Archive for Marzo, 2013

Codice morto: i luoghi

Posted on Marzo 30th, 2013 in Criptogrammi | 7 Comments »

Codice morto si svolge interamente in terre ignote ai più. La parte “realistica” si dipana in Basilicata, Terra incognita per molti, affezionati implicitamente all’idea divenuta proverbiale che “Cristo si è fermato a Eboli” (titolo di uno dei due capolavori letterari legati a queste terre, che dobbiamo al piemontese Carlo Levi, mandato al confino ad Aliano dal governo fascista; l’altro, per inciso, è l’affresco storico sul brigantaggio di Raffaele Nigro, I fuochi del Basento). Quindi, perché proseguire proprio noi?

Ma invece, perché no?

In effetti, la Basilicata è al massimo una terra di transito, lambita dall’eterna incompiuta A3 Salerno-Reggio Calabria che proprio nei 30 km lucani conosce uno dei suoi tratti più “movimentati”. Per il resto, poche località rinomate (Maratea sulla costa tirrenica per il turismo balneare, Metaponto e gli altri scavi lungo la costa ionica per il turismo archeologico e negli ultimi anni il rilancio di Matera come meta di pellegrinaggio accidentalmente ispirato dalla discussa Passione di Cristo secondo Mel Gibson, che dall’alto dei suoi 600 milioni di dollari di incasso dal 2004 detiene il primato di film vietato ai minori di maggior successo nella storia del cinema), e tantissimi siti di pregio ma poco valorizzati. La natura per lo più incontaminata, i paesaggi selvaggi, le colonie della Magna Grecia e i castelli medievali (molti dei quali legati al nome dell’Imperatore Federico II), i musei e le feste a tema storico, mantengono una risonanza prevalentemente locale e difficilmente riescono a superare i confini regionali.

D’altro canto, la Basilicata vive di un isolamento ormai millenario, e chi la conosce è talmente abituato alle sue innumerevoli ma segrete bellezze da non prestarci nemmeno più attenzione. Si tendono a dare per scontati i motivi di interesse, annegandoli nella palta del grigiore quotidiano. Siamo pur sempre in una delle regioni più povere d’Italia, dal peso politico irrilevante (58 abitanti/km² e a malapena mezzo milione di elettori), costretta a fare i conti con la crisi anche quando il resto del Paese conosce il boom. Una terra di emigrati (per Rocco e i suoi fratelli Luchino Visconti fu ispirato dal poeta lucano Rocco Scotellaro, che volle omaggiare fin dal titolo), di delitti che restano impregnati di mistero anche quando vengono infine risolti, di meraviglie di cui nessuno ha mai sentito parlare.

Anche dopo la scoperta dei giacimenti di idrocarburi della Val d’Agri, la più grande riserva dell’Europa continentale, da cui proviene il 74% della produzione nazionale di petrolio, la situazione economica della regione è rimasta depressa. Finché i modelli di sviluppo saranno basati sulla classica concessione di sfruttamento delle risorse naturali, dieci siti come Tempa Rossa non basteranno a risollevare le sorti del territorio. Anzi, l’unica ricaduta che conoscerà la Basilicata sarà quella dei prodotti di scarto dei processi di estrazione e lavorazione delle fonti fossili.

Per questo, oltre che per la conformazione del territorio, ho sempre trovato istintivo e naturale il parallelo tra la Basilicata e il West Virginia cantato con sguardo lucido da Breece D’J Pancake. Dall’altro versante degli Appalachi proviene invece l’ispirazione principale per il risvolto “transrealistico” della novella, che si svolge in una dimensione parallela, rarefatta, dalla natura non-euclidea, che all’improvviso e senza che ne siano mai state comprese le cause ha fatto irruzione tra le montagne. La Zona di Esclusione, affidata al monitoraggio e al controllo di un ente governativo dopo una guerra lampo risoltasi in una completa disfatta, obbedisce esclusivamente alle leggi caotiche di un ordine che sfugge alla comprensione umana. L’idea viene direttamente da Michael Marshall Smith e dal Gap in cui si incrociano le storie dei protagonisti di Ricambi (Spares, 1996), un magistrale future noir che contamina hard-boiled, fantascienza e horror, ma può essere fatta risalire senza troppi sforzi ai fratelli Strugatzki e al loro Picnic sul ciglio della strada (1972), che servì da ispirazione per il film di culto Stalker di Andreij Tarkovskij (1979).

La Zona non compare qui per la prima volta nella mia scrittura: altre sue declinazioni erano nei racconti Nella Zona (in Revenant) e Codice Arrowhead (il mio precedente e-book, per i tipi digitali di 40k Books). In maniera molto ma molto vaga, alune idee (l’effetto trainspotting, l’ambientazione lucana) richiamano uno dei miei primissimi racconti (a guardare il mio archivio dovrebbe essere il quarto che scrissi), risalente al 2004 e da allora mai più aggiornato: L’ultima fermata. Una sua traccia-fantasma può ancora capitarvi tra i piedi lungo i sentieri eterei della rete, ma non so se vi convenga.

