Archive for the ‘Agitprop’ Category

A case of coscience

Posted on Giugno 10th, 2011 in Accelerazionismo, Agitprop | No Comments »

Domenica e lunedì: perché non fare come se fossimo tutti su Pandora?

Referendum 2011

Posted on Giugno 9th, 2011 in Accelerazionismo, Agitprop | 2 Comments »

Scommetto che una parte di voi si aspettava da me questo post, anche se con il ritmo di aggiornamento dello Strano Attrattore che è invalso negli ultimi tempi nessuno si sarebbe sorpreso se avessi lasciato correre l’occasione. E invece, alla luce del becero spettacolo che ci hanno offerto gli organi d’informazione nazionali (TV in primis, altra cosa che non dovrebbe sorprendere nessuno), per me questa sortita sui referendum è diventata fondamentale. Le campane filogovernative dei sostenitori del NO, vale a dire degli oppositori ai quesiti referendari, hanno suonato ancora una volta a lutto: il corpo da piangere, ovviamente, era quello della democrazia.

Non ricordo che mai prima si era toccato come in questi ultimi anni un simile disprezzo per l’intelligenza e i diritti dei cittadini italiani. Ma d’altro canto, come insegnò l’esperienza dei referendum sull’impiego delle staminali nella ricerca e sulla procreazione assistita, questo è un Paese che ha già dimostrato di saper dare il peggio di sé in occasione simili. Non credo sia un caso. Dopotutto, il referendum è la vera arma che la Costituzione ha messo nelle mani dei cittadini per delegittimare i loro rappresentanti politici: se le elezioni politiche ci consentono di scegliere un candidato, il referendum ci consente di farne bellamente a meno, mettendoci in condizione di pronunciarci direttamente su un tema specifico e, nel caso dei referendum abrogativi (come questi per cui saremo chiamati alle urne domenica prossima 12 giugno e lunedì 13), di esprimere implicitamente un giudizio sull’operato del legislatore, confermando o rimuovendo dall’ordinamento le disposizioni stabilite dai nostri rappresentanti stipendiati. Consistendo in uno strumento di democrazia diretta, il referendum costituisce il momento più nobile, importante e gratificante nella vita politica del cittadino. Read the rest of this entry »

Sulla Murgia, sotto i venti di Jupiter

Posted on Maggio 3rd, 2011 in Agitprop, Criptogrammi | 3 Comments »

Ricorderete forse la storia delle basi missilistiche allestite tra la Puglia e la Basilicata nella prima metà degli anni ‘60, nell’ambito dell’operazione “Pot Pie” della NATO. Vennero costruite sulla Murgia dieci basi e ciascun campo dei missili disponeva di tre Jupiter SM-78, equipaggiati con testate nucleari da 1,44 megaton.

In calce ai commenti di quell’articolo di poco più di un anno fa, Francesco Cavallo mi segnala ora l’apertura di un sito dedicato alla classificazione delle aree (con tanto di schede), ricco di informazioni utili, cronache e articoli d’opinione. Si chiama Murgia Jupiter e contiene chicche assolutamente eccezionali come gli schemi delle basi (qua sopra un assaggio), filmati sui missili Jupiter e testimonianze video raccolte sul posto. Come il documento sulla base di Irsina (da altre fonti collocata nel territorio del comune di Tolve), registrato dalle videocamere Ola Channel.

Jupiter, l’ex base missilistica di Tolve from olachannel on Vimeo.

Viaggi nel tempo al bando

Posted on Aprile 11th, 2011 in Agitprop, Fantascienza, Micro | 1 Comment »

La famigerata SARFT è tornata a colpire. Dopo Tang Wei, bersaglio di un editto dell’agenzia cinese preposta al controllo culturale sui mass media, è notizia della settimana scorsa (rimbalzata anche su Boing Boing, ringrazio Lanfranco Fabriani per la segnalazione) che nelle maglie della censura governativa è incappato niente meno che un tòpos tra i più classici della fantascienza: il viaggio nel tempo.

Negli ultimi tempi l’espediente è diventato particolarmente popolare, visto il suo diffuso utilizzo in fiction e pellicole di successo a partire da Shen Hua. Ma per le autorità di Pechino, dato il suo potenziale irriguardoso nei confronti della storia, il viaggio nel tempo sarebbe da condannare e rigorosamente da evitare nelle future produzioni.

Gli sceneggiatori sono avvisati: giù le mani dalla macchina del tempo! Per rispetto della storia. O semplicemente per risparmiare agli spettatori la fatica che deve aver sperimentato qualche solerte funzionario nel suo personale approccio con il tema.

