Il quinto principio
Posted on Novembre 30th, 2009 in Tempo presente |
Ho il grande piacere di annunciare che è appena uscito in edicola il mio romanzo “Il quinto principio” - Mondadori, Urania “speciale”, pagg. 543, € 5,50.
Mi piace riportare qui di seguito l’immagine della copertina, di notevole impatto, creata dal bravissimo Franco Brambilla (cliccando sul nome potrete visitare il suo sito, e lo raccomando caldamente). Il blog di Urania intanto già da qualche giorno ha dato notizia dell’uscita, con commenti. Segnalo anche l’intervista gentilmente richiestami di recente da Carmine Treanni (per “Delos”), in occasione del ventennale del premio Urania e nella quale rispondo anche a domande su questo mio nuovo romanzo. Ovviamente sarò lietissimo di ricevere i pareri, positivi o meno che siano, di coloro che vorranno leggere “Il quinto principio”. Di seguito riporto comunque brevi notizie sul contenuto.
Si tratta di un lavoro ‘corale’, in cui alle storie di alcuni protagonisti di maggiore evidenza si aggiungono quelle d’una decina di personaggi secondari; alcune di queste storie confluiscono nel finale. Lo scenario si delinea attraverso le vicende narrate e si colloca nel 2043.
Ruolo fondamentale ha una nuova tecnologia delle telecomunicazioni, una miniprotesi esterna (la “pem”, protesi elettronica mentale) che consente una sorta di Internet psichica. La società descritta vive in un post-post-capitalismo a doppio binario i cui burattinai agiscono in modo occulto, manovrando immense quantità di denaro e influenzando in modo schiacciante il mercato mondiale del lavoro e della produzione. Intere città vendute, degrado ambientale, virus cerebrali, comunione delle menti, enclaves blindate di super ricchi, metropoli ipogee (come Uny, Underground New York) per i meno abbienti, turismo delle catastrofi, Seconda Secessione degli Usa, ‘democrazia estesa’ in Italia, enormi ‘fazendas’ con schiavi, sono alcuni aspetti di un mondo in cui si amplificano tendenze del presente. In tale contesto, si manifestano all’improvviso eventi apocalittici che contraddicono le leggi fisiche note. Uno dei protagonisti, Alex Brandon Pantega, ha ricordi intermittenti di una misteriosa personalità che ha teorizzato l’esistenza d’un Quarto e Quinto Principio della Termodinamica e per questo è braccato dalla polizia; i minuscoli “invasori” che distruggono le coltivazioni della bellissima Laurì sembrano materializzazioni d’un oggetto puramente teorico, la “spugna di Menger”; un misterioso committente incarica Martin di calcolare il valore monetario del pianeta Terra; Waldemar Pozharitskij scopre il Mondo B, una dimensione in cui ci si può trasferire vivendo in forma d’energia pura. L’altra alternativa, per i protagonisti, è rimanere sulla Terra e azzardare il tutto per tutto.
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25 Responses
Grazie a te Vittorio! Non vedo l’ora di leggermi tutto il libro. I brani che mi hai anticipato per poter creare la copertina mi hanno molto colpito e lasciato una gran voglia di sapere come va a finire.
Bellissima la copertina! Sicuramente all’altezza del romanzo.
Ciao
Luciana
Sto raccogliendo, anche a voce, commenti entusiastici per la tua copertina…
Ciao Luciana, mi fa molto piacere che piaccia anche a te. Spero che anche il romanzo non sia deludente. Saluti.
Vittorio
Complimenti per l’uscita del romanzo!!!
… non vedo l’ora di leggerlo, da fan di vecchia data (da Galassia…). Anche la copertina mi sembra notevole, nonostante Brambilla non mi entusiasmi più di tanto.
Caro Massimo, grazie. Spero bene…
Preso stamane all’alba prima di andare a lavorare.
La copertina è spettacolare, il romanzo si promette interessante, denso e pieno di sorprese.
Appena termino la lettura in corso mi ci butto senza indugio
[...] rapporti e tessuto connettivo di relazioni ed esperienze, magnificamente reso attraverso l’espediente della PEM (un impianto neurale che rende il bagaglio emotivo e mnemonico di ogni persona accessibile a tutte [...]
Per Stefano: grazie. Attendo tuoi commenti, positivi o negativi che siano.
[...] Condurrà l’“incontro” Eugenio Ragone, che leggerà anche brani dal nuovo Urania “speciale” di Catani Il quinto principio. [...]
Iniziato da una manciata di minuti…
Si fa già interessante, comunque i commenti fra qualche giorno, possibilmente la prossima settimana.
Ok, grazie. Non c’e’ fretta…
Ho poco tempo a disposizione in questo periodo per cui non leggo con il ritmo che vorrei. In ogni caso, sono ad 1/3 del Quinto principio e se la prima impressione era che fosse un romanzo “semplicemente” molto buono, ora comincia a sembrarmi esplosivo. Più in là ti darò un parere conclusivo.
