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	<title>uno Strano Attrattore</title>
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	<description>Vivere il quotidiano nei termini più lontani.</description>
	<pubDate>Mon, 13 May 2013 08:26:37 +0000</pubDate>
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		<title>Codice morto: tecnologie e retrotecnologie</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 23:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Voglio tornare su Codice morto (a proposito, l&#8217;editore e Amazon hanno abbassato il prezzo a 0,89 euro, vale a dire un centesimo a pagina) per soffermarmi brevemente - dopo i luoghi che mi hanno ispirato - sulle tecnologie presentate nella novella. Uno dei temi alla base della storia è quello del contrasto, dell&#8217;incontro che degenera in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio tornare su <em><a href="http://www.amazon.it/Codice-morto-Capsule-ebook/dp/B00BZQPEXQ/ref=sr_1_1?s=digital-text&amp;ie=UTF8&amp;qid=1368310717&amp;sr=1-1&amp;keywords=codice+morto" target="_blank">Codice morto</a></em> (a proposito, l&#8217;editore e Amazon hanno abbassato il prezzo a 0,89 euro, vale a dire un centesimo a pagina) per soffermarmi brevemente - dopo i <a href="http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2013/03/30/codice-morto-i-luoghi/" target="_blank">luoghi</a> che mi hanno ispirato - sulle tecnologie presentate nella novella. Uno dei temi alla base della storia è quello del contrasto, dell&#8217;incontro che degenera in scontro: tra la biologia e l&#8217;artificiale, tra la carne e il sogno, tra l&#8217;uomo e la natura. Il tema è quindi declinato insistentemente su più livelli, e uno di questi livelli è la tecnologia.</p>
<p>Nel mondo di Mancini, che non è molto lontano dal nostro (idealmente lo posizionerei nell&#8217;orizzonte di un decennio dal presente), convivono tecnologie e retrotecnologie. I due esempi che vi porto sono rappresentativi di questa condizione ibrida. E&#8217; comunque opportuno anticipare, senza correre il pericolo di rovinarvi la lettura, che mentre la prima tecnologia che andrò a illustrarvi è puramente accessoria, ai fini della storia la seconda gioca invece un ruolo nodale.</p>
<p><strong>Pneumo-posta</strong>. Non è altro che la <strong>posta pneumatica</strong>, il caro vecchio sistema dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Posta_pneumatica" target="_blank">tubi di Lamson</a> visto nel capolavoro di <strong>Terry Gilliam</strong> <em>Brazil</em> (1985), ispirato da <strong>George Orwell</strong> (<em>1984</em>, ovviamente) e caro a tanta iconografia steampunk. Quando la pensai per <em>Codice morto</em>, ritenevo che la posta pneumatica fosse ormai un esperimento del tutto superato, perso nei meandri della storia e ricordato solo da una manciata di cultori di retrofuturo. Invece mi è toccato scoprire in seguito - grazie all&#8217;aggiornamento/completamento della v<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pneumatic_tube" target="_blank">oce wikipedica inglese</a> - che la tecnologia è lungi dall&#8217;essere assurta nell&#8217;empireo dei <em>dead media</em>, con buona pace per il vecchio zio Bruce Sterling, ma comunque in un tripudio di fascino ucronico che onora al meglio la <a href="http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2008/11/20/la-legge-di-riepl-e-lestinzione-dei-vecchi-media/" target="_blank">legge di Riepl</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img42.imageshack.us/img42/4530/rohrold4.jpg" alt="" width="450" height="339" /></p>
<p>Un po&#8217; come la Berlino della <em><a href="http://www.hwupgrade.it/articoli/sistemi/2089/rohrpost-viaggio-nel-tempo-nei-sotterranei-di-berlino_3.html" target="_blank">Rohrpost</a></em>, in <em>Codice morto</em> Potenza è attraversata da una Gabbia, in cui schizzano a velocità subsonica le comunicazioni tra i diversi utenti della rete. La pneumo-posta sostituisce sia la posta tradizionale che la rete, per ovviare agli effetti collaterali della Zona, che dalla sua comparsa irradia la città con un&#8217;emissione ionica che rende alquanto problematiche le comunicazioni elettroniche. Per lo stesso motivo, la città è servita da un efficiente sistema di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/TV_via_cavo" target="_blank">TV via cavo</a>, che a ben pensarci potrebbe fornire le basi per lo sviluppo di una rete di comunicazione schermata. Staremo a vedere. Comunque, per la sua natura puramente pretestuosa, come dicevo poco più sopra, la pneumo-posta è un dettaglio d&#8217;ambiente che svolge l&#8217;unica funzione di amplificare un contrasto, nella realtà deformata dallo specchio della storia.</p>
<p><strong>Sequenziamento del DNA</strong>. La padronanza acquisita nel settore della genetica ha permesso ad alcune strutture sovvenzionate dallo Stato, ma con legami sospetti con i colossi farmaceutici, di manipolare il cosiddetto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/DNA_spazzatura" target="_blank"><em>junk</em>-DNA</a>, ovvero il DNA spazzatura, quel 98% abbondante del nostro codice genetico che non codifica. In effetti, la definizione corrente (<strong>DNA non codificante</strong>, appunto) presuppone una conoscenza più vasta (o solo una più consapevole ammissione di ignoranza) di qualche anno fa. E come sempre la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Noncoding_DNA" target="_blank">voce wikipedica</a> esplora molte diverse ipotesi elaborate negli ultimi anni sulle sue possibili funzioni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://img17.imageshack.us/img17/7928/enotpoloskundnaistock.jpg" target="_blank"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img17.imageshack.us/img17/7928/enotpoloskundnaistock.jpg" alt="" width="450" height="270" /></a></p>
<p>Nella storia, il tema è fortemente connesso all&#8217;istituto dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Consultorio" target="_blank">consultori</a> per l&#8217;assistenza alla famiglia e alla maternità (Legge n. 405 del 29 luglio 1975) e al ruolo di tutela della gravidanza da questi successivamente assunto con la Legge n. 194 del 22 maggio 1978. Lo spunto per questa novella nasce dalla notizia di qualche tempo fa (be&#8217;, ormai saranno trascorsi dieci anni buoni e il recupero delle fonti è un po&#8217; disagevole, specie trattandosi di un articolo che ebbi modo di leggere su un quotidiano cartaceo) che in tutta la Basilicata restava un numero esiguo di medici disposti a praticare l&#8217;aborto, a fronte di una schiacciante maggioranza di obiettori: il che di fatto comportava una discriminazione su base territoriale a scapito dei diritti della donna.</p>
<p>La domanda da cui <em>Codice morto</em> nasce è stata: cosa succederebbe se una rete di cliniche semi-private offrisse servizi analoghi, sostituendosi ai consultori, per supplire alle mancanze del sistema sanitario pubblico verso i diritti di giovani (e bisognose) donne in gravidanza? E questa domanda si è portata dietro tutti gli inevitabili corollari sulla manipolazione psicologica, gli esperimenti clandestini e i sinistri intrecci di interesse con l&#8217;apparato militare da cui un&#8217;economia di mercato non può prescindere.</p>
<p>Non anticipo molto se vi dico che qualcuno risveglia qualcosa nel DNA non codificante dei bambini sottratti all&#8217;interruzione di gravidanza. Non dovrebbe rovinarvi la sorpresa nemmeno sapere che questo qualcosa, molto probabilmente, non vi piacerà proprio per niente.</p>
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		<title>Il senso del lemming per le fasi nuove</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 11:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il segretario, ormai dimissionario, ascolta in silenzio il ronzio subliminale del motore. Immerso nei pensieri, l&#8217;espressione corrugata. Mentre la città scorre attorno a lui, il riflesso del profilo nel vetro si sovrappone agli scorci di Roma ed è il ritratto impietoso di uno stato d&#8217;animo che si trascina da giorni.
Cosa diremo agli elettori? Non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il segretario, ormai dimissionario, ascolta in silenzio il ronzio subliminale del motore. Immerso nei pensieri, l&#8217;espressione corrugata. Mentre la città scorre attorno a lui, il riflesso del profilo nel vetro si sovrappone agli scorci di Roma ed è il ritratto impietoso di uno stato d&#8217;animo che si trascina da giorni.</p>
<p><em>Cosa diremo agli elettori? Non è più un mio problema, ecco&#8230; Almeno di quello, se non altro, ho smesso di preoccuparmi. Non che in effetti ci abbia mai messo il pensiero più di tanto: quella dovrebbe essere preoccupazione dei candidati del partito, coltivare le relazioni con la base, mantenere le linee&#8230; E&#8217; una trafila, dopotutto, l&#8217;abbiam fatta tutti&#8230; Ci son passato anch&#8217;io! Però, cazzarola, siam stati eletti, siam stati qua a sbatterci due mesi, cercando la quadra&#8230; Parla con questo qui, senti quello lì, ascolta quell&#8217;altro là&#8230; E Giorgio, sempre con le sue condizioni, le sue direttive&#8230; Va bene, è il Presidente, mica il Papa!</em></p>
<p>«Segretario, siamo arrivati».</p>
<p><em>Aspetta un po&#8217;&#8230; Non è il Papa, d&#8217;accordo, ma è già Presidente! Non è che basta lasciarlo lì, finché muore? Poi tanto il problema passa a qualcun altro. A quel punto non lo riguarderà più nemmeno a lui. Io non voglio più saperne niente&#8230; Mi rifaccio una vita, sui colli piacentini, mi godo la vecchiaia, la famiglia. Magari manterrò qualche contatto. Sentirò qualcuno, di tanto in tanto. Almeno per gli auguri&#8230; Natale, il compleanno&#8230; Si ricorderà di me?</em></p>
<p>«Da questa parte, segretario. Il Presidente la sta aspettando».</p>
<p><em>A proposito, una telefonata&#8230; Almeno quella, cazzarola, nessuno ha pensato di farla.</em></p>
<p>«Hai mica un cellulare da imprestarmi?»</p>
<p><em>Vediamo un po&#8217; la rubrica&#8230; Rispoli, Robida&#8230; Romiti! No, cazzarola, proprio non ce l&#8217;ho!</em></p>
<p>«Ecco, segretario».</p>
<p>«Oh, non fa niente&#8230; &#8217;si preoccupi&#8230;»</p>
<p>«Scusi?».</p>
<p>«Non si preoccupi&#8230;»</p>
<p><em>Niente, e vabbe&#8217;&#8230; Andata così&#8230; D&#8217;accordo, d&#8217;ora in avanti anche lui avrà i suoi problemi. Siam venuti giù noi, è solo questione di tempo. Nemmeno Mario, che lui sì c&#8217;ha una bella testa, riuscirà a tenere in piedi la baracca a lungo. Però, forse&#8230; In fondo siam nati lo stesso giorno lì! Magari si ricorda&#8230; Un bigliettino d&#8217;auguri, una cartolina.. Una di quelle sconce, che lui c&#8217;ha un gran spirito, almeno è capace di tirar su il morale!</em></p>
<p>«Allora, Pier&#8230; Ho letto sull&#8217;internèt. Che stai combinando?»</p>
<p>«Giorgio, guarda&#8230; Ho combinato un casino! Però avevo promesso una sorpresa, almeno quella lasciamela fare. Sarà il mio commiato dagli italiani, dalla politica, da tutto.  È davvero l&#8217;ultima proposta che faccio&#8230; Poi basta! Via, me ne vado, non mi vedete più!»</p>
<p>«Sentiamo».</p>
<p>«L&#8217;idea è semplice, e proprio per questo magnifica. Senti: tu Presidente della Repubblica, Monti al governo. Lo appoggiamo Silvio ed il PD».</p>
<p>«E poi?»</p>
<p>«E poi si vedrà. Se ne occuperà qualcun altro, no? Posso mica pensare io a tutto, adesso&#8230; Intanto la chiudiam qui. Poi, si apre una fase nuova! Non ti sembra?»</p>
<p>«Pier&#8230;»</p>
<p>«E? Dimmi&#8230;»</p>
<p>«Una fase nuova? Con me al Quirinale e Mario capo del governo?»</p>
<p>«Già. Ce lo chiedono&#8230;»</p>
<p>«Ah, sì? Chi ve lo chiede, Pier&#8230; si può sapere?»</p>
<p>«Gli elettori&#8230;»</p>
<p>«Gli elettori, eh? Quelli grandi o quelli piccoli?»</p>
<p>«Quelli&#8230; <em>medi</em>».</p>
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		<title>Nel segno del lemming</title>
		<link>http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2013/04/20/nel-segno-del-lemming/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 22:02:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Agitprop]]></category>

