Interviste notturne

Posted on Settembre 17th, 2012 in ROSTA | 7 Comments »

Nick Parisi mi ha intervistato per il suo blog: Nocturnia. Dopo quella sulla Zona Morta, a stretto giro, una nuova occasione per parlare di temi relativi al fantastico, all’immaginario, al connettivismo e ai miei lavori. Non posso esimermi dal ringraziare il titolare del blog, per il terzo grado e per la bella presentazione che ha pubblicato nei giorni scorsi, corredandola con una foto segnaletica che urla vendetta…

Nella Zona Morta

Posted on Settembre 12th, 2012 in ROSTA | 4 Comments »

Filippo Radogna, giornalista lucano e grande appassionato di fantastico, mi ha intervistato per le pagine web de La Zona Morta, portale fondato e diretto da Davide Longoni. Desidero ringraziarli entrambi: Davide per l’ospitalità, Filippo per l’attenta e scrupolosa disamina del mio lavoro, che mi ha consentito di dilungarmi su temi che solitamente restano esclusi dalle interviste canoniche. E non sarà l’ultima, perché a breve uscirà una seconda chiacchierata su temi più prettamente legati al fantastico e al connettivismo, di cui vi renderò conto per tempo.

Intanto, mi sembra che, sebbene a scoppio ritardato, Il lungo ritorno di Grigorij Volkolak stia riscuotendo un certo interesse. E inoltre cominciamo a parlare del nuovo romanzo. Ma con Filippo ci siamo dilungati anche sulla situazione italiana in ambito fantastico e non solo, con un occhio di riguardo per le interazioni tra scienza, cultura umanista e tecnologia, spaziando da Vittorio Curtoni a Leonardo Sinisgalli, passando per Carlo Levi e Rocco Scotellaro. E il viaggio è proseguito oltre le frontiere planetarie e fisiche, con Neil Armstrong e Oscar Pistorius. Se siete curiosi, non vi resta che saltare alla prossima schermata.

Un grappolo di segnalazioni

Posted on Gennaio 28th, 2012 in Connettivismo, ROSTA | 9 Comments »

Come avrete notato dalla barra dei widget qui a destra, dopo un lungo periodo di acclimatamento mi sono convinto a usare Twitter. Potete trovarmi sotto le credenziali di NovaXpress, che è un omaggio autoreferenziale alla rivista pubblicata da Errico Chianese in Sezione π² e Corpi spenti, ma è anche un richiamo diretto a W.S. Burroughs. D’altro canto, già ne avevo adottato la scrittura proprio su queste pagine, per identificare la categoria sotto cui vado raccogliendo i miei articoli di commento politico-sociale-culturale (una sorta di op-ed, se questo blog fosse una rivista). In una sorta di zona franca tra il blog e il mio profilo Facebook, su Twitter troverete un flusso di segnalazioni e retweet delle cose più interessanti in cui mi capita di imbattermi in rete, intercalati da segnalazioni che mi riguardano direttamente (come per esempio i nuovi post del blog) e da momenti diciamo pure più disimpegnati.

L’idea saliente è che periodi di apparente inattività del blog potrebbero essere compensati dalla mia presenza dall’altra parte. Si vedrà.

Intanto, una segnalazione ben più importante riguarda il movimento connettivista. Da alcuni giorni è stato pubblicato il nuovo numero della rivista accademica digitale California Italian Studies Journal, dedicata alle ricerche più avanzate sul fronte dell’italianistica, ideata e curata da un comitato intercollegiale dell’Università della California (per maggiori informazioni vi rimando al comunicato pubblicato su Italianistica.info e al sito che la ospita: eSchoolarship). La seconda uscita della rivista è una monografia dedicata agli Italian Futures e comprende un articolo di Arielle Saiber che dedica ampio spazio ai connettivisti, citando Next, Next International e Next Station, oltre a una serie di titoli (di articoli, antologie, racconti e romanzi) che ci riguardano direttamente: Flying Saucers Would Never Land in Lucca: The Fiction of Italian Science Fiction. Saiber è una docente del Bowdoin College e devo ringraziarla per la cura e l’attenzione con cui si è dedicata all’esplorazione del nostro movimento, e per aver coniato un neologismo per tradurre connettivismo in inglese: nextilism.

Troppo prematuro per parlare in alcun modo di spaghetti sci-fi, ma che il primo studio che abbia affrontato il ruolo del connettivismo nell’ambito della fantascienza italiana arrivi dagli Stati Uniti e sia maturato nell’ambito di una rivista di critica accademica è un buon segnale, no?

