Artisti dell’inconscio
Posted on Gennaio 23rd, 2010 in Tempo presente |
Sono un musicista dell’arte inconscia. Forse ancora ignorate questa interessante forma di espressività. Per essere un vero compositore dell’inconscio occorrono doti innate, ma potete sperare che con esercizio e
pazienza anche voi riuscirete a creare qualcosa di sensato, se non di autenticamente artistico. Ad ogni modo è un’arte molto liberatoria. Io non sono mai andato a scuola: con l’Abolizione Scolastica del 2023, anche io ora acquisto i CD-rom mentali ai quali accedo psichicamente traendo tutte le notizie che mi interessano, in ogni campo dello scibile: a che serve la scuola? E l’esperienza, inoltre, la si è fatta sempre sul campo della vita, mai tra i banchi. Dunque: abolita la scuola ciascuno si industria da sé dovendo essere uno “studioso di se stesso”, come ha acutamente osservato il nostro Capo di Governo. Abolire la scuola ha portato un beneficio economico enorme al bilancio statale, anche se molta gente è rimasta a spasso, ma per strada oggi c’è sempre una gran folla e non si notano differenze. Comunque: io mi collego al mio CD-rom psicomusicale, innestato in un apparecchietto che traduce in suoni tutto quanto accade nel mio cervello: le infinitesimali correnti elettriche, i pensieri più diversi, sentimenti, sensazioni, tutto si trasforma in materiali sonori secondo codici ben definiti, e può uscirne l’opera d’arte. Che volete, ho un cervello particolarmente “fonogenico”: i suoni che emette, e riascolto, sono decisamente originali, complessi, rilassanti, talora anche inquietanti e catastrofici. Ad ogni modo “questa musica si amalgama in un tutto coerente e originale”, ha scritto di me un noto critico psicomusicale, e fa di me un grande artista inconscio. Vorrei tanto che ascoltaste i miei suoni, non hanno eguali. Restereste conquistati, ammaliati, ipnotizzati. Prezzi modici. [L'immagine animata: Idealizzazione dell'artista dell'inconscio].
Un mio grande amico, scultore, ha imparato a memoria molte mie psicosinfonie. Lui è uno psicoscultore: si collega nel solito modo, e un costoso apparecchio detto “modellatore” crea oggetti che nascono dalla
decifrazione elettrica dei suoi impulsi cerebrali. Sono forme contorte, involute, complicatissime, talora enigmatiche, quasi pluridimensionali, e anch’esse calamitano l’attenzione per una loro facoltà ipnotica: un successo strepitoso! Lui è ricchissimo - quasi quanto me - e al momento ha tre mogli.
Ho anche un amico autore di psicoromanzi. Qui la cosa si fa più ardua, perché un’arte di “panorami psichici” può essere felicemente musicale o scultorea, perfino poetica, ma difficilmente romanzesca. I suoi libri infatti vendono male e pochi ammettono di capirli. Pure, tanti psicocritici letterari li hanno lodati. Io sinceramente li trovo un guazzabuglio di lettere, segni strani e parole insensate: ma è proprio questo il suo tratto distintivo, la sua assoluta originalità che gli ha valso un Nobel come Scrittore Inconscio. Significa che la sua mente artistica erutta genialità, ma il senso di ciò che egli mette sulla carta lo deve trovare il lettore: altrimenti è un incolto, o non sa leggere di per sé.
Complessa l’arte moderna, lo so. Ma intuitiva. Tutti possono capirla, o quanto meno sentirsi “sul punto di capirla”. Dovreste sforzarvi un tantino…
[Pubblicato su "La Gazzetta del Mezzogiorno" nella rubrica Accadde... domani il 2 novembre 2005].
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2 Responses
Penso che se abolissimo l’obbligatorietà scolastica, le cose rimarrebbero sostanzialmente immutate o forse migliorerebbero. Quanto alla contrapposizione tra socialità della scuola e solipsismo, direi che la socialità non è intrinsecamente buona. In ambito universitario io mi occupo di cose per le quali non ho molto interlocutori, ma quando penso all’alternativa, a ciò di cui dovrei occuparmi se fossi un po’ più sociale, la solitudine mi pesa già molto meno.
Io la scuola l’ho sempre ODIATA
Cio’ che ho imparato e che mi ha segnato, l’ho appreso - udite/udite - più dalla fantascienza che dalla scuola. Lo ripeto sempre: la lettura della sf, incominciata sui 12 anni, è riuscita a incuriosirmi enormemente su una infinità di argomenti. Mentre la scuola aveva la facoltà di farmi passare la voglia di occuparmi di qualunque argomento, eccettuata - forse - la letteratura. Sostanzialmente sono sempre stato un autodidatta, in un periodo in cui l’informazione in generale era molto, molto meno estesa di oggi. Il che mi procurava non pochi handicap. Ciao!