		<category><![CDATA[Comunisti!]]></category>

		<category><![CDATA[lemming]]></category>

		<category><![CDATA[PD]]></category>

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		<description><![CDATA[Ok, l&#8217;analogia è vecchia, e trovo io per primo assurdo che la possa riciclare a distanza di 5 anni, con protagonisti diversi ma sempre in riferimento allo stesso gruppo dirigente, con immutata efficacia. Eravamo rimasti qui, l&#8217;ultima volta che mi ero disturbato a commentare su questo blog le scelte del Partito Democratico. Ci ritroviamo qui. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, l&#8217;analogia è vecchia, e trovo io per primo assurdo che la possa riciclare a distanza di 5 anni, con protagonisti diversi ma sempre in riferimento allo stesso gruppo dirigente, con immutata efficacia. Eravamo rimasti <a href="http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2008/09/14/a-scuola-dai-lemming/" target="_blank">qui</a>, l&#8217;ultima volta che mi ero disturbato a commentare su questo blog le scelte del Partito Democratico. Ci ritroviamo <a href="http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2013/04/19/102-bombe-h/" target="_blank">qui</a>. Ripercorriamo insieme le tappe, con l&#8217;invito a sfruttare lo spazio dei commenti per effettuare integrazioni o anche solo portare le vostre testimonianze.</p>
<p>1. Dopo i fasti dialettici delle primarie, il PD si è adagiato sui presunti allori di una vittoria già conquistata, rinunciando di fatto alla campagna elettorale. Ha dilapidato in questo modo il vantaggio riconosciutogli da tutti i sondaggi, consegnando il paese al più assurdo stallo della sua storia: tre forze politiche che sostanzialmente si equivalgono, senza nessun interesse (o possibilità) a dialogare l&#8217;una con l&#8217;altra per uscire dall&#8217;impasse.</p>
<p>2. L&#8217;ostinazione perseguita dal segretario nel tentativo di formare un governo, malgrado tutte le avversità, rimediando - tecnicamente parlando - schiaffi e sputi, come nel memorabile vertice in streaming con l&#8217;impresentabile delegazione del Movimento 5 Stelle.</p>
<p>3. Ovviamente, il grosso delle responsabilità di questi primi due passi falsi ricade quasi per intero sulle spalle del segretario, Pierluigi Bersani, eletto come il più competente tra i tecnici del Partito, e rivelatosi presto come il meno carismatico, efficace, concreto leader politico della seconda repubblica. Lui stesso credo che in questo momento non desideri altro che essere dimenticato, di essere consegnato all&#8217;oblio insieme alla storia del PD, al più presto. Ma purtroppo temo che un ruolo non irrilevante, negli ultimi 4-5 mesi, sia stato giocato anche dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, persona che stimo (e che ho sempre potuto vantare come la mia prima preferenza espressa nell&#8217;urna). Ebbene, prima il veto presumibilmente posto a Bersani sull&#8217;ipotesi di alleanza tra PD-SEL-CD e la sgangherata Rivoluzione Civile di Ingroia per i conflitti avuti con quest&#8217;ultimo (che comunque avrebbe potuto scompaginare gli equilibri precari venutisi a formare con l&#8217;esclusione di RC dalle soglie di sbarramento), e successivamente l&#8217;imposizione a trovare una convergenza più ampia possibile nella scelta del suo successore (spingendo Bersani a una trattativa francamente improponibile sia con il cinismo berlusconiano di lungo corso sia con l&#8217;arroganza numericamente ingiustificata di Monti &amp; Soci), hanno certamente scaraventato il segretario nella polvere dell&#8217;arena: non per battersi come un gladiatore, ma per essere sbranato dai leoni. La crisi di nervi degli ultimi giorni - palesata nell&#8217;abbraccio immondo con un Angelino Alfano disorientato e stupefatto lui per primo da tanta dimostrazione d&#8217;affetto - lo testimonia al di là di tutte le parole e i sospetti possibili.</p>
<p>4. Malgrado le eventuali interferenze presidenziali, resta tuttora incomprensibile la chiusura di Bersani e di tutta la classe dirigente del PD alla candidatura di Stefano Rodotà. E&#8217; una di quelle preclusioni che sfuggono alla mia capacità di comprensione, così come a quella di milioni di italiani. Il PD è stato capace di farsi rubare dal M5S, e da quello stesso Grillo che solo poco tempo fa veniva additato dallo stesso Rodotà come un pericolo per la democrazia, un candidato non solo dignitosissimo e presentabilissimo, ma appunto sopra le parti, forte di una reputazione interna e internazionale con pochi rivali. A meno che dietro la resistenza bersaniana non ci sia del risentimento per il trattamento subito al punto 2, non si riesce davvero a capire perché il PD non possa votare Rodotà, almeno in larga parte: continuando a ipotizzare un centinaio di franchi tiratori, la somma dei voti di quel che resta dei democratici, SEL e M5S dovrebbe bastare per il quorum. Eppure ancora in queste ore (23.31 del 19 aprile) si parla di trattative in corso per trovare una convergenza con Monti.</p>
<p>5. La scelta dei nomi da immolare sull&#8217;altare democratico ha dell&#8217;incredibile. Il processo adottato da Bersani è in assoluto il più tortuoso e ricco di insidie che si potesse immaginare. Dapprima Bersani si è recato a rapporto da Berlusconi, presentando una rosa di nomi e lasciando all&#8217;acerrimo nemico la scelta di quello più inoffensivo per i suoi scopi. Promettendo nel frattempo sorprese e fuochi pirotecnici. E quindi finendo immancabilmente per deludere tutti: opinione pubblica, elettorato, larghe fasce del partito stesso, alleati. Non uno dei nomi pensati (Marini, D&#8217;Alema, Amato, Mattarella, Finocchiaro) avrebbe potuto reggere il peso del cambiamento per cui l&#8217;elettorato italiano esterno al centrodestra ha voluto esprimere la propria esigenza alle elezioni del 24-25 febbraio. Mancato l&#8217;obiettivo dei 2/3 dei voti e non solo per via di SEL (che comprensibilmente ha invece votato per affinità storica, credibilità e senso della decenza per Rodotà) il PD come sempre ha optato per la scelta più conservativa: Bersani è tornato temporeggiatore e ha deciso per la scheda bianca. Quando il quorum si è abbassato alla soglia della metà più uno, ecco il nuovo colpo di genio: sparigliare tutto e puntare sulla soluzione più divisiva possibile, Romano Prodi. Prodi avrebbe spaccato l&#8217;Italia, c&#8217;è una parte intera di paese che è stata sobillata per anni contro la sua figura dal grande sobillatore Berlusconi, che infatti ha sempre visto in lui l&#8217;unica seria minaccia politica alla propria egemonia, ma - credevano e personalmente continuo a credere - avrebbe saputo dimostrare con l&#8217;operato sul campo la propria idoneità al ruolo. Peccato che Bersani non avesse fatto i conti con il suo stesso partito: uno su quattro dei suoi uomini, infatti, dopo aver applaudito la sua scelta, hanno votato contro nel segreto dell&#8217;urna. Bruciando di fatto la candidatura della personalità politica più stimata nel mondo tra tutte quelle espresse dal centrosinistra. Un vero capolavoro, non c&#8217;è che dire.</p>
<p>6. Il metodo stesso seguito per definire i nomi da immolare è difficile da credere. Bersani ha praticamente deciso tutto da solo. E lo ha fatto con il carattere esitante, titubante, che gli abbiamo visto esprimere per tutta la durata della sua segreteria. Con continui cambi di rotta, lunghe pause bianche, senza esprimere una linea definita. Il ritorno alla scheda bianca dalla prima votazione di domani mattina è emblematico in tal senso. E trovo in tutta sincerità imbarazzante che da tutto il suo &#8220;entourage&#8221; non si sia levata una sola voce capace di convincerlo dell&#8217;inefficacia di questa strategia, un solo consiglio credibile che lo invitasse a cambiare metodo, a sfruttare le opzioni di collegialità offerte da un grande partito, di mediare prima di tutto tra le diverse anime del PD e anche con gli alleati, e poi condividere all&#8217;esterno la soluzione. Invece i focolai si sono accesi sempre di più, le scaramucce sono degenerate in vere e proprie battaglie intestine, e il PD si è ritrovato a essere quel panorama balcanizzato di rovine che contempliamo con stupore dallo scorso pomeriggio.</p>
<p>Infine un auspicio. Le dimissioni erano ovviamente il minimo che potessimo aspettarci. A tarda sera sono arrivate, cosa nemmeno tanto scontata per come sono state condotte le vicende finora. Ma la nuova fase dovrà passare per un autentico svecchiamento dell&#8217;apparato. Il PD forse si spaccherà, andrà in frantumi, forse alle prossime elezioni due o più soggetti prenderanno il suo posto sulle schede elettorali. Spero almeno che sia definitivamente tramontata l&#8217;illusione di un centro-sinistra col trattino, perennemente all&#8217;inseguimento di un elettorato moderato forse estinto, sicuramente non pervenuto alle ultime elezioni. Se il centro-sinistra senza Prodi non ha mai saputo esprimere una vocazione capace di trascendere i confini di campo, allora che si torni a una sinistra vera, autentica, capace di esprimere un punto di vista e una visione del mondo tanto nei temi dell&#8217;economia che della società, del progresso, della cultura, e lasciamoci indietro questi venti anni di inutili complicazioni e sofferenze. Guardiamo avanti, consapevoli che la strada è lunga, ma ormai anche consci che le volte che ci è stata mostrata breve era sempre e solo per seguire le scorciatoie personali di qualcuno, e mai nell&#8217;interesse più generale del Paese.</p>
<p>A soffrire, ci siamo abituati. Torniamo almeno a farlo per una ragione valida.</p>
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		<title>102 bombe H</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 21:03:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al quarto scrutinio dell&#8217;elezione del Presidente della Repubblica, l&#8217;unico leader del centrosinistra italiano che è sempre riuscito a sconfiggere il rappresentante del principale schieramento avversario (parafrasando la ridicola definizione adottata da Veltroni nel corso della sua campagna elettorale da candidato premier, risultata immancabilmente perdente), nonché ispiratore e fondatore di quella cosa che per qualche anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al quarto scrutinio dell&#8217;elezione del Presidente della Repubblica, l&#8217;unico leader del centrosinistra italiano che è sempre riuscito a sconfiggere il rappresentante del principale schieramento avversario (parafrasando la ridicola definizione adottata da Veltroni nel corso della sua campagna elettorale da candidato premier, risultata immancabilmente perdente), nonché ispiratore e fondatore di quella cosa che per qualche anno è stata conosciuta come Partito Democratico, senza che i contorni e gli scopi risultassero peraltro mai afferrabili ai comuni mortali, suoi elettori inclusi, è stato affossato dal suo stesso partito.</p>
<p>I numeri per una volta forniscono le proporzioni del disastro. Qualche defezione era stata messa in conto, e già questo era un primo passo francamente imbarazzante. D&#8217;accordo, anche Gesù Cristo ha avuto i suoi traditori, come pure - immagino - in qualche altra tradizione sia capitato a Buddha, a Maometto o a Confucio. Ma qui stiamo parlando di cose un po&#8217; meno epiche, e di questioni di certo meno trascendenti, ovvero della tenuta politica di un progetto. E se una persona viene investita di un incarico parlamentare o comunque rappresentativo dal suo partito, si presume che si riconosca almeno nei presupposti del partito che deve rappresentare. Quei presupposti che, sul piano ideale della carta degli intenti, recano la firma di una sola persona: <strong>Romano Prodi</strong>.</p>
<p>In questo memorabile 19 Aprile 2013, che verrà ricordato come l&#8217;ultima vera Caporetto del centrosinistra italiano (ancora più delle elezioni del 24-25 febbraio scorsi, ancora più della giornata di ieri), lo stesso Romano Prodi è stato affossato non da una manovra del nemico di sempre, non dalle insidie della dialettica politica, bensì, come nella più classica delle tragedie, da una trappola interna di cui sfuggono ancora i contorni precisi, ma della cui paternità sono indiziati due o tre nomi, che altro non sono che i nomi di sempre. Ma torniamo ai numeri, per realizzare le dimensioni della disfatta. La candidatura di Prodi non è saltata per una manciata di voti, ma per il mancato sostegno di 102 voti. 102 senatori, deputati e rappresentanti regionali che, anziché votare l&#8217;iniziatore del progetto per cui dovrebbero lavorare, hanno preferito per calcolo, opportunismo o incoscienza (tutto è ancora da dimostrare) di votare qualcun altro.</p>
<p>102 voti contrari, che fanno più rumore nel silenzio dell&#8217;urna di 102 testate nucleari.</p>
<p>Perché stamattina, appena il loro segretario - da un paio di giorni in evidente stato confusionale - ha reso pubblica la sua candidatura, quei 102 grandi elettori, insieme ai colleghi di partito, si sono alzati in piedi e come gli altri hanno applaudito.</p>
<p>Da elettore del centrosinistra penso di non aver mai provato la vergogna  e l&#8217;impotenza che provo oggi. E - purtroppo - sono certo di non essere il solo. Allo sconforto si somma la rabbia alla notizia che dalla riunione di partito di questa sera è emersa come unica linea politica per il quinto turno quello di esprimere scheda bianca. Che è un po&#8217; come lasciare il campo agli altri, trattenendo però il pallone (in quanto, numericamente, senza l&#8217;appoggio del PD, anche la convergenza di tutte le altre forze politiche - cosa per altro non realizzabile vista l&#8217;eterogeneità delle proposte del Movimento 5 Stelle e degli altri - non produrrebbe la maggioranza). Una cosa che, a fronte della candidatura di <strong>Stefano Rodotà</strong> - persona integerrima, giurista stimato, uomo delle istituzioni apprezzato da larghe fasce della società civile, come dimostra appunto la sua candidatura  da parte del M5S - risulta oltremodo incomprensibile.</p>
<p>A me le cose che non riesco a capire, malgrado tutti gli sforzi e i tentativi, non sono mai piaciute. Anzi, mi fanno da sempre incazzare. E non bastano le dimissioni dell&#8217;intero gruppo dirigente a farmela passare, perché penso che i 9 milioni di cittadini che li hanno votati, e tutti gli altri italiani con cui coabitiamo in questo grande condominio ormai pieno di vizi e povero di prospettive, meritino di più. Meritiamo tutti di essere trattati meglio, da persone intelligenti quali fino a prova contraria siamo. E dall&#8217;altro lato ci ritroviamo invece interlocutori sempre meno affidabili, sempre più confusi, sempre più ostinati a mantenere una condotta che sfugge alla comprensione umana.</p>
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		<title>Linee di flusso</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2013 19:00:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho visto circolare questo diagramma sui soliti social network (l&#8217;ho scoperto grazie a Vanamonde). Ed era troppo bello per non condividerlo anche qui&#8230; C&#8217;è davvero tutto: il loop di causalità, il principio di autoconsistenza di Novikov, il multiverso, la premonizione. In una parola: stupefacente. Cliccate e godetevelo!

