Archive for Dicembre, 2009

CNR e creazionismo

Posted on Dicembre 24th, 2009 in Tempo presente | 54 Comments »

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Che Benedetto XVI contesti Darwin, che nel migliore dei casi cerchi di adattarlo (stravolgendolo) alle Sacre Scritture, è anche comprensibile, sebbene operazioni del genere mostrino di solito plateali forzature, se non colpevole ignoranza delle basi su cui la scienza si fonda (a volte però sembra perfino malafede, o forse sbaglio…) Ma che critiche all’autore di L’origine delle specie (1859) vengano da un uomo sedicente “di scienza”, che per di più occupa una primaria carica di Vicepresidente del CNR (Centro Nazionale delle Ricerche), è fatto che davvero supera ogni decenza.

La notizia in verità non è recentissima. Parlo del creazionista Roberto De Mattei, autore del volume Evoluzionismo. Tramonto di un’ipotesi, che assembla gli atti di un seminario dallo stesso De Mattei organizzato nello scorso febbraio. Volume - udite udite - pubblicato con un contributo di 9.800 euro elargiti dal CNR medesimo (il quale, si sa, naviga nell’oro…).

Siamo al delirio totale.

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Giuseppe Lippi intervista Vittorio Catani

Posted on Dicembre 9th, 2009 in Tempo presente | No Comments »

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Giuseppe Lippi - Curatore di “Urania”, Mondadori - intervista Vittorio Catani, che torna in questi giorni sulla nota collana di fantascienza con la pubblicazione del suo ultimo romanzo Il Quinto principio.

Domanda: Vittorio, nei circa 50 anni di frequentazione della fantascienza in veste di autore, tu hai prodotto quasi esclusivamente opere brevi e brevissime. Lo testimonia, fra l’altro, la tua raccolta di racconti L’essenza del futuro edita nel 2007 da Perseo Libri, circa 650 pagine. L’unico tuo romanzo, finora, è stato Gli universi di Moras, che nel 1990 inaugurò la serie dei premi Urania. Come mai ora questo corposo volume, che solo un “Urania” Speciale ha potuto accogliere?

Risposta: È vero, mi sono sempre ritenuto uno scrittore di opere brevi. La mia bibliografia annovera inoltre quattro o cinque titoli intorno al centinaio di pagine ciascuno. Il quinto principio, in verità, è nato quasi per caso. Era la fine degli anni ’90 ed Elisa, la mia compagna di vita, mi ripeteva con insistenza che racconti ne avevo scritti anche troppi ed era il caso che mi presentassi al pubblico dei lettori con un’opera di maggior respiro. Secondo lei potevo farcela, o almeno tentare. Anche io sentivo il bisogno di esprimermi attraverso un testo più ampio, articolato, d’una maggiore complessità, possibilmente ricco di eventi e situazioni, di umori, e soprattutto che – in accordo con la mia personale visione della fantascienza – ponesse in campo alcuni radicali cambiamenti che stavano avvenendo nel mondo e nella vita di tutti i giorni. Il cyberpunk aveva saputo egregiamente “cantare” la controversa epopea delle nuove telecomunicazioni, era il caso, ora, di romanzare nuovi, spregiudicati portati della globalizzazione e d’una “allegra” gestione della politica, della finanza, dell’economia, dell’ambiente, di nuove tecnologie. Insomma, la vastità della scelta fra questi temi mi appariva davvero allettante.

[L'intervista prosegue sul blog di "Urania" , da cui è ripreso il brano sopra riportato].

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Forestieri per il giorno di San Nicola

Posted on Dicembre 6th, 2009 in Tempo presente | 1 Comment »

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Ieri sera (5 dicembre) l’incontro all’Eccezione - si veda il post precedente - è andato benissimo, ringrazio chi mi ha ospitato e gli intervenuti, in particolare il gruppetto di giovani giunti da fuori città, così interessati all’argomento “fantascienza” e pieni di “voglia di fare”. 

Oggi 6 dicembre è San Nicola. Pescando nel mio stesso blog, recupero un raccontino - per chi non lo conosca - in cui c’entra il Santo: un omaggio scherzoso a un “personaggio” di rinomanza internazionale, da parte di un non credente.  E’ un’occasione per riproporlo in questa giornata. Il titolo del racconto è “Forestieri”.

