Guerra Eterna di Joe Haldeman, una recensione

La notizia lanciata dal Corriere della Fantascienza è la seguente: il film tratto dal romanzo di Joe Haldeman Guerra Eterna ha uno sceneggiatore. Si chiama D.W. Harper e così il progetto può andare avanti, grazie anche al fatto che alla regia c’è un signor regista come Ridley Scott.

Nell’attesa, ecco una mia recensione del romanzo che consiglio di leggere perché è ormai un classici.

Fanteria dello spazio di Robert A. Heinlein sta al militarismo almeno quanto Guerra eterna di Joe Haldeman sta all’antimilitarismo. Se il primo romanzo, pubblicato nel 1959, ha procurato ad Heinlein – insieme ad altre opere dello scrittore – la fama di reazionario, quello di Haldeman può essere considerato un vero e proprio atto d’accusa contro la guerra, ma anche verso una certa visione dello strapotere militare.
Il romanzo, pubblicato nel 1974 e vincitore sia del premio Hugo sia del Nebula, è composto di quattro parti, in ognuna delle quali assistiamo alla carriera militare di William Mandela: da semplice soldato a maggiore dell’esercito.

I terrestri sono in guerra contro i taurani: una guerra nello spazio e nel tempo. Lontano anni-luce da casa, a bordo di un’astronave in viaggio attraverso portali spazio-temporali, per Mandela passano pochi anni, ma sulla Terra invece trascorrono centinaia e centinaia di anni. Mandela scopre così che tutti quelli che conosceva sono morti e, ogni volta che torna a casa, la Terra, la società e gli stessi uomini sono profondamente cambiati. Non riuscendo ad integrarsi, lui e gli altri reduci tornano nell’esercito a combattere, fino a quando dopo 1.200 anni, la guerra con i taurani finisce e Mandela si trasferisce su un pianeta lontano con la sua compagna.

Haldeman è stato soldato in Vietnam, dal 1967 fino al 1969, ricavando da questa esperienza più di un romanzo, tra cui appunto Guerra eterna, il suo primo di science fiction.
Haldeman, il cui vero nome è Joseph William, riversa in questo romanzo tutta la crudezza di quell’esperienza. Ma al di là della descrizione aspra e disincantata di cosa sia la guerra, lo scrittore americano ci narra anche di un possibile sviluppo negativo della Terra, fatto di periodi di depressione, di fasi di standardizzazione della società, di un sogno americano che si è infranto secoli addietro. Una sorta di Storia Futura in cui emerge con forza il contrasto tra la descrizione della guerra e quella in cui viene raccontato il ritorno periodico del soldato Mandela e dei reduci sulla Terra, un pianeta in cui quest’ultimi non si riconoscono quasi mai e in cui stentano a viverci.

Lo scrittore presenta la storia con una prosa molto simile alla cronaca giornalistica, al reportage di guerra. Ciò rende il soldato Mandela più che un protagonista della guerra una vera e propria vittima. Il protagonista del romanzo è in balia dei suoi superiori, di un conflitto che a un certo punto nessuno ricorda più come e perché sia iniziata, degli abitanti della Terra del futuro con cui non ha quasi più nulla in comune.
Con Guerra eterna, la guerra del Vietnam, per molti versi una guerra maledetta per gli americani, trova un degno spazio nella storia della fantascienza.

Chi è il cattivo di Star Trek Into Darkness?

Ecco il poster del prossimo film di Star Trek, dal titolo Into Darkness.
Lo trovato molto bello e intrigante. Non è chiarissimo chi sia il personaggio che si vede sul fondo. Molto probabilmente è  Benedict Cumberbatch, l’attore inglese che interpreterà il cattivo. La domanda corre sul web: chi è il cattivo? L’ipotesi più accreditata è che si tratti di Gary Michell, personaggio che abbiamo visto nella serie classica nell’episodio Oltre la galassia. In pratica, attraversando la barriera del centro della galassia, Michell riceve dei poteri extrasensoriali che lo portano a diventare quasi un dio e quindi una minaccia per gli uomini dell’Enterprise. Kirk, che è suo amico, deve sventare la minaccia.

C’è un indizio preciso. Karl Urban, che interpreta il Dr. Leonard “Bones” McCoy, durante un’intervista per il giro promozionale di Dredd, riguardo a Star Trek e alla partecipazione di  Cumberbatch ha detto: “È fantastico, è una grande aggiunta. Credo che il suo Gary Mitchell sarà esemplare.”

Inoltre, J.J. Abrams ha lasciato trapelare una breve sinossi: la Flotta stellare e “tutto ciò che rappresenta” è stata fatta “detonare”.

L’equazione viene naturale: Gary Michell + detonazione della Flotta Stellare = Star Trek Into Darkness.

Sono solo congetture, le nostre, e potremmo essere finiti diritti diritti nel trappolone architettato da J.J. Abrams e, magari, scoprire che il cattivo è in realtà Khan. Non ci resta che aspettare…