.
Una storia del “teletrasporto” con escursioni nelle scoperte contemporanee e nei sogni della scienza.
A tratti giungono nuove notizie di esperimenti e progressi tecnologici riguardanti il “teletrasporto”. Una
parola quasi magica che rimanda alle storie di Star Trek, a personaggi che entrano in una particolare cabina e si smaterializzano per rimaterializzarsi subito dopo a distanza in un’altra cabina, sani e salvi. Nello scorso settembre a Pavia, in occasione del Festival dei Saperi, sull’argomento si intrattenne un noto esperto in materia, il professor Giacomo Mauro D’Ariano, docente ordinario di Teoria fisica dell’Informazione, Fondamenti della meccanica quantistica e Ottica quantistica presso l’università cittadina.
In verità per un macchinario “alla Star Trek” dovremo attendere decenni se non di più, ma per chi fosse impaziente di servirsi di quell’apparato, verosimilmente utilissimo, sarà consolante apprendere che gli studi al riguardo, benché ancora ai primordi, fanno passi sorprendenti.
Read the rest of this entry »
.
Gli argomenti personali, quelli cioè che mi riguardano direttamente (mia biografia, bibliografia, link a racconti saggi e articoli, interviste eccetera) sono raggruppati nella colonna a destra del blog, sotto il titolo Il mestiere di vivere. Stavolta però desidero fare un’eccezione. Propongo in “prima pagina” una storia molto personale, che nulla ha di eclatante e neanche di originale, magari da rubrica confidenziale. Ma che ho vissuto intensamente.
Qual è stato il rapporto tra me e Musetto? Sembra ozioso stare qui a scriverne, eppure temo che molti potrebbero pensare che io stia enfatizzando. Per me Musetto ha rappresentato qualcosa di estremamente particolare, che va
oltre la normale (sia pure forte) empatia che può instaurarsi tra un animale domestico - in questo caso un felino - e un essere umano.
Ricordo: 1992. Vivevo in via Pizzoli 22, Bari, quinto piano. Due piccole stanze, un ingresso con corridoio, una cucina che mi andava “stretta di spalle”, come dicevo a chi visitava la casa; un bagnetto senza bidet e con un semicupio per vasca da bagno. Quattro metri quadri d’un balconcino proiettati su un anonimo squallido interno. Due finestre (non balconi) sulla via principale. E i mobili: semplici, economici, anche se mi ero sforzato di sceglierli a colori vivaci, intonati e che – come la libreria, un alto traliccio di metallo nero – avevo montato io stesso.
Read the rest of this entry »
.
Oggi trovo in edicola il n. 1 dell’edizione italiana del mensile statunitense “Wired” (ed. Condé Nast): 240
coloratissime patinatissime pagine imbottite di pubblicità; euro 4. Di questa famosa testata lessi per la prima volta nel 1997 nel volume di Mark Dery Velocità di fuga. Cyberculture di fine Millennio. “Wired” (parola traducibile con “cablato”) fu fondata a San Francisco, California, nel 1993 dallo statunitense di origine italiana Louis Rossetto, con la collaborazione di altri personaggi tra cui Nicholas Negroponte, del MIT Media Lab. Il magazine si occupava delle nuove tecnologie - specie quelle concernenti le telecomunicazioni - e del loro impatto sulla cultura, l’economia, la politica, ispirandosi dichiaratamente alle idee del sociologo e teorico dei media Marshall McLuhan. Fu subito un grande successo perché testata viva, originale, innovativa. “Il mondo dei visionari tecnologici, la controcultura informatica, i cavalieri elettronici, le menti creative di una società in rapidissima evoluzione trovavano uno specchio in cui riflettersi”: frasi senz’altro da sottoscrivere. Vi collaborarono anche massimi nomi della fantascienza: il primo fascicolo dedicava la copertina a Bruce Sterling; e vi scrivevano William Gibson e Rudy Rucker e tanti altri.
Read the rest of this entry »
.
