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Io il mio problema l’ho risolto. Basta con la vecchia vita sotto i ponti e sotto i porticati, negli androni, nei portoni, nelle grosse scatole di cartone, nei cubi di gesso contrabbandati dallo Stato come “edilizia d’emergenza”. Basta con i piani-casa sempre promessi ma mai attuati dai governi.
Con il denaro che sono riuscito ad accumulare in vent’anni di randagismo, io mi sono comprato una casa tascabile.
Sono un uomo davvero felice, adesso: ho un’abitazione tutta per me! A volte viene a trovarmi qualche vecchio amico e gliela faccio provare. Per fortuna oggi, nel 2014, il mercato delle case tascabili ha avuto una flessione.
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Oggi illustrerò le meraviglie di un nuovo portentoso contratto di lavoro: il FastTime.
Conoscete FastTime? Credete che sia un gestore telefonico, o magari una specie di MacDonald’s con pasti in
catena di montaggio? Siete fuori strada.
Forse vi è capitato di vedere per via, da qualche settimana in qua, strane scie in forma di sagome umane che zigzagano fulminee, come facevano Chaplin o Ridolini in certi film muti proiettati a velocità accelerata. E avete pensato a un’illusione ottica, a strani riflessi di luci e ombre, o addirittura a una rivoluzionaria forma di pubblicità? Siete ancora lontani dal vero.
Voi avete invece visto camminare a passo “normale” uomini o donne. La differenza è che quel passo era consueto per loro non per voi, anzi per noi. Ma partiamo dall’inizio….
Il FastTime è anzitutto un nuovo medicinale (alcuni dicono una droga). Ha uno stupefacente effetto sull’intero organismo: ne accelera il metabolismo moltiplicandolo fino a tre, quattro, dieci volte. Dunque, quelle ombre che saettano per strada apparentemente impazzite, sono semplicemente persone che hanno assunto il FastTime, e che quindi vivono la loro vita a velocità accelerata. Chiaro?
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Uno studioso Usa è stato contagiato da una forma del batterio da lui stesso isolato in provetta, ed è morto. Ultimo caso di “apprendista stregone” con breve appendice fantascientifica sul tema.
Un genetista dell’Università di Chicago, Malcolm J. Casadaban, è morto il 13 settembre mentre studiava il
batterio Yersinia pestis, uno dei ceppi della peste fabbricati in laboratorio. In teoria Yersinia non dovrebbe essere pericoloso per la salute umana: i CDC (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie) lo hanno approvato per un uso corrente nella ricerca. L’autopsia ha confermato la presenza del batterio nel sangue dello scienziato, nonché la causa del decesso. Secondo Kenneth Alexander, virologo dell’università di Chicago, “Casadaban aveva un suo particolare profilo genetico che lo ha reso vulnerabile al contagio”. Polizia e CDC indagano, intanto l’ipotesi di Alexander appare tutt’altro che rassicurante. Potremmo dire che lo sfortunato genetista si trovi a rappresentare il ruolo dell’“apprendista stregone”: l’uomo che si fa Dio e pretende di manomettere la Natura, ma resta vittima dalla sua stessa creazione. Una situazione che la scrittrice Mary Shelley già presentava nientemeno che nel 1818, con il suo celeberrimo romanzo “Frankenstein, ovvero il moderno Prometeo”.
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Oggi vi illustrerò le meraviglie di un nuovo portentoso ritrovato: JumpTime.
Come recita la pubblicità, “Con JumpTime saltate nei momenti felici!” E potete crederci. JumpTime si assume
in pillole su stretto controllo medico e in casi particolari. Siete in una fase di scontentezza, depressione, malattia, noia estrema, delusione amorosa, attesa incerta? Vi piacerebbe tanto “saltare” questi tempi morti come se fossero pozzanghere, approdando al di là del guado (poniamo: fra tre mesi esatti), in un’oasi di riconquistata serenità, quando la causa dei vostri crucci sarà attutita o scomparsa, e la vostra “tempesta” psicologica non avrà più ragion d’essere? Oggi questo è possibile! Basta qualche capsula di JumptTime (”Salta-tempo”).
Con JumpTime continuerete a vivere la vostra vita d’ogni giorno e nessuno noterà nulla di strano, ma per voi sarà molto diverso! Pur continuando a svolgere le vostre consuete attività in modo adeguato, normalissimo, il vostro cervello innesterà per i tre mesi prestabiliti una specie di “pilota automatico”, grazie al quale relegherete in un angolo lontano ogni stimolo…
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BASTA CHE FUNZIONI, di Woody Allen. Con Larry David, Evan Rachel Wood - 2009.
La giornata di oggi, giovedì 8 ottobre, era incominciata come tutte le altre, e anzi a metà giornata c’era stato
un gradevole vai e vieni di email, senonché verso le 17 qualcosa di importante è precipitato, creandomi una specie di catastrofe. Per togliere l’amaro rimastomi in gola sono andato al cinema.
Strano, questo film di Woody Allen, e stranamente allusivo per me. Un vecchio e solitario professore di Fisica in pensione, personaggio a mezzo tra il filosofo, lo stralunato e il logorroico sputasentenze, ruvido insegnante di scacchi ai ragazzini, dalle apparenze più o meno di un settantacinquenne, si ritrova casualmente in casa una ragazza più o meno ventenne, Melody, alquanto ingenua e provincialotta. Ragazza bellissima in verità, che peraltro affascinata dallo sfigato saccente se ne innamora e lo sposa. Ma tutto è strano - e serio, e ironico - in questo nuovo e notevole (finalmente!) film di Woody Allen, ricco di scene e aforismi memorabili. Che si conclude con una serie di trasformazioni dei personaggi, i quali scoprono - in una giostra di eventi paradossali, talora irresistibili - di essere cio’ che non sospettavano fossero, ma soprattutto capiscono che tutto è bene se comunque ciò che è accaduto ha - o ha avuto - un suo senso (da cui il titolo).
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