Archive for the ‘Kipple’ Category

Le navi del sospetto

Posted on Novembre 15th, 2009 in Kipple, Micro | No Comments »

Che ci dessero a bere ciò che pare e piace a loro, in questa vicenda assurda è stato chiaro fin dal primo momento, prima che le navi dei veleni si trasformassero in navi delle menzogne. Per farsi un’idea delle proporzioni della bugia che vuole mettere a tacere tutte le voci intorno al cimitero tossico in cui hanno trasformato i nostri mari, basta dare un’occhiata al meritorio progetto di In fondo al mar. Da qui si ricava questo indice di contenuti on-line utile per gli interessati:

  • Rifiuti radioattivi: il caso Italia (1995)
  • L’intrigo radioattivo (1996)
  • Le navi dei veleni - Cronistoria di un intrigo internazionale (2004)
  • Le navi a perdere (dal Rapporto Ecomafia 2006)
  • Inchiesta de La Nuova Ecologia - “Le navi a perdere” (2008)
  • Ha da passà a nuttata

    Posted on Novembre 10th, 2009 in Agitprop, Kipple | 3 Comments »

    Ma sarà davvero così? Solo un anno fa un’inchiesta dell’Espresso accendeva i riflettori sul “candidato dei casalesi”. La lunga notte è proseguita con le voci sempre più insistenti sulla candidatura del sottosegretario all’Economia, nonché coordinatore regionale del Pdl, alla poltrona di governatore della Campania. Un ruolo, quello della presidenza, praticamente servito alla destra su un piatto d’argento dal governatore in carica Bassolino, grazie alla sua politica di clientelismo e ignavia degna di un Vicerè (si rimanda alla gestione della Crisi Rifiuti per rispolverare un po’ i ricordi). Comunque, oggi qualcuno si accorge che forse, alla fine della fiera, per una volta prevenire potrebbe essere meglio che curare. E’ comunque presto per parlare di sussulto di coscienza per la nostra democrazia malandata: gli indizi erano già da un pezzo piuttosto eloquenti, quindi probabilmente l’iniziativa della magistratura era solo una questione di tempo. Il rischio ora è che finisca per arenarsi nelle secche delle immunità e dell’iter autorizzativo della giunta della Camera, ma non sarebbe una sorpresa.

    Contro il silenzio e l’indifferenza, consiglio di leggere l’intervento di Roberto Saviano su Repubblica. Ne riporto uno stralcio.

    Secondo Gaetano Vassallo, il pentito dei rifiuti facente parte della fazione Bidognetti, Cosentino insieme a Luigi Cesaro, altro parlamentare Pdl assai potente, in zona controllava per il clan il consorzio Eco4, ossia la parte “semilegale” del business dell’immondizia che ha già chiesto il tributo di sangue di una vittima eccellente: Michele Orsi, uno dei fratelli che gestivano il consorzio, viene freddato a giugno dell’anno scorso in centro a Casal di Principe, poco prima che fosse chiamato a testimoniare a un processo. Il consorzio operava in tutto il basso casertano sino all’area di Mondragone dove sarebbe invece - sempre secondo il pentito Gaetano Vassallo - Cosimo Chianese, il fedelissimo di Mario Landolfi, ex uomo di An, a curare gli interessi del clan La Torre. Interessi che riguardano da un lato ciò che fa girare il danaro: tangenti e subappalti, nonché la prassi di sversare rifiuti tossici in discariche destinate a rifiuti urbani, finendo per rivestire di un osceno manto legale l’avvelenamento sistematico campano incominciato a partire dagli anni Novanta. Dall’altro lato assunzioni che garantiscono voti ossia stabilizzano il consenso e il potere politico.

    Districare i piani è quasi impossibile, così come è impossibile trovare le differenze tra economia legale e economia criminale, distinguere il profilo di un costruttore legato ai clan ed un costruttore indipendente e pulito. Ed è impossibile distinguere fra destra e sinistra perché per i clan la sola differenza è quella che passa tra uomini avvicinabili, ovvero uomini “loro”, e i pochi, troppo pochi e sempre troppo deboli esponenti politici che non lo sono. E, infine, è pura illusione pensare che possa esistere una gestione clientelare “vecchia maniera”, ossia fondata certo su favori elargiti su larga scala, ma aliena dalla contaminazione con la camorra.

