A tre giorni dall’inizio della 39sima Italcon, ospitata nel più ampio contenitore della XXVII edizione della Sticcon, in programma dal 23 al 26 maggio nella confortevole location romagnola di Bellaria (a questo indirizzo tutti i dettagli della manifestazione, che vedrà anche noi connettivisti impegnati nell’annuale NextCon con una ricca offerta letteraria incentrata sui recenti sviluppi del movimento), è apparsa oggi su Fantascienza.com una proposta di evoluzione della World SF Italia, l’associazione che unisce gli operatori del settore in Italia: scrittori, critici, traduttori, editori, artisti. L’idea di rinnovamento è stata elaborata da Silvio Sosio, curatore di Fantascienza.com, Odissea Fantascienza e Robot, editore della Delos Books, per farla breve uno dei punti cardinali del genere in Italia, e per i dettagli non posso che rimandarvi all’articolo in questione, che sta già facendo molto discutere.

Per affrontare l’argomento, in effetti, la sede ideale è il thread che si sta sviluppando sul Ten Forward, con contributi per lo più possibilisti se non proprio entusiastici di fronte all’idea di riformare quello che è l’organo centrale della fantascienza in Italia, che specie a partire dalla scomparsa di Ernesto Vegetti, per tanti anni sua autentica anima e motore primo di ogni sua iniziativa, ha visto il proprio ruolo un po’ ridimensionato, ridotto di fatto alla gestione dei premi (con una non proprio efficacissima duplicazione del Premio Italia nel Premio Sidera, attivo dallo scorso anno). Per capire meglio ciò che intendo, basta dare un’occhiata al suo sito, che non è altro che una facciata di transito verso il sito di voto del Premio Italia. Se non siete appassionati di fantascienza (nessuno è perfetto) questo post vi risulterà vacuo e incomprensibile, quindi siete autorizzati a passare oltre. Ma se non siete proprio prevenuti verso il genere, se gli riservate una possibilità di coinvolgimento, se di tanto in tanto vi concedete qualcosa di più di un blockbuster di fantascienza, magari un fumetto, oppure un libro, allora l’operato della World SF Italia è argomento che potrebbe riguardare anche voi. Perché la proposta di Sosio muove dall’idea di farne a tutti gli effetti un ente di promozione del genere in Italia, magari con qualche possibilità di incisione anche all’estero.

Personalmente concordo con l’idea di cambiargli nome (World SF Italia è tanto altisonante quanto ingannevole), come pure di recuperare il ruolo informativo che negli anni è stato assunto dai bollettini dell’Editrice Nord, dalle appendici di “Urania” dedicate all’attualità della fantascienza internazionale (superate nell’era della rete dal vantaggio strutturale di siti come Fantascienza.com), dalle rubriche di approfondimento di Futuro News (per qualche tempo). Per la generazione precedente la mia, in particolare, il Cosmo Informatore prima e Cosmo SF in seguito hanno assicurato un contatto con il fandom che ritengo nessun’altra esperienza, nemmeno grazie alle potenzialità del web, è stata in grado di replicare: uno sguardo a 360°, al di là degli steccati del proprio orticello o al massimo del proprio condominio, su quantoaccadeva nel settore, in Italia e all’estero. Certo, la visione poteva risultare Nord-centrica, ma in fondo era giustificato dallo scopo del bollettino, che era quello di tenere aggiornati gli appassionati di fantascienza iscritti all’albo dei lettori della Nord (non saprei come altro definirlo) sulle uscite della casa editrice. Ma spesso la rivista si spingeva oltre: con articoli di approfondimento che spaziavano dalla critica letteraria alle recensioni cinematografiche, segnalazione di titoli indipendenti dalla Nord, una panoramica sulle fanzine, notizie dai lettori, pagine di offerte di compravendita, concorsi di narrativa, etc. Ecco, penso di essere stato l’ultimo (se non l’unico) della mia generazione a poterne apprezzare le qualità, che rimpiango ancora adesso.

Certo, qualcuno potrà obiettare che molte di queste funzioni vengono svolte oggi appunto dal Corriere della Fantascienza, on-line, e da Robot, off-line. Però temo che i meccanismi perversi innescatisi negli anni, e deterioratisi sempre più nel tempo, abbiano portato alla prevalenza di un pregiudizio incrociato tra le molteplici - minuscole, talora settarie - microcomunità che a un certo punto hanno deciso di allontanarsi dalla vita del villaggio globale per perseguire sogni di autarchia nella giungla, informatica e non. Sarebbe ora di riportare i fuggiaschi - e tra i profughi mi ci metto anch’io - interessati a riaprire un dialogo (quelli per fortuna non sono mai mancati) in piazza, nell’agorà o se volete nel foro di questa città abbandonata, e ricostruire una comunità sulle sue macerie. Per farlo, occorre senz’altro un organo di garanzia, scollegato dalle diverse fazioni, e l’eventuale bollettino dell’organizzazione potrebbe assolvere a questo ruolo. Mi spingo oltre, rispetto alla proposta originaria di Silvio, ipotizzando un portale che funga da aggregatore di notizie (non dovrebbe dopotutto richiedere soluzioni tecniche insormontabili), integrato con l’imprescindibile Catalogo Vegetti, con un’area di discussione (che colga l’eredita della compianta Lista Yahoo! di Fantascienza) e infine un presidio efficace dei social network, da Facebook a Twitter. Perché la cosa possa funzionare, occorre naturalmente uno staff, e per comporlo si potrebbe attingere proprio alle diverse forze di cui sopra: un mix di amatori e professionisti del settore. Perché la cosa funzioni ovviamente occorre che ci sia la volontà di mettersi al servizio della comunità, ma senza questo presupposto da parte di tutti non credo che abbia nemmeno senso andare avanti con la proposta.

Se vogliamo uscire dai tempi bui in cui ci siamo infilati, questa potrebbe essere una strategia vincente per portare il genere a una sua visibilità in Italia: assicurando un’immagine che possa anche fungere da interfaccia con l’esterno, con il bacino dei potenziali appassionati, oltre che con i media. A garantire questa funzione, venuti meno purtroppo nel giro di pochissimi anni tanti (troppi) padri fondatori, colonne portanti della SF italiana, bisognerebbe rivolgersi a un corpo di ambasciatori, ma per fortuna sono convinto che le personalità titolate a farsi carico dell’onere non latitino. Il bollettino riassuntivo da inviare a casa, l’organizzazione efficace dei premi, sono al confronto attività di ordinaria amministrazione che potrebbero trarre enorme beneficio dal motore centrale: la nuova organizzazione in cui trasformare la World SF. Che si chiami Italia SF, Associazione Italiana di Fantascienza, Agenzia o altro, importa poco. Molto più importante sarà l’impegno dei volontari e l’investimento economico degli editori che decideranno di sostenere l’iniziativa.

Spero davvero che non ci si lasci scappare questa occasione, che ha tutta la somiglianza possibile con quell’ultimo treno in partenza dalla stazione che a ripetizione, non solo in questo settore, finora sembriamo esser stati sempre disposti a concederci il lusso di lasciarci scappare. Stavolta potrebbe essere l’ultimo per davvero.

Probabilmente, per chi è interessato a discuterne, la sede ideale per confrontarsi di persona sull’argomento - e forse votare sull’applicazione delle modifiche statutarie della World SF Italia che esso comporta - sarà venerdì sera nel corso della riunione annuale dei soci, che avrà luogo dalle 21.00 alle 23.00 presso il Centro Congressi Europeo di Bellaria (sala Babel).