Archive for the ‘ROSTA’ Category

HyperNext

Posted on Gennaio 29th, 2012 in Connettivismo, ROSTA | 2 Comments »

Oggi nasce ufficialmente HyperNext, un nuovo blog connettivista. Informazioni, riflessioni, discussioni sull’immaginario a 360°, con un occhio di riguardo per le intersezioni con la scienza, la società, la tecnologia e la politica. HyperNext è un blog collettivo e a farlo ci saranno insieme al sottoscritto Sandro Battisti, Francesca Fuochi, Fernando Fazzari e Umberto Pace. Per le presentazioni di rito, rimando al primo post. E intanto eccovi il teaser preparato da Oedipa Drake:

HyperNext from Oedipa Drake on Vimeo.

Un grappolo di segnalazioni

Posted on Gennaio 28th, 2012 in Connettivismo, ROSTA | 8 Comments »

Come avrete notato dalla barra dei widget qui a destra, dopo un lungo periodo di acclimatamento mi sono convinto a usare Twitter. Potete trovarmi sotto le credenziali di NovaXpress, che è un omaggio autoreferenziale alla rivista pubblicata da Errico Chianese in Sezione π² e Corpi spenti, ma è anche un richiamo diretto a W.S. Burroughs. D’altro canto, già ne avevo adottato la scrittura proprio su queste pagine, per identificare la categoria sotto cui vado raccogliendo i miei articoli di commento politico-sociale-culturale (una sorta di op-ed, se questo blog fosse una rivista). In una sorta di zona franca tra il blog e il mio profilo Facebook, su Twitter troverete un flusso di segnalazioni e retweet delle cose più interessanti in cui mi capita di imbattermi in rete, intercalati da segnalazioni che mi riguardano direttamente (come per esempio i nuovi post del blog) e da momenti diciamo pure più disimpegnati.

L’idea saliente è che periodi di apparente inattività del blog potrebbero essere compensati dalla mia presenza dall’altra parte. Si vedrà.

Intanto, una segnalazione ben più importante riguarda il movimento connettivista. Da alcuni giorni è stato pubblicato il nuovo numero della rivista accademica digitale California Italian Studies Journal, dedicata alle ricerche più avanzate sul fronte dell’italianistica, ideata e curata da un comitato intercollegiale dell’Università della California (per maggiori informazioni vi rimando al comunicato pubblicato su Italianistica.info e al sito che la ospita: eSchoolarship). La seconda uscita della rivista è una monografia dedicata agli Italian Futures e comprende un articolo di Arielle Saiber che dedica ampio spazio ai connettivisti, citando Next, Next International e Next Station, oltre a una serie di titoli (di articoli, antologie, racconti e romanzi) che ci riguardano direttamente: Flying Saucers Would Never Land in Lucca: The Fiction of Italian Science Fiction. Saiber è una docente del Bowdoin College e devo ringraziarla per la cura e l’attenzione con cui si è dedicata all’esplorazione del nostro movimento, e per aver coniato un neologismo per tradurre connettivismo in inglese: nextilism.

Troppo prematuro per parlare in alcun modo di spaghetti sci-fi, ma che il primo studio che abbia affrontato il ruolo del connettivismo nell’ambito della fantascienza italiana arrivi dagli Stati Uniti e sia maturato nell’ambito di una rivista di critica accademica è un buon segnale, no?

Next Station: conflitti, incubi e traiettorie superluminali

Posted on Gennaio 8th, 2012 in Connettivismo, ROSTA | 5 Comments »