Dei film citati, personalmente ne ho visti 22. Mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto circolare <a href="http://ilovecharts.tumblr.com/post/47782295608/time-travel-in-movies" target="_blank">questo diagramma</a> sui soliti social network (l&#8217;ho scoperto grazie a <a href="http://vanamonde.net/blog/" target="_blank">Vanamonde</a>). Ed era troppo bello per non condividerlo anche qui&#8230; C&#8217;è davvero tutto: il <em>loop </em>di causalità, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_auto_consistenza_di_Novikov" target="_blank">principio di autoconsistenza di Novikov</a>, il multiverso, la premonizione. In una parola: <em>stupefacente</em>. Cliccate e godetevelo!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://img109.imageshack.us/img109/4896/tumblrmkzvn6kxvd1qa0uuj.jpg"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img109.imageshack.us/img109/4896/tumblrmkzvn6kxvd1qa0uuj.jpg" alt="" width="400" height="566" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Dei film citati, personalmente ne ho visti 22. Mi metterò con piacere in cerca dei restanti.</p>
<p style="text-align: left;">Esercizio per casa: visto che non è menzionato, prendiamo un film abbastanza famoso e vediamo dove collocarlo nel diagramma di flusso del viaggio nel tempo. Voi dove lo mettereste <em><a href="http://www.imdb.com/title/tt0111438/" target="_blank">Timecop</a> </em>di <strong>Peter Hyams</strong> (1994), con l&#8217;inossidabile <strong>Jean-Claude Van Damme</strong>?</p>
<p style="text-align: center;"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img854.imageshack.us/img854/6554/timecop19941.jpg" alt="" width="480" height="270" /></p>
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		<title>The long slow goodbye of El Bonko</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 13:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[The Player of Games]]></category>

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		<description><![CDATA[Per parafrasare il titolo di una canzone dei Queens of the Stone Age. La notizia sta facendo il giro della rete da qualche giorno, ma vista la sua natura &#8220;anticipatrice&#8221; non scadrà finché l&#8217;evento che annuncia non si sarà compiuto. E purtroppo, l&#8217;evento che annuncia non è per niente lieto: il pluripremiato, poliedrico, visionario, scrittore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per parafrasare il titolo di una <a href="http://www.youtube.com/watch?v=801Rwsxj_I8" target="_blank">canzone</a> dei <strong>Queens of the Stone Age</strong>. La notizia sta facendo il giro della rete da qualche giorno, ma vista la sua natura &#8220;anticipatrice&#8221; non scadrà finché l&#8217;evento che annuncia non si sarà compiuto. E purtroppo, l&#8217;evento che annuncia non è per niente lieto: il pluripremiato, poliedrico, visionario, scrittore scozzese <strong>Iain M. Banks</strong> (raramente come nel suo caso l&#8217;iperaggettivazione si rivela limitata per esprimere la portata dell&#8217;opera di un autore) ha annunciato sulle pagine web del suo editore di avere <a href="http://www.orbitbooks.net/2013/04/03/a-personal-statement-from-iain-banks/" target="_blank">ancora pochi mesi da vivere</a>, a causa di un cancro allo stadio terminale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/iguanajo/2901697270/" target="_blank"><img style="vertical-align: middle;" src="http://farm4.staticflickr.com/3283/2901697270_5c4c0a85bb.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p>La notizia è subito rimbalzata in lungo e in largo attraverso il cyberspazio, ripresa da <em><a href="http://www.locusmag.com/News/2013/04/iain-banks-diagnosed-with-terminal-cancer/" target="_blank">Locus</a></em>, <em><a href="http://io9.com/iain-m-banks-posts-a-sad-brave-announcement-of-his-im-468426237" target="_blank">io9</a></em>, <em><a href="http://www.tor.com/blogs/2013/04/sad-news-from-iain-m-banks" target="_blank">Tor.com</a></em> e per l&#8217;Italia da <em><a href="http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/17564/un-triste-annuncio-da-iain-banks/" target="_blank">Fantascienza.com</a></em>. Essendo giunta a ridosso del 1° aprile, confesso di aver a lungo sperato che si trattasse di un macabro scherzo. E invece, come sappiamo, gli scherzi più macabri riesce sempre a giocarceli la vita.</p>
<p>Per puro caso e con la complicità dell&#8217;enciclopedica antologia dedicata da <strong>Piergiorgio Nicolazzini</strong> al <em><a href="http://www.fantascienza.com/catalogo/volumi/NILF107488/cyberpunk/" target="_blank">Cyberpunk</a></em> nelle Grandi Opere dell&#8217;Editrice Nord, Banks è stato uno dei primissimi autori di SF contemporanea che abbia letto. E l&#8217;annuncio mi ha raggiunto solo qualche giorno dopo aver attaccato la lettura de <em>L&#8217;Impero di Azad</em> (<em>The Player of Games</em>), il secondo capitolo della sua portentosa serie dedicata alla <strong>Cultura</strong>. Per una panoramica sul suo universo letterario, rivolgetevi pure alle sue <a href="http://www.fantascienza.com/delos/delos27/cultura.html" target="_blank">note</a> oppure alla <a href="http://io9.com/354739/welcome-to-the-culture-the-galactic-civilization-that-iain-m-banks-built" target="_blank">selezione</a> curata da <strong>Annalee Newitz</strong> per <em>io9</em>, che giustamente ricorda l&#8217;importanza di Banks nell&#8217;aver definito temi e prospettive entrate nel canone del genere: le civiltà postumane, l&#8217;interazione con le IA, la colonizzazione spaziale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://wharferj.files.wordpress.com/2010/09/banks-2.jpg"><img src="http://wharferj.files.wordpress.com/2010/09/banks-2.jpg" alt="" width="450" height="290" /></a></p>
<p>Ecco, se è vero che gli autori si lasciano dietro il corpus delle proprie opere, a duratura memoria del loro passaggio su questo pianeta, è altrettanto vero che bastano a volte pochi istanti per percepire la profondità umana di persona. Ho avuto la fortuna di incontrare Banks a Verona, qualche anno fa, quando insieme con <a href="http://iguanajo.blogspot.it/2008/09/senza-ritegno.html" target="_blank">Iguana Jo</a> lo intervistammo per le pagine di <em><a href="http://www.delosstore.it/delosbooks/30015/robot-56/" target="_blank">Robot</a></em>. E in quell&#8217;occasione davvero fortunata, saltato l&#8217;abboccamento per una Deepcon/Italcon che con la sua presenza avrebbe potuto rivelarsi memorabile, Banks riversò sulla platea aneddoti e retroscena del suo ciclo più famoso, tra i più ambiziosi affreschi mai tentati dalla fantascienza.</p>
<p>Magari si trova nelle vicinanze qualche <strong>Unità Generale di Contatto</strong> dal nome improbabile, come <em>Arbitraria</em> oppure <em>Comportamento Flessibile</em>, e qualche agente della Cultura ha già ricevuto l&#8217;incarico di tradurlo a bordo e riparare il suo corpo biologico. Ma se anche un giorno dovessi incontrare un tal <span><strong>Sun-Earther Iain El Bonko Banks of North Queensferry</strong></span> su un remoto <strong>Orbitale</strong>, e nonostante tutti i suoi libri che mi restano ancora da leggere, il senso di perdita è già forte. Con la sua dipartita, il mondo della fantascienza, ma non solo, sarà decisamente più povero.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://smithery.co/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/Iain-M-Banks-Excession.jpg" target="_blank"><img style="vertical-align: middle;" src="http://smithery.co/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/Iain-M-Banks-Excession.jpg" alt="" width="450" height="265" /></a></p>
<p>I lettori che volessero lasciargli un messaggio, possono farlo tramite il sito web attivato a questo scopo: <em><a href="http://friends.banksophilia.com/" target="_blank">Banksophilia: Friends of Iain Banks</a></em>. Quale modo migliore per tributare un omaggio a uno degli autori più influenti e rappresentativi del nostro immaginario contemporaneo?</p>
<p><em>[Foto di Iguana Jo, via <a href="http://www.flickr.com/photos/iguanajo/2901697270/" target="_blank">Flickr</a>. Dettagli dalle illustrazioni di </em><em>Mark Salwowski per le</em><em> copertine di </em>Consider Phlebas<em> e </em>Excession<em>.]</em></p>
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		<title>Codice morto: i luoghi</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Mar 2013 15:13:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Criptogrammi]]></category>