[Nell'immagine: Time Machine Clockwork, by Pierre J.]

150 anni d’Italia: ancora Mille!

Posted on Marzo 17th, 2011 in Agitprop, Criptogrammi, False Memorie | No Comments »

Non posso lasciar correre la ricorrenza senza apporre due parole (davvero due) a questa data. E a giudicare da quanto si legge oggi in giro, sui social network e i blog della rete, non sono il solo. Il compagno Fazarov, per esempio, da par suo ha voluto commemorare l’anniversario del 150° anno dell’Unità d’Italia con questa sfiziosa scorribanda su e giù per il filo della storia (con tanto di guerre segrete temporali intuibili dietro le quinte, sulla scia delle ormai consuete rivendicazioni di parte). E la prospettiva fantascientifica forse offre ancora una volta l’angolazione migliore da cui guardare la realtà.

Oggi, con quello che sta succedendo nel mondo, dalle rivolte e repressioni in corso nel mondo arabo alla crisi nucleare che ha fatto seguito allo tsunami che ha travolto il Giappone, non trovo abbia molto senso festeggiare. Però la celebrazione della ricorrenza può passare anche attraverso forme meno manifeste, attraverso il semplice - ma se è davvero così semplice, non si capisce perché sia anche così raro - tributo della memoria.

Se oggi, fatte le debite eccezioni legate alle anomalie prettamente nostrane e di cui bisogna rendere atto alla nostra emerita classe dirigente, vivere in Italia non è poi così diverso da qualsiasi altra nazione occidentale, lo dobbiamo a una manciata di generazioni di patrioti e sognatori che intorno alla metà del XIX secolo credettero che un’Italia diversa da quella in cui erano nati e cresciuti, un’Italia unita e unica, capace di confrontarsi alla pari con le altre entità nazionali europee, fosse possibile. Un’idea accarezzata per secoli e continuamente sfumata grazie alle partigianerie e ai particolarismi da sempre fieramente difesi in ogni angolo della penisola. Ma che quell’Italia nata dall’impresa garibaldina sia oggi ancora unita, malgrado tutto e tutti, sulle nostre cartine geografiche, è a maggior ragione la materializzazione di un’idea fantascientifica. Un’impresa, dunque, capace di protrarsi ben al di là dello spazio temporale del processo di unificazione vero e proprio. Dopotutto, come sa bene ogni manutentore, il problema è sempre quello di tenere in marcia l’opera dell’ingegno, al di là delle fasi di progettazione e realizzazione.

E allora, senza retorica, oggi andrebbero ricordati tutti i nostri padri, nonni e avi caduti sul campo per tutta la durata di questi 150 anni, tutte le madri e madrine d’Italia, tutti i precursori del cui sogno noi oggi rappresentiamo, nel bene e nel male, la realizzazione. Loro potrebbero non essere altrettanto fieri di noi, ma noi dovremmo essere orgogliosi di loro. E magari impegnarci per dimostrarci alla loro altezza e, se davvero basteranno meno di 150 anni per veder svanire quel sogno antico ma audace portato a compimento dai Mille, saperci meritare anche noi sul campo la fama negativa dei briganti.

Il rebus delle rinnovabili & l’ombra del nucleare

Posted on Febbraio 9th, 2011 in Accelerazionismo, Agitprop, Futuro, Transizioni | 1 Comment »

Per una volta lascio che il lavoro scivoli nel bacino d’attrazione del blog: in questo post parlerò di fonti rinnovabili, nucleare e manovre più o meno occulte per orientare l’umore dell’opinione pubblica. L’occasione la offrono i recenti articoli apparsi sulla stampa nazionale, con un’operazione che lascia intuire la sua natura lobbistica. Quello che difetta alla campagna, tuttavia, è un necessario requisito di trasparenza, e dispiace vedere che a incapparvi sia stata anche una testata come Repubblica, che invece va solo elogiata per le inchieste che porta avanti. Ma evidentemente anche Repubblica ha un editore e degli azionisti da foraggiare, per cui eccoci alle prese con quella che ancora una volta si mostra come un’iniziativa di propaganda grigia. E lo Strano Attrattore, ormai lo sapete, aderisce alla campagna autopromossa a favore dello smacchiatore di propaganda. Come antidoto alla disinformazione, ecco quindi la vostra razione quotidiana di controinformazione.