Finalmente ci siamo: è on-line il terzo numero di Next Station, nuovo corso, versione webzine. Segnalo in particolare: i racconti di Dario Tonani (in realtà già proposto come antipasto del numero all’uscita di Toxic@, e pubblicato da qualche mese) e Roberto Furlani (che si appresta a diventare un film, se non l’avete già fatto visitate la pagina web ufficiale del progetto o fate un salto su Facebook), l’esperimento di mash-up di Fernando Fazzari che mette sotto i ferri il celebre racconto Berenice di Edgar Allan Poe (mi sento di poter dire che si tratta della prima seria analisi pratica dedicata a una tecnica narrativa invalsa di recente nel mondo editoriale, grazie a un filotto di titoli che combinano celebri opere della letteratura mondiale ed elementi di fantastico, horror o fantascienza); le panoramiche di Francesca Fuochi e Alex Tonelli, dedicate rispettivamente all’artista inglese Francis Bacon e a Tullio Avoledo, acclamato autore de L’elenco telefonico di Atlantide; la recensione di Emanuele Manco sulla raccolta del meglio di Cyborg, occasione per ripercorrere un’intera stagione dell’underground fantastico italiano; le rubriche di Sandro Battisti e Salvatore Proietti, incentrate rispettivamente sul gruppo inglese The Mission e sui rapporti tra Italo Calvino e l’immaginario della scienza; e per finire la rielaborazione dell’intervento sui viaggi nel tempo tenuto da Lanfranco Fabriani e dal sottoscritto in occasione dell’Evento Light 2010.

Il punto di partenza per la navigazione è ovviamente l’editoriale, che non abbiamo potuto - purtroppo - circoscrivere all’immaginario. L’immagine di copertina è come al solito opera di Marco Moschini, direttamente dai sotterranei di Bologna. Buona lettura!

Dopo Firenze

Posted on Dicembre 15th, 2011 in Agitprop, ROSTA | 2 Comments »

Ieri a Firenze, per la NextCon organizzata dall’instancabile Giovanni Agnoloni. E’ stato bello rivedere amici di sempre e confrontarsi con loro, sentire per tutto il giorno il sostegno a distanza di quanti non hanno potuto esser fisicamente presenti e trovare sul posto altre persone interessate al nostro progetto. Impossibile aggiungere altro. E’ stata una serata intensa, e questa è una delle ragioni per cui tutto questo va avanti.

Il nostro Giovanni, a perfetto agio nei panni del regista della serata, ha gestito gli interventi, con il merito di riuscire a cucirli nella trama di un discorso organico. In questo discorso non poteva mancare ovviamente un ricordo della tragedia che ventiquattr’ore prima aveva sconvolto la città. Parole condivise da tutto il gruppo, che sono in sintonia con quanto espresso, con lucidità e chiarezza invidiabili, da Silvio Sosio nel suo editoriale odierno per Fantascienza.com.

Anche qui: inutile aggiungere altro. Con le vite degli altri non si scherza. Nemmeno solo a parole. Purtroppo il giornalismo di queste ore ci sta offrendo - con insensati accostamenti tra la tragedia e la passione del killer per il fantastico - ampie dimostrazioni di malafede, a caccia di facili sensazionalismi. O forse è solo sprovvedutezza. E onestamente non so cosa sia peggio.

Next in e-book

Posted on Novembre 9th, 2011 in Connettivismo, ROSTA | No Comments »

Torna disponibile in formato elettronico l’intera numerazione di Next, il bollettino di cultura connettivista fondato nel 2005 e tutt’ora in attività sotto la direzione di Sandro Zoon Battisti. Da qualche giorno la rivista vincitrice del Premio Italia 2011 per le fanzine è disponibile nell’edicola Ultima Kiosk. A darne notizia è lo stesso curatore, su Fantascienza.com.

Al servizio di un’Oscura Nazione

Posted on Novembre 3rd, 2011 in Accelerazionismo, Agitprop, Connettivismo, ROSTA | No Comments »

La NeoRepubblica Kaotica di Torriglia, erede ideale della Nazione Oscura KAOS-SF, ha un nuovo governo, nominato ieri - 2 novembre 2011 - dal Primo Ministro Lukha Kremo Baroncinij. In questa III legislatura, torno come Oscuro Ministro al Ministero dell’Entropia, dello Spazio Interno e del Rumore Bianco, e siccome questo ministero aveva già vissuto una precedente incarnazione, in questa III legislatura ho optato per la sigla Mesir-B, denominazione scelta in segno di discontinuità dal passato ma anche per il suo potere di evocare oscuri acronimi farmaceutici, composti chimici assemblati per scopi oscuri.