FORESTIERI                                                                                                              Come fu che salii sulla stazione spaziale internazionale Freedom 3, alla rispettabile età di 74 anni? È presto detto. Mi aveva chiamato il Direttore per una proposta:
— Vittorio, tu continui a lavorare per la “Gazzetta” da quasi trent’anni. Ti sei sempre occupato di fantascienza e nuove tecnologie. Bene. Cosa di più fantascientifico per te, se non fare un servizio stampa sulla Freedom, alla tua età? Toccheresti con mano la tua fantascienza salendo a quattrocento chilometri di altezza! —
Non avevo saputo dire di no. Sarebbe stata una magnifica, inattesa conclusione della mia tardiva carriera di giornalista-scrittore. E l’idea mi metteva addosso un’energia che non provavo da tempo.
Fu così che dopo una serie turbinosa di contatti, telefonate, appuntamenti, visite mediche specialistiche (sopportare l’accelerazione della partenza di un razzo non è cosa facile per gli anziani), mi ritrovai a bordo di qualcosa che avevo conosciuto per la prima volta - ma solo in versione fantastica - nei lontanissimi anni Cinquanta, appena quattordicenne, grazie a un romanzo di Arthur C. Clarke: una stazione orbitante. Il libro di Clarke si intitolava Isole cosmiche e mi aveva fatto sognare per anni.

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Se l’Eccezione è Vivere contro

Posted on Dicembre 4th, 2009 in Tempo presente | 3 Comments »

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Sabato 5 dicembre alle ore 18:30, presso L’Eccezione - Cultura e Spettacolo di Puglia Teatro, via Indipendenza 75 (Bari), per gli appuntamenti spettacolo della stagione artistica 2009-2010, si inaugura il ciclo “VIVERE CONTRO: R.A.C. - Ridotte Attitudini Conformistiche”.

 

 

Cosa può significare trascorrere una vita dedicando una buona porzione del proprio (poco) tempo disponibile alla fantascienza, viverla in questo modo a partire dai primi anni ’50? E’ tutto  “rose e fiori”, è una serie di felici e sognanti immersioni nei futuribili mondi del possibile? Tutt’altro!

 

È questo il tema che Vittorio Catani si propone di trattare e raccontare sabato 5 dicembre, alle 18,30, presso L’Eccezione - Cultura e Spettacolo di Puglia Teatro, nell’ambito del ciclo di incontri “Vivere contro: R.A.C. - Ridotte Attitudini Conformistiche”. Catani narra, tra il serio e il grottesco, la storia della grande scoperta (“Urania”) nel 1952 - appena dodicenne - e le peripezie, gli ostacoli, spesso lo scherno se non l’insulto, che lo hanno accompagnato da sempre nel  difendere la validità e un legittimo status della narrativa di fantascienza. Ciò, a partire da anni in cui l’Italia era una nazione prevalentemente agricola, con un alto tasso di analfabetismo, mentre nell’ambito della cultura “alta” restavano schiaccianti i fantasmi del classicismo e di Benedetto Croce. Parlare seriamente - per esempio - di “viaggio alla Luna” faceva sghignazzare l’interlocutore, per non dire dei viaggi nel tempo - incomprensibile roba da ricovero in manicomio. E così giù, fino ai tempi nostri, che peraltro solo in apparenza hanno sdoganato (come si usa dire) la science fiction.

 

Persiste infatti - specie verso la narrativa fantascientifica, molto meno per il cinema, praticamente nulla per il fumetto, tutto ok per i videogame - una prevenzione presuntuosa, sovente stizzosa. Un atteggiamento trasversale che non distingue tra persone acculturate o meno, dipendente in genere da errate convinzioni circa l’argomento, ma in parte anche dal persistere dei fantasmi del passato. Quasi sempre i detrattori non hanno mai letto libri di fantascienza o ne hanno letto uno, scegliendo a caso, e quindi male.

 

Condurrà l’“incontro” Eugenio Ragone, che leggerà anche brani dal nuovo Urania “speciale” di Catani Il quinto principio (Mondadori). 

 

 

 

 

 

        

 

 

 

 

 

 

 

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