Spiace riprendere l’attività sul blog dopo un mese e mezzo di silenzio con una così brutta notizia, ma non si può sorvolare sul ricordo di una persona come quella che ci ha lasciato ieri. Riccardo Valla è morto a 71 anni stroncato da un infarto (per i dettagli vi rimando alle notizie di Fantascienza.com e Fantasy Magazine, con i ricordi di Silvio Sosio ed Emanuele Manco). Dopo Ernesto Vegetti e Vittorio Curtoni è un altro durissimo colpo per la comunità letteraria di appassionati di fantascienza e fantastico: una colonna portante che viene meno.

Valla aveva esordito nel campo reclutato da Gianfranco Viviani nei primi anni ‘70 per curare le collane dedicate al fantastico e alla SF della casa editrice Nord. E Ric aveva lasciato il segno, contribuendo a plasmare il gusto e la consapevolezza di intere generazioni, svolgendo in libreria il lavoro che parallelamente veniva svolto - in epoche diverse - da collane come Galassia e riviste come Robot. In questa veste, la sua presenza incomberà sempre sulla mia collezione di libri.

Ma Riccardo era anche un fine traduttore e probabilmente milioni di lettori italiani hanno potuto apprezzare Dan Brown al di là degli effettivi meriti del Codice Da Vinci proprio grazie al suo lavoro di adattamento. Ric, con il sarcasmo che lo distingueva, dedicò all’opera anche una parodia, pubblicata a puntate su Carmilla. E soprattutto Ric era un appassionato eclettico, capace di spaziare a 360° su tutti i fronti del sapere: era capace di intrattenere per ore e ore l’interlocutore di turno saltando dalle illustrazioni d’epoca alla scienza di frontiera, dal cinema all’epica norrena. Un uomo rinascimentale, a tutti gli effetti. Brillante, curioso, colto, acuto.

Ricordo la prima sera della mia prima Italcon, trascorsa in compagnia sua e di Antonino Fazio, divagando dagli intenti del connettivismo (all’epoca ancora agli esordi) all’arte, alla fotografia. Ricordo che Ric ammetteva di aver smesso di leggere fantascienza da tempo e che negli ultimi anni il suo interesse si concentrava prevalentemente sulla protofantascienza (emblematico della sua rinnovata passione è questo articolo su Albert Robida) e forte dei suoi studi aveva accettato di contribuire a Next International con un articolo sul futurismo. Ma se la conversazione scivolava verso le frontiere del postumano, la sua cultura sconfinata e la sua sensibilità innata gli permettevano di supplire brillantemente alle letture mancate. Dopotutto, Valla aveva contribuito anche al successo di Greg Egan presso la comunità SF italiana, e dopo aver tradotto (e naturalmente capito - cosa fondamentale per poter renderli fruibile ai lettori) i suoi lavori poteva agevolmente proiettarsi verso le frontiere speculative esplorate dai suoi eredi.

La sua scomparsa improvvisa ci lascia tutti più poveri.

In memoria di Riccardo Valla la NeoRepubblica di Torriglia ha proclamato il 14 gennaio 2013 giorno di lutto nazionale, al pari del 17 gennaio 2010 (in memoria di Ernesto Vegetti) e del 4 ottobre 2011 (in memoria di Vittorio Curtoni).