.
Un omaggio scherzoso a un santo di rinomanza internazionale da parte di un non credente.
Come fu che salii sulla stazione spaziale internazionale Freedom 3, alla rispettabile età di 74 anni? È presto
detto. Mi aveva chiamato il Direttore per una proposta:
— Vittorio, tu continui a lavorare per la Gazzetta da quasi venticinque anni. Ti sei sempre occupato di fantascienza e nuove tecnologie. Bene. Cosa di più fantascientifico per te, se non fare un servizio stampa sulla Freedom, alla tua età? Toccheresti con mano la tua fantascienza salendo a quattrocento chilometri di altezza!
Non avevo saputo dire di no. Sarebbe stata una magnifica, inattesa conclusione della mia tardiva carriera di giornalista-scrittore. E l’idea mi metteva addosso un’energia che non provavo da tempo.
Fu così che dopo una serie turbinosa di contatti, telefonate, appuntamenti, visite mediche specialistiche (sopportare l’accelerazione della partenza di un razzo non è cosa facile per anziani), mi ritrovai a bordo di qualcosa che avevo conosciuto per la prima volta - ma solo in versione fantastica - nei lontanissimi anni Cinquanta, appena quattordicenne, in un romanzo di Arthur C. Clarke: una stazione orbitante. Il libro di Clarke si intitolava Isole cosmiche e mi aveva fatto sognare per anni.
Read the rest of this entry »
.
.
VOCI DAL DOMANI
Performance teatrale a cura di
VITTORIO CATANI e EUGENIO RAGONE
31 gennaio 2009 - Ore 18,30
con la collaborazione di Angela e Francesco Ragone
.
Futuro: mai come oggi ce ne preoccupiamo,
mai come oggi lo rimuoviamo e viviamo alla giornata.
“Non ci sono più i bei futuri d’una volta”, si direbbe.
Eugenio Ragone e Vittorio Catani
“esperti in futuro” per la loro pluridecennale attenzione
alle trasformazioni tecnologiche e alla narrativa di fantascienza presentano
.
VOCI DAL DOMANI
.
Read the rest of this entry »
.
Lo scrittore e le idee, ovvero: l’Ispirazione. Esiste, non esiste? Come sollecitarla? Alcuni esempi delle modalità creative, a volte un po’ strane, degli autori di fantascienza.
Con aggiunta conclusiva di alcune note personali.
.
Riepilogando, e come esemplificato nella prima parte di questo articolo, le modalità in cui si manifesta nello scrittore di fantascienza l’“ispirazione”, ovvero la nascita
delle “idee” di base per scrivere una storia, formano una casistica di base variegata, seppure sostanzialmente limitata.
Per un autore, tuttavia, dire che egli abbia un’idea per scrivere qualcosa - racconto o romanzo che sia - significa poco o nulla. L’“idea”, da sola, è appena un primo scalino.
Ogni scrittore ha un suo modo di vivere situazioni del genere: nel senso che difficilmente gli si presenteranno, nel tempo, anche solo due situazioni narrative con gli identici problemi tecnici e di stesura. Insomma ogni “idea” è un caso a sé, manifesta i suoi peculiari risvolti e solleva i propri interrogativi circa la trama in cui inserirla, il punto di vista da scegliere, lo scenario, il numero dei personaggi necessari e così via. Sotto questo aspetto penso abbia sempre ragione Guido Piovene, che nel suo romanzo Le stelle fredde (1974) dichiarava: “La letteratura è un inferno nel quale ciascuno deve scendere da solo”.
.
Read the rest of this entry »
.
Lo scrittore e le idee, ovvero: l’Ispirazione. Esiste, non esiste? Come sollecitarla? Alcuni esempi delle modalità creative, a volte un po’ strane, degli autori di fantascienza.
.
Se qualcuno immagina lo scrittore di fantascienza un individuo staccato dal mondo reale, calato in un
universo di cyborg, astronavi, macchine del tempo, in possesso d’un inesauribile potere visionario negato ai comuni mortali, magicamente capace di trascrivere sulla carta (o sullo schermo del personal) il “film” che automaticamente gli gira nella testa… commette un grossolano errore. Proviamo allora a dare una rapida occhiata agli “attrezzi del mestiere” del fantascrittore.
