La prima delle due presentazioni milanesi del romanzo “Il quinto principio” si è svolta in serata nei locali della manifestazione ”Galaxy Days”, ospitata nella Casa dei Giochi, in via Sant’Uguzzone, 8 (qui numerosissime foto, scattate da Emanuele Manco).

La presentazione del volume, condotta da Andrea Grossi (v. foto sotto), constava di una prima parte conFoto di Emanuele Manco domande sulla mia attivita’ in ambito fantascientifico, a partire dalla pubblicazione del mio primo racconto (1962), poi la vincita della prima edizione del Premio Urania (Mondadori, 1990), il mio rapporto con il pubblico di lettori non abituali della fantascienza, i seminari nelle università, gli interventi nelle scuole; la fanzine barese “THX 1138″ (seconda metà anni ‘80); l’attività fantascientifica anche teatrale, radiofonica, all’interno del “gruppo barese” degli anni ‘70/80 (che includeva anche Eugenio Ragone, Guido Bottone, Roberto de Marinis, Antonio Scacco e altri)… e così via.

Si e’ poi passati al mio recente romanzo, con domande circa la genesi dell’opera, l’insolita lunghezza, la sua struttura a mosaico, i numerosi personaggi, i temi sviluppati, e insomma piu’ o meno le consuete domande che vengono poste in questi occasioni…

Fra il pubblico c’erano numerosi iscritti alla lista di fantascienza di cui faccio parte anch’io da oltre un decennio. Ho ritrovato amici che non vedevo o sentivo da molto tempo (l’ottimo disegnatore Giuseppe Festino, la scrittrice Annetta Soppelsa); ho conosciuto di persona con gran piacere Francesco Verso (vincitore del Premio Urania 2009 con il romanzo E-Doll, il disegnatore Franco Brambilla, autore dell’impattante copertina del mio romanzo; e altri ancora. La serata si è conclusa con l’incursione in massa in un ristorante nei paraggi, per la tradizionale “abbuffata” conviviale.

Il giorno dopo, domenica 31, c’è stata alle 11,30 la presentazione del romanzo nei locali della libreria Centofiori, in Piazzale Dateo 5. Relatori Giuseppe Lippi (curatore della collana mondadoriana “Urania”) e Dario Tonani, scrittore di fantascienza emergente, soprattutto con i due romanzi Infect@ (2007) e L’Algoritmo bianco (2009). Il pubblico era altro, a parte due o tre persone intervenute nella serata precedente (Francesco Lato, Francesco Verso, Valentina Paggi). Per me è stata un’occasione per conoscere finalmente di persona Stefano Bon, originale scrittore che negli anni ‘80/90 fece parte di un “glorioso” circolo milanese di fan, il Club City (ora in fase di ricostruzione). Ho conosciuto anche altre persone, con alcune delle quali ho avviato una piacevole corrispondenza via email (come Andrea Bonasia e gentil consorte).

Ci sono state due brevi letture da stralci del romanzo (Elisa Robino). Alcuni tra i presenti avevano letto il libro, e fra le domande che più hanno coinvolto il pubblico - a parte le solite riguardanti origine, temi e struttura dell’opera - ne segnalo alcune rigurdanti la fantascienza italiana (se esiste, com’è, eccetera… ahinoi, purtroppo questi sono interrogativi che vengono riproposti dal pubblico dei “non adetti” da un cinquantennio, segno che la produzione nazionale è tuttora sconosciuta). Un’altra domanda riguardava il Quinto principio, cioé proprio il presunto “quinto principio” della Termodinamica. Me l’ha rivolta un signore anziano, probabilmente un docente di fisica o qualcosa del genere. Gli ho risposto riprendendo le mie parole dal libro. C’è una pagina in cui ne scrivo, partendo dall’ipotetico Quarto principio (versione Stuart Kauffman, anno 2000), e che l’interlocutore mostrava di ben conoscere, estrapolando poi fantascientificamente circa il Quinto (…di mia invenzione). L’interlocutore e’ stato al gioco e ha ribattuto chiedendo come mai io avessi presentato, circa i fenomeni della Complessita’ derivanti dal presunto Quinto principio, solo quelli negativi (mega-catastrofi inspiegabili) e non anche quelli possibilmente positivi. Domanda questa affatto banale, che ha interessato direttamente - oltre al sottoscritto - piu’ d’uno fra i presenti. Inevitabilmente si è entrati in temi quali “fantascienza e pessimismo”, “fantascienza e spettacolarità”, “la fantascienza e l’odierna percezione del futuro” (rispetto a quella che si scriveva anni fa), e così via.

L’atmosfera è stata molto cordiale, il pubblico si è mostrato partecipe, e l’evento è stato suggellato dall’offerta, da parte della libreria Centofiori - che ringrazio nuovamente - di un rinfresco con degustazione di affettati, taralli, vino rosso: tutta roba assolutamente squisita.

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