    E intanto si monta un’allegra bagarre intorno alla sentenza di Strasburgo sul crocifisso nelle aule scolastiche (ancora una volta tutti uniti, a destra come nel PD, per difendere un privilegio che nessuno saprebbe come giustificare sul piano dei valori e del rispetto civile senza tirare in ballo il sacro “valore della tradizione”) e un altro sottosegretario (alla Presidenza del Consiglio) non esita a dare prova delle sue doti di carità cristiana nell’insultare l’intelligenza degli italiani e la memoria della vittima di uno Stato allo sbando. Siamo messi bene, non c’è che dire.

    Assalto al treno fantasma

    Posted on Settembre 28th, 2009 in Kipple, Micro, ROSTA | No Comments »

    32 vagoni piombati carichi di sigarette e ogni viaggio una sfida contro il tempo. 400 metri di treno-merci e una rotta difficilissima, da affrontare di notte. Un convoglio che non compare sulle tabelle degli orari ferroviari. Il suo carico, che dall’Olanda è destinato a Caserta, vale 30 milioni di euro. E per questo gli assalti non mancano mai. I tempi della rapina al treno rivivono sulla frontiera di Bassitalia.

    [Cliccate qui per visionare il video.]

    San Francisco Zero Waste

    Posted on Settembre 11th, 2009 in Accelerazionismo, Futuro, Kipple, ROSTA | No Comments »

    A proposito di Zero Waste, oggi Repubblica TV pubblica un videoreportage di Riccardo Staglianò sugli impianti di San Francisco. Un ottimo documento video, che dimostra come il riciclo e il recupero possano essere anche un’arte, oltre che un mestiere.

    Risorse utili
    Zero Waste International Alliance
    Zero Waste Alliance
    SF Environment

    Disastro ecologico in Siberia

    Posted on Settembre 4th, 2009 in Kipple, ROSTA | 1 Comment »

    Il tragico incidente occorso lo scorso 17 agosto alla centrale idroelettrica russa di Sayano-Shushenskaya è stato uno dei più gravi nel suo genere negli ultimi anni. Eppure, dopo essere rimbalzato sui media nei giorni immediatamente successivi al disastro, è presto finito riassorbito nelle nebbie dell’oblio, superato da altre notizie. Per tenere viva l’attenzione, almeno nel nostro piccolo giro di appassionati di futuro e altre catastrofi, ho voluto mettere insieme questo post, con un po’ di dati e documenti.

    La centrale di Sayano–Shushenskaya sorge in Chakasija sul corso del grande fiume Enisej ed era, al momento dell’incidente, la sesta installazione di generazione idroelettrica al mondo per potenza installata, la quarta per generazione annua: 6.400 MW ottenuti attraverso 10 turbine da 640 MW, capaci di produrre fino a 26,6 TWh di energia all’anno, destinata in prevalenza a 4 impianti siderurgici della regione.

     

     

    Un bacino da 621 km² ottenuto attraverso una diga lunga 1.066 e alta 245,5 metri garantisce l’approvvigionamento di acqua, con una capacità utile di 15,34 km³.

    Non si è ancora fatta chiarezza sulle cause dell’incidente, ma l’esplosione di un trasformatore e il cedimento di uno sbarramento hanno portato all’incendio e all’allagamento della sala-macchine. Al 30 agosto 2009, risultavano 72 vittime tra gli operai della centrale, a cui sono da aggiungere altri 3 tecnici ufficialmente dispersi. Mentre le autorità e RusHydro, la compagnia che gestisce l’impianto, stanno ancora conducendo i loro accertamenti, l’impatto ambientale non ha tardato a manifestarsi con le conseguenze più drammatiche.

    L’esplosione di 2 dei 5 trasformatori installati ha comportato lo sversamento di 80 litri di olio di raffreddamento, che hanno raggiunto gli 80 km di spargimento lungo il corso dell’Enisej a valle della diga.