Gli articoli sotto osservazione sono questi:

La Consulta: per l’impianto serve il parere delle Regioni (2 febbraio 2011)
Rinnovabili, c’è il rischio stangata: “5,7 miliardi nella bolletta degli italiani” (7 febbraio 2011)
Confindustria: “L’efficienza vale 800mila posti di lavoro” (8 febbraio 2011)

Leggete gli articoli o accontentatevi di questa sintesi. All’annuncio della stangata assestata al piano nucleare del Governo dalla Corte Costituzionale, che ha giudicato illeggittimo l’articolo che escludeva le Regioni dal coinvolgimento in sede antecedente alla Conferenza unica per l’autorizzazione degli impianti (una sorta di deroga a quanto già accade oggi, cucita su misura per il nucleare), è seguita dapprima una stoccata dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (che dà conferma di un atteggiamento generalmente contrario non solo alla promozione, ma anche solo alla tutela del settore delle energie rinnovabili, in cui l’AEEG da qualche tempo a questa parte si sta fieramente distinguendo), con un proclama allarmista di stampo pseudo-terroristico (della serie: “attenzione, consumatori, vi stanno derubando con la scusa dell’ambiente!”), giusto per continuare ad alimentare lo stato di psicopatologia di massa che regna nell’Italia degli anni Dieci; e a stretto giro è arrivato anche l’affondo di Confindustria, che assesta un colpo al cerchio e uno alla botte e attacca sia il Governo per le sue politiche schizofreniche in materia, facendo ancora una volta la voce grossa con una creatura ormai visibilmente allo sbaraglio, sia gli operatori delle rinnovabili, rilanciando l’attualità del tema del momento: il nucleare.

Esonerato il Governo per manifesta incapacità di intendere e di volere, sul banco degli imputati troviamo quindi solo le care, vecchie, vituperate energie rinnovabili: eolico, fotovoltaico (protagonista di un boom in larga misura inatteso, e sicuramente mal gestito dagli organi di controllo del settore), biomasse, idroelettrico. L’accusa: pomperebbero i costi delle bollette dell’energia elettrica degli italiani attraverso la componente A3 degli oneri di sistema, che tiene conto degli incentivi CIP6 istituiti nel 1992 per sostenere lo sviluppo delle rinnovabili in Italia. Peccato però che, con il tipico magheggio all’italiana, il CIP6 sia finito a incentivare sia le fonti rinnovabili vere e proprie e che le cosiddette assimilate e che il legislatore abbia avuto l’arguzia e lungimiranza di infilare in questa innocua aggiunta tanto i termovalorizzatori, ovvero gli impianti di incenerimento della frazione non biodegradabile dei rifiuti solidi urbani (in pratica, i rifiuti indifferenziati sono stati considerati assimilati in quanto prodotti da un processo derivato da fonti rinnovabili, in aperta violazione delle direttive europee), che l’energia prodotta dalla combustione degli scarti di raffineria. In pratica, con la componente A3 delle nostre bollette (pari al 6-7% del costo totale) noi italiani non paghiamo solo per lo sviluppo del settore delle rinnovabili, ma anche per la sua penalizzazione nell’ambito di un sistema che è andato a privilegiare, negli anni, la costruzione di centrali che con il vento, il sole, l’acqua e le biomasse non avevano niente a che vedere. Ma la colpa, secondo l’Autorità e il gruppo di pressione in elefantiaco movimento in queste ultime settimane (ricordate il forum nucleare e la sua pubblicità pagata dagli italiani, sì?), sarebbe delle rinnovabili. (Tra l’altro, per dovere di cronaca, mi sembra che da 7-8 anni non venga più costruito un solo impianto eolico in ambito CIP6, semplicemente perché il mercato dei certificati verdi introdotto all’inizio dello scorso decennio si è rivelato più remunerativo sul lungo periodo. Di conseguenza gli incentivi CIP6, della durata di 8 anni, a cui vanno ad aggiungersi ulteriori 7 anni di tariffa agevolata, sono tutti scaduti o prossimi alla scadenza).

