Notizie sparse e senza ordine

Posted on Maggio 14th, 2010 in Fantascienza, Graffiti, ROSTA | 5 Comments »

Sto latitando, lo so. E sto latitando perché sto scrivendo e facendo cose. Tra le altre, grazie all’interessamente di Angela Ventrella e del compagno Fazarov che in entrambe le occasioni ha saggiamente tenuto le redini dell’incontro, un duplice incontro con i ragazzi del Pratello, vale a dire gli adolescenti «ospitati» dal carcere minorile di Bologna. Alla prima, va detto, abbiamo saputo prepararci con l’imprescindibile e generosissimo supporto di Andrea Jarok e del suo Bazaar del fantastico, che ci ha procurato libri e fumetti da donare alla struttura: un gesto che non ha bisogno di commenti, solo di ringraziamenti. Ospiti della seconda puntata sono stati invece il grande Loriano Macchiavelli e l’illustratore Otto Gabos, con Fernando e il sottoscritto a fare da cornice.

Belle giornate, indubbiamente. Come memorabile è stata la serata di mercoledì, dove con la banda Fazarov abbiamo accompagnato la carovana del Music Heaven Mad for Guitar, maratona di letture e di bevute associata al concorso letterario omonimo, alla cui premiazione - alle 2 della notte in un circolo esclusivissimo - il compagno Fazarov si è classificato secondo. Bella l’idea di un tour letterario per pub - una sorta di via crucis molto laica e altrettanto alcolica - e bravo compagno!

E per restare in tema letterario, avrete ormai appreso la notizia dell’ultimo vincitore del premio Urania. Per molto tempo Alberto Cola è stato un esempio e un modello per tanti giovani scrittori italiani di fantastico e il fatto che negli ultimi anni sembrava essersi allontanato dall’ambiente si avvertiva come una perdita per tutti. Questo per di più è un ritorno in grande stile, perché arriva nella scia dell’edizione Kipple del romanzo finalista al premio Urania 2006: Ultima pelle.

Per concludere, uno sguardo al mondo e al cinema. Purtroppo il grandissimo Frank Frazetta ci ha lasciati. Restano le sue illustrazioni, sulle copertine che hanno segnato una buona fetta del nostro immaginario fantastico.

Hanno annunciato il nuovo regista incaricato di trasporre Neuromante per il grande schermo. Ne ha dato notizia Fantascienza.com. Il nuovo prescelto è il canadese Vincenzo Natali, già artefice del sorprendente Cube e del promettente Cypher (con molti punti di contatto proprio con il cyberpunk di Gibson, ma purtroppo penalizzato dalla recitazione di un Jeremy Northam del tutto fuori ruolo, che vanifica la presenza di una letale Lucy Liu), e dopo aver avuto la sfortuna di vedere Torque non mi dispiace affatto che Joseph Kahn sia stato allontanato dal progetto. Anche se, va detto, fino a qualche mese fa il buon Kahn continuava a sparare post sul suo Twitter lanciando sibilline indiscrezioni sulla sceneggiatura del film.

Per la serie “non si vive di soli capolavori”, sembrerebbe ormai confermato anche il prossimo Riddick. Ci vuole poco per farmi felice.

[Dll'alto: una veduta di via del Pratello, da [noone], via Flickr. “Death Dealer” di Frank Frazetta, via 11 after 11 blog. Particolare della copertina di Neuromancer. via Only Dreamers blog.]

Fantascienza italiana: il punto della situazione

Posted on Aprile 11th, 2010 in Fantascienza, ROSTA | 4 Comments »

Sul numero 123 di Delos il direttore Carmine Treanni cura un ricco e approfondito speciale sullo stato di salute della fantascienza in Italia, raccogliendo le testimonianze degli autori e i pareri degli esperti (Salvatore Proietti e Giampaolo Rai). Il mio intervento parte da qui. Oltre alle mie considerazioni potrete leggere quelle di un numero di colleghi: Fabriani, Tonani, Fambrini, Catani, Altomare e molti altri.

Qui è invece l’editoriale del direttore, intitolato esplicitamente Un sogno per la fantascienza italiana. Nel numero online anche l’ultimo racconto del compagno Fazarov: I want you (dead). Buona lettura!

Monarchia neurale

Posted on Febbraio 15th, 2010 in Connettivismo, ROSTA | No Comments »

Si chiama Neural Remote Junction ed è l’ultima chicca cyber del compagno Fazarov. Un bel racconto sui tempi di consenso diffuso alle istituzioni che stiamo attraversando. Enjoy!