Corpi spenti: Input #11

Posted on Dicembre 31st, 2011 in Criptogrammi, Sezione π² | 2 Comments »

Corpi spenti è un libro che si chiude sulla prospettiva di un abisso cosmico. Oltre al noir, alla spy-story, alla fantascienza di derivazione cyberpunk, alle suggestioni post-human, abbiamo anche un richiamo alla più classica fantascienza spaziale. Poche pagine, che però dovrebbero bastare per dare un’idea della complessità dello scenario di questo mondo, dietro le quinte di ciò che vediamo in scena. E che forse potrebbero tornare a essere esplorate, con maggiore accuratezza, nel futuro.

A questo proposito trovo paradigmatico questa battuta estratta da Angeli spezzati di Richard K. Morgan:

«Ci pensi, Kovacs. Stiamo bevendo caffè così lontano dalla Terra che le sarebbe difficile distinguere il Sole nel cielo notturno. Siamo stati portati qui da un vento che soffia in una dimensione che non possiamo né vedere né toccare. Immagazzinati come sogni nella mente di una macchina che pensa in modo tanto più evoluto dei nostri cervelli che potrebbe persino portare il nome di dio. Siamo risorti in corpi che non sono i nostri, cresciuti in un giardino segreto lontano dal corpo di ogni donna mortale. Sono questi i fatti della nostra esistenza, Kovacs. Mi dica, in cosa sono diversi, o meno mistici, della fede che esista un regno dove i morti vivono in compagnia di esseri talmente al di là di noi da essere costretti a chiamarli dei?»

Oggi è l’ultimo dell’anno, data perfetta per chiudere questo ciclo di articoli che ci ha tenuto compagnia nelle ultime due settimane. Passatevela bene, salutate l’anno vecchio come si deve e date il benvenuto come si conviene al 2012: mi spiace per lui, ma con i venti apocalittici che soffiano da un po’ di tempo a questa parte, l’anno nuovo nasce già vecchio.

Ci leggiamo nel futuro!

Corpi spenti: Input #10

Posted on Dicembre 30th, 2011 in Criptogrammi, Graffiti, Sezione π² | No Comments »

Edward Hopper e Albert Watson rappresentano il contraltare iperrealistico dell’estetica fantastica di Beksinski. Consiglio la lettura di questo brano di Watson, utile riflessione sulla tecnica e l’esperienza che si può tranquillamente estendere al di là dei confini della fotografia:

Sperimento e mi muovo in molte direzioni diverse, non solo per­ché sento di poterlo fare ma perché amo questo eclettismo della visione. In un periodo difficile per me, negli anni Settanta e forse an­che nei primi anni Ottanta, mi sono molto impegnato a cercare di risolvere una serie di possibili questioni tecni­che legate alla fotografia non tanto per­ché fossi affascinato dalla tecnica, ma perché sentivo un’urgente necessità di sviluppare determinate possibilità cre­ative che avevo chiare in mente e, co­me sempre in fotografia, riesci a realiz­zare meglio le cose che vuoi se hai un’eccellente padronanza tecnica. Sa­per fare: questo è importante; come sa­per dominare tutti gli aspetti. Quando sei stato fotografo per molto tempo, impari ad utilizzare soluzioni di­verse, strade diverse, chiavi e percorsi al­ternativi, non soltanto dal punto di vi­sta tecnico, ma anche creativo ed emoti­vo. Se hai un problema particolare da ri­solvere, puoi far riferimento alla tua esperienza passata e da lì scegliere. Que­sto rende la tua vita più semplice. Certo, non si smette mai di imparare e più di­venti bravo tecnicamente, più il tuo me­todo di lavoro diventa fluido. Possiedi un’esperienza emotiva e creativa e quan­do ti serve, puoi usarla.

Dall’alto: Kate Moss Back, Uma Thurman,
David Bowie, New York City, Jellyfish Tank Series Mandalay Bay, Las Vegas.
Di Albert Watson.

Corpi spenti: Input #9

Posted on Dicembre 29th, 2011 in Criptogrammi, Sezione π² | No Comments »

Altri tre film, non di fantascienza.

Da Heat - La sfida, capolavoro poliziesco di Michael Mann del 1995: la precisione del meccanismo drammatico e il realismo dell’indagine.

Da Nemico Pubblico di Tony Scott (1998): la costruzione di momenti clou, con situazioni che fungano da punti di svolta della trama.

Da La promessa dell’assassino di David Cronenberg (2007): le dinamiche della mafia russa Vor V Zakone.

Corpi spenti: Input #8

Posted on Dicembre 28th, 2011 in Criptogrammi, Sezione π² | 1 Comment »

Un libro e un racconto. Per il tracciamento dei container trasportati via mare e lo scenario da guerra di spie in cui il Mediterraneo sta scivolando in Corpi spenti, ho derivato lo spunto di partenza da Guerreros di William Gibson.

Un altro debito importante è verso Samuel R. Delany (non è la prima volta, non sarà l’ultima) e il suo racconto Sì, e Gomorra. A distanza di 44 anni dalla sua prima comparsa, le sottoculture urbane fiorite intorno allo sfruttamento sessuale delle spaziali continuano a risultare una metafora insuperabile, soprattutto come rappresentazione delle alternative di utilizzo che la strada riesce sempre a trovare per le ricadute del progresso.