L’annuncio del Primo Ministro è sul blog. Il programma del mio e degli altri ministri pure. Quindi adesso basta giocare e sotto con il lavoro, che la programmazione ministeriale e la diplomazia sono cose serie. E’ un duro lavoro servire un’Oscura Nazione, ben più di servire una nazione chiara, cristallina e trasparente come le nostre confinanti. Adesso vi devo lasciare, ho il mojito che si sta annacquando, ma riceverete un mio segnale, prima o poi. Da questo mondo o da qualche dimensione adiacente.

Lunga vita e prosperità a tutti!

Fermate la musica!

Posted on Ottobre 27th, 2011 in Agitprop, ROSTA | 24 Comments »

E’ arrivato perentorio, il diktat della SIAE. Da un giorno all’altro, in ottemperanza a una clausola dell’accordo firmato a inizio anno con quei furbacchioni dell’AGIS, l’Anonima Estorsioni ha deciso che era arrivato il momento di farsi pagare per i trailer caricati e condivisi in rete. La denuncia è partita proprio da Fantascienza.com, su cui è ospitato lo Strano Attrattore, e per riepilogare la situazione riporto qui di seguito giusto qualche link chiave per districarsi nella bolgia delle ultime ore:

Rimossi i video, fine dei trailer sul web? (Fantascienza.com, 26-10-2011)
I trailer online sono illegali? (Il Post, 26-10-2011)
SIAE e i diritti sui trailer online (Punto informatico, 26-10-2011)
SIAE e trailer, cresce la preoccupazione (Fantascienza.com, 27-10-2011)
SIAE, i trailer sul web non saranno più gratis (Wired, 27-10-2011)

Per farla breve:

L’accordo (causa): produttori consociati nell’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo hanno accettato che la SIAE pretendesse un obolo dai siti delle sale di proiezione, che avrebbero potuto continuare a pubblicare a scopo promozionale trailer dei film in programmazione solo a patto di corrispondere una quota all’Anonima Estorsioni.

La conseguenza (effetto): da oggi qualunque frammento video pubblicato on-line contenente almeno una nota di musica dovrà essere opportunamente regolato attraverso il pagamento di una tariffa, un canone se vogliamo, che discrimina solo sulla lunghezza dello stesso (opere superiori ai 45″, come sono spesso i trailer, ricadono nella categoria “opere intere e assimilate”) e fissa un tetto massimo nel numero di 30 video per una durata massima complessiva di 10 ore.

Come risultato, nel nostro piccolo, dell’accordo SIAE/AGIS, lo Strano Attrattore si uniformerà alla scelta dell’editore Delos Books che ci ospita sulla sua piattaforma e smetterà di pubblicare filmati contenenti estratti musicali. Rinuncerò al privilegio di condividere su queste pagine i video dei film recensiti, da cui non traevo alcun beneficio se non la completezza del servizio reso ai lettori. Rinuncerò al piacere di condividere video di autori emergenti o clip rare, da cui non traevo alcun beneficio se non pubblicizzare il lavoro dei rispettivi autori. I video già presenti saranno rimossi, al loro posto lascerò solo un link alla risorsa originaria, ospitata da un altro sito, almeno finché anche quel sito non deciderà che la SIAE non merita i suoi soldi, oppure non si smaschererà pubblicamente e si porrà fine a questa assurda politica di soprusi normati, di cui l’estorsione legalizzata operata dall’Anonima è solo uno degli aspetti. Il prossimo giro di vite, dopo i siti di informazione e i blog, potrebbe investire i social network, e sono proprio curioso di vedere allora cosa succederà.

