Se il Capitale è in eruzione (1)
Posted on Ottobre 2nd, 2008 in "Dategli le brioches" |
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“Non permetterò che neanche un cittadino perda 1 euro dei suoi depositi…”
Il nostro Premier promette e si fa “garante” dei “depositi” dei cittadini italiani. Ma che vuol dire quella frase
rimbalzata su tutte le televisioni?
Secondo me non significa praticamente nulla.
Anzi preoccupa.
Anzitutto, cosa si intende per “depositi”? Se si intende “conti correnti”, al momento non abbiamo in Italia - per fortuna, ma paradossalmente grazie anche alla arretratezza del nostro sistema economico/finanziario - situazioni tali da far temere casi del tipo Lehman e altri. I “depositi” come liquidita’ nei conti correnti sono qui da noi - almeno allo stato attuale - lontani dalla mischia.
Se invece per “depositi” si intende (impropriamente) denaro depositato in banca per investimenti in titoli e fondi, la questione e’ molto diversa. Ma occorrerebbe fare chiarezza su questo punto, che rimane (volutamente?) oscuro.
In realta’ i cittadini italiani, “ogni” cittadino italiano, sta già perdendo e non da ora. Provate a chiederlo a chi ha stipulato un mutuo e si ritrova rate di 1500 euro mentre inizialmente pagava quasi la metà. Una rata che assorbe l’intero stipendio d’una famiglia. O chiedete a chi abbia investito ingenuamente (ma con fraudolenza da parte dei proponenti) in titoli che erano già carta straccia.
Non solo. Domandate anche a quei Comuni italiani (e sono migliaia, non tre o quattro) che credendo di fare bella figura, con plateale incompetenza (e sempre con fraudolenza dei proponenti) hanno contratto prestiti a rimborsi pluridecennali, con una perdita secca iniziale mascherata (di cui si sono - forse - accorti dopo) e in piu’ ritrovandosi oggi, a loro volta, con carta straccia in mano e debiti ingestibili.
Chi paghera’ - e sta pagando - le rate di quei debiti? Non siamo sempre al famoso “cittadino”? Anzi, qui pagheranno anche figli e nipoti, a loro volta “cittadini”. Abbiamo assunto (spalmato, si dice ora) debiti per conto dei nostri posteri senza che essi abbiano firmato alcuna cambiale.
Ancora: la svalutazione galoppante chi la paga?
E i rialzi dei prezzi manovrati dagli sciacalli del momento, mentre le cosiddette autorità preposte stanno a guardare - come hanno sempre fatto - o addirittura latitano?
Perche’ di tutto questo non si parla, almeno a livello ufficiale. Se ne accenna in qualche trasmissione tv, ma non sappiamo ancora per quanto.
E non e’ neanche vero che il perfido capitalismo stia cantando in grande stile il proprio requiem. Com’era previsto nei testi di economisti oggi boicottati o additati al pubblico ludibrio, il capitalismo non sta che applicando al meglio le sue regole implacabili che prevedono picchi di benessere e picchi di crisi o sprofondamenti. Magari sempre piu’ alti o sempre piu’ in basso. Infatti oggi siamo al massimo sprofondamento del capitalismo terrestre. Su Marte non sappiamo.
L’altra sera durante la trasmissione tv “Ballarò” l’economista statunitense & falco di professione Edward Luttwak ha dichiarato piu’ volte che, in tutto questo bailamme, “saranno solo i ricchi a rimetterci”. E’ necessaria una bella faccia tosta per uscirsene con queste parole mentre milioni di persone si ritrovano di colpo sul lastrico, proprio a partire dagli Usa, e c’è da chiedersi perché si spenda denaro pubblico per ascoltare il parere di gente simile.
La verità è che davanti e fenomeni del genere non possono più granché né economisti né politici né presidenti del consiglio. Le variabili sono divenute troppe, la forza d’urto è incontenibile, i rimedi sono palliativi. Non siamo più all’economia di 20 o 30 anni fa, né tanto meno a quella del ‘29. Lavoro, finanza, mercati, tecnologie, hanno grandezze e complessità inedite mentre gli uomini di stato hanno perso il controllo d’un meccanismo che essi stessi hanno voluto ”globale”.
Comunque calma ragazzi, e’ uno dei cicli periodici del Capitale, solo che il vulcano è più imbestialito del solito e non se ne vede la fine a dispetto di quanto blaterano gli addetti ai lavori dall’agosto 2007, data d’avvio del caos. E’ un fenomeno periodico, così come sappiamo che prima o poi il anche Vesuvio tornerà a vomitare seppellendo migliaia di persone incaute o ignare, oppure come il Big One distruggera’ interi agglomerati urbani. Una certezza emerge, la nuova “redistribuzione della povertà”: i poveri stanno diventando ancora piu’ poveri se possibile, i “benestanti” diventano indigenti, i vecchietti pensionati rubano nei supermercati, qualche riccone perderà un po’ dei suoi stramiliardi ma tutto sommato resterà a galla, e le macerie saranno più ingombranti che in passato.
