Archive for Settembre, 2009

Tornatore è tornato a Baarìa…

Posted on Settembre 27th, 2009 in Nuovo Cinema Paradiso | 1 Comment »

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Visto Baarìa. Il film si fa senz’altro seguire, nei suoi circa 130 minuti. Valida recitazione, anche se di attori sconosciuti (i protagonisti principali sono Margaret Made e Francesco Scianna, la maggior parte dei recitanti sono “attori di strada” e circa 35 mila sono state le comparse reclutate); riprese e montaggio in grande stile, da kolossal direi. Commento musicale eccellente (Ennio Morricone). Argomento interessante che copre un arco temporale di circa 70 anni, dai primi del secolo scorso in poi. Costo globale del film: 25 milioni di euro. Prodotto dalla berlusconiana Medusa Film. Mi è piaciuto? Direi che non rimpiango il tempo e il denaro spesi per vederlo.

Però…

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Annozero, Italiasottozero

Posted on Settembre 27th, 2009 in Tempo presente | No Comments »

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Il Pdl insorge. I pidiellini vogliono mangiarsi Santoro & Co. (combriccola). Stamattina leggo che in un comune - non ricordo e non importa quale - il Pdl ha vietato l’intestazione di una scuola a Enzo Biagi. Se i comunisti mangiavano bambini, Forza Italia mangia adulti, vivi o morti che siano. Inoltre già si applica pesantemente un nuovo divieto: quello di satira. Nuovo per dire, giacché puzza di fascismo ad anni luce di distanza. Leggo che la scure cade perfino sul Carnevale di Viareggio, da sempre simbolo del carnevale italiano. I progetti di due carri che avevano a che fare con Silvio & veline sono stati bocciati “per motivi tecnici” dalla apposita commissione. Saranno proibiti - viene esplicitato - anche riferimenti alla Lega e problemi di immigrazione. Come suol dirsi, restiamo in linea: certamente accadrà di peggio.

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Plataci, Pllatën

Posted on Settembre 22nd, 2009 in Tempo presente | 4 Comments »

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Se, procedendo per la statale Taranto-Reggio Calabria lungo il mar Ionio, superate Policoro e Trebisacce, dopo pochi chilometri vi trovate ad attraversare Villapiana Scalo, dove immediatamente vi appare uno svincolo per l’interno, verso il Monte Pollino. La strada sale, attraversando dopo pochi km. il paese Villapiana. Procedete, continuando a salire. Finora il paesaggio è marittimo, con prevalenza di pini, robinie, palme, vigneti. Ma di colpo, giunti a Villapiana e superato il centro urbano, il panorama cambia in modo radicale diventando montano. Incominciano i tornanti, che spesso si spalancano su un panorama sottostante che vi lascia ammirati: l’intera piana di Sibari e sullo sfondo il mare, fino all’orizzonte. I boschi sono fitti e imponenti: cerri, aceri, farnie, sempreverdi. Appena una quindicina di chilometri dacché avete abbandonato la statale Taranto-Reggio, e vi accorgete d’essere in un altro mondo: 950 metri di altitudine (alle spalle, il monte Sparviere giunge a 1717), aria purissima, e di fronte una cittadina che si affaccia ad anfiteatro, ai piedi d’un contrafforte della catena est del Pollino. Attraversando il paese notate che la toponomastica è bilingue: italiano, e poi parole indecifrabili. I muri di alcuni palazzi sono abbelliti da grandi, coloratissimi murales che riprendono scene di vita contadina, ragazze in costume locale, personaggi a voi sconosciuti.

Siete a Plataci [plàtaci], nell’Alto Ionio cosentino: 888 abitanti, uno dei più pittoreschi paesi dell’Arbëria.

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Beccate l’ecologista!