Si potrebbero invocare a questo punto tanto l’effetto farfalla, punto cardine della teoria del caos, quanto l’aneddotica popolare sull’arroganza e l’avidità. In effetti, da quel pasticciaccio del compromesso tra SIAE e produttori si è scatenato il cataclisma che in queste ore sta investendo l’intero web italiano; e, come se non bastasse, l’atteggiamento della SIAE ricorda molto quello di un pingue e distinto signore che si diverte a rubare le caramelle ai bambini, investendo le ore della sua giornata a escogitare gli espedienti più astrusi per giustificare legalmente le proprie perversioni. Un comportamento avido, che denota incapacità di allinearsi con i tempi nuovi della rete, e per di più lesivo, dannoso, nocivo, che alla lunga non mancherà di ritorcersi contro la SIAE stessa e gli Autori/Editori che vorrebbe tutelare. Meno video in streaming significa meno pubblicità, oltre che azzoppamento dell’informazione. Meno pubblicità significa meno introiti. Basteranno 450 euro a trimestre a compensare i mancati ricavi? E come verrà convertito l’obolo alla SIAE in ricavi per gli Editori?

Viviamo in un mondo intriso di misteri. Ma la burocrazia italiana ha in serbo trovate che saprebbero lasciare di sasso Kafka in persona.

Cose lette in giro per la rete

Posted on Ottobre 13th, 2011 in Connettivismo, Fantascienza, ROSTA | No Comments »

Il ritorno alla SF di Ridley Scott sta generando un’attesa a dir poco spasmodica. L’ultimo tassello di una lunga trama di illazioni, anticipazioni e piccole rivelazioni intorno a Prometheus è l’intervista a Noomi Rapace riportata da Fantascienza.com. La data da segnare è l’8 giugno 2012, ma la prossima estate il kolossal che promette di ridisegnare l’immaginario di genere e non solo (il paragone con Avatar per il 3D e Inception per la complessità che se ne riesce a presagire e la parentela con entrambi per l’ambizione che traspare dalle dichiarazioni del regista è scontato) avrà almeno un rivale alla sua altezza: proprio Christopher Nolan con il suo The Dark Knight Rises, capitolo conclusivo della sua visionaria trilogia dedicata all’uomo-pipistrello (un paio di link da Fantasy Magazine, giusto per stimolare un po’ le papille gustative).

Dal cinema alla letteratura. L’evento fantascientifico della prossima stagione sarà a quanto pare la scanzonata scorribanda nel dopo-Singolarità di Cory Doctorow e Charles Stross, per cui vi rimando all’esaustivo articolo di Maurizio Del Santo pubblicato oggi su Fantascienza.com. Negli ultimi giorni due belle interviste a firma di Lucius Etruscus sono uscite su Thriller Magazine: Cristiana Astori parla di Tutto quel nero, un bel noir per cinefili attualmente in libreria, di cui conto di riparlare a breve; il grande Sergio “Alan D.” Altieri rilascia una lunga e completa intervista su Underworlds, la sua quarta antologia per TEA, e non solo.

Per finire in bellezza, Francesco Cortonesi (ricordate NOF 4? be’, il Corto è da poco sbarcato in libreria con la sua ultima fatica letteraria, Gotham Polaroid) è ospite delle pagine dell’edizione fiorentina del Corriere della Sera, a cui ha rilasciato un’intervista molto interessante. Al di là del solito titolo d’impatto, l’articolo suggerisce molte riflessioni, che in qualche misura vanno a riallacciarsi al filo dei pensieri dei giorni scorsi. Francesco è tutt’altro che uno «scrittore fallito», ma al contrario una delle menti più eclettiche e innovative tra quante hanno dato il loro apporto al connettivismo, e la sua voce è tra le più personali del fantastico italiano. Voglio concludere condividendo un suo dubbio:

“Mi spaventa che non riusciamo più a soffermarci sulle cose. Il mondo progredirà ugualmente, ma nel frattempo quanti concetti ci sfuggiranno dalle mani e da un cervello disabituato a riflettere?”

