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Anche questa estate, come fu per l’anno scorso, sono stato a Plataci…
…e devo dire che confermo le mie impressioni. Il paese - che rientra nell’area arbëreshe ed è
bilingue - conta circa novecento abitanti, a 950 metri di altitudine sul monte Pollino, in provincia di Cosenza, Calabria. Davvero un’oasi di pace, di vasti panorami, cibi genuini, aria pura, persone molto attive e gentilissime…
Vale sempre quanto scrivevo lo scorso anno, su questo blog: e dunque riprendo qui di seguito il testo, aggiornandolo.
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In questi giorni circa 4 mila precari hanno inscenato una protesta a Messina contro i tagli previsti dal ddl Gelmini, contestando al contempo il progetto del costosissimo ponte… Uno sguardo alla scuola d’oggi e a quella di domani. Se scuola ci sarà.
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E’ stato impedito a una nave di salpare; dalla sponda opposta manifestava un altro gruppo di precari giunti da Puglia, Basilicata, Campania Manifestazioni in tutta Italia anche nelle università e proteste nel settore della Ricerca (queste legate non soltanto al ddl della Gelmini).
Per contenere la spesa pubblica, razionalizzare, aggiornarsi con i tempi, da qualche decennio l’Istruzione attraversa riforme, la maggior parte delle quali lasciate a metà dai governi di turno, riprese con modifiche, abbandonate. Giornali e inchieste tv ci raccontano di istituti privi di elementari attrezzature, mostrano edifici fatiscenti, pericolanti, classi superaffollate. Parlano i precari a vita, i genitori cui vengono richiesti (talora imposti) contributi in denaro, insegnanti che stampano in proprio i testi per gli alunni, a risparmio spese. Docenti demotivati, retribuzioni in coda ai Paesi europei.
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Da un po’ di tempo catastrofi d’ogni genere e dimensione si susseguono quasi giornalmente. E’ una nostra sbagliata percezione o sta accadendo “qualcosa”?
Il 29 agosto abbiamo visto in tv Barack Obama in visita a New Orleans in occasione del quinto anniversario dell’uragano Katrina. L’alluvione devastò la Louisiana e il Mississippi causando la morte di oltre 1600 persone e circa un milione di senza tetto. Le stesse zone, alcuni mesi fa, furono colpite dalla “marea nera” provocata dall’incidente al pozzo petrolifero della British Petrol. In un discorso alla Xavier University il Presidente ha lodato la resistenza della città, promettendo supporto per la ricostruzione “’fino al termine dei lavori”’.
Ai primi di agosto, nel Pakistan, piogge monsoniche insolitamente abbondanti provocano un’alluvione di proporzioni bibliche. Il disastro uccide 1700 persone e interessa circa 20 milioni di pakistani che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni (dati ancora non definitivi)…
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Il 7 settembre 2010 sul quotidiano “Liberazione” è uscito il mio racconto breve L’Area
52, tratto dalla recente antologia “Ambigue utopie. 19 racconti di fantaresistenza“, curata da Gian Filippo Pizzo e Walter Catalano, Bietti editore. L’iniziativa di riportare su un giornale (di sinistra) un brano di fantascienza orientata sul sociale è stata di Daniele Barbieri. Lo ringrazio unitamente a Vittorio Bonanni, saggista e Capo redattore di “Liberazione”.
L’AREA 52
Mi svegliai con un desiderio di grandi spazi. Volevo andar via, soffocavo. Salutai Corinna. Giaceva a letto immobile, come un fagotto informe. Le diedi un bacio su una guancia e uscii.
Sulla città gravava un cortina nebbiosa simile a ovatta sporca. Arrivavano zaffate di marcio e fetori chimici. E’ meglio di altri giorni, mi imposi di pensare. Mi avviai.
Sentii attivarsi la ricetrasmittente nel mastoide, dietro l’orecchio destro. “Buongiorno, signore - disse negli orecchi una voce registrata - ci risulta che le manca uno dei nostri abbonamenti alla luce solare. La Solarlight, in convenzione governativa, le addebita nel conto civile euro 50,03 per uso di raggi solari garantiti. La luce depurata dai filtri atmosferici Solarlight fa bene alla pelle, eccita gli enzimi e stimola sessualmente. Luminosa giornata!”
Imprecai tra i denti, ma sapevo che era inutile. E mi ero intestardito: esigevo la mia passeggiata. Intanto cresceva quella specie di nebbia. Palazzi, gente, strade, vetture, erano vaghe ombre d’un altro mondo. La visuale cittadina era obliterata elettronicamente, come sempre; restavano visibili solo i passaggi pedonali. Ma sì, pensai innervosito, oggi mi voglio rovinare! Riattivai la ricetrasmittente, richiamando il numero.
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Oggi, 28 dicembre 2021, mi chiamo Kandar. Mi sveglio e so che la giornata sarà dura. Ma si fa l’abitudine a tutto. Vivo in una grande città del Maharashtra: Pune…
Ne conosco strade, viuzze, aromi, fetori, parenti, amici, nemici. Seguo puntualmente i dettami sociali del luogo e la mia religione è il brahmanesimo, che si fonda sul sistema delle caste, sulla credenza nella reincarnazione e sulla dottrina del sacrificio. Ho famiglia, moglie, tre figlie. Il lavoro è un punto dolente, ora sono venditore di acqua per una ditta straniera. Amo molto il mio Paese. L’India è immensa, un insieme di etnie, civiltà e religioni. C’è ancora molta povertà, ma anche tanta sapienza che ha radici antichissime. E non da ora molti dei migliori cervelli del mondo vengono dall’India. E’ anche un luogo meraviglioso: non lo cambierei con nessun posto del mondo, perché io “sono” le nostre tradizioni, la nostra cucina, i nostri odori, i nostri sconfinati panorami, il nostro modo di vivere…
Oggi, 5 gennaio 2023, sono Kaunda e vivo nello Zambia, in Africa Centromeridionale. Ho una famiglia. Lo Zambia è fra i Paesi più poveri del mondo ma è bellissimo, e sarà con immenso dolore che fra poco dovrò abbandonarlo e partire per l’Europa in cerca di un qualunque lavoro, sebbene si sappia ormai che anche al Nord lavori ce ne sono pochissimi. Sono cattolico, ma qui il cattolicesimo si incrocia in modo naturale con vecchi culti animisti. Dovreste visitare l’Africa per capire cosa vuol dire la parola Natura: l’Occidente non ne ha la più pallida idea…
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