E in attesa di conoscere il contenuto dei messaggi cifrati di Wikileaks, su Weirdletter possiamo sbizzarrirci con l’appassionante panoramica che Tatiana Martino questa volta dedica ai libri inesistenti e alle biblioteche immaginarie inventate dagli autori del fantastico. Dal ricco elenco manca quello che forse è il mio titolo preferito, Megalopolisomanzia: una nuova scienza urbanistica di Thibaut De Castries, ma si può approfittare della sua assenza per cogliere l’occasione al volo e dedicare una rilettura a Nostra Signora delle Tenebre, il libro con cui Leiber inventò l’urban fantasy e rimpolpò la gloriosa tradizione del weird.
A proposito del Mistero dell’Inquisitore Eymerich che mi accompagna in questi giorni di foschia bolognese, qualcuno ricorderà forse la canzone che Kate Bush, autrice sempre particolarmente attenta, dedicò alla figura di Wilhelm Reich: Cloudbusting. Il video fu concepito dalla stessa cantante con Terry Gilliam, fu realizzato da Julian Doyle (che proprio in quel periodo stava collaborando con Gilliam alla realizzazione degli effetti speciali di Brazil) e vanta la partecipazione di Donald Sutherland nei panni dello scienziato.
Dal blog di Alessandro Portelli riprendo questo articolo di particolare attualità, per l’ininterrotta sequenza di notizie incentrate sul settore minerario che hanno riempito i mass media negli ultimi mesi, per la particolare affinità con il mood da terra ai confini della memoria che ancora avvolge questo 23 novembre e per rendere ancora una volta omaggio a Breece D’J Pancake, che non è mai abbastanza.
E di visioni del mondo, aggiungerei. Vi segnalo l’interessantissimo articolo di Tatiana Martino apparso un paio di giorni fa su Weirdletter, in merito al Weird Tale come visione del mondo e missione di dubbio e sospetto abbracciata dall’autore, al punto che S.T. Joshi si spinge a chiamare in ballo “questioni fondamentali come la natura dell’universo e il nostro posto in esso” e a sancire che “alcuni autori sviluppano determinati tipi di visione del mondo che li spingono a scrivere romanzi i quali stimolano nei lettori domande, revisioni, rovesciamenti dei loro punti di vista sull’universo; il risultato è ciò che noi (retrospettivamente) chiamiamo Weird Tale”.
E in un gioco di specchi vi rimando a questa brillante riflessione di Dario Tonani sull’uso della lingua in due dei massimi capolavori del Novecento: l’Arancia Meccanica di Stanley Kubrick e il romanzo di Anthony Burgess che lo ha ispirato, a ulteriore riprova della forza mitopoietica della parola e della sua capacità di generare interi universi di fantasia e di orrore, per esprimere ciò che davvero è il mondo in cui viviamo.
Posso finalmente dirlo: Inception è il film che mi aspettavo. D’altro canto, come potrebbe deludere un racconto senza un antagonista, in cui i protagonisti sono molto meno buoni del loro avversario (che dopotutto è solo una vittima) e la lotta è contro le trappole e i tranelli tesi dalla mente umana, reso per di più in maniera altamente spettacolare? Non può, semplicemente.
Se poi ci aggiungete che c’è anche Peter Riviera, anche se qui si chiama Eames e opera all’interno delle dinamiche oniriche come falsario, e che nella scena in cui Parigi si ripiega su se stessa sembra di vedere finalmente al cinema uno scorcio di Freeside, il conto è presto fatto e il biglietto ampiamente ripagato. Nolan dimostra di aver letto (e compreso) molta più fantascienza di quanta ne serva solitamente per farsi venire in mente di scrivere o dirigere un blockbuster. E trovo davvero plausibile che tra le sue letture propedeutiche possano essere capitati Ballard, Dick e Zelazny, e magari anche dosi di Galouye assimilate indirettamente attraverso Il tredicesimo piano.
Apprendo con gioia che anche a Gibson è piaciuto. Sebbene il mio caper movie preferito di tutti i tempi resti Heat - La sfida, Inception si candida seriamente a imporsi come pietra miliare per la fantascienza cinematografica d’idee del prossimo decennio. Ma magari ne parliamo in maniera più circostanziata su Delos. Così, chi non l’ha ancora fatto, ha il tempo di recuperarlo finché lo trova ancora nelle sale, perché temo che come già accadeva per Cloverfield una visione in home video possa solo penalizzare il gradimento finale.