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		<description><![CDATA[Codice morto si svolge interamente in terre ignote ai più. La parte &#8220;realistica&#8221; si dipana in Basilicata, Terra incognita per molti, affezionati implicitamente all&#8217;idea divenuta proverbiale che &#8220;Cristo si è fermato a Eboli&#8221; (titolo di uno dei due capolavori letterari legati a queste terre, che dobbiamo al piemontese Carlo Levi, mandato al confino ad Aliano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2013/03/23/codice-morto/" target="_blank">Codice morto</a></em> si svolge interamente in terre ignote ai più. La parte &#8220;realistica&#8221; si dipana in <strong>Basilicata</strong>, <em>Terra incognita</em> per molti, affezionati implicitamente all&#8217;idea divenuta proverbiale che &#8220;Cristo si è fermato a Eboli&#8221; (titolo di uno dei due capolavori letterari legati a queste terre, che dobbiamo al piemontese <strong>Carlo Levi</strong>, mandato al confino ad Aliano dal governo fascista; l&#8217;altro, per inciso, è l&#8217;affresco storico sul brigantaggio di <strong>Raffaele Nigro</strong>, <em>I fuochi del Basento</em>). Quindi, perché proseguire proprio noi?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="vertical-align: middle;" src="http://img801.imageshack.us/img801/4784/codicemortomappaitalia.jpg" alt="" width="428" height="524" /></p>
<p>Ma invece, perché no?</p>
<p>In effetti, la Basilicata è al massimo una terra di transito, lambita dall&#8217;eterna incompiuta A3 Salerno-Reggio Calabria che proprio nei 30 km lucani conosce uno dei suoi tratti più &#8220;movimentati&#8221;. Per il resto, poche località rinomate (Maratea sulla costa tirrenica per il turismo balneare, Metaponto e gli altri scavi lungo la costa ionica per il turismo archeologico e negli ultimi anni il rilancio di Matera come meta di pellegrinaggio accidentalmente ispirato dalla discussa <em>Passione di Cristo</em> secondo <strong>Mel Gibson</strong>, che dall&#8217;alto dei suoi 600 milioni di dollari di incasso dal 2004 detiene il primato di film vietato ai minori di maggior successo nella storia del cinema), e tantissimi siti di pregio ma poco valorizzati. La natura per lo più incontaminata, i paesaggi selvaggi, le colonie della Magna Grecia e i castelli medievali (molti dei quali legati al nome dell&#8217;Imperatore <strong>Federico II</strong>), i musei e le feste a tema storico, mantengono una risonanza prevalentemente locale e difficilmente riescono a superare i confini regionali.</p>
<p style="text-align: center;"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img560.imageshack.us/img560/7922/codicemortomappabasilic.jpg" alt="" width="419" height="382" /></p>
<p>D&#8217;altro canto, la Basilicata vive di un isolamento ormai millenario, e chi la conosce è talmente abituato alle sue innumerevoli ma segrete bellezze da non prestarci nemmeno più attenzione. Si tendono a dare per scontati i motivi di interesse, annegandoli nella palta del grigiore quotidiano. Siamo pur sempre in una delle regioni più povere d&#8217;Italia, dal peso politico irrilevante (58 abitanti/km² e a malapena mezzo milione di elettori), costretta a fare i conti con la crisi anche quando il resto del Paese conosce il boom. Una terra di emigrati (per <em>Rocco e i suoi fratelli</em> <strong>Luchino Visconti</strong> fu ispirato dal poeta lucano <strong>Rocco Scotellaro</strong>, che volle omaggiare fin dal titolo), di delitti che restano impregnati di mistero anche quando vengono infine risolti, di meraviglie di cui <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castelmezzano" target="_blank">nessuno ha mai sentito parlare</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/liberamentale/3697323145/" target="_blank"><img style="vertical-align: middle;" src="http://farm4.staticflickr.com/3538/3697323145_9b4ee654d5.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Anche dopo la scoperta dei giacimenti di idrocarburi della Val d&#8217;Agri, la più grande riserva dell&#8217;Europa continentale, da cui proviene il 74% della produzione nazionale di petrolio, la situazione economica della regione è rimasta depressa. Finché i modelli di sviluppo saranno basati sulla classica concessione di sfruttamento delle risorse naturali, dieci siti come <a href="http://www.it.total.com/it/pagine/attivita/il-progetto-tempa-rossa" target="_blank">Tempa Rossa</a> non basteranno a risollevare le sorti del territorio. Anzi, l&#8217;unica ricaduta che conoscerà la Basilicata sarà quella dei prodotti di scarto dei processi di estrazione e lavorazione delle fonti fossili.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/03/15/news/le_fonti_fossili_della_basilicata-31581412/" target="_blank"><img style="vertical-align: middle;" src="http://static.repubblica.it/repubblica/inchieste/inchiesta-basilicata/images/mappa.jpg" alt="" width="495" height="341" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Per questo, oltre che per la conformazione del territorio, ho sempre trovato istintivo e naturale il parallelo tra la Basilicata e il West Virginia cantato con sguardo lucido da <a href="http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2009/04/10/pancake-una-riflessione-sul-tempo/" target="_blank">Breece D&#8217;J Pancake</a>. Dall&#8217;altro versante degli Appalachi proviene invece l&#8217;ispirazione principale per il risvolto &#8220;transrealistico&#8221; della novella, che si svolge in una dimensione parallela, rarefatta, dalla natura non-euclidea, che all&#8217;improvviso e senza che ne siano mai state comprese le cause ha fatto irruzione tra le montagne. La <strong>Zona di Esclusione</strong>, affidata al monitoraggio e al controllo di un ente governativo dopo una guerra lampo risoltasi in una completa disfatta, obbedisce esclusivamente alle leggi caotiche di un ordine che sfugge alla comprensione umana. L&#8217;idea viene direttamente da <a href="http://www.next-station.org/fe-art-d.php?_i=202" target="_blank">Michael Marshall Smith</a> e dal <strong>Gap </strong>in cui si incrociano le storie dei protagonisti di <em>Ricambi</em> (<em>Spares</em>, 1996), un magistrale <strong>future noir</strong> che contamina <em>hard-boiled</em>, fantascienza e <em>horror</em>, ma può essere fatta risalire senza troppi sforzi ai <strong>fratelli Strugatzki</strong> e al loro <em>Picnic sul ciglio della strada</em> (1972), che servì da ispirazione per il film di culto <em>Stalker</em> di <strong>Andreij Tarkovskij</strong> (1979).</p>
<p style="text-align: left;">La Zona non compare qui per la prima volta nella mia scrittura: altre sue declinazioni erano nei racconti <em>Nella Zona</em> (in <em><a href="http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2011/08/08/revenant-a-volte-ritornano/" target="_blank">Revenant</a></em>) e <a href="http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2010/10/05/ancora-nel-vortice/" target="_blank"><em>Codice Arrowhead</em></a> (il mio precedente e-book, per i tipi digitali di 40k Books). In maniera molto ma molto vaga, alune idee (l&#8217;<em>effetto trainspotting</em>, l&#8217;ambientazione lucana) richiamano uno dei miei primissimi racconti (a guardare il mio archivio dovrebbe essere il quarto che scrissi), risalente al 2004 e da allora mai più aggiornato: <em>L&#8217;ultima fermata</em>. Una sua traccia-fantasma può ancora capitarvi tra i piedi lungo i sentieri eterei della rete, ma non so se vi convenga.</p>
<p style="text-align: left;">La Zona è la trasfigurazione di tutti i non-luoghi, di tutti i non-tempi, di tutte le possibilità non realizzate distorte da uno specchio deformante che ne amplifica le perversioni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/michelesantarsiere/6941001949/in/photostream/" target="_blank"><img style="vertical-align: middle;" src="http://farm8.staticflickr.com/7183/6941001949_6cf89f1c3b.jpg" alt="" width="450" height="304" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ed è quaggiù che viene spedito il <strong>Maresciallo Rocco Mancini</strong> per la sua ultima missione, che diventerà per lui l&#8217;opportunità di sciogliere alcuni nodi irrisolti del suo passato, e ricucire nella trama del tempo i fili del futuro.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Riferimenti:</strong></p>