Acc,,, è un bel guaio. Ora sarà difficile reggere sino alla fine…:-)
Grazie!
Finito il romanzo da qualche giorno.
Io l’ho trovato bellissimo: moderno, profondo, coinvolgente e appassionato.
Commento cercando di non anticipare nulla a chi deve ancora terminare la lettura.
Fantascienza matura, solida, con ottime basi nei classici del genere, ma anche sapientemente moderna nello stile e ricca di spunti scientifici reali e ben documentati, presi dalla meccanica quantistica, dall’ecologia e dalle recenti frontiere della termodinamica. Ci sono idee molto belle, come quella della PEM, sviluppata davvero bene, quella del “Mondo B” (forse ispirata all’esodo gioviano di Simak?), così come l’amara ma realistica riflessione sull’economia e sulla società.
Insomma, “hard” e “soft” finalmente insieme, con uno stile preciso e convincente.
Il romanzo sarà anche lungo, ma la struttura delle trame e dei personaggi, insieme all’ottimo equilibrio tematico, rendono la lettura accattivante e scorrevole.
Ho provato a cercare qualche difetto, ma sinceramente non saprei…
Forse le singole storie di qualche personaggio non mi hanno preso come altre, ma il tutto è così ben strutturato che alla fine ogni dettaglio diventa interessante.
Complimenti davvero, alla prossima.
Grazie, Stefano. Che dirti? Vorrei appendere il tuo
commento al muro, in cornice:-)
Ma io sono molto prudente e non canto subito vittoria:-)
Prima di convincermi, e’ giusto e doveroso prendere nota
degli altri giudizi, che verranno da chi sta ancora leggendo.
In genere i pareri sono sempre variegati - e’ umano che sia cosi’ - e l’autore non puo’ non prenderne atto, magari facendo poi per proprio conto una specie di media statistica.
Ma sarei ipocrita se non dicessi che le tue parole mi
ripagano un po’ della fatica:-)
Fuori tempo massimo, ma sono stato offline quasi un mese, ti faccio i complimenti per il corposo volume, che conto di leggere quanto prima!
V.
Infine ho terminato. Confesso che quando ho letto la recensione di De Matteo qui affianco ho avuto il sospetto che gli fosse scappato l’aggettivo di troppo. E invece no: Il quinto principio è strepitoso. Ci sono un alcuni (pochi) passaggi in cui avrei preferito soluzioni diverse da quelle che hai adottato, ma nel complesso è un gran romanzo. Uno dei migliori partoriti dalla fantascienza italiana se non il migliore in assoluto, quantomeno sulla base di quella che conosco io. E certamente al livello della migliore sf anglosassone contemporanea. A tratti mi ha ricordato il pastiche letterario alla Vonnegut, ma c’è una mano personalissima che emerge chiaramente. La legherei alla tua biografia: sei in ballo dagli anni ‘60 ma il tuo periodo più produttivo è stato l’ultimo ventennio; e il quinto principio è un po’ così, ha un sapore classico e contemporaneo insieme, senza giustapposizioni forzose, è un’osmosi totale. Tra le tante, una cosa che ho trovato narrativamente/filosoficamente apprezzabile è la descrizione per absentia della forma stato. Nell’universo del romanzo le attribuzioni dello stato sono evaporate e allo stesso modo le descrivi tramite la loro assenza, più piccoli tocchi qui e lì. Se ne parla poco in modo diretto, ma emerge prepotente e chiara. E poi mille altre cose. Non so quale sia il giudizio di altri, ma a me pare che il quinto principio metta insieme leggibilità e profondità: puoi anche non sapere cosa abbia rappresentato Bretton Woods nella storia dell’occidente, ma nel romanzo la sua presenza offre coerenza allo scenario globale. Se poi sai qualcosa di affari della realtà contemporanea, l’incastro appare ancor più profondo. E poi certo tocchi di classe: la casa di Yarin a Città Grande su… Von Hayek avenue
Mi auguro che il quinto principio possa rappresentare se non un modello di riferimento per gli altri autori italiani (ognuno scelga le proprie strade), almeno l’indicazione di una fantascienza possibile.
Il romanzo è da applausi, ma il suo autore qualche fischio forse lo merita: ti sei dedicato troppo poco alla forma romanzo nella tua carriera, non farci aspettare altri vent’anni per il prossimo. Quanto al quinto principio, grazie per avercelo regalato.
@danielepase: grazie. Che altro dire? Parole come le tue ripagano ampiamente dei quasi 10 anni dedicati - con lunghi intervalli, però - alla stesura del testo, revisione e ricerca di un editore. Dieci anni che, in parte, hanno reso alcuni spunti meno attuali o originali di quanto non lo fossero a cavallo del nuovo millennio. Ma va più che bene così. Anzi, se a tempo perso vorrai illustrarmi qualcuno dei passaggi in cui avresti preferito soluzioni diverse, mi farai un gran favore.