L’obiettivo malcelato è quello di rilanciare l’immagine del nucleare come opportunità. Ma chi ne trarrebbe davvero vantaggio? Di certo non il consumatore (l’utente finale, lo chiamano, anche in questo caso), che nella bolletta si vedrebbe semplicemente sostituire una voce con un’altra, smettendo di incentivare le rinnovabili e cominciando a incentivare il nucleare. Di certo non il sistema, che conta già sufficiente capacità di generazione installata (101 GW nel 2009) per fronteggiare il carico massimo previsto da Terna in uno scenario di sviluppo (72 GW). I dati sono presi da Wikipedia. Il sospetto si orienta quindi verso quei soggetti che magari sono arrivati tardi sulla torta delle rinnovabili e contano di ripetere l’exploit in un settore ancora più remunerativo (intorno agli impianti nucleari, è facile immaginarlo, si svilupperebbe tutto un circo di società di consulenza e organi di controllo per garantire agli onesti cittadini la più assoluta incolumità…), oppure sui colossi nazionali dell’energia che partecipando a un piano strategico per il Paese consoliderebbero il loro ruolo di operatori sul mercato interno (tagliando fuori le piccole e medie imprese che invece hanno saputo più agilmente cavalcare l’onda delle rinnovabili). Una sorta di vendetta di Golia contro Davide, insomma.

Bastano ancora una volta un paio minuti di navigazione su Wikipedia per identificare gli attori in scena e farsi un’idea un po’ più precisa della commedia delle parti in atto. A partire dall’Authority e dai suoi vertici: nell’ipertrofico accumulo di poltrone che contraddistingue il tentacolare connubio tra politica e impresa italiana, sia il presidente che il commissario dell’AEEG attualmente in carica risultano essere o essere stati infatti consiglieri della Sogin. La Sogin (per l’esattezza: Società per la Gestione degli Impianti Nucleari) è una S.p.A. costituita nel 1999 e controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per seguire le fasi di decommissioning (ovvero controllo, smantellamento degli impianti, decontaminazione e gestione scorie) delle centrali nucleari italiane spente in esecuzione del referendum del 1987. E a proposito di costi per i cittadini: provate a indovinare chi finanzia questa azienda istituita per il benessere degli italiani post-nucleare?

Potete trovare un indizio nelle vostre bollette. La componente che fa al caso nostro si chiama questa volta A2, riguarda gli oneri di sistema per lo smantellamento delle centrali nucleari, e nel 2009 pesava per 500 milioni di euro. Sempre in bolletta potrà capitarvi di inciampare in un’altra sigla esoterica: MCT. Si tratta delle misure di compensazione territoriale, che vanno a costituire la cassa con cui i governi di domani cercheranno di evitare eventuali future sollevazioni popolari, lubrificando i conti del comune che verrà estratto a sorte dalla Lotteria dell’Eternità per ospitare il sito nazionale di stoccaggio delle scorie nucleari (scongiurando dunque una nuova Scanzano Jonico). Altri 500 milioni di euro stimati ogni anno, versati dagli “utilizzatori finali” italiani. Ma attenzione al delirio di onnipotenza che potrebbe ispirarvi questa prestigiosa etichetta: in questo caso, il passato e il futuro sono non solo degli oneri che pesano sui nostri bilanci familiari, ma anche ipoteche sulle teste dei nostri figli. Qualcuno cercava di ricordarcelo neanche troppo tempo fa.

Viva l’Italia!

Quando serve, il quarto potere risponde

Posted on Febbraio 3rd, 2011 in Agitprop, Stigmatikos Logos | No Comments »

Al TG1 delle 20.00 del 2 febbraio 2011, tra le altre amenità elargite dalla voce del Sistema, l’Italia scopre di essere stata governata dal PCI per ben 12 anni, dal 1980 al 1992. Per benedizione governativa, lo si apprende nel 150° anno di esistenza di questa cosa chiamata Italia e si ha la sensazione di trovarsi davanti a un addendum ai misteri di Fatima. Alla faccia di ogni correttezza storica e deontologia professionale, la cornice pseudo-giornalistica che ospita questa perla si è limitata a svolgere il ruolo di contorno e scenografia a cui si è voluta ridurre da un paio di anni a questa parte. Poche volte ho provato altrettanta vergogna davanti all’inettitudine e malafede altrui, come davanti a questa celebrazione dello spirito servile, che mi auguro non sia lo specchio dell’elettroencefalogramma del Paese.

Ma non disperiamo… Prevalga l’Italia, concittadini!

La sovrapposizione finzione/realtà: l’immaginario interpreta il mondo

Posted on Gennaio 16th, 2011 in Accelerazionismo, Agitprop, Nova x-Press | 3 Comments »

Non avrete da me ulteriori parole da aggiungere alla marea montante di commenti che da circa 48 ore a questa sta sommergendo la rete italiana. Non avrete parole se non una, che per me è la parola-chiave: indignazione. Se in queste ore anche voi:

a. state partecipando del clima di indignazione per i risultati del referendum di Mirafiori sortiti dal ricatto dell’ennessimo, brillante esponente di quella genia di uomini nuovi di successo che tempo fa, in uno dei tanti raptus, indicavo come Imprenditori Cannibali, e che oggi riscuotono il plauso generale di capi di governo e capitalisti come lui, ormai sempre più scollati dal mondo di cui loro per primi sono responsabili, e con loro i dirigenti di una classe politica prona e connivente;

b. state seguendo, malgrado tutto con incredulità crescente, gli sviluppi dell’inchiesta sull’allegra condotta criminale del Premier, accusato di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile (e a questo proposito va segnalata d’ufficio la meritoria copertura giornalistica che stanno dedicando alla vicenda Giuseppe D’Avanzo e Piero Colaprico - qualche esempio quiquiqui, qui - scrivendo forse le pagine più significative della cronaca di questo ventennio morbido, ma triste e grottesco, che sembra ormai volgere al termine);

allora non ho davvero altro da aggiungere: condividiamo la stessa indignazione, viaggiamo sulla stessa lunghezza d’onda, riusciamo a capirci anche senza dover spendere fiumi di inchiostro.

Però il commento di Eugenio Scalfari mi ha ricordato che già quarant’anni fa la coppia più rivoluzionaria del cinema italiano, formata dal grandissimo Elio Petri e dall’incommensurabile Gian Maria Volonté, aveva fotografato lo squallore dei nostri giorni. L’abuso di potere ritratto in Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1969, Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes e Premio Oscar per il miglior film straniero) e l’obbedienza della classe lavoratrice estorta con il ricatto ne La classe operaia va in paradiso (1971, Grand Prix al Festival di Cannes) forniscono, attraverso le rispettive declinazioni del paradigma del controllo, due lucidissime interpretazioni delle dinamiche che abbiamo subito passivamente o - peggio - consapevolmente attraverso i decenni, e che ci hanno portato a regredire, sulla soglia della seconda decade del XXI secolo, a diritti degni della servitù della gleba della Russia zarista.

La gente che ha ancora la forza, il coraggio, l’impulso di battere un ciglio di fronte a questo squallido panorama è sempre di meno. Adesso abbiamo la televisione, per parafrasare il produttore del Big Brother in Dead Set, perché protestare? E allora consiglio di visione: stasera, su Rai Movie, non fatevi scappare alle 21.05 proprio Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Tanto, a questo punto, quando arriveremo alla resa dei conti di Todo modo (1975, altro capolavoro della premiata ditta Petri-Volonté) sarà comunque troppo tardi. Ma non disperiamo: magari potremo seguire anche quella in TV, sintonizzati dal comodo salotto di casa nostra.

Hasta siempre!

Propaganda grigia 2: pubblicità progresso

Posted on Gennaio 12th, 2011 in Accelerazionismo, Agitprop | 6 Comments »

- Sono favorevole a Berlusconi, perché in Italia le cose vanno male e un uomo di successo come lui ha le qualità per poterle cambiare.
- Io sono contrario, perché Berlusconi è il 74° uomo più ricco del mondo e un miliardario non sente il peso del bisogno e dell’indigenza, come dimostrano i suoi risultati.
- Dobbiamo dargli il tempo di cambiare le cose.
- Ha già avuto un decennio, e l’Italia sta peggio che nel ‘99.
- E’ stato ostacolato dai processi che lo vedono imputato.
- Un uomo onesto non finisce imputato per caso in oltre venti procedimenti giudiziari.
- E’ un caso di persecuzione patologica, lo dimostrano le assoluzioni che ha ottenuto.
- Ma non si contano nemmeno le prescrizioni e i casi di depenalizzazione dei reati di cui era accusato.
- Berlusconi è l’uomo di cui ha bisogno questo Paese!
- Dopo 65 anni, evidentemente il principale problema di questo Paese è tornato a essere far arrivare i treni in orario.

E tu, sei a favore o contro Berlusconi? O non hai ancora una posizione?

www.forumneurale.it

Campagna di sensibilizzazione delle coscienze umane, naturali e artificiali di prima, seconda e terza classe. Lo spot è stato offerto da: uno Strano Attrattore, lo smacchiatore ideale per una propaganda meno grigia.

Propaganda grigia 1: bispensiero nucleare

Posted on Dicembre 28th, 2010 in Accelerazionismo, Agitprop, Futuro, Kipple, Transizioni | 2 Comments »

Non riesco a stabilire se su questo spot abbia esercitato un’influenza maggiore Robocop oppure Starship Troopers.

Mi sembra comunque abbastanza chiaro che Verhoeven ha saputo anticipare la nostra attualità con una lungimiranza orwelliana.