Archive for Dicembre, 2011

Corpi spenti: Input #11

Posted on Dicembre 31st, 2011 in Criptogrammi, Sezione π² | 2 Comments »

Corpi spenti è un libro che si chiude sulla prospettiva di un abisso cosmico. Oltre al noir, alla spy-story, alla fantascienza di derivazione cyberpunk, alle suggestioni post-human, abbiamo anche un richiamo alla più classica fantascienza spaziale. Poche pagine, che però dovrebbero bastare per dare un’idea della complessità dello scenario di questo mondo, dietro le quinte di ciò che vediamo in scena. E che forse potrebbero tornare a essere esplorate, con maggiore accuratezza, nel futuro.

A questo proposito trovo paradigmatico questa battuta estratta da Angeli spezzati di Richard K. Morgan:

«Ci pensi, Kovacs. Stiamo bevendo caffè così lontano dalla Terra che le sarebbe difficile distinguere il Sole nel cielo notturno. Siamo stati portati qui da un vento che soffia in una dimensione che non possiamo né vedere né toccare. Immagazzinati come sogni nella mente di una macchina che pensa in modo tanto più evoluto dei nostri cervelli che potrebbe persino portare il nome di dio. Siamo risorti in corpi che non sono i nostri, cresciuti in un giardino segreto lontano dal corpo di ogni donna mortale. Sono questi i fatti della nostra esistenza, Kovacs. Mi dica, in cosa sono diversi, o meno mistici, della fede che esista un regno dove i morti vivono in compagnia di esseri talmente al di là di noi da essere costretti a chiamarli dei?»

Oggi è l’ultimo dell’anno, data perfetta per chiudere questo ciclo di articoli che ci ha tenuto compagnia nelle ultime due settimane. Passatevela bene, salutate l’anno vecchio come si deve e date il benvenuto come si conviene al 2012: mi spiace per lui, ma con i venti apocalittici che soffiano da un po’ di tempo a questa parte, l’anno nuovo nasce già vecchio.

Ci leggiamo nel futuro!

Corpi spenti: Input #10

Posted on Dicembre 30th, 2011 in Criptogrammi, Graffiti, Sezione π² | No Comments »

Edward Hopper e Albert Watson rappresentano il contraltare iperrealistico dell’estetica fantastica di Beksinski. Consiglio la lettura di questo brano di Watson, utile riflessione sulla tecnica e l’esperienza che si può tranquillamente estendere al di là dei confini della fotografia:

Sperimento e mi muovo in molte direzioni diverse, non solo per­ché sento di poterlo fare ma perché amo questo eclettismo della visione. In un periodo difficile per me, negli anni Settanta e forse an­che nei primi anni Ottanta, mi sono molto impegnato a cercare di risolvere una serie di possibili questioni tecni­che legate alla fotografia non tanto per­ché fossi affascinato dalla tecnica, ma perché sentivo un’urgente necessità di sviluppare determinate possibilità cre­ative che avevo chiare in mente e, co­me sempre in fotografia, riesci a realiz­zare meglio le cose che vuoi se hai un’eccellente padronanza tecnica. Sa­per fare: questo è importante; come sa­per dominare tutti gli aspetti. Quando sei stato fotografo per molto tempo, impari ad utilizzare soluzioni di­verse, strade diverse, chiavi e percorsi al­ternativi, non soltanto dal punto di vi­sta tecnico, ma anche creativo ed emoti­vo. Se hai un problema particolare da ri­solvere, puoi far riferimento alla tua esperienza passata e da lì scegliere. Que­sto rende la tua vita più semplice. Certo, non si smette mai di imparare e più di­venti bravo tecnicamente, più il tuo me­todo di lavoro diventa fluido. Possiedi un’esperienza emotiva e creativa e quan­do ti serve, puoi usarla.

Dall’alto: Kate Moss Back, Uma Thurman,
David Bowie, New York City, Jellyfish Tank Series Mandalay Bay, Las Vegas.
Di Albert Watson.

Corpi spenti: Input #9

Posted on Dicembre 29th, 2011 in Criptogrammi, Sezione π² | No Comments »

Altri tre film, non di fantascienza.

Da Heat - La sfida, capolavoro poliziesco di Michael Mann del 1995: la precisione del meccanismo drammatico e il realismo dell’indagine.

Da Nemico Pubblico di Tony Scott (1998): la costruzione di momenti clou, con situazioni che fungano da punti di svolta della trama.

Da La promessa dell’assassino di David Cronenberg (2007): le dinamiche della mafia russa Vor V Zakone.

Corpi spenti: Input #8

Posted on Dicembre 28th, 2011 in Criptogrammi, Sezione π² | 1 Comment »

Un libro e un racconto. Per il tracciamento dei container trasportati via mare e lo scenario da guerra di spie in cui il Mediterraneo sta scivolando in Corpi spenti, ho derivato lo spunto di partenza da Guerreros di William Gibson.

Un altro debito importante è verso Samuel R. Delany (non è la prima volta, non sarà l’ultima) e il suo racconto Sì, e Gomorra. A distanza di 44 anni dalla sua prima comparsa, le sottoculture urbane fiorite intorno allo sfruttamento sessuale delle spaziali continuano a risultare una metafora insuperabile, soprattutto come rappresentazione delle alternative di utilizzo che la strada riesce sempre a trovare per le ricadute del progresso.

Tre parole-chiave per l’approccio alla tecnologia in Corpi spenti: nichilismo, alienazione e paranoia.

Immagini via Exonauts.

