Il manifesto dell’Internazionale Necronautica su Next-Station

Posted on Settembre 11th, 2008 in Connettivismo, False Memorie, Graffiti | 1 Comment »

Da: Tom@…
Inviato il: 5/9/2008 10:10
A: Giovanni De Matteo …
Oggetto: Re: INS: an Italian outpost?

Dear Giovanni,

Thanks for this. Your organisation looks really good. By all means you have green light to excerpt. Keep in touch.

Tom 

* * *

Con il benestare dell’autore, su Next-Station.org è disponibile da oggi la prima versione italiana del manifesto ufficiale dell’INS. Enjoy!

Affinità elettive: l’International Necronautical Society

Posted on Settembre 1st, 2008 in False Memorie, Graffiti | 3 Comments »

Il manifesto dell’INS (Società Necronautica Internazionale) pubblicato qua sotto è una di quelle imprese artistiche in cui capita di imbattersi per caso e davanti a cui non si può fare a meno di provare subito una incondizionata ammirazione (e un pizzico di sana invidia per l’idea). Una provocazione ma non solo, firmata dallo scrittore inglese Tom McCarthy nel 1999 e presto accolta da un gruppo di sostenitori che gli hanno permesso di tirare su una vera e propria struttura organizzativa, promotrice di eventi e con base su entrambe le sponde della Manica. Al Primo Comitato dell’INS si affianca un Ispettorato di stanza a Berlino (proclamata capitale mondiale della morte) e tutta una serie di unità: un Dipartimento della Propaganda, un ingegnere ambientale, un cartografo, un filosofo e un recensore di necrologi.

Ho scoperto questa iniziativa per caso, in occasione della pubblicazione italiana dell’esordio letterario di McCarthy per le edizioni ISBN: Déjà-vu (Remainder, 2006). Pubblicato in America lo scorso anno, è stato incluso dal New York Times tra i 100 libri migliori del 2007. Riporto la quarta per dovere di cronaca:

Un oggetto indefinito cade dal cielo e ferisce gravemente un uomo che perde la memoria. L’uomo non sembra essere particolarmente toccato dal trauma, finché una sera non viene colpito da un intenso déjà-vu. E l’inizio dell’ossessione; l’uomo è ostaggio di una forza prevaricante e totalitaria che lo costringe a rimettere in scena le sue visioni. Come in un immenso teatro dell’assurdo, il cui sipario si apre in mezzo alla realtà quotidiana, sorge un intero palazzo, abitato da delle di persone pagate solo per eseguire gli ordini dell’uomo senza nome nella più grande messa in scena mai realizzata da essere umano.
La ricerca dell’autenticità, della propria identità e del ricordo perduto lo spingerà in una commovente, traumatica e violenta spirale il cui senso ultimo riposa nel profondo mistero della memoria, la materia stessa di cui sono fatti gli uomini.

Molti, sia nel manifesto che nella trama di Remainder, i punti di contatto con certe mie ossessioni espresse in Sezione π²: la morte, la memoria, il fascino dell’avanguardia e la seduzione complottista.

Fondata nel 1999 da McCarthy, l’INS si è sviluppata sulla duplice traiettoria della letteratura e dell’attualità, mescolandole spesso insieme. Riproponendo un linguaggio di avanguardia sulla traccia della morte, ha sperimentato una varietà di forme d’arte e momenti culturali, derivandole dalle defunte avanguardie dello scorso secolo e dalle organizzazioni politiche e cospirative che parodiavano. Come recita il sito ufficiale, i manifesti dell’INS, i suoi proclami, report, trasmissioni, ispettorati, dipartimenti, comitati e sottocomitati sono i veicoli per intervenire nello spazio dell’arte, della letteratura, della filosofia e dei media. Un parente inglese del nostro Connettivismo e, parallelamente, della Nazione Oscura KAOS-SF istituita da Lukha Kremo Baroncinij. Sto meditando sulla possibilità di un gemellaggio…

Il Manifesto dell’Internazionale Necronautica

Posted on Settembre 1st, 2008 in False Memorie, Graffiti | 3 Comments »

[Da Necronauts.org]

Noi, il Primo Comitato della Società Necronautica Internazionale, dichiariamo quanto segue:

1. Che la morte è un tipo di spazio che noi intendiamo mappare, percorrere, colonizzare e, eventualmente, popolare.

2. Che non esiste bellezza senza la morte, la sua immanenza. Canteremo la bellezza della morte - cioè la bellezza.

3. Che noi ci faremo carico, come missione, di portare la morte per il mondo. Tracceremo tutte le sue forme ed espressioni nei media: nella letteratura e nell’arte, dove è più appariscente; ma anche nella scienza e nella cultura, dove si aggira furtivamente, sommersa, ma non meno potente per l’offuscamento. Tenteremo di intercettare le sue frequenze - dalla radio, internet e tutti i siti dove sono attivi i suoi processi e avatar. Nel quotidiano, a un livello non inferiore, opera la morte: lavora negli incidenti d’auto sia realizzati che evitati per un pelo; nei carri e nelle pompe funebri, sulle corone di fiori, nei frigoriferi dei macellai e nelle urne cinerarie. La morte si aggira per i nostri appartamenti, attraverso gli schermi delle nostre televisioni, i cavi e le tubature nei nostri muri, nei nostri sogni. I nostri corpi non sono altro che un veicolo che ci conduce ineluttabilmente alla morte. Siamo già tutti necronauti, per sempre.

4. Il nostro fine ultimo sarà la costruzione di un’imbarcazione1 che ci trasporterà alla morte in un modo che ci consentirà, se non di vivere, allora se non altro di persistere. Con carestie, guerre, malattie e impatti asteroidali a minacciare a una velocità crescente il passaggio universale all’oblio, l’unica possibilità di sopravvivere per l’umanità risiede nella sua abilità, sebbene non ancora sintetizzata, di morire di nuove morti immaginifiche. Consegnamoci completamente alla morte, non con disperazione ma rigorosamente, creativamente, occhi e bocca aperti e pronti ad essere colmati dalle profonde voragini dell’Ignoto.

1 Questo termine deve essere inteso nell’accezione più versatile possibile. Può designare un insieme di comportamenti, come l’usurpazione delle identità di persone morte, lo sviluppo di codici genetici o semantici specificamente adattati sulla base della raccolta meticolosa di dati attinenti a certe morti specifiche, la riabilitazione del sacrificio come un rito sociale accettato, il perfezionamento, la brevettazione e la distribuzione sistematica di ThanadrineTM, o proprio la costruzione di una vera imbarcazione - tutti progetti correntemente all’attenzione del Primo Comitato.