In ricordo di Vic

Posted on Ottobre 4th, 2011 in Fantascienza, ROSTA | 2 Comments »

Quando ci siamo sentiti domenica pomeriggio, il Vic mi è sembrato quello di sempre: malgrado l’inevitabile affaticamento (reduce da un intervento al fegato lo scorso luglio) era pronto a combattere ancora una volta. Ormai ci era abituato. Attendeva i risultati degli ultimi esami che gli avrebbero confermato o meno un nuovo ciclo di chemioterapia. Oggi avrebbe dovuto sottoporsi a quella chemio, ma purtroppo Vic è stato stroncato da un infarto. Un destino infame ha deciso di lasciarci tutti orfani.

Del suo valore e della sua importanza Silvio Sosio ha tracciato un partecipato elogio nel suo articolo per Fantascienza.com. Giuseppe Lippi, suo compagno in tante imprese, lo ha ricordato su Urania BlogVittorio Curtoni (per gli amici semplicemente Vic) è stato, è ancora adesso e resterà a lungo la personificazione della fantascienza in Italia, la sua quintessenza. Scrittore, traduttore, critico militante, curatore, animatore e prima di tutto appassionato ed esperto, nella sua vita ha mischiato ogni forma di applicazione al fantastico. Nei brevi minuti della nostra ultima conversazione domenicale ha trovato come sempre il modo per concentrare un distillato delle sue ultime visioni e re-visioni (Super 8, The Truman Show), esperienze di scrittura (l’antologia appena uscita per Odissea Fantascienza, un romanzo in corso di stesura e che purtroppo resta incompiuto), proiezioni (a proposito del “grano” che foraggia il remake di Blade Runner e del bisogno di idee che avrebbe invece la fantascienza oggi) ed estrapolazioni (la sua proposta ai medici piacentini di installargli una cerniera apribile a piacimento per poter accedere all’occorrenza agli organi interni che avessero bisogno di una messa a punto). Un misto di ironia e coraggio, che per qualcuno poteva sembrare spavalderia ma che a me ha sempre parlato con la voce di una saggezza stellare, se non proprio cosmica.

La capacità straordinaria del Vic consisteva nel trovare sempre un terreno comune di confronto con il suo interlocutore, su cui innestare le sue trovate mirabolanti o da cui derivare un qualche aneddoto. Lo scorso novembre, quando andai a trovarlo a Piacenza, fui ospite suo e di sua moglie per uno splendido pomeriggio. Altro che gap generazionale… Mi avvicinai con un certo timore reverenziale (sebbene lo avessi incontrato altre tre o quattro volte in precedenza, in occasione di convention e dell’ultima delle sue leggendarie cene piacentine), come si addice a uno sbarbatello che va a far visita a un mito vivente, e lui e Lucia mi misero subito a mio agio come se fossi uno di casa. Curtoni mi raccontò ovviamente i retroscena del lavoro di curatore e quelli del mestiere di traduttore, i suoi programmi da “scrittore ritrovato”, alcune idee sensazionali da sfruttare per la sua rubrica sul quotidiano “Libertà” occasionalmente dedicata alle previsioni per il nuovo anno, le tonnellate di vecchi film che era stato costretto (a volte piacevolmente, a volte meno) a sorbirsi durante la convalescenza, tutti archiviati nell’hard-disk che aveva ribattezzato “il Bambino”, uno scrigno di capolavori e titoli improbabili. Parlammo del connettivismo (dopotutto con Next International lo avevamo indicato esplicitamente tra i nostri padri ispiratori) e lui mi raccontò il suo primo contatto con il fantastico, di ritorno in bicicletta da uno spettacolo serale al cinema, attraverso la campagna immersa nella notte, sotto un cielo stellato… Gli avevo portato qualche film, un paio di libri e lui mi disse che non poteva lasciarmi andare via a mani vuote. Si avvicinò alla sua libreria, ne cacciò una pila di Robot prima serie e disse di sceglierne qualcuno che mi mancasse. Consigliato da lui stesso ne presi tre, i Robot prima serie meglio conservati che possa mostrare sui miei scaffali. Poi finimmo in cucina a parlare di miscele di caffè e telefilm.

Robot. E’ stato dal primo contatto con questa rivista che ho preso consapevolezza di quello che la fantascienza poteva davvero rappresentare, in ogni sua declinazione, dal popolare allo sperimentale, dall’alto al basso, alternando toni umoristici, scanzonati, divulgativi, precisi e documentati. Un mix esplosivo, del tipo ad altissimo potenziale che si poteva distillare solo dalla linfa creativa di un genio come lui. Ricorderò come una delle soddisfazioni più grandi - non solo della mia carriera di scrittore - l’attestato del Premio Robot che presi dalle sue mani nel 2005. Sentivo quel momento come il coronamento di un sogno, forse in maniera un po’ irrazionale. Oggi, rileggendo le parole che Valerio Evangelisti (suo grande amico) ha usato nell’introduzione all’antologia di cui parlavo prima (Bianco su nero e altre storie, cercatela in libreria), capisco perché. Era stato il riconoscimento da parte dell’uomo che aveva fondato e condotto per tanti anni il regno dell’immaginario fantastico in Italia, dettando implicitamente un codice, imponendo un termine di paragone con cui chiunque si avvicinasse al genere non poteva non confrontarsi. Senza mai smarrire l’essenza della propria umanità.

Non il miglior sovrano possibile. Il migliore in assoluto.

[Foto di Iguana Jo, via Flickr.]

Il risveglio subliminale?

Posted on Settembre 24th, 2011 in ROSTA, Transizioni | 4 Comments »

Sprechiamo un bel titolo per una blog entry che non vuol essere altro che un semplice lancio di stampa, che va ad aggiornare le considerazioni di ieri sera sull’eventuale scoperta di un fascio di neutrini superluminali presso i laboratori INFN del Gran Sasso. Marco Delmastro ha assistito al seminario degli scopritori e tirato un po’ di somme. Resta ancora da lavorare per giungere a un risultato riconosciuto e incontestabile, però il suo post notturno merita una lettura per capire come funziona OPERA e capire perché gli scienziati sono ancora molto prudenti sull’annuncio.

Concordo con lui sulla buona impressione data dalla chiosa finale dei ricercatori italiani:

Nonostante la grande significatività della misura riportata e la stabilità dell’analisi, il potenziale grande impatto del risultato motiva la continuazione dei nostri studi per investigare altri effetti sistematici ignoti che potrebbero spiegare l’anomalia osservata. Evitiamo deliberatamente di proporre una spiegazione teorica o fenomenologica del risultato.

Una dimostrazione di serietà, niente di più. Sarà che stiamo perdendo confidenza con le prove di responsabilità, ma dal mondo scientifico ci arriva una bella lezione di stile e di etica. Da prendere e portare a casa.

Aggiornamento

A proposito di serietà e dichiarazioni responsabili. Questo è il comunicato del MIUR di Mariastella Gelmini:

Lo salvo in formato immagine a futura memoria del motto: “Il sonno della ragione genera mostri”. Il ministro batte le mani alla notizia come se i risultati della ricerca non fossero ancora al vaglio della comunità scientifica, ma la cosa più grave, assurda e paradossale è che è seriamente convinta che esista un tunnel tra il CERN e il Gran Sasso per farci viaggiare dentro i neutrini. Un tunnel alla cui costruzione l’Italia avrebbe contribuito per 45 milioni di euro (probabilmente quello che sarebbero costati i panini e l’acqua per gli operai di Lunardi). E in tutto il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca non c’è un solo funzionario o consulente in grado di correggere le sue panzane. Dobbiamo proprio rassegnarci a vivere schiacciati sotto il tallone dell’ignoranza? Destini peggiori della morte si preparano per l’Italia…

Ringrazio Marco Passarello e Andrea Rossetti per la segnalazione.