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Stamattina, leggendo i quotidiani, apprendo all’improvviso che Bari è famosissima in tutto il mondo, al punto da meritare articoli della stampa planetaria. E dire che io pensavo che conosciuta, Bari, lo fosse solo un tantino, ma per la presenza delle ossa di San Nicola nella Basilica che gli è dedicata (sì, proprio quel San Nicola festeggiato in tutto il mondo come Santa Klaus alias Babbo Natale). Argomento, quest’ultimo, anche controverso: infatti le Sante Ossa tanto vantate localmente e gelosissimamente custodite, sono il frutto di un autentico furto effettuato dai baresi nel 1087, allorché tre navi salparono dal porto col preciso intento di andare a rubare le spoglie del santo, conservate in una chiesa di Mira, cittadina sulle sponde dell’Asia Minore e della quale il già famoso santo era stato vescovo. Fra parentesi, a coloro che si scandalizzano per questa antica razzia, vorrei rammentare che - come sempre - il mondo è paese e non ci si dovrebbe fermare alla prima cantina. Per esempio, si sa che le ossa del notissimo San Marco, serbate nella splendida Basilica in stile romanico-bizantino-gotico, furono a loro volta sottratte ad Alessandria d’Egitto da due mercanti di Venezia, nell’828. Che dire? Evidentemente a quell’epoca andava molto il frega-frega del santo più famoso. Chiusa parentesi. Perché se i santi oggi riposano, il frega-frega invece è rimasto, attivissimo a quanto pare. Anche a Bari.

Mi riferisco a politicanti, tangenti, bustarelle, giri di droga, di prostituzione, accordi elettorali e così via. L’inchiesta della Procura di Bari sulle festicciole organizzate dal nostro egregio Presidente del Consiglio ha avuto risonanza (riprendo da “La Gazzetta del Mezzogiono” odierna) su: “El País”, il quale rimarca anche l’indegna operazione di censura effettuata dal Tg1 nazionale sull’argomento; “El Mundo”, che riporta anche un prezioso parere dell’impagabile Avv. Ghedini, per il quale “Berlusconi non sapeva che le ragazze fossero pagate” (questa frase mi da di déja vu: quando Mediaset fu incriminata per le tangenti alla Guardia di Finanza, Berlusconi si discolpò affermando che “non sapeva”. Mah… Personalmente, di un titolare d’una maxi-azienda ignaro che i suoi fedelissimi corrompono la Finanza per cifre cospicue, io non mi fiderei un istante; anzi, direi che professionalmente merita la defenestrazione). E poi ancora: ”The Times”, secondo il quale la nuova indagine fa crollare l’immagine del premier dopo che l’incontro con Obama l’aveva un po’ rivalutata; e poi ancora - senza portarla per le lunghe - “The Indipendent”, “Le Monde”, “Libération”, “Suddeutsche Zeitung”, “Bild”; “The New York Times”. Leggo anche nei titoli: “Squillo in cambio di appalti - il nuovo fronte dell’inchiesta. La Procura di Bari allarga le indagini. Sigillate le due cassette audio consegnate dalla D’Addario sui presunti festini con il premier”. Nel frattempo, senza entrare nei dettagli: escono fuori altre testimonianze; alcuni alibi vengono smascherati; con un nuovo indagato spunta la cocaina e c’è chi è convocato in caserma. Ma soprattutto, cresce l’agitazione nel Pdl…

Sissignori. Ormai sono ridicole le giustificazioni che non giustificano, o che rivoltano la frittata parlando di gossip. Forse, se le cose venissero chiamate crudamente col loro vero nome, chi non vuol capire capirebbe. Per esempio: “Berlusconi pare abbia ricevuto e probabilmente pagato puttane, in un giro di tangenti, in festini con droga anche a palazzo Grazioli”.

Grottesco poi insistere sul ”complotto” presuntamente ordito ai suoi danni (dalla “sinistra”, naturalmente), ignorando volutamente il resto. Anche ammesso per assurdo che ci sia stato, cosa vuol dire complotto? Per quelli del Pdl pare significhi qualcosa del genere: io ti lascio intravvedere la possibilità di rubare. Tu rubi. Quindi “io” sono colpevole (!!!)

La realtà è che ora il premier comincia a rivelarsi personaggio ingombrante. Nel Pdl, checché ne dicano i giornali di regime, è incominciata una crescente fibrillazione e si vocifera di fughe, distinguo, precisazioni, prese di distanza eccetera. Berlusconi insiste nel dire che il governo “continuerà”. E in effetti sarebbe giusto: il governo dovrebbe continuare (anzi dovrebbe incominciare) a fare finalmente qualcosa di concreto per la crisi, per i lavoratori, i senza lavoro, le piccole e medie imprese.

Lui personalmente, invece, come ha detto ieri sera Rosi Bindi sul Tg3, “o spiega i fatti o se ne deve andare”. Perché è vero che è stato eletto, è vero che ha avuto la maggioranza, ma è anche verissimo che il governo ha un dovere di dignità, davanti agli italiani e - come Italia - davanti al mondo. Comprende lei il senso di questa parola, “dignità”? E’ un atttributo fondamentale della democrazia… Comprende lei il senso di questa parola, “democrazia”?    

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