<p style="text-align: left;">• Potete acquistare <em><a href="http://www.amazon.it/Codice-Arrowhead-ebook/dp/B0045Y26SG/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1364655392&amp;sr=8-1" target="_blank">Codice Arrowhead </a></em>e <em><a href="http://www.amazon.it/Codice-morto-Capsule-ebook/dp/B00BZQPEXQ/ref=sr_1_1?s=digital-text&amp;ie=UTF8&amp;qid=1364655469&amp;sr=1-1" target="_blank">Codice morto</a></em> direttamente su <strong>Amazon</strong>. Se vorrete farmi avere i vostri commenti, questo blog è il posto giusto.</p>
<p style="text-align: left;">• Nelle foto: il castello normanno-federiciano di Melfi (<em><a href="http://www.flickr.com/photos/liberamentale/3697323145/" target="_blank">LiberaMentAle</a></em>) e l&#8217;osservatorio astronomico di Anzi (<em><a href="http://www.flickr.com/photos/michelesantarsiere/6941001949" target="_blank">Michele Santarsiere</a></em>).</p>
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		<title>Codice morto</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Mar 2013 18:36:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Kipple Officina Libraria annuncia sul suo blog l&#8217;uscita di Codice morto, il mio nuovo e-book. Un racconto sì nuovo, ma la cui genesi in effetti mi ha accompagnato praticamente attraverso tutti gli ultimi anni. Se non ricordo male, infatti, la prima stesura risale al 2006. Quella che approda negli store on-line in questi giorni è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://img14.imageshack.us/img14/2615/codicemortocoverkipple.jpg"><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://img14.imageshack.us/img14/2615/codicemortocoverkipple.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a><strong>Kipple Officina Libraria</strong> annuncia sul suo blog l&#8217;uscita di <em><a href="http://kippleblog.blogspot.it/2013/03/codice-morto-di-giovanni-de-matteo.html" target="_blank">Codice morto</a></em>, il mio nuovo e-book. Un racconto sì nuovo, ma la cui genesi in effetti mi ha accompagnato praticamente attraverso tutti gli ultimi anni. Se non ricordo male, infatti, la prima stesura risale al 2006. Quella che approda negli <em>store</em> on-line in questi giorni è in realtà una versione del tutto rinnovata, ampiamente riveduta, che condivide con quel testo solo lo spunto di partenza e poco più. Il racconto si è infatti sviluppato, articolato, stratificato, grazie ai consigli di diversi amici e professionisti del settore, e agli stimoli che si andavano accumulando nel frattempo.</p>
<p>Mi riprometto di parlarvene presto più diffusamente. Intanto, mi piace pensare che l&#8217;attesa sia servita a far maturare i frutti. E forse questo è un po&#8217; un periodo di raccolta, visto che dopo l&#8217;<em><a href="http://www.lacasebooks.com/orfani-della-connessione/" target="_blank">audiobook</a></em> di <a href="http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2013/01/25/audiobook-prossimamente/" target="_blank"><em>Orfani della connessione</em></a> (che a quanto pare sta andando molto bene, avendo raccolto consensi unanimi nei feedback dei clienti dell&#8217;<a href="https://itunes.apple.com/it/audiobook/orfani-della-connessione-fantastica/id606678579" target="_blank">iTunes Store</a>: <em>en passant</em>, devo ringraziare tutto lo staff di <strong>LA Case</strong>, per avermi permesso di finire nella stessa vetrina con i titoli di - tra gli altri - Iain Banks e David Mitchell, cliccare <a href="http://img441.imageshack.us/img441/2932/orfanisuitunes.jpg" target="_blank">qui</a> per credere), sono in arrivo altre novità, dal fronte elettronico ma anche da quello cartaceo.</p>
<p>Tornando a <em>Codice morto</em>, al di là degli omaggi espliciti palesati nel testo, mi preme ringraziare ancora una volta <strong>Alan D. Altieri</strong>: forte e determinante è stata la sua influenza su questo racconto, che si è amalgamata con le suggestioni di diversi altri maestri, <a href="http://www.michaelmarshallsmith.com/" target="_blank">Michael Marshall Smith</a> <em>in primis</em>. Grazie a <strong>Marco Moschini</strong>, paziente e meticoloso autore della fantastica copertina che potete ammirare qua sopra in anteprima. E grazie a tutto lo staff di Kipple per aver deciso di puntare su questo lavoro. E adesso, naturalmente, grazie a tutti quelli tra voi che decideranno di investire il loro tempo nella sua lettura.</p>
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		<title>Memorie di un vecchio cyborg</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 07:20:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il post in cui ieri Zoon ricordava i suoi primi 10 anni di blogging mi ha scaraventato ancora una volta in una corsa in discesa lungo la spirale del tempo. Il suo inizio anticipò (e propiziò) anche il mio inizio come blogger, visto che dopo un mese circa dall&#8217;apertura di Cybergoth mi reclutò per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://hyperhouse.wordpress.com/2013/03/12/i-miei-primi-10-anni-da-blogger/" target="_blank">post</a> in cui ieri <strong>Zoon</strong> ricordava i suoi primi 10 anni di <em>blogging </em>mi ha scaraventato ancora una volta in una corsa in discesa lungo la spirale del tempo. Il suo inizio anticipò (e propiziò) anche il mio inizio come blogger, visto che dopo un mese circa dall&#8217;apertura di <em>Cybergoth </em>mi reclutò per le sue pagine, rendendo il blog un incubatore di suggestioni e idee ancora embrionali, ma che presto sarebbero maturate e deflagrate dando origine al movimento variegato, multiforme ed eterogeneo che sarebbe diventato il connettivismo.</p>
<p>Adesso ricordo quella intensa stagione pre-connettivista con molta nostalgia. Mi piace parlare di <strong>nostalgia del futuro</strong>, per rendere il senso di quei giorni di attività febbrile, di frenesia creativa, in cui le nostre rispettive noosfere, i nostri <em>background </em>culturali, i nostri immaginari di riferimento entravano in contatto e cominciavano a interagire tra loro e con le suggestioni che quotidianamente provenivano da una blogosfera ancora giovane, acerba, ma vitale&#8230; niente a che vedere insomma con lo scenario di romana desolazione che si estende davanti a noi da qualche anno a questa parte.</p>
<p>Ma guardare in prospettiva a quel periodo mette come sempre in risalto le potenzialità del futuro: guardare alla strada che è stata percorsa in questi 10 anni infonde nelle gambe l&#8217;energia per affrontarne altri 100. Quindi spilliamo una bella birra densa e corposa per questo traguardo e diamo una controllata al motore a improbabilità, alle pompe a disordine elastico e a tutta quella congerie di servomeccanismi che ci hanno portati fin qua. E&#8217; tempo di rimettersi in marcia. Con un sincero augurio e un ringraziamento obbligato. Alla salute di Zoon!</p>
<p>Cybergoth è morto&#8230; Lunga vita a Cybergoth!</p>
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		<title>Looper</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2013 08:46:12 +0000</pubDate>
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La mia recensione: sulle pagine di Boiling Point.
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img819.imageshack.us/img819/322/looperoriginal.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p style="text-align: center;"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img560.imageshack.us/img560/8956/looperjoe.jpg" alt="" width="500" height="251" /></p>
<p style="text-align: center;"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img6.imageshack.us/img6/2660/loopermom.jpg" alt="" width="500" height="280" /></p>
<p style="text-align: center;"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img268.imageshack.us/img268/5899/looperoldjoe.jpg" alt="" width="500" height="250" /></p>
<p>La mia recensione: sulle pagine di <em><a href="http://boilingpointmag.blogspot.it/2013/02/oggi-ce-una-nuova-firma-sulle-pagine.html" target="_blank">Boiling Point</a></em>.</p>
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		<title>Grand Centennial Station</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Feb 2013 23:00:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Criptogrammi]]></category>

