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Un altro post sul darwinismo, sulla scia di una recente scoperta. Dove si sottolinea come la teoria del buon Charles abbia finora prodotto una serie di inoppugnabili dimostrazioni. In barba a creazionisti, negazionisti, scettici, detrattori a pagamento, fanatici, pontefici, stampa di parte.
I lettori ricorderanno una notizia diffusa poco tempo fa: une équipe di ricercatori dell’Università di
Berkeley (California, Usa) guidata dal biologo professor Rasmus Nielsen, ha scoperto il “segreto dei Tibetani”, ovvero come mai si possa vivere tranquillamente (in Tibet, e di conseguenza anche altrove) a 5000 metri di altitudine senza subire le conseguenze del “mal di montagna”. A causa della progressiva rarefazione dell’aria man mano che si sale, aumenta il rischio di edemi polmonari o cerebrali, infarti, problemi cardiaci e di pressione arteriosa. Non per nulla alpinisti e scalatori devono prima sottomettersi a scupolosi allenamenti. Lo studio dell’équipe di Nielsen ha scoperto, in 50 abitanti dell’Himalaya sotto osservazione, la presenza di trenta geni mutati (se ne conoscevano già dieci) rispetto al medesimo gruppo etnico che vive in pianura. La più diffusa mutazione genetica riguarda il gene EPAS1, chiamato “super atleta”, perchè alcune varianti sono associate con il miglioramento delle prestazioni atletiche. Il gene codifica una proteina coinvolta nella percezione dei livelli di ossigeno e si sospetta bilanci il metabolismo anaerobico e aerobico.
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Signori, la Puglia mi è sempre piaciuta assai, anche se sono un pugliese per caso. Ma oggi mi vergogno di esserlo.
Apprendo dalla stampa (”Il Fatto”, per la precisione), leggendo un indignato articolo di Sandra
Amurri, che Elton John dovrebbe esibirsi a Trani (pochi km. da Bari) il 22 settembre, in Piazza Duomo, dove si affaccia la Cattedrale. Dico “dovrebbe”, perché tal Monsignor Giacomo Babini, vescovo “emerito” (anche lui? ora forse capisco) di Grosseto, urla dal sito cattolico pontifex.roma.it:
“I cattolici farebbero bene a occupare la piazza della Cattedrale per protesta. Incredibile che canti davanti a una chiesa (…) Meglio non nascere che vivere certe esistenze. Oggi i cattolici sono chiamati all’impegno militante e davanti all’omosessualità francamente non se ne può più. Meglio che quella piazza la occupino i sani cattolici piuttosto che i sostenitori del cantante, tra i quali sarebbe facile trovare soggetti dalle tendenze strane.”
Il titolare del sito, vescovo toscano Bruno Volpe, rincara la dose:
“Un vescovo non può impedire di far svolgere una manifestazione pubblica o un concerto su un suolo comunale, ma i cattolici hanno il diritto di farsi sentire e prima che quella piazza la occupi certa gente, tanto vale che la invadano loro.”
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Che possa riposare in pace.
Ma personalmente non mi sento assolutamente di condividere il coro di elogi, esaltazioni e rimembranze che tracimano soprattutto dalla tv e dai politici di tutti i colori.
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Oggi, nel 2015, le bioingegnerie consentono manipolazioni impensabili fino a pochi anni fa, ed è possibile intervenire sui batteri. Già lo si faceva agli inizi del secolo, ma ora queste tecniche hanno raggiunto vertici impensabili.
Parlo della “ingegneria metabolica”. Con opportune attrezzature è cosa relativamente facile: i batteri sono
forme vitali “semplici”. In essi si inseriscono, manipolano o eliminano geni trasformandoli in veri e propri produttori di farmaci. Il principio è dunque banale, anche se le cose nei dettagli sono abbastanza complesse. Per esempio, vi sono batteri modificati mediante l’inserimento non di un solo gene ma di molti, provenienti da fonti diverse. Questa attività è strettamente connessa con un’altra che, in apparenza, sembrerebbe estranea all’argomento: la conservazione dell’ambiente e il mantenimento della biodiversità.
Si prenda il mio lavoro: io sono brasiliano, mi chiamo Heitor e mi guadagno la vita lavorando per un grosso centro internazionale di ricerche chimico-farmacologiche. La mia attività mi porta a viaggiare in palloni aerostatici (che oggi sono ultratecnologici e hanno costi di gestione ridotti), in molte parti del mondo. Soprattutto, sorvoliamo foreste (quelle che restano) raccogliendo campioni e cercando piante particolari, alcune delle quali rarissime o in via di estinzione. Ma preziose per la vita umana.
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