Ma la vita - se vita è questa - ripartira’. In attesa della prossima eruzione.

14 Responses
Buongiorno, Vittorio.
L’uomo del mistero che parlava a Ballarò è Edward Luttwak - agghiacciante personaggio (rimando a Wikipedia per saperne di più) che oscilla fra servizi segreti ed economia e che è più falco dei falchi.
L’opinione sul fatto che questa sia una crisi solo per i ricchi sarebbe tutta da ridere se la situazione non fosse drammatica.
Caro Davide, lieto di leggerti. Sì, è Luttwak, non ricordavo il nome ma ricordavo il personaggio… Non capisco perche’ Ballarò si vada a invischiare con questa gente e la lasci pontificare… Vabbe’, succede anche di peggio.
Certo… potrebbero chiedere a Kissinger.
Luttwak è una di quelle voci “autorevoli a prescindere” che paiono dominare i nostri media. Nessuno pare essersi preoccupato finora della sua origine (politica e professionale) o della sua effettiva affidabilità.
È aggressivo, arrogante, parla come Oliver Hardy, quindi deve essere autorevole “per forza”.
Nota fantascientifica - scopro con sorpresa che il “Manuale per il Colpo di Stato” pubblicato da Luttwak nel 1968 figura prominentemente nella trilogia degli Illuminati di Wilson & Shea (il capostipite di tutti gli X-Files).
Come dice il poeta, mai visto un tipo di destra così sinistro…
Potremmo anche dire: mai visto un tipo di destra cosi maldestro. D’altronde stanno trasformando McCain in un eroe.
[...] la vignetta di Rododendro che ho ripreso qui accanto da Macchianera). Vi consiglio di leggere questo articolo in merito firmato da Vittorio Catani. Abbiamo voluto trincerare le nostre illusioni dietro una [...]
Grazie per il richiamo al mio articolo. Ci sarebbe da parte mia molto più da dire, e in modo approfondito, su cosa sta accadendo. La batosta finale - in questo caos - per noi sarà il cosiddetto “federalismo”. Che oggi ha avviato la sua marcia trionfale, contrastato - di fa per dire - da un’opposizione-ombra.
Medito di trasferirmi appena possibile su un satellite di Saturno.
Arriveranno anche lì. L’unica soluzione è una casa itinerante, per levare le tende con prontezza non appena le schiere di governanti e investitori si profileranno all’orizzonte
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Mah… prima o poi si organizzeranno in modo da conoscere sempre tutto di tutti: posizione geografica, spostamenti, entità delle disponibilità liquide, in titoli, in immobili; lavoro; assicurazioni, autovetture, elettrodomestici, stato di salute organo per organo, e così via. Con qualche protesi telepatica ti tortureranno notte e giorno proponendoti servizi e acquisti; basterà una tua parola - un tuo pensiero - perché in caso di assenso ci sia l’addebito online sul tuo conto e l’accredito sull’altro. Potrai contrarre prestiti fino alla quinta generazione:-) D’altronde ciò che sta accadendo (”spalmare” i debiti sulle generazioni future) Robert Sheckley l’aveva gia’ previsto quasi mezzo secolo fa in uno dei suoi migliori racconti “sociologici”: “Il costo della vita”. Ciao!
Luttwrk… vi consiglio di leggere il suo libro “Turbo-Capitalismo: vincitori e perdenti nell’economia mondiale”, poi ne riparliamo.
E magari anche “La grande strategia dell’impero romano”, non c’entra niente, ma è notevole.
Guarda, Luttwak è in effetti uno studioso di tutto rispetto e ha scritto cose molto interessanti che hanno suscitato vastissima risonanza dagli anni Ottanta in poi. Io comunque giudicavo alcuni suoi interventi televisivi. Stando a questi, Luttwak non mi convince affatto. D’altronde e’ stato adeguatamente contestato da economisti di rilievo mondiale quali Paul Krugman (che lo considera un “imperialista”), Robert Solow, e anche da specialisti italiani di cui ora non ricordo il nome… Ciao!
In televisione in effetti lascia, a volte, perplessi, nel caso in questione non posso giudicare perché non l’ho visto, ma il personaggio non è monolitico.
Come va in Kazakistan?
In Kazakistan va bene: il romanzo per il quale ti chiesi i nomi - se ti riferisci a questo - è stato accettato da Mondadori e uscira’ nel giugno/luglio 2009, si intitola (salvo ripensamenti editoriali) “Il Quinto principio”. Ciao!
Mi riferivo a quello, in effetti.
Bene, lo attendo impaziente.
Grazie.
Anche io:-)