Mare nostro

Posted on Novembre 15th, 2009 in Kipple, Micro | 2 Comments »

Per non appesantire la precedente segnalazione, includo qui alcuni altri link utili sulle “navi dei veleni”:

“Navi dei veleni”: il mistero corre lungo i fondali calabresi di Egidio Lorito (da Eco di Basilicata, 15 ottobre 2009)
Ecco come la ‘ndrangheta ha ucciso la mia terra di Biagio Santamaria (da Indymedia Calabria, 23 settembre 2009)
Jolly Rosso, navi dei veleni e traffico di rifiuti di Anna Foti (da TerreLibere, 27 dicembre 2008)
Navi di veleni: ecomafie di Stato e multinazionali del crimine di Gianni Lannes (da Terra Nostra, 29 ottobre 2009)
La rotta della Eden V perduta in Adriatico, una video-inchiesta sul traffico di rifiuti via mare e le discariche sottomarine del Gargano, pubblicata l’11 novembre scorso su Terra Nostra.

Mentre andiamo concludendo con il compagno Fernosky l’ultima revisione del nostro noir mediterraneo a 4 mani, siamo costretti a fare i conti con la trama dei segreti che sembra trasformare in una spy-story la realtà in cui viviamo. Nei venti dell’Apocalisse che minacciano Bassitalia, può avere davvero uno strano effetto imbattersi in pezzi come quelli di Lorito e Santamaria, in cui sembra di rivedere echi di personaggi come Carmine Serpieri e Nicola Chianese. Questo - bisogna dirlo - è incoraggiante. Perché dimostra, insieme all’esperienza eroica di Terra Nostra e del suo direttore, come persone in grado di opporsi al malaffare dilagante esistano davvero. Non solo nelle pagine di un romanzo.

Vento d’estate

Posted on Luglio 23rd, 2009 in Kipple, Nova x-Press | 4 Comments »

Mi sarebbe piaciuto fare un post più organico, ma il tempo è quello che è e io sono in partenza. Resterò via per qualche giorno e non penso che ci risentiremo prima della prossima settimana. Settimana inoltrata, temo. Gli impegni si stanno intensificando e il lavoro non concede tregua, per cui l’obiettivo che mi ero prefisso di chiudere i sospesi per la prima settimana di agosto può considerarsi abbondantemente mancato. Così va la vita. Questi sospesi, giusto per infrescarmi la memoria, consistono in:

1. revisione del romanzo a 4 mani scritto con il compagno Fernosky [non ve ne ho parlato? Be', lo faccio ora: un noir ambientato nella provincia profonda, nel cuore dimenticato e desolato di Bassitalia, dove strane morti di ragazze dell'Est mettono nei guai altri immigrati, mentre italiani tranquilli inseguono il miraggio di un successo veloce senza colpo ferire, e cowboy solitari si dividono tra il sogno di una vita pacifica e l'obbligo della lotta. Contro soprusi, omertà, corruzione, eco-crimini e immobilismo. Una storia calata nel presente, ma con molti richiami al futuro. Un romanzo di fantascienza al contrario, forse: sui preparativi per l'Apocalisse];

2. un racconto di fantascienza postumanista che avrebbe dovuto essere concluso il 31 dicembre… scorso [il dilemma isolazionismo/integrazione su cui andavo speculando un annetto fa e più mi ha spinto su una tangente molto pynchoniana, e capirete bene che mettere Pynchon su un altro pianeta, alle prese con strani fantasmi alieni e tecnologia postumana, oltre che con la minaccia di un'orda di barbari invasori, non è esattamente quello che si può definire un gioco da ragazzi];

3. un racconto steampunk per il prossimo settembre [file secretato];

4. un racconto noir ambientato ai margini del Kipple [dopo aver preso le mosse dalle parti di Logica del dominio, si è trasformato nella storia di una vendetta con rapina; e non escluderei, a questo punto, una deriva hard-boiled, giusto per non rischiare di finire vittima delle etichette].

L’ideale sarebbe stato uscire dal collo di bottiglia per il 7 agosto prossimo, ma a questo punto mi ritrovo in netto ritardo. E la cosa non dovrebbe stupirmi più di tanto. Se dovessi scoprire che vivo solo con 2 settimane di ritardo sulla tabella di marcia della mia vita, avrei già le mie buone ragioni per gioire.