Siamo ben attrezzati noi, nel nostro isolato. Si tratta di un comprensorio rettangolare affacciato su quattro strade, una delle quali principale. In tutto 114
portoni di palazzi mediamente di sei piani, per un totale di 1259 appartamenti. Il che significa che qui viviamo quasi in 4000. In tempi trascorsi ci sono state faide interne che hanno portato a epurazioni, ma ormai da tempo abbiamo raggiunto un equilibrio stabile. Il primo contenzioso, come potete immaginare, lo avemmo con il Comune allorché con decisione univoca decidemmo di isolarci. Non se ne poteva più di sentir parlare di stupratori, clandestini, ladri, squartamenti, assassini, neri, rossi e gialli. Detto fatto passammo a erigere mura fortificate intorno al nostro comprensorio. Il Comune pensò di venire a bloccare i lavori ordinandoci lo smantellamento immediato. Fu una prova di forza, ma noi eravamo pronti e giusto per far capire come stavano le cose rispondemmo con le armi, sia pure a scopo intimidatorio.
Read the rest of this entry »
.
L’ormone della passione, la molecola della dimenticanza.
Le nuove tecnologie stanno trasformando il nostro modo di vivere? Molto di più: stanno modificando i nostri
atteggiamenti e soprattutto i sentimenti. Recenti scoperte portano alla ribalta un ormone, l’ossitocina, le cui funzioni si ritenevano finora limitate alla stimolazione della muscolatura liscia dell’utero per accrescerne le contrazioni che facilitano il parto, nonché alla attivazione delle cellule dei dotti lattiferi mammari, per provocare l’eiezione del latte. Ma esperimenti eseguiti sui “soliti” topolini hanno evidenziato che l’ossitocina è - in un certo senso - “l’ormone dell’amore”. Non del sesso, si badi bene: al riguardo ci sono Viagra, Cialis e altra roba (da sempre si sono cercate e usate sostanze per tentare di accrescere l’eccitazione sessuale).
Quali le mirabolanti potenzialità dell’ossitocina? “E’ dimostrato” dichiara in un articolo apparso su Nature Larry Young, biologo della Emory University, “che annusare una spruzzata di questo ormone accresce la fiducia e fa sentire una comunanza di emozioni con il prossimo”. Non solo: l’ossitocina produce “soddisfazione e contentezza similmente alla nicotina e a droghe, con un’azione chimica sul cervello identica a quella registrata in madri che guardano fotografie dei loro bambini o in persone che guardano le immagini dei propri innamorati”.
.
Read the rest of this entry »
.
Fonti riservatissime ci informano che è stato eseguito in tutta segretezza un esperimento rivoluzionario denominato UE/112S. Alla sua realizzazione hanno
contribuito i capitali di varie nazioni importanti, Italia inclusa. La riservatezza ha motivo nella innovativa tecnologia, concernente l’applicazione di scoperte circa il funzionamento del cervello umano. Finora gli ostacoli erano anzitutto la bassissima potenza delle correnti elettriche che circolano nel cervello, appena un milionesimo di volt, ma anche l’insufficiente conoscenza dei meccanismi cerebrali. Per cui non era possibile - per esempio - trasmettere o ricevere a distanza messaggi dal/al cervello; o non si era in grado di registrare i pensieri di una persona e farli rivivere nella mente di un’altra. Ora il tutto è stato superato grazie a nuove micro-apparecchiature di strabiliante complessità, sensibilità e precisione. Esse sono pertanto capaci di creare un ponte telepatico-tecnologico mentale: entrare nei pensieri, trasmettere pensieri altrui, inviare a distanza immagini psichiche preregistrate e altro ancora.
.
Read the rest of this entry »
.
Non c’è San Valentino se non c’è storia d’amore. Non c’è storia d’amore se non c’è dramma.
Bussarono alla porta. Aprii e, stupefatto, la vidi sulla soglia. Rigida, ma come se nulla fosse mai accaduto.
Esclamai con un tremito: «Lorna… sei tu!» Avrei voluto caderle ai piedi, abbracciarle le ginocchia, fare salti di gioia, piangere, ridere, ma restavo immobile. Nonostante i dubbi e i costi avevo infine acconsentito, pressato da agenti pubblicitari del Centro e solleticato dalla travolgente novità. Ma non credevo che sarebbe tornata così presto, con le sue gambe.
Entrò lentamente in casa e disse con una voce un po’ soffiante: «Ora mi chiamerai Lazzarella». Non capii il perché di quel cambio di nome. Si accostò per darmi sulla guancia un bacio leggerissimo, che sentii freddo. D’istinto mi ritrassi appena, con una specie di pelle d’oca. Pensai che fosse una reazione ipocrita. Dissi: «Vieni… stavo mangiando qualcosa e…»
Camminò in silenzio verso il tavolino in stile. L’avevamo acquistato insieme anni prima. Ricordai quel giorno luminoso, ricordai la nostra spensieratezza.
