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Signori, la Puglia mi è sempre piaciuta assai, anche se sono un pugliese per caso. Ma oggi mi vergogno di esserlo.

Apprendo dalla stampa (”Il Fatto”, per la precisione), leggendo un indignato articolo di Sandra Amurri, che Elton John dovrebbe esibirsi a Trani (pochi km. da Bari) il 22 settembre, in Piazza Duomo, dove si affaccia la Cattedrale. Dico “dovrebbe”, perché tal Monsignor Giacomo Babini, vescovo “emerito” (anche lui? ora forse capisco) di Grosseto, urla dal sito cattolico pontifex.roma.it:

“I cattolici farebbero bene a occupare la piazza della Cattedrale per protesta. Incredibile che canti davanti a una chiesa (…) Meglio non nascere che vivere certe esistenze. Oggi i cattolici sono chiamati all’impegno militante e davanti all’omosessualità francamente non se ne può più. Meglio che quella piazza la occupino i sani cattolici piuttosto che i sostenitori del cantante, tra i quali sarebbe facile trovare soggetti dalle tendenze strane.”

Il titolare del sito, vescovo toscano Bruno Volpe, rincara la dose:

“Un vescovo non può impedire di far svolgere una manifestazione pubblica o un concerto su un suolo comunale, ma i cattolici hanno il diritto di farsi sentire e prima che quella piazza la occupi certa gente, tanto vale che la invadano loro.”

Amministratori, organizzatori, il sindaco di Trani (An) Giuseppe Tarantini, il sindaco di Margherita di Savoia (Pdl) Gabriella Carlucci (NB: componente della Commissione cultura Pdl alla Camera) hanno subito spostato l’evento ad altra piazza. Silenzio, almeno finora, dal vescovo di Trani monsignor Giovanni B. Pichierri, a suo tempo difensore di Berlusconi in occasione dell’inchiesta della procura di Trani (Rai-Agcom).

Se andate sul sito pontifex, trovate ora un bel titolo grande:

DOPO IL CASO ALBERTO MAGGI, ALTRA VITTORIA DI PONTIFEX. ELTON JOHN TRASLOCA

Negli ultimi tempi non è infatti la prima volta che accade qualcosa del genere. Pensiamo a Morgan, poi ai Litfiba in Sicilia.

Immagino che se vivesse ancora Čajkovskij e fosse stato organizzato a Trani, a Piazza Duomo, un concerto di sue musiche da lui diretto, i solerti personaggi di cui sopra - per coerenza -  avrebbero subito spostato il grande musicista russo in periferia. Il povero gay Pëtr Il’ič per porre fine alle dicerie sul suo conto, che offendevano il buon nome dell’ambito musicale borghese-benestante della Mosca di fine Ottocento, fu letteralmente costretto a suicidarsi, e chi sapeva fece passare il suicidio per una morte per colera. Oggi invece andrebbe in periferia. Oddio, un progresso c’è.

E anche se a dirigere o suonare ci fossero George Gershwin o Mussorgskij o tanti altri…  

Personalmente, confesso di non aver mai capito questi accaniti difensori del, per così dire, monosesso radicale (o tutto maschio o tutto femmina). Se la prendano con il loro Padreterno, se il sesso in realtà è cosa diversa e ben più complessa e sfumata da ciò che vorrebbero loro. Ma qui basterebbe che Lorsignori si documentassero su veri libri di biologia, psicologia, sessuologia,  non solo sulle Sacre Scritture, testo purtroppo - mi perdonino Lorsignori - non competente in materia. Né mi risulta comunque che le predette Sacre tuonino particolarmente contro omosessuali, lesbiche, trans eccetera. Esternazioni come quelle riportate  richiamano piuttosto gravi preconcetti di stampo razzista e nazista. Sarei lieto di sapere che Lorsignori inveiscono in egual misura e con simile risonanza mediatica contro i più prossimi (a loro) preti pedofili. Lì sì che c’è un bubbone enormemente grave: ormai siamo a centinaia, forse migliaia di bambini violentati. Ma anche in ambito cattolico, e presso alte cariche, si assiste a un ”progressivo regresso” a tempi neri e beceri. Anche qui il famoso “ciarpame” che avanza. 

Osservazione pleonastica: una una volta - e questo c’è nelle Sacre etc. - una delle caratteristiche fondamentali del cristianesimo e del suo Dio era la tolleranza. 

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