un meteorite sfondò il tetto di una casa e il soffitto dell’appartamento sottostante, fermandosi al pianterreno, nello studio di due medici, tra calcinacci rumori e cocci di oggetti rotti, fortunatamente senza danno alle persone. Sul pavimento c’erano i frammenti di un materiale pietroso, carbonizzato all’esterno. Furono raccolti e inviati al Museo Smithsoniano di Storia Naturale di Washington, dove la dottoressa Linda Welzenbach li catalogò come “condriti”: una categoria di “sassi spaziali” ben nota agli specialisti e risalenti ai tempi della formazione del Sistema solare: 4,6 miliardi di anni fa. Se non altro, oggetti davvero non comuni…
La nostra Penisola ovviamente non è esente dal “rischio meteoriti”. Il 10 agosto 1968 un pezzo di condrite
(v. immagine sotto) giunse come una palla di cannone a Piancaldoli – tra Toscana ed Emilia – perforando il tetto di un appartamento: anche qui solo danni a oggetti. Più pericoloso il meteorite pesante ben 10 kg. caduto in piena campagna a pochissimi metri da un agricoltore, Luigino Benedetto, di Fermo (Ascoli Piceno) nel settembre del 1996.
Nel corso del tempo l’impatto con il suolo di grossi meeoriti ha creato sul nostro pianeta crateri vastissimi, che però nei millenni e in milioni di anni non hanno lasciato tracce evidenti, a causa dei sommovimenti della crosta terrestre e per le conseguenze di agenti atmosferici. Così come ne sono caduti sulla Luna, notoriamente costellata di crateri, e sugli altri pianeti del Sistema solare.
Nelle varie ere, dacché esiste la vita sulla Terra, si sono verificate numerose “estinzioni di massa”. È verosimile – talora accertato – che alcune di queste estinzioni siano state causate dall’impatto di enormi meteoriti provocando grandi tsunami o sollevando immense nubi polveri, che oscurarono e avvelenarono l’atmosfera per secoli. Nel Tardo Devoniano (circa 380 milioni di anni fa) vi fu una estinzione di circa l’82% delle specie viventi. Si sospetta un impatto asteroidale. Un’altra estinzione si rileva 250 milioni d’anni fa (Permiano-Triassico): e proprio in quel periodo, è stato verificato, un meteorite creò in Antartide un enorme cratere (450 km. di diametro), scoperto di recente sotto i ghiacci grazie a “Grace”, un satellite della Nasa. Più nota è l’estinzione del Cretaceo-Terziario, con la sparizione del 76% delle specie viventi, fra cui i dinosauri: accadde 66 milioni di anni fa. A testimonianza, c’è la scoperta di un contemporaneo cratere nella penisola dello Yucatan. Dai risultati dell’impatto si evince che il meteorite colpì la Terra alla velocità di 30 km/s, aveva un diametro di almeno 10 km e liberò un’energia pari a 10.000 volte quella generabile dall’intero
arsenale nucleare ai tempi della Guerra fredda. Il cratere di Shiva, scoperto sul fondo dell’Oceano Indiano e largo ben 500 km., è un’altra struttura candidata a testimonianza dell’estinzione nel Cretaceo. Il meteorite avrebbe avuto un diametro di 40 km. Ma il cratere per antonomasia è il Meteor Crater, in Arizona: attualmente misura un diametro di 1,2 km. (v. immagine sopra)
Benché eventi del genere siano progressivamente diminuiti numericamente nel corso dei millenni, oggi sulla Terra cadono ogni anno 40 mila tonnellate di materiale cosmico sotto forma di meteoriti. Non ci resta che augurare un buon lavoro, anzi ottimo, al nascente “scudo” NeoShield.
Meteoriti e pianeti vaganti nella fantascienza
La fantascienza ha ovviamente sguazzato a tutto campo nelle orbite di corpi celesti assassini. Ci limitiamo a segnalare un paio di titoli esemplificativi. Il film La morte viene dallo spazio (1958) fu – caso rarissimo per la fantascienza di quegli anni – prodotto in Italia, con la regia di Paolo Heusch. Si narrava d’una massa di asteroidi deviati dalla loro orbita a causa dell’esplosione di un missile disperso. La deviazione li dirigeva verso la Terra. Come risolvere la situazione? Semplice (si fa per dire): con un lancio di missili da parte di tutte le nazioni del mondo, sebbene dopo battaglie diplomatiche devastanti. (Ecco un caso in cui davvero la
fantascienza anticipa di decenni la realtà).
Quando i mondi si scontrano (1951, regia di George Pal) è un film che ebbe notevole fama. Narra di una stella vagabonda che giunge nel Sistema solare, in rotta di collisione con la Terra. Un ricco industriale mette a disposizione i suoi fondi per costruire un’astronave che possa atterrare sul satellite della stella, un pianeta che fortunatamente possiede un’atmosfera di tipo terrestre. Ovvio che non sarà cosa facile, perché solo pochi fortunatissimi (cinquanta persone) potranno tentare di salvarsi e trovare una nuova patria per l’umanità.
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4 Responses
Il progetto NeoShield, forse, può apparire un pochino velleitario a prima vista. Io sono comunque sollevato all’idea che qualcuno abbia cominciato a postulare idee, progetti ed ipotesi operative per il problema degli asteroidi. La letteratura ha sviscerato ripetutamente gli scenari possibili conseguenti a collisioni che, già verificatesi in passato, sono da ritenersi pressoché scontate in futuro. Forse finora ha prevalso l’istinto di negazione, quello che scollega il bevitore dai rischi di cirrosi, ma finalmente qualcosa cambia. Lo struzzo nasconde la testa e, nel farlo, scopre un’altra parte del corpo. Ci siamo capiti vero?
Certo! NeoShield è un progetto anzitutto necessario. Segno che le acque cominciano a muoversi. Finora i pericoli che ci vengono dal cielo sono stato trattati soprattutto come spunto per film e storie talora anche riuscitissimi ed eclatanti, dati i toni apocalittici che li accompagnano. Ma il “rischio” è reale, non è fantasia. C’è solo da sperare che il progetto NeoShield non resti un… bel progetto.
Ciao e grazie.
Vittorio
Per le meteore piccole una mazza da baseball…
Certo! All’insegna del risparmio.
… per il lettore birba una mazza in testa…