Corpi spenti: Input #7

Posted on Dicembre 27th, 2011 in Criptogrammi, Sezione π² | No Comments »

Inizialmente avevo pensato di adottare uno schema narrativo simile a Strange Days che fungesse da colonna dorsale per Corpi spenti. Il proposito mi è servito solo in parte, ma mi è tornato utile ricordarmi del film quando ho dovuto coinvolgere la Pi-Quadro in un’indagine legata al circuito degli snuff movie.

L’influsso di Strange Days si compenetra con quello del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, specie per quanto attiene l’introduzione di un antagonista. Il male può declinarsi in infinite variazioni e Nolan ce lo ricorda nelle figure del Joker e soprattutto di Harvey Dent. Dall’uscita del film ho avuto modo di rivederlo altre tre o quattro volte: abbastanza per cambiare idea rispetto alle impressioni che mi aveva lasciato la prima visione in sala.

Oggi mi sento di dire che con la gestione narrativa della trama Nolan ha invece fatto un gran lavoro. Rendere consequenziali e concatenati gli elementi di partenza non era facile e una visione congiunta di Batman Begins e The Dark Knight aiuta a cogliere la prospettiva nella sua completezza e comprendere la bontà e la riuscita dei suoi sforzi.

Poi, ovviamente, c’è la figura del Trickster, di cui parlavo anche in questa intervista:

In ambito letterario, forse il Trickster ha avuto la sua più efficace incarnazione nel Joker, la nemesi di Batman. Al di là della seduzione del male, quello che affascina di questo personaggio (magistralmente interpretato nella trasposizione cinematografica di Christopher Nolan da Heath Ledger) è la sua familiarità con le storie. Nei fumetti, ha un aneddoto per ogni situazione. E nel film si diverte a cambiare la storia del proprio personaggio più di una volta, riportando una versione diversa in base all’interlocutore proprio per produrre su di lui una maggior presa. Non è forse quello che cerca di fare ogni scrittore? Ottenere il massimo coinvolgimento del lettore richiede più di un pizzico di intraprendenza.

Si può lasciare fuori una figura del genere, quando ti capita tra le mani quasi per caso?

Corpi spenti: Input #6

Posted on Dicembre 26th, 2011 in Criptogrammi, Sezione π² | No Comments »

Un po’ di musica. Questa viene citata direttamente nel testo, dove fa da colonna sonora di un flashback. In Corpi spenti i flashback riportano l’azione in un punto intermedio tra il nostro presente (2011) e il presente del romanzo (2061). In effetti, qui ci posizioniamo quasi a metà strada. Recuperare riferimenti culturali del nostro presente (una canzone di Cat Power di qualche anno fa) o considerati classici permanenti (un libro di Italo Calvino, per esempio) può tornare utile come espediente per dare un senso di continuità tra il nostro mondo e quello immaginario rappresentato nel romanzo.

Maybe Not di Chan Marshall, inoltre, è anche una sintesi perfetta della possibilità che è concessa a ciascuno di noi di trovare uno spazio di libertà nel mondo, eventualmente anche solo con la fantasia. Ed è anche una canzone sui compromessi e il senso di perdita (dell’innocenza, della salvezza, della speranza), che è un altro dei temi che attraversa Corpi spenti.

Corpi spenti: Input #5

Posted on Dicembre 23rd, 2011 in Criptogrammi, Sezione π² | No Comments »

I rapporti tra uffici contigui sono spesso conflittuali, anche nella polizia. Quindi bisognava trovare un modo per far capire come la Sezione Pi-Quadro venisse vista e considerata dalle altre divisioni al servizio della questura. In Corpi spenti compaiono l’Electronic Security Police (ESP) e la Divisione Crimini Violenti. Se la prima serve per dare un’idea del posizionamento della Pi-Quadro all’interno dei nuovi ranghi della Direzione Centrale Anti-Crimine, la Divisione Crimini Violenti (meglio conosciuta dai membri della squadra come “la Criminale”) svolge un ruolo di contrapposizione ancora più netto. In definitiva, è un po’ come se la Pi-Quadro si trovasse stretta nella morsa tra il nuovo che avanza e il vecchio che torna.

E se per l’idea di base di simili rapporti basta tutto sommato guardarci intorno tutti i giorni, trovare un avversario che oltre a essere antipatico risulti anche non banale è affare più delicato. Per fortuna ci viene in soccorso una serie come Life on Mars, dai molteplici piani di lettura e dagli ancor più numerosi spunti d’ispirazione.

Corpi spenti: Input #4

Posted on Dicembre 22nd, 2011 in Criptogrammi, Graffiti, Sezione π² | No Comments »

Le immagini oniriche dei necromanti devono molto all’estetica angosciosa e disturbante del grande Zdzisław Beksiński. Potete perdervi nei suoi mondi oscuri in una delle diverse gallerie virtuali che presentano le sue opere straordinarie, dal sito ufficiale dedicato all’artista polacco a questa ricchissima collezione web. Qui di seguito riproduco alcuni scorci dalle terre dell’incubo che mi sono stati di particolare aiuto.

Corpi spenti: Input #3

Posted on Dicembre 21st, 2011 in Criptogrammi, Sezione π² | No Comments »

Il tono, in storie come questa, è fondamentale alla riuscita finale. Un tono troppo distaccato mal si lega a un noir, mentre un tono troppo coinvolto rischia di sacrificare in favore del volume di rumore la densità d’informazione che invece si richiede a una storia di fantascienza. Per fortuna, la narrazione in terza persona aiuta a tenere il distacco necessario. In questo romanzo, ho voluto sperimentare rispetto a Sezione π² una soluzione mimetica, cercando di valorizzare il punto di vista di una galleria di personaggi. