Quale sarà il futuro dei connettivisti e più in generale quello della fantascienza? Riprendendo il motto che ha accompagnato la Next-Fest, esplicito omaggio all’insostituibile Vittorio Curtoni, dove stiamo volando?

Nessuno può dirlo, però possiamo provare a tracciare delle rotte. E tra le rotte in corso di esplorazione ce n’è almeno una nuova, che sta andando progressivamente ad aggiungersi alle due ormai consolidate, storiche. La prima era l’attitudine alla commistione tra i generi, e il futuro ci vedrà sempre più attivi sui terreni di confine della fantascienza, nel tentativo di spingere il movimento a fare i conti con gli angoli più remoti e bizzarri del fantastico, ma non solo. La seconda era la propensione a declinare la nostra prospettiva artistica secondo un paradigma multimediale: narrativa, poesia, arti grafiche, cortometraggi, un numero crescente di approcci alla televisione e al cinema. A queste strade se ne va ora ad accostare una terza. Lukha B. Kremo, insieme a Marco Milani uno dei grandi assenti alla con (e a entrambi va il nostro abbraccio), ha coniato per questa un’etichetta che trovo di notevole impatto: nextstream. È il tentativo di operare un “ripotenziamento” della fantascienza e del fantastico, dall’esterno: agendo sul campo del mainstream, sulle orme di numerosi autori che ci hanno preceduti, da Thomas Pynchon e i postmoderni a Haruki Murakami, passando per Kurt Vonnegut, J.G. Ballard, Jorge Luis Borges, Italo Calvino e l’elenco sarebbe davvero troppo lungo per citarli tutti. Lavorare un po’ per sottrazione, come dicevo a proposito delle divergenze/affinità tra cinema e letteratura di fantascienza, invece che per accumulo. Alleggerirsi, insomma, per correre più veloci, e arrivare più lontani. Ed espandere la frontiera, inglobando nuovi settori nello spazio d’influenza che ci è familiare.

Esempi di mainstream fantascientifico se ne trovano in abbondanza soprattutto al di fuori della letteratura, d’altro canto. Si pensi al cinema di fantascienza, nel suo complesso, dove la fantascienza ha preservato nel corso del tempo la propria vocazione popolare – laddove nella letteratura si faceva sempre più specialistica. Oppure, in una certa misura, anche alla televisione, alla capacità di far presa sull’immaginario dello spettatore non specializzato che ha arriso al successo di serie come Star Trek (e in questa sede penso oltre alla serie classica e a The Next Generation, in particolare a Deep Space Nine), a Babylon 5, a Battlestar Galactica; e, da questa parte dell’oceano, alla ben più che longeva, ormai pressoché mitologica, Doctor Who, a Torchwood e a un altro capolavoro della BBC, Life on Mars. Ma penso anche al fumetto: dalla scuola sudamericana di Hector Oesterheld, Alberto Breccia e Juan Giménez (non solo lo splendido Eternauta, ma anche Perramus e gioielli di inusitata potenza espressiva, come i racconti di Quarto potere), agli Humanoïdes Associés della bande dessinée, Philippe Druillet, Moebius, Enki Bilal, fino ad Alan Moore, Warren Ellis, e al nuovo fumetto supereroistico e new weird americano (alcuni nomi su tutti: Jeph Loeb, J. Micheal Straczynski e Mike Mignola). Tutti validissimi modelli per sperimentare nuove espressioni per la scrittura di genere e proseguire, a mio parere, sulla falsariga di quanto svolge da sempre Sergio “Alan D.” Altieri, ospite d’onore in telepresenza alla Next-Fest.

Non dovremmo nemmeno dimenticare l’importanza della letteratura young adult, di quelli che un tempo erano chiamati juveniles, come occasione di reclutamento di nuove leve dall’unico bacino che può andare a incrementare le file dei lettori: il vivaio delle giovani e soprattutto giovanissime generazioni, ci ricordava Proietti, meriterebbe una maggiore considerazione. E gli autori possono aiutare l’editoria a maturare la sensibilità giusta.

Dell’editoria elettronica hanno parlato Sandro Battisti (il suo Olonomico è uscito prima in e-book che in cartaceo) e Dario Tonani (stessa esperienza, con il caso editoriale del 2011 Mondo9), supportati dai rispettivi editor Luigi Milani e Salvatore Proietti, Giovanni Agnoloni con il suo Sentieri di notte in uscita per entrambi i mercati, quello tradizionale e quello elettronico, e infine Francesco Verso nel suo particolareggiato panel sull’evoluzione del settore dell’e-book. La nuova stagione del libro elettronico in cui stiamo entrando sembra davvero promettente, sicuramente troppo stuzzicante per lasciarsela scappare. Ci si sta schiudendo davanti un intero nuovo universo di possibilità, in cui potremo ridefinire i confini stessi di quella che chiamiamo narrativa oppure, più ambiziosamente, letteratura. Non credo che i libri di carta diventeranno una rarità, ma sono convinto che il libro elettronico plasmerà una nuova consapevolezza nei lettori e modificherà la nostra stessa percezione della parola scritta, specialmente per quanto riguarda l’esperienza della lettura.

È da qui che possiamo partire. Nessuno ci costringe. Ma è un’opportunità. Sta a noi giocarcela. Insieme a chi vorrà reggere il gioco.

Per aspera ad astra.

(3 - fine)

Puntate precedenti:
La guida galattica per non-connettivisti /0
La guida galattica per non-connettivisti /1 - La fantascienza dei due mondi: cinema e letteratura
La guida galattica per non-connettivisti /2 - L’immaginario non-fantascientifico e tutto il resto