Planets, by Moskatomika.

Intanto, non è pensando alle cose da fare che le cose si faranno… per cui mi rimetto all’opera subito, e vi lascio con un paio di segnalazioni/appuntamenti:

a. su Georemote prosegue la caccia agli indizi seminati dall’invisibile beatingartery; ma questa volta, grazie agli sforzi di TyrOne, viene fuori un aspetto molto matematico;

b. arriva in edicola nei prossimi giorni il quinto volume di Epix: Bad Prisma, un’antologia collettiva dedicata allo spettro di Melissa, fantasma metropolitano su cui Danilo Arona sta intessendo la sua suggestiva mitologia del XXI secolo;

c. tenete d’occhio il blog di Urania, domenica. L’annuncio del vincitore del premio Urania è ormai questione di giorni.

E per il momento dovrebbe essere tutto, o almeno una buona parte.

C’ya in the future, cyberspace cowboys!

I sotterranei della Rete

Posted on Giugno 30th, 2009 in Connettivismo, Graffiti | 4 Comments »

Il compagno Fernosky sembra essersi imbattuto nei giorni scorsi in un’autentica chicca: una sequenza video identificata da una sigla alfanumerica e legata a un blog (georemote.blogspot.com) di recente avviamento, che non saprei bene come interpretare. Se da un lato il monito sollevato da Fazarov è legittimo come ogni denuncia delle logiche di dominio e controllo che ci vengono imposte dall’alto, dall’altro la clip in questione presenta alcune caratteristiche che hanno immediatamente richiamato la mia attenzione, accendendo una costellazione di luci di allarme sul mio pannello di controllo da navigatore reduce del cyberpunk.

Ma procediamo con ordine. La sequenza in discussione è questa che segue:

Vi si vede chiaramente la registrazione di una serie di azioni da parte di un utente, TyrOne, che a distanza di qualche tempo ha aperto un blog per denunciare tutta la vicenda. Al suo primo post su Georemote ne è seguito un secondo, che tra le altre cose ha linkato un mio vecchio intervento sulle esche e le strategie di inganno applicate sul web.

La cosa che mi dà da pensare è l’estrema fluidità dell’azione registrata. Quasi che il protagonista sapesse come muoversi, dove andare a scovare il prossimo clic del mouse. E nella sequenza ritroviamo questo blog, beatingartery.blogspot.com, il cui dominio si richiama direttamente a un passaggio dell’unico post che vi troviamo pubblicato - arterie pulsanti sotto luci scialitiche - corredato dall’immagine da cui, a detta di TyrOne, tutto sarebbe partito. Un blog che è un vicolo cieco, una barriera contro cui il navigante incauto finisce per impattare, impossibilitato a commentare o interagire con il suo gestore in altra maniera che non siano la semplice lettura e la semplice visione, due processi inevitabilmente subordinati a una volontà terza, e quindi al controllo altrui.

L’intera situazione mi ricorda un po’ la trama delle sequenze pubblicate in Rete attorno a cui si sviluppa la caccia di Cayce Pollard, la cool-hunter di William Gibson in Pattern Recognition. Probabilmente è per questo che la trovo particolarmente suggestiva e abbastanza affascinante da tenermi avvinghiato ai suoi sviluppi. Una nuova forma di espressione potrebbe essere in agguato, oltre la barriera del marketing virale nei cui confini l’operazione sembrerebbe svolgersi. Una nuova modalità di meta-narrazione. Iperrealistica, forse. Di certo, si direbbe, intenzionata a tenere il passo dei tempi e per nulla intimidita dalle potenzialità della sperimentazione.

La sequenza si conclude su un secondo blog, chiamato undergroundubjects.blogspot.com. Anche qui un altro muro bianco, su cui troviamo incise le seguenti parole:

Laterali urne senza un’incisione o luce
Lungo tenebrose sospensioni alle viE

Come graffiti da decifrare, metafora forse dell’alba di una nuova lingua.

Transitando per Next Station

Posted on Giugno 19th, 2009 in Connettivismo, ROSTA | 1 Comment »

Faccio mea culpa per non averne dato tempestiva notizia - negli ultimi giorni sono stato sopraffatto da lavoro e impegni vari - ma colgo l’occasione per farne un promemoria a beneficio di chi si fosse distratto: Next Station sveste il suo abito consueto e si rinnova per il futuro!