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		<category><![CDATA[Grand Central Terminal]]></category>

		<category><![CDATA[K-PAX]]></category>

		<category><![CDATA[New York]]></category>

		<category><![CDATA[Terminal City]]></category>

		<category><![CDATA[treno]]></category>

		<category><![CDATA[USA]]></category>

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Il 2 febbraio 1913 veniva inaugurato il Grand Central Terminal di New York, la più grande e forse la più famosa stazione al mondo, benché si sia ormai da tempo lasciata alle spalle il suo periodo di gloria. Immortalata in innumerevoli lavori, basti pensare al cinema, all&#8217;inizio del rocambolesco viaggio di De Niro e Grodin [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img341.imageshack.us/img341/7315/10170048459c594ddc2a440.jpg" alt="" width="460" height="300" /></p>
<p>Il 2 febbraio 1913 veniva inaugurato il <a href="http://viaggi.repubblica.it/articolo/new-york-la-stazione-citt-ha-100-anni/226750" target="_blank">Grand Central Terminal</a> di <strong>New York</strong>, la più grande e forse la più famosa stazione al mondo, benché si sia ormai da tempo lasciata alle spalle il suo periodo di gloria. Immortalata in innumerevoli lavori, basti pensare al cinema, all&#8217;inizio del rocambolesco viaggio di De Niro e Grodin in <em>Prima di mezzanotte</em> o alle sequenze finali di <em>Carlito&#8217;s Way</em> di Brian De Palma, ma anche a tanti film di fantascienza: <em>Eternal Sunshine of the Spotless Mind</em>, <em>Hackers</em>, <em>Unbreakable</em>, <em>Men In Black</em>. Proprio un film di fantascienza sembra coglierne al meglio lo spirito di luogo di passaggio, emblematico di tutte le stazioni ferroviarie, quasi che il GCT, comunemente detta anche Grand Central Station, ne rappresenti una sorta di archetipo, di idea primigenia: penso a <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/K-PAX_(film)" target="_blank">K-PAX</a></em> di <strong>Iain Softley</strong> (2001), tratto dai libri di <strong>Gene Brewer</strong>, con <strong>Kevin Spacey</strong> nel ruolo di <em>prot</em>, un presunto visitatore alieno sbarcato da K-PAX direttamente a New York dopo aver attraversato lo spazio su un raggio di luce.</p>
<p style="text-align: center;"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img834.imageshack.us/img834/1079/102237546c82097a9682d47.jpg" alt="" width="460" height="357" /></p>
<p>Ma la Grand Central Station racchiude nelle sue pietre secolari anche un altro spirito, cioè quello di autentica &#8220;città nella città&#8221;, che in qualche modo echeggia nell&#8217;atmosfera di un fumetto eccellente, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Art_deco" target="_blank"><em>Terminal City</em></a> di <strong>Dean Motter</strong> e <strong>Michael Lark</strong>, nelle sue architetture deco, nel sogno di un secolo parallelo che racchiude tutte le prospettive immaginifiche degli anni &#8216;30 e &#8216;40. E quella di una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Grand_Central_Terminal#Terminal_City" target="_blank">Terminal City</a> è stata proprio l&#8217;idea alla base dello sviluppo della stazione, prima del graduale, inesorabile declino. Decisivo nella progressiva espansione verso ovest (già nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Treno#Periodo_industriale" target="_blank">1869</a> un treno a vapore poteva percorrere i 4.600 km da New York a San Francisco in soli 4 giorni), il treno non gode da tempo più dei favori delle masse. Negli anni del <em>boom</em>, il trasporto privato ha progressivamente soppiantato quello pubblico e sulle tratte a lunga percorrenza, l&#8217;unico che resta tecnicamente di esclusivo appannaggio del mezzo pubblico, l&#8217;aereo gode del vantaggio dei tempi di volo sul treno, in particolare per quanto concerne i trasferimenti su distanze continentali. Le stazioni americane, come dimostrano innumerevoli casi, sono un po&#8217; un monumento a uno sviluppo mancato: il trasporto ferroviario resta competitivo per le merci, ma per il servizio viaggiatori il treno è usato quasi esclusivamente dai <em>commuters</em>, dal popolo dei pendolari; per i viaggiatori su lunghe distanze resta invece una comodità per amanti dell&#8217;avventura o per i privilegiati non legati alla dittatura del tempo.</p>
<p style="text-align: center;"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img38.imageshack.us/img38/6369/10165991181f7acc8f0664e.jpg" alt="" width="460" height="306" /></p>
<p>Ma la Stazione Centrale di New York continua a richiamare ogni anno milioni di turisti (21,8, secondo una stima del 2012) interessati a contemplarne gli spazi e i monumenti annessi. Estesa su 19 ettari di superficie, servita da oltre 50 km di binari, il GCT è mosso da <a href="http://www.repubblica.it/viaggi/2013/02/01/foto/grand_central_i_macchinari_che_sanno_di_antico-51692563/1/">ingranaggi antichi</a> che pulsano secondo le cadenze in un cuore a orologeria.</p>
<p style="text-align: center;"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img38.imageshack.us/img38/6079/101702052f1384e7fe36343.jpg" alt="" width="460" height="295" /></p>
<p>La crisi restituirà forse alle ferrovie una parte dell&#8217;<em>appeal</em> perduto nel corso dei decenni. Nel frattempo quest&#8217;anno sarà ricco di eventi organizzati per celebrare il <a href="http://www.grandcentralterminal.com/centennial/" target="_blank">primo secolo</a> di vita della più famosa delle stazioni di New York e del mondo. E chissà che non sia di buon auspicio per le numerose cattedrali nel deserto disseminate lungo i binari d&#8217;America, a partire dalla <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Michigan_Central_Station" target="_blank">Michigan Central Station</a> di <strong>Detroit</strong>, simbolo suo malgrado dell&#8217;<em><a href="http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2009/01/12/american-acropolis/" target="_blank">american acropolis</a></em> per eccellenza.</p>
<p style="text-align: center;"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img845.imageshack.us/img845/1329/101702477dfcbc7a2a30b45.jpg" alt="" width="460" height="306" /></p>
<p>[Immagini tratte da <em><a href="http://www.repubblica.it/viaggi/2013/02/01/foto/new_york_i_100_anni_della_grand_central_station-51689092/1/" target="_blank">Repubblica.it</a></em>]</p>
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		<title>Orizzonti alieni</title>
		<link>http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2013/02/02/orizzonti-alieni/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2013 23:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Graffiti]]></category>

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		<category><![CDATA[esopianeti]]></category>

		<category><![CDATA[sistema binario]]></category>

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		<description><![CDATA[Quali mondi aspettano i nostri coloni alla fine della lunga traversata della notte siderale? Digital Drew Space Art raccoglie su Flickr una suggestiva galleria di orizzonti alieni. Qui di seguito qualche campione:

Altair vista da un suo possibile pianeta.