    Secondo fonti ufficiali, i lavori di riparazione già avviati permetteranno il riavvio della centrale entro il mese di ottobre, ma ci vorranno 4 anni per il pieno ripristino dell’impianto.

    Documenti video

    • Il momento dell’incidente:

    • La notizia sui TG italiani (servizi di Sergio Canciani):

    • Altri documenti su English Russia.

    InfraNet Lab

    Posted on Agosto 6th, 2009 in Fantascienza, Futuro, Kipple | 3 Comments »

    La fantascienza è anche capacità di sognare un futuro diverso e coraggio di indicare una via per arrivarci. Non posso quindi non segnalare su queste pagine il blog dell’InfraNet Lab, che si candida a diventare una tappa fissa nei miei pellegrinaggi elettronici futuri. Qualche assaggio?

    • Una linea della vita per Israele e la Palestina: qui
    • Alta velocità per l’America: qui
    • Una scala per le stelle: qui
    • Architettura per l’Antartide: qui
    • Aeronavi: qui
    • Miniere di litio: qui
    • Torri solari: qui
    • Centrali oceaniche: qui
    • Pacific Trash Vortex: qui

    E la lista potrebbe continuare ancora. Un campionario di spunti, di suggestioni, di visioni. Un serbatoio di immaginario futuribile da esplorare. E da non perdere d’occhio.

    Vento d’estate

    Posted on Luglio 23rd, 2009 in Kipple, Nova x-Press | 4 Comments »

    Mi sarebbe piaciuto fare un post più organico, ma il tempo è quello che è e io sono in partenza. Resterò via per qualche giorno e non penso che ci risentiremo prima della prossima settimana. Settimana inoltrata, temo. Gli impegni si stanno intensificando e il lavoro non concede tregua, per cui l’obiettivo che mi ero prefisso di chiudere i sospesi per la prima settimana di agosto può considerarsi abbondantemente mancato. Così va la vita. Questi sospesi, giusto per infrescarmi la memoria, consistono in:

    1. revisione del romanzo a 4 mani scritto con il compagno Fernosky [non ve ne ho parlato? Be', lo faccio ora: un noir ambientato nella provincia profonda, nel cuore dimenticato e desolato di Bassitalia, dove strane morti di ragazze dell'Est mettono nei guai altri immigrati, mentre italiani tranquilli inseguono il miraggio di un successo veloce senza colpo ferire, e cowboy solitari si dividono tra il sogno di una vita pacifica e l'obbligo della lotta. Contro soprusi, omertà, corruzione, eco-crimini e immobilismo. Una storia calata nel presente, ma con molti richiami al futuro. Un romanzo di fantascienza al contrario, forse: sui preparativi per l'Apocalisse];

    2. un racconto di fantascienza postumanista che avrebbe dovuto essere concluso il 31 dicembre… scorso [il dilemma isolazionismo/integrazione su cui andavo speculando un annetto fa e più mi ha spinto su una tangente molto pynchoniana, e capirete bene che mettere Pynchon su un altro pianeta, alle prese con strani fantasmi alieni e tecnologia postumana, oltre che con la minaccia di un'orda di barbari invasori, non è esattamente quello che si può definire un gioco da ragazzi];

    3. un racconto steampunk per il prossimo settembre [file secretato];

    4. un racconto noir ambientato ai margini del Kipple [dopo aver preso le mosse dalle parti di Logica del dominio, si è trasformato nella storia di una vendetta con rapina; e non escluderei, a questo punto, una deriva hard-boiled, giusto per non rischiare di finire vittima delle etichette].

    L’ideale sarebbe stato uscire dal collo di bottiglia per il 7 agosto prossimo, ma a questo punto mi ritrovo in netto ritardo. E la cosa non dovrebbe stupirmi più di tanto. Se dovessi scoprire che vivo solo con 2 settimane di ritardo sulla tabella di marcia della mia vita, avrei già le mie buone ragioni per gioire.

    Planets, by Moskatomika.