Posted on Settembre 18th, 2009 in Accadde... domani | 2 Comments »

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Essere ecologista, amare la natura, oggi - nel 2015 - non è cosa facile. Qui siamo un gruppo di una  dozzina di unità, ma i contatti interni personali sono vietati. Il problema è che i cellulari lasciano tracce, e l’unico modo per coordinarci sarebbe quello di vedersi insieme da qualche parte, possibilmente in segreto. Ma l’esperienza passata ci ha insegnato che è pericolosissimo. Una volta, per esserci incontrati a 20 km. dalla città, sulle rive di un lago, in una caverna, con una spiata fummo intercettati da personaggi inviati dalle forze dell’ordine e picchiati a sangue; due di noi finirono in galera con accuse pesantissime di “intelligenza con il nemico”: cioè di combutta con esponenti di altri stati, terroristi, e così via. A volte per comunicare utilizziamo i corrieri, che costano (e non sono neanche sicurissimi quanto a delazioni); due volte ci siamo serviti di roboinsetti volanti programmati. In un’altra occasione non avevamo neanche quelli e abbiamo adoperato - su consiglio d’un esterno - addirittura un piccione viaggiatore! Era una bestia allenata e riuscimmo a inviare alcuni messaggi urgenti, legati alle zampe.

E dire che la natura, la preservazione dei beni naturali, dovrebbe essere uno scopo primario di ogni Stato. Oggi non è così. I beni ambientali vanno allo sfacelo, ma nessuno deve osare di interessarsene. Un controsenso folle, a pensarci; stiamo favorendo un suicidio del pianeta.

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La crisi è infinita? (I)

Posted on Settembre 14th, 2009 in Tempo presente | 9 Comments »

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Il governo italiano continua il suo ritornello su una crisi che non c’è, o che l’Italia gestisce meglio degli altri, o che ormai è passata, e che magari ci sono cenni di ripresa. Che le nostre banche sono a posto. Che si sono elargiti a istituti di credito e grosse aziende tot milioni di euro a difesa della stabilità, del denaro dei cittadini  eccetera eccetera.

Di altri numeri però il governo non parla mai, nelle occasioni ufficiali o alla tv: quelli delle aziende che chiudono, quelli dei licenziati, disoccupati, precari. Di quanto queste cifre siano cresciute negli ultimi 12 mesi, o si prevede debbano crescere ancora. E del fatto che, se modesta ripresa c’è, si tratta di un fenomeno definito jobless recovery, ovvero: ripresa che non genera posti di lavoro. Intanto in Italia abbiamo 2.000.000 di disoccupati. Si prevede un autunno non facile. Il Fondo Monetario Internazionale poco tempo fa ha modificato in peggio le stime per il 2009 riguardanti la crescita globale; i tassi nei mercati obbligazionari calano ancora, ed è sintomo di sfiducia.

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Calore umano della Madunina

Posted on Settembre 12th, 2009 in Il mestiere di vivere | 6 Comments »

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Ho preferito riunire alcune pagine più personali di questo mio blog nel gruppo di link nella colonna accanto, sotto la voce “Il mestiere di vivere”, con un paio di eccezioni. Eccone un’altra. Un evento personalissimo accadutomi a Milano anni fa, che mi piace raccontare qui perchè piuttosto insolito.

Questo è davvero un episodio “che non dimenticherò mai”. Era l’inizio degli anni ’90, credo, e mi trovavo a Milano. Forse c’ero andato per lavoro (la vecchia Banca Commerciale Italiana) o forse per fatti miei, non so. Comunque doveva essere il periodo successivo alla vincita del premio Urania (1989), perché ero in un bar del centro in compagnia di Marzio Tosello (Caporedattore di Urania, che avevo conosciuto proprio in contemporanea col premio) e insieme attendevamo di incontrarci con altri esponenti milanesi della fantascienza, per trascorrere una mattinata e poi pranzare in una trattoria tipica.

Marzio Tosello, in verità, non è mai stato (per quanto io ne sappia) di molte parole. Era lì nel bar, ci eravamo seduti su un sistema di divani in pelle nera che correva lungo tutto il perimetro del locale, al muro, e talora in prossimità di mobili o colonne creava angoli o ondulazioni.

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L’evoluzione dell’uomo nella fantascienza: accenni

Posted on Settembre 10th, 2009 in Tempo presente | 6 Comments »

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Avevo pensato l’articolo che segue come appendice del precedente L’evoluzione delle brutte. Tuttavia, per la sua lunghezza e per l’argomento solo tangenzialmente collegato al discorso delle “brutte”, ritengo più logico farne un post a sé stante.      