Il sistema binario di Alpha Coronae Borealis.

Il sistema binario di Mizar A, visto da un suo pianeta geologicamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quali mondi aspettano i nostri coloni alla fine della <a href="http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2013/01/30/la-sindrome-dello-spazio-perduto/" target="_blank">lunga traversata</a> della notte siderale? <strong>Digital Drew Space Art</strong> raccoglie su <em>Flickr</em> una suggestiva <a href="http://www.flickr.com/photos/dt2006/" target="_blank">galleria</a> di orizzonti alieni. Qui di seguito qualche campione:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/dt2006/8232376588/in/photostream" target="_blank"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img27.imageshack.us/img27/8568/82323765884dd23bf926b.jpg" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Altair" target="_blank">Altair</a> vista da un suo possibile pianeta.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/dt2006/7803868780/" target="_blank"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img842.imageshack.us/img842/6467/7803868780cc7900b164.jpg" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Il sistema binario di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Alpha_Coronae_Borealis" target="_blank">Alpha Coronae Borealis</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/dt2006/8319740654/" target="_blank"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img594.imageshack.us/img594/5918/8319740654a5d685f67d.jpg" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Il sistema binario di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mizar_system" target="_blank">Mizar A</a>, visto da un suo pianeta geologicamente attivo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/dt2006/6006315075/" target="_blank"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img202.imageshack.us/img202/3349/600631507535636e1509.jpg" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Achernar" target="_blank">Achernar</a> e la sua piccola compagna.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/dt2006/5276174419/" target="_blank"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img844.imageshack.us/img844/7538/5276174419cf114a43cc.jpg" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rasalgethi" target="_blank">Rasalgethi</a> (la gigante rossa) e il sistema binario che le orbita attorno.</p>
<p style="text-align: left;">E per consultare il database dei pianeti extra-solari finora scoperti, vi rimando al <em><a href="http://exoplanetarchive.ipac.caltech.edu/cgi-bin/ExoTables/nph-exotbls" target="_blank">NASA Exoplanet Archive</a></em> o, per chi volesse consultare una risorsa web in italiano, al <a href="http://media4.obspm.fr/pianeti-extrasolari/" target="_blank">ramo nostrano</a> dell&#8217;<em><a href="http://exoplanet.eu/" target="_blank">Extrasolar Planets Encyclopaedia</a></em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ultime da San Narciso</title>
		<link>http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2013/02/01/ultime-da-san-narciso/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Jan 2013 23:00:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Criptogrammi]]></category>

		<category><![CDATA[Against the Day]]></category>

		<category><![CDATA[Bleeding Edge]]></category>

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		<category><![CDATA[Gravity's Rainbow]]></category>

		<category><![CDATA[Inherent Vice]]></category>

		<category><![CDATA[letteratura]]></category>

		<category><![CDATA[noir]]></category>

		<category><![CDATA[paranoia]]></category>

		<category><![CDATA[Paul Thomas Anderson]]></category>

		<category><![CDATA[Penguin]]></category>

		<category><![CDATA[postmoderno]]></category>

		<category><![CDATA[Pynchon]]></category>

		<category><![CDATA[Sydney]]></category>

		<category><![CDATA[The Crying of Lot 49]]></category>

		<category><![CDATA[viral marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho finito da poco la seconda rilettura integrale de L&#8217;incanto del lotto 49 (la prima della nuova, efficacissima e illuminante traduzione di Massimo Bocchiola) e il recluso della letteratura americana, il divo sfuggente che sublima la propria assenza in una presenza costante, capace di aleggiare su ogni discorso sulla frontiera contemporanea dell&#8217;immaginario, Thomas Pynchon se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho finito da poco la seconda rilettura integrale de <em><a href="http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/6992/pynchon-nelle-spire-del-trystero/" target="_blank">L&#8217;incanto del lotto 49</a></em> (la prima della nuova, efficacissima e illuminante traduzione di <a href="http://www.giugenna.com/2012/08/30/le-radici-nellaria-di-massimo-bocchiola/" target="_blank">Massimo Bocchiola</a>) e il recluso della letteratura americana, il divo sfuggente che sublima la propria assenza in una presenza costante, capace di aleggiare su ogni discorso sulla frontiera contemporanea dell&#8217;immaginario, <a href="http://www.fantascienza.com/magazine/rubriche/7127/thomas-pynchon-scritture-ipertestuali-dal-margine/" target="_blank">Thomas Pynchon</a> se non si fosse capito, torna a invadere il mio piccolo settore di realtà.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.yannisperez.easydesign.fr/" target="_blank"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img268.imageshack.us/img268/5694/logotristero.jpg" alt="" width="475" height="317" /></a></p>
<p>Lo fa con una gragnuola di notizie che lo riguardano e che oggi - dopo la lettura del bell&#8217;articolo di <a href="http://tommasopincio.net/" target="_blank">Tommaso Pincio</a> che correda su <em>La Lettura</em>, inserto letterario domenicale del <em>Corriere della Sera</em>, una mappa psichedelica della genesi de <em>L&#8217;arcobaleno della gravità</em> - ho pensato di raccogliere in una sorta di avviso ai naviganti.</p>
<p>Prima news di attualità: il 27 febbraio prossimo, con un giorno di anticipo rispetto al quarantesimo anniversario della prima edizione USA, Rizzoli darà alle stampe una nuova edizione celebrativa de <em>L&#8217;arcobaleno della gravità</em>. Non è dato sapere se si tratti di un&#8217;edizione <em>deluxe</em> (magari corredata di qualche extra - è chiedere troppo, vero?) o di una semplice ristampa dell&#8217;economica ancora in circolazione, ma chi è interessato tenga d&#8217;occhio gli scaffali delle librerie.</p>
<p style="text-align: center;"><img style="text-align: center; vertical-align: middle;" src="http://img51.imageshack.us/img51/745/v2technic.jpg" alt="" width="475" height="309" /></p>
<p>Seconda news: i lettori che già hanno abbracciato il digitale possono intanto trovare in lingua inglese il <a href="http://www.amazon.it/s?_encoding=UTF8&amp;field-author=Thomas%20Pynchon&amp;search-alias=digital-text" target="_blank">catalogo completo delle opere di Pynchon</a> in formato elettronico. Dallo scorso anno, con una campagna di lancio virale di cui ci parla Viviana Lisanti su <em><a href="http://www.finzionimagazine.it/news/attualita-news/pynchon-si-arrende-allebook-e-tristero-invade-gli-u-s-a/" target="_blank">Finzioni Magazine</a></em>, la Penguin ha infatti ripubblicato integralmente la sua opera omnia per il mercato dell&#8217;<em>e-book</em>.</p>
<p>Terza news: il prossimo romanzo del nostro è invece atteso per l&#8217;autunno (plausibilmente in Italia lo vedremo quindi nel 2014, se si conferma la tradizione che negli ultimi anni vuole l&#8217;editoria nostrana particolarmente attenta alle nuove uscite pynchoniane) e si intitolerà <em><a href="https://twitter.com/RonCharles/status/287246335743254529" target="_blank">Bleeding Edge</a></em>. Nient&#8217;altro è dato sapere al momento, ma questo non deve sorprenderci: magari, come accaduto per <em>Against the Day</em> (quando Pynchon caricò personalmente una sua sinossi del romanzo su <em>Amazon</em>) e per <em>Inherent Vice</em> (con un <em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=RjWKPdDk0_U" target="_blank">booktrailer</a></em> ufficiale raccontato dalla voce fuori campo di Pynchon in persona), sarà lo stesso autore ad avvertirci e condividere con noi ciò che è necessario, quando verrà il momento.</p>
<p style="text-align: center;"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img248.imageshack.us/img248/5442/jeffdivinetheepitomeofa.jpg" alt="" width="475" height="267" /></p>
<p>Quarta botta, per chiudere in bellezza: <strong>Paul Thomas Anderson</strong>, regista che scoprii grazie alla sua opera d&#8217;esordio <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sydney_(film)" target="_blank">Sydney</a></em> (1996), un noir rarefatto con un cast che di lì a poco sarebbe diventato stellare (Samuel L. Jackson, Gwyneth Paltrow, Philip Seymour Hoffman) capitanato da un intenso Philip Baker Hall, è al lavoro sullo script di <em>Inherent Vice</em>, confermando così le voci che davano il libro come il primo per il quale Pynchon avesse accettato di cedere i diritti cinematografici. Difficile in effetti immaginare un autore più adatto di Anderson per rendere la complessità e l&#8217;ironia di un&#8217;opera pynchoniana: forse potrebbero avere qualche chance i Fratelli Coen, ma Anderson ha ammesso di essere un fan di Pynchon fin dall&#8217;adolescenza e questo gli fa guadagnare sicuramente dei punti di vantaggio. Contrariamente a <a href="http://www.villagevoice.com/2012-09-05/film/paul-thomas-anderson-the-master-s-master/4/" target="_blank">quanto affermava solo la scorsa estate</a>, sembrerebbe che <a href="http://www.nydailynews.com/blogs/pageviews/2012/12/thomas-pynchon-may-be-working-with-paul-thomas-anderson-on-inherent-vice-film" target="_blank">il regista californiano sia al lavoro sulla sceneggiatura direttamente con Pynchon</a>, e noi miseri mortali possiamo solo immaginare come possa essere confrontarsi quotidianamente con il più grande scrittore vivente per tradurre in immagini le sue visioni folgoranti. <a href="http://www.guardian.co.uk/film/2013/jan/25/joaquin-phoenix-paul-thomas-anderson" target="_blank">Notizia dell&#8217;ultim&#8217;ora</a>: la Annapurna Pictures ha raggiunto un accordo con <strong>Joaquin Phoenix</strong>, fresco con Anderson del successo di <em>The Master</em>, per impersonare il ruolo di Doc Sportello. Phoenix rimpiazza Robert Downey Jr, che si è dissociato dalla produzione per ragioni non ancora trapelate e che personalmente avrei visto perfetto per il ruolo del detective fricchettone di Thomas Pynchon, ma non può certo dirsi una seconda scelta, data la considerazione che ha di lui il regista californiano.</p>
<p>Anderson spera di poter cominciare le riprese quest&#8217;anno. E noi teniamo le dita incrociate per lui.</p>
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		<title>La sindrome dello spazio perduto e i potenziali antidoti in fase di elaborazione</title>
		<link>http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2013/01/30/la-sindrome-dello-spazio-perduto/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2013 23:00:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nello spirito delle celebrazioni per i 125 anni dalla sua fondazione, il National Geographic sta dedicando quest&#8217;anno grande attenzione alle nuove frontiere dell&#8217;esplorazione. Negli scenari prospettati, non poteva mancare la frontiera più alta e vasta di tutte: lo spazio.