.
Read the rest of this entry »
.
A duecento anni dalla nascita, Charles Robert Darwin è vivo e attuale più che mai.
Nato in Inghilterra, a Shrewsbury il 12 febbraio del 1809, Charles Darwin non ha mai smesso di sollevare
discussioni, polemiche, prese di posizione anche durissime. Biologo, zoologo, geologo, la sua vita - trascorsa soprattutto nello studio e in modesta parte in esplorazioni in varie località del pianeta - resta una sorta di paradigma del rapporto tra dogma e conoscenza. Qui non voglio narrarne la biografia né soffermarmi sulle vicissitudini delle sue teorie e su quelle dei suoi oppositori: allo scopo, esiste una autorevole bibliografia o, per i più frettolosi, una dettagliata e pregevole pagina su Wikipedia. Qui intendo invece e semplicemente rammemorarlo in occasione del bicentenario della sua nascita, consapevole che nella presente giornata - 12 febbraio 2009 - molte manifestazioni, in tutto il mondo, lo commemorano in modo molto più adeguato di quanto si possa fare su una pagina volutamente modesta e breve.
Io infatti intendo semplicemente ricordarlo come uno studioso le cui scoperte hanno trasformato la sua persona e alle quali - si dica ciò che si vuole - nessuno ha mai trovato una vera alternativa.
Read the rest of this entry »
.
Delosbooks vara “UniversiTy“, collana il cui nome coniuga l’universo accademico con gli innumerevoli universi della science fiction pubblicando tesi di laurea attinenti alla fantascienza. Il primo volume è L’Europa e gli alieni. Sogni e incubi dell’età moderna, di Silvestro Ferrara: un sorprendente viaggio in tre secoli di alienità, alla ricerca delle radici e dei significati del “diverso”. Qui di seguito si riporta la Prefazione di Vittorio Catani, curatore della collana.
Nonostante i suoi cinquantasei anni di vita ufficiali – se si vuole assumere quale data di nascita la creazione
della collana mondadoriana Urania – la fantascienza in Italia non ha mai conquistato uno status unanimemente riconosciuto, ciò che è accaduto invece per altri generi quali il “giallo” o il “noir”, il “rosa” e così via. Esistono tuttora, benché in decrescente minoranza, sacche di ostinato rifiuto se non disprezzo nei confronti della science fiction in generale. Ne sanno qualcosa gli addetti ai lavori, che non di rado vivono questi momenti sulla loro pelle. Sorprende anche constatare come l’atteggiamento non distingua tra fasce culturali. Il che appare quanto meno strano, se si pensa che la fantascienza è da tempo un fenomeno di costume, oltre che di cultura. C’è fantascienza non solo in libri, film, tv e fumetti, ma anche nel teatro, nei videogame, nella musica pop, rock, metal; nell’opera lirica, nel balletto, negli spot pubblicitari, nei videoclip musicali. Di più: ne è piena la nostra vita quotidiana.
.
Read the rest of this entry »
.
Ultimi sviluppi della catastrofe-commedia infinita
Ciò che oggi più disturba me, in questa società del disgusto (a suo tempo ci fu quella del benessere, poi quella del riflusso) non è tanto B. (iniziale che non si riferisce a Benito ma a Berlusconi). B., in fondo, non sta
facendo altro che quanto si è sempre ripromesso di fare fin dai tempi dei suoi primi governi; sta attuando ciò che predica e dichiara da anni: in sostanza la presa completa del Potere. Ha sempre detto che il presidente della Camera deve avere più possibilità di manovra poter meglio governare (ciò che già è in palese contrasto con le nostre norme democratiche); ha sempre guardato con sguardo strabico e talora offensivo ai vari presidenti della nostra Repubblica; ha sempre lasciato intendere che vuole cambiare la Costituzione (“filosovietica”: una vera menzogna di regime, oltre che una enorme cazzata); che anche l’Italia dovrebbe essere una repubblica presidenziale (con lui per presidente, ovviamente). Non solo: B. (non Benito) sta realizzando il vecchio, gelliano programma mai dismesso della P2 - di cui B. (non Benito) ha fatto parte - nel quale è previsto, fra l’altro e in poche parole, l’asservimento della Magistratura.
Sì, lui ha sempre molto chiaramente ed esplicitamente espresso i suoi intendimenti e le sue finalità.
Ora, semplicemente, è piena fase di attuazione.
Read the rest of this entry »