La memoria è un filo
Posted on Gennaio 27th, 2013 in Agitprop |
La memoria è un filo che collega il passato al futuro e lega le nostre singole esistenze alla trama della storia. Ma è un filo sottile e troppo spesso rischia di spezzarsi, come dimostra la cronaca degli ultimi giorni. Per questo è bene che la ricorrenza odierna non passi sotto silenzio. Per il Giorno Internazionale della Memoria 2013 voglio quindi richiamare la riflessione sulla memoria di Alessandro Portelli postata in occasione del furto dell’iscrizione all’ingresso di Auschwitz, il post dello scorso anno e un brano di Primo Levi tratto da I sommersi e i salvati (1986):
La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace. È questa una verità logora, nota non solo agli psicologi, ma anche a chiunque abbia posto attenzione al comportamento di chi lo circonda, o al suo stesso comportamento. I ricordi che giacciono in noi non sono incisi sulla pietra; non solo tendono a cancellarsi con gli anni, ma spesso si modificano, o addirittura si accrescono, incorporando lineamenti estranei.
Ricordiamocene. Rinunciando alla memoria, cediamo ad altri il controllo sul nostro futuro.










One Response
Come volevasi dimostrare, alla fine il Giorno della Memoria è diventato l’occasione per piantare i paletti sul terreno della campagna elettorale che sta allietando questo inizio di 2013, proprio sull’orlo dell’abisso, là dove ci eravamo lasciati a fine 2011.
Non dovremmo indignarci tanto per le uscite improvvide del solito vecchio leader in disarmo, nella cui inopportuna arroganza è fin troppo facile leggere il richiamo mandato a larghe fasce del suo vecchio elettorato deluso, un’ultima, estrema chiamata alle armi per segnare le distanze dalla destra moderna e filoeuropeista di Monti, convocando le coscienze assopite, reazionarie, nostalgiche, che gli hanno consentito con la loro connivenza di amministrare per 20 anni l’Italia come un feudo.
Quanto piuttosto per il disinteresse sprezzante che tutto ciò esprime: la pretesa di trasformare un giorno di universale commemorazione di milioni di vittime in un’uscita in passerella, non diversamente da ogni altra cerimonia ufficiale degli ultimi anni. E’ uno spettacolo indegno e, per questo, perfettamente in linea con ciò che la politica italiana ha saputo fare dal ‘93 in poi. Soprattutto grazie a una persona e ai milioni di italiani, suoi sostenitori ma anche suoi oppositori politici, che non hanno mai perso occasione per accordargli credibilità, per puro calcolo o per semplice ignoranza.