    Intanto, non è pensando alle cose da fare che le cose si faranno… per cui mi rimetto all’opera subito, e vi lascio con un paio di segnalazioni/appuntamenti:

    a. su Georemote prosegue la caccia agli indizi seminati dall’invisibile beatingartery; ma questa volta, grazie agli sforzi di TyrOne, viene fuori un aspetto molto matematico;

    b. arriva in edicola nei prossimi giorni il quinto volume di Epix: Bad Prisma, un’antologia collettiva dedicata allo spettro di Melissa, fantasma metropolitano su cui Danilo Arona sta intessendo la sua suggestiva mitologia del XXI secolo;

    c. tenete d’occhio il blog di Urania, domenica. L’annuncio del vincitore del premio Urania è ormai questione di giorni.

    E per il momento dovrebbe essere tutto, o almeno una buona parte.

    C’ya in the future, cyberspace cowboys!

    Silenzio radio

    Posted on Luglio 14th, 2009 in Agitprop, Graffiti, Kipple | No Comments »

    Jonathan Field, “W.A.S.T.E.”

    Nel segno del dominio

    Posted on Luglio 10th, 2009 in Agitprop, Kipple, Stigmatikos Logos | No Comments »

    Mai eccedere con il buonumore… La triste realtà ci riporta con i piedi per terra senza farsi pregare. Apprendo da Spreconi.it che tutti gli imputati coinvolti nel processo per le tangenti della Ricostruzione post-terremoto 1980 sono stati assolti per prescrizione.

    Dicono che quel terremoto permise di costruire il potere di una nuova classe politica, garantendo carriere e fondi grazie alle tangenti della ricostruzione. Dicono che grazie agli oltre tremila morti provocati dalla scossa che il 23 novembre 1980 devastò Campania e Basilicata aprendo ferite sociali e urbanistiche mai risanate una nuova leva di uomini di partito si arricchì. Dicono che tutto venne deciso in base a mazzette e quote di partito, perchè non ci sarà mai una sentenza. Ventinove anni dopo quel sisma terribile, politici e imprenditori sono stati tutti assolti. E questo non perchè la corte li ha riconosciuti innocenti, accogliendo la loro difesa. No, l’assoluzione è scattata per prescrizione: è passato troppo tempo per giudicarli.

    Frutto della logica del dominio che imperversa in questo Paese, tutto tagliato su misura per le zanne e gli artigli dei lupi pronti a sbranarne la carcassa. La notte della democrazia non è ancora passata. Benvenuti in Bassitalia!

    Camouflage: strategie mimetiche per le nuove esche della Rete

    Posted on Luglio 2nd, 2009 in Connettivismo, Kipple, Psicogrammi | No Comments »

    [Approfitto del richiamo fatto nell'ultimo post per riproporre - e, con l'occasione, aggiornare - questo vecchio articolo apparso sullo Strano Attrattore 1.0, in data 07-03-2008.]

    L’interazione elettronica riscrive le regole dei rapporti sociali. Offre nuove opportunità ed evolve verso nuovi equilibri. La Rete è un laboratorio sociale in cui rivivono, trasfigurate e opportunamente declinate, le attitudini umane di base. Così può prestarsi, di volta in volta, a un’applicazione sempre diversa: può diventare laboratorio culturale, centro di aggregazione, foro, piazza del mercato, bar, sezione politica, galleria. Lo spazio delle nostre città viene mappato sulla Rete. Ma il medium informatico si presta con una facilità senza precedenti anche all’assunzione di forme di comportamento che nel mondo reale (= tempo-lento) richiederebbero una costanza e un’applicazione “patologiche”, oppure una forte determinazione.

    Se fin dagli albori della Rete capita di imbattersi nei troll che infestano forum, gruppi di discussione e ogni altra comunità come spiritelli maligni del luogo, la fucina di talenti non ha smesso un solo istante di sfornare nuove categorie. Erano utenti di Usenet i primi a clonarsi per generare attraverso una pletora di sockpuppet o doppelgänger l’illusione di un fronte molto più vasto di quello effettivamente riscontrato a sostegno delle proprie posizioni, oppure per creare eserciti di nemici-fantocci pronti all’uso (straw men, “uomini di paglia”) per essere sbaragliati. A conti fatti, per quanto fastidiosi possano essere, i troll risultano tra le più innocue manifestazioni del fenomeno, specie quando risultano identificabili fin dalla loro prima apparizione (anche se le contromisure da adottare per affrontarli sono ancora argomento di dibattito e talvolta possano riuscire inefficaci nel prevenire una flame war). Più infide sono invece queste loro evoluzioni incrementali, i ventriloqui, che traspongono nel contesto della Rete comportamenti di natura schizofrenica che potrebbero risultare radicati anche nella loro vita reale. Ma ancora più subdole sono le recenti figure emerse dalle onde del web, dirette emanazioni dell’archetipo del fake: l’utente che falsifica ad arte la propria identità. Eccone una breve panoramica.

