La via tracciata da Lino
Posted on Febbraio 1st, 2009 in Tempo presente | 4 Comments »
Nella notte fra il 30 e il 31 gennaio, dopo una malattia incurabile durata alcuni mesi, Lino Aldani ci ha lasciato. Era nato a San Cipriano Po nel 1926. Padre Fondatore della narrativa di fantascienza italiana, massimo autore specie negli anni Sessanta e Settanta, è stato anche il più illustre esponente di una fantascienza di casa nostra sognata ma mai giunta a realizzarsi.
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Lino Aldani nacque a san Cipriano Po (Pavia) nel 1926, l’anno di Amazing Stories, la prima rivista del mondo
occidentale dedicata esclusivamente alla fantascienza.
A Roma, dove si era trasferito, frequentò il liceo scientifico, e successivamente insegnò filosofia e matematica. I suoi primi scritti, risalenti al dopoguerra, riecheggiavano il clima neorealista dell’epoca (un’ascendenza culturale che, a mio parere, conserverà una sua importanza). L’esordio come scrittore di fantascienza avvenne nel 1960 sulle pagine della rivista Oltre il Cielo, ma alcune sue storie erano state già scritte negli anni ’50. Il ritorno a San Cipriano Po avvenne nel 1968 e fu un’altra scelta significativa, in linea con la sua visione del mondo.
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I racconti di Aldani si imposero presto all’attenzione dei lettori. A quei tempi il linguaggio abituale delle traduzioni di science fiction – “genere” importato dagli Usa pochi anni prima, a partire dal 1952 con le collane Scienza Fantastica e poi soprattutto con Urania e I Romanzi di Urania – era anonimo, talora mediocre. In Aldani si notò subito una differenza. Egli aveva intuito che si poteva dare maggior consistenza al nuovo genere con opere che, pur rispettandone l’ortodossia (attenzione al dato scientifico, estrapolazione, adeguata costruzione, ritmo narrativo, eccetera) ponessero maggior attenzione appunto al linguaggio, alla forma, alla psicologia del personaggio almeno quanto alla verosimiglianza dello scenario. Per densità, freschezza, livello, la sua prosa portò quindi un’autentica ventata d’aria nuova all’interno del genere.
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