Un classico modo per ricavare le idee è chiedersi “cosa accadrebbe se…?” Isaac Asimov riferiva che spesso il suo sistema era questo. È nota la genesi di uno dei suoi primi e più celebri racconti, Nightfall (1941), tradotto in italiano Cade la notte, o anche Notturno. John W. Campbell, il celebre editor, lo aveva sfidato proponendogli come spunto una citazione da Ralph Waldo Emerson: “Se le stelle apparissero una sola notte ogni mille anni, come gli uomini potrebbero credere e adorare, e serbare per molte generazioni il ricordo della città di Dio?”
.
Read the rest of this entry »
.
W la guerra!
La guerra. La guerra è bella. La guerra è Santa. W la guerra! La guerra è l’igiene del mondo. La guerra è
pace. Si vis pacem para bellum: se vuoi la pace, prepara la guerra. La guerra va incontro a tutte le esigenze, anche quelle pacifiche. La guerra è il sistema più spiccio per trasmettere una cultura. Dio, com’è bella la guerra con i suoi canti e i suoi lunghi ozi. L’uomo è guerra. Il XXI secolo lo è. Come non capitolare al fascino apocalittico della guerra, specie oggi, nel 2020?
Read the rest of this entry »
.
“[...] Pensare di liquidare in modo così banale il problema di Dio con una pubblicità è un’offesa alla intelligenza prima ancora che alla fede. La sedicente unione di atei razionalisti è stata ridicolizzata nella sua saccenteria dal semplice buon senso di gente normale, che lavora tutti i giorni, che sa cosa è lavorare, amare, soffrire e magari farsi domande nel silenzio della coscienza o di fronte ai propri figli sul destino e sul senso delle cose. Un gruppo di autisti, non una facoltà di dottori della Chiesa. Perché basta, per così dire, essere uomini per capire la violenza stupida di quel messaggio. Dove la violenza di offendere la serietà di una questione così importante per i singoli e per la storia dell’umanità è pari solo alla stupidità di chi pensa di offrire riposte banali riducibili a slogan. Non c’è da essere per forza dei cristiani, non c’è da essere dei credenti per misurare la miseria di quella iniziativa. C’è solo da avere un senso di dignità [...]” (Firmato: Davide Rondoni, L’Avvenire, 17 gennaio 2009).
L’articolo di Rondoni continua su questo tono. Certamente ognuno ha diritto a dire la sua. Purtroppo certe frasi
sono pesanti, e andrebbero anche supportate da qualcosa di più che non una violenza verbale gratuita che include insulti, disprezzo, ignoranza, presunzione di possedere la Verità assoluta, totale assenza di dialogo, totale incompetenza sull’argomento oggetto del vituperio. Pertanto mi permetto di definire tale atteggiamento con la parola “fascistoide”, perché questo genere di scrittura ricorda da vicino quella usata nel “ventennio” contro i dissenzienti, per esempio contro Arturo Toscanini, allorché il Maestro si rifiutò di far suonare dall’orchestra l’inno Giovinezza all’inizio d’un concerto. Questo è giornalismo? Evidentemente Rondoni, con tutto il rispetto, è una persona estremamente superficiale, che degli atei non sa e non vuol sapere assolutamente e decisamente nulla. Non solo: Rondoni è una persona che sa odiare e detestare il diverso, colui che non la pensa a suo modo; il che è l’antitesi di ogni straccio di democrazia.
Read the rest of this entry »
.
La concessionaria degli spazi pubblicitari della società di trasporti genovese, Igp Decaux - fa sapere la UAAR (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) - ha deciso di non concedere più lo spazio allo slogan. “Gli atei italiani attendono ancora le motivazioni”, si legge in una nota.

.
Lo scorso anno un gruppo di ricercatori italiano ha individuato nella regione dell’ippocampo un recettore che contribuisce alla fissazione dei ricordi, il TrkB.
.
