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Probabilmente pochi, pochissimi in Italia - e anche a Bari - lo sanno o lo ricordano: nel Capoluogo pugliese, il 28 luglio 1943 - Mussolini era uscito di scena da appena due giorni - ebbe luogo un evento assolutamente infame, per mano fascista: l’eccidio di 20 cittadini e il ferimento di altri 30, tutti inermi (i caduti furono in totale 40). Per Via Nicolò dell’Arca, in pieno centro, transitava quel giorno un corteo di circa 200 persone, prevalentemente giovani universitari e docenti. I manifestanti, inneggiando alla libertà, erano diretti verso il carcere barese, nel quale erano rinchiusi numerosi intellettuali e antifasciti baresi e pugliesi, fra i quali il famoso latinista Tommaso Fiore. Ma uomini d’un reparto dell’esercito badogliano si erano appostati dietro le finestre della sede locale del Pnf (Partito nazionale fascista) e da lì presero a sparare sulla folla indifesa.

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