Tre parole-chiave per l’approccio alla tecnologia in Corpi spenti: nichilismo, alienazione e paranoia.

Immagini via Exonauts.

Corpi spenti: Input #7

Posted on Dicembre 27th, 2011 in Criptogrammi, Sezione π² | No Comments »

Inizialmente avevo pensato di adottare uno schema narrativo simile a Strange Days che fungesse da colonna dorsale per Corpi spenti. Il proposito mi è servito solo in parte, ma mi è tornato utile ricordarmi del film quando ho dovuto coinvolgere la Pi-Quadro in un’indagine legata al circuito degli snuff movie.

L’influsso di Strange Days si compenetra con quello del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, specie per quanto attiene l’introduzione di un antagonista. Il male può declinarsi in infinite variazioni e Nolan ce lo ricorda nelle figure del Joker e soprattutto di Harvey Dent. Dall’uscita del film ho avuto modo di rivederlo altre tre o quattro volte: abbastanza per cambiare idea rispetto alle impressioni che mi aveva lasciato la prima visione in sala.

Oggi mi sento di dire che con la gestione narrativa della trama Nolan ha invece fatto un gran lavoro. Rendere consequenziali e concatenati gli elementi di partenza non era facile e una visione congiunta di Batman Begins e The Dark Knight aiuta a cogliere la prospettiva nella sua completezza e comprendere la bontà e la riuscita dei suoi sforzi.

Poi, ovviamente, c’è la figura del Trickster, di cui parlavo anche in questa intervista:

In ambito letterario, forse il Trickster ha avuto la sua più efficace incarnazione nel Joker, la nemesi di Batman. Al di là della seduzione del male, quello che affascina di questo personaggio (magistralmente interpretato nella trasposizione cinematografica di Christopher Nolan da Heath Ledger) è la sua familiarità con le storie. Nei fumetti, ha un aneddoto per ogni situazione. E nel film si diverte a cambiare la storia del proprio personaggio più di una volta, riportando una versione diversa in base all’interlocutore proprio per produrre su di lui una maggior presa. Non è forse quello che cerca di fare ogni scrittore? Ottenere il massimo coinvolgimento del lettore richiede più di un pizzico di intraprendenza.

Si può lasciare fuori una figura del genere, quando ti capita tra le mani quasi per caso?

Corpi spenti: Input #6

Posted on Dicembre 26th, 2011 in Criptogrammi, Sezione π² | No Comments »

Un po’ di musica. Questa viene citata direttamente nel testo, dove fa da colonna sonora di un flashback. In Corpi spenti i flashback riportano l’azione in un punto intermedio tra il nostro presente (2011) e il presente del romanzo (2061). In effetti, qui ci posizioniamo quasi a metà strada. Recuperare riferimenti culturali del nostro presente (una canzone di Cat Power di qualche anno fa) o considerati classici permanenti (un libro di Italo Calvino, per esempio) può tornare utile come espediente per dare un senso di continuità tra il nostro mondo e quello immaginario rappresentato nel romanzo.

Maybe Not di Chan Marshall, inoltre, è anche una sintesi perfetta della possibilità che è concessa a ciascuno di noi di trovare uno spazio di libertà nel mondo, eventualmente anche solo con la fantasia. Ed è anche una canzone sui compromessi e il senso di perdita (dell’innocenza, della salvezza, della speranza), che è un altro dei temi che attraversa Corpi spenti.

Corpi spenti: Input #5

Posted on Dicembre 23rd, 2011 in Criptogrammi, Sezione π² | No Comments »

I rapporti tra uffici contigui sono spesso conflittuali, anche nella polizia. Quindi bisognava trovare un modo per far capire come la Sezione Pi-Quadro venisse vista e considerata dalle altre divisioni al servizio della questura. In Corpi spenti compaiono l’Electronic Security Police (ESP) e la Divisione Crimini Violenti. Se la prima serve per dare un’idea del posizionamento della Pi-Quadro all’interno dei nuovi ranghi della Direzione Centrale Anti-Crimine, la Divisione Crimini Violenti (meglio conosciuta dai membri della squadra come “la Criminale”) svolge un ruolo di contrapposizione ancora più netto. In definitiva, è un po’ come se la Pi-Quadro si trovasse stretta nella morsa tra il nuovo che avanza e il vecchio che torna.

E se per l’idea di base di simili rapporti basta tutto sommato guardarci intorno tutti i giorni, trovare un avversario che oltre a essere antipatico risulti anche non banale è affare più delicato. Per fortuna ci viene in soccorso una serie come Life on Mars, dai molteplici piani di lettura e dagli ancor più numerosi spunti d’ispirazione.