Il mio problema più impellente è Maristellina. Ma la colpa è sua, giuro. Sua e della maledetta molecola TrkB. Come, non ricordate di che si tratta? Beati voi, vuol dire che non avete problemi come i miei. Insomma io avevo una relazione con Maristellina… o meglio, credo di averla avuta. Una relazione tempestosa: nessuno riesce a stare con lei più di tre mesi. O sei? Vabbé. Ricordate quegli esperimenti con i soliti topolini… o si trattava di criceti… Non importa. Insomma. Cosa stavo dicendo? Ah, sì, Nicoletta… No, lei è mia cugina. Comunque da ragazzino me n’ero innamorato. Dicevo, i topolini: fecero esperimenti con la molecola TrkB e si accorsero che è la diretta responsabile della fissazione delle memorie nei neuroni del cervello. Capito? Eravamo nel 20.006… che dico, era il 2006. “La TrkB incolla l’informazione di un attimo, che è una scarica elettrica microscopica fra due neuroni, e la trasforma in un ricordo stabile”. (Questo ve lo dico esatto perché sto leggendo un foglietto su cui me lo sono segnato). Punto.
.
Read the rest of this entry »
Dopo le iniziative con le scritte sugli autobus in Inghilterra e altrove, ora anche in Italia a Genova (per iniziativa dell’UAAR, l’Unione degli atei e agnostici razionalisti), forse per la prima volta nella storia dell’umanità i “non credenti”, vasta minoranza silenziosa, si coalizzano ed escono in massa allo scoperto. Per dichiarare apertamente il loro “noncredo” in un momento di più martellante presenza - anche politica - della Chiesa cattolica. Per far capire che non mangiano i bambini. Per dimostrare che la loro non è, come si vorrebbe sostenere, una fede mascherata.

La questione degli autobus con le scritte riguardanti la non esistenza (o “probabile non esistenza”, nello slogan originale) di Dio è incominciata in Inghilterra su iniziativa d’una giovane scrittrice, Ariane Sherine, che lo scorso ottobre lanciò da un blog del quotidiano The Guardian una colletta per pubblicizzare sugli autobus un messaggio ateo: “Dio probabilmente non esiste, rilassati e goditi la vita”. La “trovata” ha avuto successo ed è stata replicata, o sta per esserlo, in altre nazioni: in Spagna, a Washington, in Australia. Qui da noi l’iniziativa è partita a Genova dall’UAAR, “per ribattere – dichiara Raffaele Carcano, segretario generale dell’associazione – alle polemiche sul gay pride genovese, reo di essere stato fissato per il 13 giugno, giorno del Corpus Domini, e dopo le parole di Bagnasco per ostacolare lo svolgimento della manifestazione”. Ma anche per protestare contro “le frequenti uscite del cardinale in materia di scienza, diritti, riproduzione. L’UAAR ha deciso di riprendersi un po’ di par condicio e fare pubblicità alla incredulità”.
Le inconsistenti ragioni degli atei
Può sembrare inverosimile, ma nel XXI secolo c’è gente che ha tuttora convinzioni assolutamente fuori d’ogni realtà circa coloro che non sono credenti, e su una ipotetica società di atei. Convinzioni negative, ovviamente. Proverò a elencarne alcune più ricorrenti. Read the rest of this entry »
.
Ghiacci artici si allargano e restringono, come un organetto…
Egregi Signori,
mi riferisco alla rubrica “Opinione” del dott. Mazzarella apparsa l’8 gennaio a pag. 4 sul Vostro quotidiano free press “E-Polis Bari”, con il titolo Catastrofisti in castigo. Il dott. Adriano Mazzarella, Responsabile dell’Osservatorio meteorologico
dell’Universita’ Federico II di Napoli, vi sostiene che “i ghiacciai artici sono ritornati ai livelli del 1979″ e che ciò è rivelato “dai dati del centro di ricerca sul clima artico dell’Universita’ dell’Illinois”. L’articolo è anche una opportunità perché il dott. Mazzarella ironizzi sui cosiddetti “catastrofisti” e sulle loro previsioni, secondo le quali si sarebbe poi dovuta verificare “la scomparsa totale dei ghiacci artici entro l’anno” (cosa che evidentemente non è avvenuta). L’occasione è anche buona, per il dott. Mazzarella, per ricordare che “esiste una classe di ricercatori che si avvantaggiano del confronto scientifico basandosi su modelli che di scientifico hanno ben poco”. Conclude il Mazzarella: “E’ ora che le persone ragionino come Kant auspicava: Osa di conoscere con la tua testa!. E’ l’ora di ascoltare, con pari dignità, l’altra campana o meglio, come diceva Seneca: Audiatur et altera pars.”
Read the rest of this entry »