Quanto ad altri… romanzi a venire, l’idea non mi spaventa (10 anni ancora sarebbero cosa non raccomandabile) ma per ora mi prendo un po’ di riposo, e comunque continuo ogni tanto a scrivere storie brevi.
Grazie ancora.
Vittorio
Vittorio, ti segnalo che il Quinto Principio è stato recensito anche sulla Biblioteca Galattica (dal curatore, con il patrocinio & l’incentivo del sottoscritto):
http://fantabiblioteca.altervista.org/romanzi/quinto_principio.html
Caro Stefano,
mi lasci senza parole:-)
Non so come ringraziarti per questa bellissima sorpresa e per questa iniziativa.
Vorrei ringraziare anche il curatore - che non conosco, e quindi ti prego di farlo per mio conto - per cio’ che scrive, e anche per essere riuscito in un’impresa di cui io non sarei stato capace: compilare un riassunto precisissimo della trama!!!
Leggendo questa pagina, finalmente ho visto dal di fuori storie e personaggi, incasellati e ordinati in modo da risultare direttamente comprensibili e dare un’idea di quel “tutto” magmatico che io invece ho “vissuto” in modo - direi - spezzettato.
Con riconoscenza,
Vittorio
Ciao Vittorio,
sono l’amico di Stefano, il curatore della Biblioteca Galattica.
Ti ringrazio per le belle parole spese per la mia (anzi nostra visto il sostegno e il contributo di Stefano, che ringrazio pubblicamente) iniziativa ma soprattutto per il capolavoro che hai regalato a me e a tutti gli amanti della fantascienza.
Ripeto quanto hai già avuto modo di leggere: il Quinto Principio ha secondo me, per quanta modesta rilevanza possa avere il mio parere, tutte le carte in regola per entrare nella hall of fame della fantascienza sociologica di tutti i tempi!
Colgo l’occasione per porti una domanda inerente al libro
Nella scena di Bretton Woods chi hai immaginato che fosse il personaggio che parla ai premi Nobel preconizzando le follie della società iperconsumista?
Non ho avuto modo di parlarne nella recensione per motivi di spazio ma secondo me il riferimento a Bretton Woods è un inserto magistrale, tutt’altro che inutile orpello. Dimostra infatti quell’indagine sulla genesi storica degli avvenimenti da cui non può prescindere una Fantascienza che vuole rappresentare seriamente, tentando di intuirne i possibili tragici sbocchi, i mali dell’oggi.
Ancora complimenti!
Marco
Ciao Marco, lietissimo di contattarti, seppure - per ora almeno - solo telematicamente.
Approfitto per rinnovarti i miei ringraziamenti per la generosa recensione sul vostro sito della Biblioteca Galattica e per il “sunto” (inevitabilmente lunghetto…) della trama (o delle trame), un’operazione che, fra l’altro, ti avra’ portato via un bel po’ di tempo!
Quanto al personaggio cui accenni in questo tuo commento, devo dirti che me lo sono inventato di sana pianta, mentre tutto il resto riguardante Bretton Woods è documentabile, a partire dallo spezzone di discorso (riportato nel testo) di Morgenthau, che è mi sembrato molto significativo. Nella versione originale del romanzo avevo inserito anche alcuni indirizzi reali, di siti riguardanti quella manifestazione, e quindi il lettore avrebbe potuto andare a controllare e leggersi il discorso per intero. La redazione mondadoriana però ha ritenuto inutili gli URL e li ha tagliati tutti. Forse non ha fatto male, perché ora proprio quello col discorso di Morgenthau non riesco più a trovarlo in rete. Ma forse bisognerebbe perderci solo un po’ di tempo, per scovarlo da qualche altra parte.
Per tornare allo strano personaggio: a un certo punto sventola una rivista sf dell’epoca (anni ‘40), ma non ne è rivelato il nome. Avrei anche potuto sceglierne qualcuna delle tante che si pubblicavano a quei tempi. L’importante è che ricordo vagamente - da letture di decenni or sono - che qualcosa su radiazioni che venivano lanciate nei cervelli umani, devo averla letta in qualche vecchissimo racconto. Del resto è un’idea non certo nuovissima, una sorta di ramificazione tecnologica di un tema classico: la telepatia. Voglio dire, insomma, che spesso la sf dice cose gia’ dette molto tempo prima, ma con vesti rinnovate…
Mille grazie e auguri per un felice e fantascientifico 2010.
Vittorio
Se lo dice uno che si chiama Asimov…. scusa se è poco
Beh Vittorio, quindi a quando la prossima opera?