La Zona è la trasfigurazione di tutti i non-luoghi, di tutti i non-tempi, di tutte le possibilità non realizzate distorte da uno specchio deformante che ne amplifica le perversioni.

Ed è quaggiù che viene spedito il Maresciallo Rocco Mancini per la sua ultima missione, che diventerà per lui l’opportunità di sciogliere alcuni nodi irrisolti del suo passato, e ricucire nella trama del tempo i fili del futuro.

Riferimenti:

• Potete acquistare Codice Arrowhead e Codice morto direttamente su Amazon. Se vorrete farmi avere i vostri commenti, questo blog è il posto giusto.

• Nelle foto: il castello normanno-federiciano di Melfi (LiberaMentAle) e l’osservatorio astronomico di Anzi (Michele Santarsiere).

Codice morto

Posted on Marzo 23rd, 2013 in Connettivismo, ROSTA | 6 Comments »

Kipple Officina Libraria annuncia sul suo blog l’uscita di Codice morto, il mio nuovo e-book. Un racconto sì nuovo, ma la cui genesi in effetti mi ha accompagnato praticamente attraverso tutti gli ultimi anni. Se non ricordo male, infatti, la prima stesura risale al 2006. Quella che approda negli store on-line in questi giorni è in realtà una versione del tutto rinnovata, ampiamente riveduta, che condivide con quel testo solo lo spunto di partenza e poco più. Il racconto si è infatti sviluppato, articolato, stratificato, grazie ai consigli di diversi amici e professionisti del settore, e agli stimoli che si andavano accumulando nel frattempo.

Mi riprometto di parlarvene presto più diffusamente. Intanto, mi piace pensare che l’attesa sia servita a far maturare i frutti. E forse questo è un po’ un periodo di raccolta, visto che dopo l’audiobook di Orfani della connessione (che a quanto pare sta andando molto bene, avendo raccolto consensi unanimi nei feedback dei clienti dell’iTunes Store: en passant, devo ringraziare tutto lo staff di LA Case, per avermi permesso di finire nella stessa vetrina con i titoli di - tra gli altri - Iain Banks e David Mitchell, cliccare qui per credere), sono in arrivo altre novità, dal fronte elettronico ma anche da quello cartaceo.

Tornando a Codice morto, al di là degli omaggi espliciti palesati nel testo, mi preme ringraziare ancora una volta Alan D. Altieri: forte e determinante è stata la sua influenza su questo racconto, che si è amalgamata con le suggestioni di diversi altri maestri, Michael Marshall Smith in primis. Grazie a Marco Moschini, paziente e meticoloso autore della fantastica copertina che potete ammirare qua sopra in anteprima. E grazie a tutto lo staff di Kipple per aver deciso di puntare su questo lavoro. E adesso, naturalmente, grazie a tutti quelli tra voi che decideranno di investire il loro tempo nella sua lettura.

Memorie di un vecchio cyborg

Posted on Marzo 13th, 2013 in Connettivismo, False Memorie | 2 Comments »

Il post in cui ieri Zoon ricordava i suoi primi 10 anni di blogging mi ha scaraventato ancora una volta in una corsa in discesa lungo la spirale del tempo. Il suo inizio anticipò (e propiziò) anche il mio inizio come blogger, visto che dopo un mese circa dall’apertura di Cybergoth mi reclutò per le sue pagine, rendendo il blog un incubatore di suggestioni e idee ancora embrionali, ma che presto sarebbero maturate e deflagrate dando origine al movimento variegato, multiforme ed eterogeneo che sarebbe diventato il connettivismo.

Adesso ricordo quella intensa stagione pre-connettivista con molta nostalgia. Mi piace parlare di nostalgia del futuro, per rendere il senso di quei giorni di attività febbrile, di frenesia creativa, in cui le nostre rispettive noosfere, i nostri background culturali, i nostri immaginari di riferimento entravano in contatto e cominciavano a interagire tra loro e con le suggestioni che quotidianamente provenivano da una blogosfera ancora giovane, acerba, ma vitale… niente a che vedere insomma con lo scenario di romana desolazione che si estende davanti a noi da qualche anno a questa parte.

Ma guardare in prospettiva a quel periodo mette come sempre in risalto le potenzialità del futuro: guardare alla strada che è stata percorsa in questi 10 anni infonde nelle gambe l’energia per affrontarne altri 100. Quindi spilliamo una bella birra densa e corposa per questo traguardo e diamo una controllata al motore a improbabilità, alle pompe a disordine elastico e a tutta quella congerie di servomeccanismi che ci hanno portati fin qua. E’ tempo di rimettersi in marcia. Con un sincero augurio e un ringraziamento obbligato. Alla salute di Zoon!

Cybergoth è morto… Lunga vita a Cybergoth!