Cosa aggiungere alla recensione del compagno Fazarov su questo film di Epstein e Friedman? Che è una pellicola a tratti entusiasmante, realizzata come i film di una volta (avete presente i titoli di testa?), ma anche molto attuale sotto il profilo tecnologico e narrativo, con l’alternanza di sequenze live, ricostruzioni documentaristiche ed elaborazioni animate.
Il risultato è un’opera di sensibilità beat, che approfitta del processo intentato al poema di Allen Ginsberg per oscenità per imbastire un discorso di ampio raggio che abbraccia la critica letteraria (notevoli i dibattiti in tribunale sulla sincerità d’ispirazione e l’originalità della resa artistica), i diritti civili e la figura di uno degli intellettuali più anticonformisti ed originali del ‘900. Come sostiene lo stesso poeta, nell’intervista che s’intreccia nel montaggio alle visioni evocate dall’interpretazione pubblica di Urlo e alle scene del processo, l’importanza della sua opera consiste nell’aver mostrato ad altri la possibilità di esercitare il diritto alla libertà, non solo d’espressione.
Questo film è un importante pro-memoria. Da vedere.
Questo video è stato rimosso in seguito all’accordo del 2011 tra SIAE e AGIS che vincola la pubblicazione in rete di materiale corredato di traccia musicale alla sottoscrizione di una licenza, con il pagamento alla SIAE di una quota minima di 450 euro a trimestre. Per saperne di più, rimando al post del 27-10-2011 dedicato alla vicenda. Mi scuso per il disagio, ma ritengo che la norma non abbia alcuna giustificazione logica o morale e denunci un atteggiamento di grave e sistematica violazione dei diritti di libera espressione di ciascuno di noi. Il video può essere visionato al seguente indirizzo:
Cose che accadono a Missoula. Visto il soggetto del volo e la località dell’accaduto, impossibile non pensare a James Crumley con un bel ghigno stampato in faccia. (Qui potete leggere l’articolo del Missoulian.)
Finché lo trovate ancora in edicola - questione di ore, ormai - vi consiglio di non lasciarvi scappare questo libro di Marco Minicangeli, spy-story dalle venature cyberpunk dinamica e avvincente, perfetta per l’estate. Si spera che le premesse sull’integrazione uomo-macchina possano trovare ulteriori sviluppi narrativi in futuri lavori dell’autore romano. Intanto su Fantascienza.com potete leggere la mia recensione.
Dalle notizie che stanno circolando in rete, parrebbero confermate le prime impressioni già indotte dalla visione dell’enigmatico trailer, e cioè che Inception possa davvero avere tutte le carte in regola per attestarsi come nuovo caposaldo fantascientifico del cinema e del nostro immaginario. Per esserne certi, in Italia ci toccherà aspettare il 3 settembre (e ho già annotato la data in agenda). In attesa della resa dei conti nelle sale, a giudicare da quanto visto e sentito direi però che nell’ultimo prodotto di Christopher Nolan le suggestioni cyberpunk si sprechino, con un occhio di particolare rispetto per gli intrighi megacorporativi di William Gibson (dal racconto New Rose Hotel fino a Giù nel cyberspazio… e oltre).
Spionaggio, doppio gioco, mind control, false memorie: gli ingredienti migliori per un techno-thriller con i fiocchi. Intanto godiamoci il nuovo trailer…
Questo video è stato rimosso in seguito all’accordo del 2011 tra SIAE e AGIS che vincola la pubblicazione in rete di materiale corredato di traccia musicale alla sottoscrizione di una licenza, con il pagamento alla SIAE di una quota minima di 450 euro a trimestre. Per saperne di più, rimando al post del 27-10-2011 dedicato alla vicenda. Mi scuso per il disagio, ma ritengo che la norma non abbia alcuna giustificazione logica o morale e denunci un atteggiamento di grave e sistematica violazione dei diritti di libera espressione di ciascuno di noi. Il video può essere visionato al seguente indirizzo: