La fantascienza è circa quanto un’unghia - II parte (conclusione)
Posted on Gennaio 27th, 2009 in Tempo presente | 5 Comments »
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Lo scrittore e le idee, ovvero: l’Ispirazione. Esiste, non esiste? Come sollecitarla? Alcuni esempi delle modalità creative, a volte un po’ strane, degli autori di fantascienza.
Con aggiunta conclusiva di alcune note personali.
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Riepilogando, e come esemplificato nella prima parte di questo articolo, le modalità in cui si manifesta nello scrittore di fantascienza l’“ispirazione”, ovvero la nascita
delle “idee” di base per scrivere una storia, formano una casistica di base variegata, seppure sostanzialmente limitata.
Per un autore, tuttavia, dire che egli abbia un’idea per scrivere qualcosa - racconto o romanzo che sia - significa poco o nulla. L’“idea”, da sola, è appena un primo scalino.
Ogni scrittore ha un suo modo di vivere situazioni del genere: nel senso che difficilmente gli si presenteranno, nel tempo, anche solo due situazioni narrative con gli identici problemi tecnici e di stesura. Insomma ogni “idea” è un caso a sé, manifesta i suoi peculiari risvolti e solleva i propri interrogativi circa la trama in cui inserirla, il punto di vista da scegliere, lo scenario, il numero dei personaggi necessari e così via. Sotto questo aspetto penso abbia sempre ragione Guido Piovene, che nel suo romanzo Le stelle fredde (1974) dichiarava: “La letteratura è un inferno nel quale ciascuno deve scendere da solo”.
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