Archive for Maggio, 2009

Il piacere di un premio a Travaglio

Posted on Maggio 5th, 2009 in Tempo presente | No Comments »

 

Lo scorso 28 aprile la DJV (Deutsche Journalistenverband), l’Associazione dei Giornalisti Tedeschi, ha premiato Marco Travaglio come rappresentante simbolo in Europa della Libera Informazione.

Confesso che Travaglio non mi fa impazzire, tuttavia apprezzo molto che una persona voglia scegliersi  uno scomodissimo mestiere qual è il suo. Se non ci fosse lui - e altri pochissimi sulla stessa linea - in Italia l’informazione sarebbe molto più povera, ovvero quasi non esisterebbe. E non ci si venga a dire che lo fa per quattrini: tutti lavorano per i quattrini e non certo per passare il tempo avvelenandosi e beccandosi querele che a volte comportano esborsi pesantissimi; e comunque sarebbe molto più remunerativo, salutare e comodo essere un giornalista non controcorrente. Per non dire di coloro che, al fine di rendere la loro attività giornalistica ancora - diciamo così - più piacevole, scelgono di fare i cantori e paladini a spada tratta dei vincitori.

Per fortuna c’è chi si accorge di situazioni del genere e agisce di conseguenza. Non in Italia, ovviamente.

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Da Giuseppe Martucci a Lino Aldani

Posted on Maggio 5th, 2009 in Tempo presente | 3 Comments »

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Una riflessione ai limiti del banale, un parallelo arrischiato…

La questione è semplice, semplicissima: nell’Ottocento (quando l’Italia non era ancora “una, libera e indipendente”, ma anche quando lo divenne, a partire dal 1861) gli italiani consideravano “vera musica” solo l’opera lirica. Gioacchino Rossini, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi, Amilcare Ponchielli, Ruggero Leoncavallo, Giacomo Puccini e altri “minori” (arriviamo agli anni Venti del ‘900) furono e restano tra le punte in assoluto del teatro lirico universale.

Ma… E la musica orchestrale e da camera, ovvero per piccoli complessi strumentali e per solisti? Semplicemente non esisteva. O era come se non esistesse. Beethoven, Bach, Haydn, Mozart, Chopin, Schumann, Liszt, Schubert, Brahms, Bruckner, Mahler? Vette vertiginose magari, ma qui da noi era opinione corrente che il Genio nostrano si manifestasse nella maniera più compiuta attraverso la musica vocale, il “bel canto”. Questa convinzione apparteneva allo stesso Giuseppe Verdi. Gli italiani insomma erano per qualcosa di più “caldo” e più trascinante d’un insieme di viole violini oboi corni tube…

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