Riferendomi al pensiero del genetista Luigi Cavalli-Sforza (vedi il citato L’evoluzione delle brutte), vorrei ricordare che la fantascienza già decenni fa immaginava conseguenze dei fenomeni di migrazione e integrazione su larga scala. Per esempio, in due romanzi usciti in Italia nel 1955 (I giorni dell’atomo di Teldy Naïm, “Urania” n. 77; Le stelle ci amano di Pierre Versins, “Urania” n. 103) si prevedeva nel futuro un’unica razza-specie: un umano di media altezza, colorito appena olivastro, occhi mandorlati. Svaniti dunque i pretesti per tensioni razziali? Macché (qui giocava l’ironia degli autori): quei nostri vivaci posteri erano pronti a scannarsi per altri generi di differenze, sia pure “minimissime”; a dimostrazione di quanto in realtà il razzismo sia una copertura di altri nodi, di timori profondi.

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L’evoluzione delle brutte

Posted on Settembre 8th, 2009 in Tempo presente | 9 Comments »

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Un paio di mesi addietro (ne scrivo ora in ritardo, e qualche lettore ricorderà, ma l’argomento resta attuale) la stampa ha ampiamente diffuso una singolare notizia circa la prossima evoluzione della specie umana, a conclusione degli studi d’un ricercatore finlandese, tale Markus Jokela dell’Università di Helsinki. Secondo Jokela – o almeno, stando alle notizie diramate - si prevede la scomparsa delle “donne brutte”: il nostro futuro selezionerà infatti “donne sempre più belle”. Al contrario, fra gli uomini l’evoluzione tenderebbe a premiare i meno attraenti, facendoli riprodurre di più.

Per giungere a tali risultati, Jokela avrebbe seguito 40 anni della vita riproduttiva di 1244 donne e 997 uomini statunitensi.

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Il mondo di spalle

Posted on Settembre 5th, 2009 in Accadde... domani | 1 Comment »

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[Gli articoli su questo blog ultimamente hanno ridotto la frequenza, perché anche i blog vanno in ferie! Ma da ora si tornerà gradualmente al passo consueto. Anche se, a dire il vero, le mie ferie non sono state davvero tali. In qualità di pensionato dovrei definirmi - ed essere realmente - in ferie a vita, vero? Ebbene: NO! Chiunque asserisca questo, diffonde una perniciosa calunnia! Dacché sono in pensione - e son trascorsi quasi 14 anni (dio come passa il tempo!) - in pratica io non conosco più vacanze! Perché? Semplice: non ho più tempo per andare in ferie...]

Doveva essere un sogno, eppure sono convinto che non lo fosse. Il contesto appariva troppo concreto. Era senz’altro il nostro mondo, la mia città, ma contemporaneamente non era possibile. Insomma io c’ero, ero per strada e camminavo in una folla anonima che si muoveva a passo tranquillo, senza fretta, le voci basse e mormoranti… Mi arrovello: possono in teoria esistere “ricordi del futuro”? So solo che la scienza ancora non sa spiegare in modo convincente perché noi ricordiamo il passato, ma non ciò che avverrà. Pure, questa visione che da tempo mi perseguita ha decisamente le caratteristiche di un ricordo

Non mi davo conto di come fossi arrivato fin lì, né – se ero lì davvero – ho tracce mnemoniche di come e quando ne ritornai. Nei primi istanti seppi solo che mi muovevo nella mia città, per corso Vittorio Emanuele, in direzione del vecchio palazzo liberty un tempo sede del Teatro Margherita, adeguando il mio passo a quello placido della folla. Il cielo era plumbeo. Solo dopo mi colpì una stranezza assoluta, eppure evidentissima: le facce. Tutta quella gente che si assiepava e si muoveva, pareva camminasse all’indietro, il viso rivolto non alla meta ma verso ciò da cui s’allontanava. Com’era verosimile, cosa accadeva?

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