    - Gender-bait: categoria illustrata da William Gibson nel suo Pattern Recognition. Parkaboy è l’utente del FETISH:FOOTAGE:FORUM con cui la protagonista Cayce Pollard instaura un canale privilegiato, che presto si sviluppa in un nodo di complicità. Ma la sua figura dietro lo schermo resta ambigua fino all’incontro tra i due. E, per un certo intervallo di tempo, anche dopo. I gender-bait sono quegli utenti che, in modi e con sfumature diverse, tendono ad assumere atteggiamenti e/o identità non rispondenti al proprio sesso e alla sua espressione nel mondo reale: agevolati dall’ambivalenza del nickname e dal distacco garantito dal mezzo, i gender-bait maschi simulano identità e comportamenti femminili per fare leva sul retaggio psicologico e le più istintive reazioni ormonali degli utenti maschi e, viceversa, le gender-bait femmine si fingono uomini nell’ambito di una strategia di compensazione, per mostrare i muscoli che nella vita di tutti i giorni non possono esibire, per imporre il proprio dominio sul territorio virtuale con la prepotenza e l’aggressività che solo in un maschio dominante potrebbero essere “tollerate”. C’è anche chi assume identità non rispondenti al proprio sesso per spirito di provocazione o per vocazione anticonformista.

    - Faith-bait (o belief-bait): categoria che racchiude quanti professano una fede (religiosa, ideologica, politica) in cui nella realtà non si riconoscono. I faith-bait possono essere mossi dalle più svariate motivazioni: oltre al banale desiderio di accettazione, il loro comportamento può rispondere a una forte esigenza di identificazione e appartenenza. La suggestione di sentirsi parte di qualcosa è spesso più forte della razionalità. Ma talvolta capita che qualcuno finga di professare una certa convinzione semplicemente per accedere a un punto di osservazione privilegiato su un certo fenomeno o una certa comunità, virtuale o non. I faith-bait, come pure i gender-bait ma più facilmente di questi ultimi, possono essere degli embedded e la loro definizione può quindi sfumare attraverso la gamma del giudizio dall’accezione negativa (tipica di una personalità complessata, dissociata, etc.) a quella positiva (tipica invece di una tendenza all’indagine e all’esplorazione).

    - Age-bait: categoria che comprende quanti fingono un’età diversa dalla loro età anagrafica. I più vecchi si spacciano per giovani imberbi nel tentativo di aggirare i filtri critici degli altri utenti, accattivandosene le simpatie, pronti ad approfittare dell’abbassamento della soglia analitica o della sospensione dell’incredulità al fine di inassarne il consenso e/o il sostegno e/o l’ammirazione. I più giovani si fingono più vecchi per ostentare l’autorevolezza che può derivare da un’esperienza e da conoscenze di cui difettano, ma che potrebbero risultare implicite o almeno attendibili in virtù di un ingannevole diritto di anzianità. In entrambi i casi, sia che si aspiri all’innocenza sia che si pretendano stima e prestigio, si tratta di un atteggiamento assunto al fine di colmare le proprie lacune culturali, emotive e/o relazionali. Per questo, pur partendo dalle premesse alterate delle precedenti due, in definitiva è la categoria meno costruttiva delle tre e con i gender-bait tende a rivelarsi la più opportunista.

    L’oceano virtuale è pieno di plancton, ma anche di pesci più o meno grossi, più o meno disposti ad abboccare. E in qualità di pesce, nessuno di noi può aspirare alla visione completa della situazione, ignorando tutto ciò che si muove e agita sulla superficie. Diffidate quindi delle simulazioni: la prossima esca potrebbe essere per voi.