Per quanto ancora remote, le prospettive di un volo interstellare, di spedizioni alla scoperta di nuovi mondi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nello spirito delle celebrazioni per i 125 anni dalla sua fondazione, il <em><a href="http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/sommari/2012/12/28/foto/national_geographic_italia_gennaio_2013-1430376/1/" target="_blank">National Geographic</a></em> sta dedicando quest&#8217;anno grande attenzione alle nuove frontiere dell&#8217;esplorazione. Negli scenari prospettati, non poteva mancare la frontiera più alta e vasta di tutte: lo <a href="http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2013/01/17/foto/fino_alle_stelle-1431742/1/#media" target="_blank">spazio</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img831.imageshack.us/img831/4196/1032532162c6794a7035142.jpg" alt="" width="465" height="262" /></p>
<p>Per quanto ancora remote, le prospettive di un volo interstellare, di spedizioni alla scoperta di nuovi mondi, non sono più così irrealistiche come solo fino a pochi anni fa avrebbe potuto sembrare. In effetti in molti - anche tra gli appassionati di fantascienza - covano la <strong>disillusione dello spazio</strong>. Leggendo ciò che scriveva <strong>Silvio Sosio</strong> la scorsa estate sul <a href="http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/16765/robot-66-neil-gaiman-nel-mondo-di-matrix/" target="_blank">numero 66</a> di <em>Robot</em>, nell&#8217;editoriale (come sempre ricco di spunti) che prendeva le mosse dalla scomparsa di <strong>Ray Bradbury</strong>, mi è venuto di pensare a una sorta di sindrome. Per troppo tempo abbiamo consentito che lo spazio fosse nient&#8217;altro che argomento di propaganda politica (ricordate gli scudi spaziali e le guerre stellari dell&#8217;era reaganiana?) e dopo gli anni dei proclami e delle vuote promesse dell&#8217;era Bush Jr abbiamo lasciato che il sogno della frontiera spaziale venisse soffocato dalle contingenze della quotidianità, con il carico da 11 della crisi esplosa sul finire dello scorso decennio. E ormai abbiamo smarrito quell&#8217;automatismo che naturalmente si innescava quando prendevamo in mano un libro di fantascienza e - qualunque fosse il suo contenuto - l&#8217;immaginazione correva pavlovianamente agli scenari di colonie spaziali, stazioni orbitali, <em>terraforming</em> e viaggi interplanetari. Memore di Bradbury e della nostalgia del futuro che pervade le sue opere più strettamente <em>sci-fi</em>, potremmo dare a questo disagio il nome di <strong>sindrome dello spazio perduto</strong>: troppe promesse disilluse hanno alimentato nel tempo questa naturale diffidenza, pronta a evolvere in cinico disinganno.</p>
<p>Per fortuna, gli scienziati e gli ingegneri dell&#8217;industria aerospaziale sembrano aver preservato negli anni il fuoco dell&#8217;impresa. E così, per quanto si parli ancora di tecnologie di là da venire, di tecniche che - allo stato attuale delle nostre conoscenze - richiederanno qualche centinaio d&#8217;anni per portarci al più vicino sistema planetario extra-solare, se non altro se ne parla. La NASA, pur attraversando una fase di appannamento, porta avanti la ricerca nei suoi laboratori: vele solari, fusione nucleare e, nei suoi gruppi di lavoro più avanzati ed esoterici, antimateria e <a href="http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2012/09/22/lundicesimo-comandamento/" target="_blank">propulsione di Alcubierre</a>. Difficile stimare quanto tempo ci vorrà perché queste linee di sviluppo si traducano in progetti economicamente e/o tecnicamente fattibili, ma esistono iniziative audaci come l&#8217;arca generazionale <a href="http://100yss.org/mission.html" target="_blank">100 Years Starship</a>, lanciata in un piano congiunto da DARPA e NASA, su cui argomenta <strong>Giulio Prisco</strong> su <em><a href="http://www.kurzweilai.net/uploaded-e-crews-for-interstellar-missions" target="_blank">KurzweilAI</a></em> (venendo ripreso e rilanciato nientemeno che da <em><a href="http://io9.com/5968280/why-we-should-send-uploaded-astronauts-on-interstellar-missions" target="_blank">io9</a></em>). E fa bene Prisco a mettere in evidenza le ricadute di un eventuale programma volto a coniugare - in ottica di abbattimento costi e massimizzazione dell&#8217;efficienza - viaggi interstellari e <em>mind uploading</em>.</p>
<p>Perché se da un lato conforta l&#8217;interesse che sembra riaccendersi intorno alla Frontiera del Terzo Millennio, dall&#8217;altro è vero che molte conquiste del progresso a partire dal rush tecnologico del XX secolo possono essere fatte ricadere nell&#8217;ambito delle <em><a href="http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2012/04/02/perche-la-fantascienza/" target="_blank">self-fulfilling prophecy</a></em>. E se a giustificare un&#8217;impresa si aggiunge, oltre alla convinzione nella stessa impresa, anche il beneficio delle potenziali ricadute collaterali, la posta in gioco diventa ancora più ambita. Prisco cita le neuroscienze, la teoria dell&#8217;informazione e la speranza di vita, ma svincolandoci dal <em>mind uploading</em> per pensare alla tecnica di volo spaziale possiamo aggiungere alla lista genetica, ecologia, energetica e ingegneria dei sistemi. E allora è evidente che quando parliamo di volo spaziale pensiamo soprattutto a come il futuro potrebbe essere plasmato dalla curva del progresso su cui ci andiamo ormai da tempo arrampicando, su una parete che di anno in anno si fa sempre più ripida. E pensiamo quindi alla complessità degli scenari che ci attendono.</p>
<p>Dopotutto trovo irrealistico pensare che questo pianeta non sia destinato a diventare, prima o poi, troppo piccolo per reggere il peso della subspeciazione dell&#8217;umanità e dei suoi artefatti più evoluti. E - naturalmente - dei rispettivi sogni.</p>
<p style="text-align: center;"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img593.imageshack.us/img593/8969/103253580f69470b647544b.jpg" alt="" width="465" height="340" /></p>
<p>Le immagini che corredano il post sono opera di <a href="http://www.martiniere.com/" target="_blank">Stephan Martiniere</a>, già <a href="http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/11217/stephan-martiniere-artista-di-robot-nel-2009/" target="_blank">artista dell&#8217;anno per <em>Robot</em> nel 2009</a>.</p>
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		<title>La mappa di Internet</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 23:00:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Accelerazionismo]]></category>

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Un team di informatici russi ha messo a punto una mappa interattiva della rete, tracciando a fine 2011 la posizione relativa - in base alla lingua e ai contenuti linkati - di 350.000 siti da 196 diversi paesi. La mappa è navigabile a questo indirizzo. Mentre, se volete, potete saltare direttamente qui per verificare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img style="vertical-align: middle;" src="http://img833.imageshack.us/img833/9345/imaps.jpg" alt="" width="475" height="337" /></p>
<p>Un <a href="http://the-internet-map.blogspot.it/2012/08/who-did-map.html" target="_blank">team di informatici russi</a> ha messo a punto una <a href="http://www.popsci.com/science/article/2013-01/map-universe-internet-infographic" target="_blank">mappa interattiva della rete</a>, tracciando a fine 2011 la posizione relativa - in base alla lingua e ai contenuti linkati - di 350.000 siti da 196 diversi paesi. La mappa è navigabile a <a href="http://internet-map.net/" target="_blank">questo indirizzo</a>. Mentre, se volete, potete saltare direttamente <a href="http://internet-map.net/#11-203.77100705843696-95.90599735386539" target="_blank">qui</a> per verificare la posizione di <em>Fantascienza.com</em>.</p>
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