Il rilancio a cui accennavo ormai più di due mesi fa (anche qui) verrà rifinito nei prossimi mesi, con l’entrata a regime della nuova redazione che si occuperà di dispacciare bollettini dal futuro, mirati a conquistare presto l’assuefazione delle vostre sinapsi. Ma per il momento potete gustarvi il rinnovamento del contenitore, opera mirabile del nostro Gran Maestro del Codice Umberto “2×0″ Pace, che valorizza al meglio il dossier Watchmen preparato con l’insostituibile collaborazione del compagno Fernosky (leggete la sua interpretazione burroughsiana della graphic novel di Alan Moore e capirete cosa vuol dire la parola “connettivismo”) e la preziosa partecipazione dell’assiduo Domenico “7di9″ Mastrapasqua e di due ospiti d’eccezione, esperti conoscitori dell’autore britannico e del suo immaginario: Ivan “Zak/Mr Fumetto” Lusetti e Marco Scardamaglia.

Non un vero numero zero, in attesa del Nuovo Corso, ma un valido banco di prova per la svolta finale. Collaudo riuscito, voi che ne dite?

Ballardian Blues

Posted on Giugno 12th, 2009 in Connettivismo, Fantascienza, Letture, Proiezioni, ROSTA | 2 Comments »

Prontamente segnalato dal compagno Fernosky, approda sulle pagine elettroniche di Delos il nostro articolo su La Mostra delle Atrocità (il libro e il film) scritto lo scorso anno, di questi tempi, per il cineforum milanese e ripresentato adesso per iniziativa del curatore Carmine Treanni.

Il cantore dell’uomo moltiplicato/atomizzato/disintegrato è morto.

Lunga vita a Jim Ballard!

Scorrete lacrime, disse lo Sceriffo

Posted on Aprile 29th, 2009 in Agitprop, Connettivismo, False Memorie, Fantascienza, Graffiti, ROSTA | No Comments »

Rapporto di maggioranza.

J.G. Ballard (1930-2009)

Posted on Aprile 19th, 2009 in Connettivismo, Fantascienza | 7 Comments »

Questa mattina, all’età di 78 anni, J.G. Ballard è passato - come si dice in queste circostanze - a miglior vita. Non credo di avere mai avuto tante difficoltà con un necrologio come in questo caso. Ballard ha segnato la mia scoperta di così tanti aspetti della fantascienza che prima non avrei nemmeno saputo come immaginarli. Il suo impatto sull’immaginario - mio, ma non solo - resterà indelebile. E proprio per questo qualsiasi ulteriore parola rischia di essere inutile e di suonare retorica.

Con l’irriverenza che da sempre lo ha contraddistinto, all’uscita della sua autobiografia Miracles of Life, lo scorso maggio, Ballard aveva annunciato di essere affetto fin dal 2006 da un cancro alla prostata, ormai in fase terminale. La malattia ha fatto il suo corso e stasera mi sento un po’ come i suoi personaggi alienati, sopraffatti da un asservimento psicologico in grado di proiettare nella sfera della mitologia - un olimpo postmoderno, affollato di celebrità e icone della società dello spettacolo - l’oggetto delle proprie ossessioni.

Oggi abbiamo perso un pezzo di storia vivente. Anche se da tempo Ballard aveva preso le distanze dal mondo della fantascienza.

Ai margini della mostra delle atrocità, vedo con la coda dell’occhio Ballard seduto al fianco di James Dean, sul sedile del passeggero della sua Porsche 550 Spyder. “Little Bastard” è tirata a lucido. L’asfalto è segnato dalle crepe aperte dal surriscaldamento termonucleare e la configurazione dei segni lascia presagire la forza psichica dell’impatto imminente. Nel cielo sopra di noi lo Space Shuttle Challenger esplode 73 secondi dopo il lancio, mentre a 46mila piedi di quota si avvicina a Mach 2. Siamo tutti naufraghi su una spiaggia terminale alle prese con le equazioni del futuro. Un po’ più soli nel deserto del reale.

Risorse in rete:
Qual è la strada per lo spazio interiore? Il manifesto dell’inner space con cui Ballard cambiò per sempre la storia della fantascienza (e la letteratura del Novecento)
James G. Ballard e l’algebra del cielo interno, una rilettura della Mostra delle Atrocità, scritta con Fernando Fazzari.
Let’s talk about… inner space (20-10-2008)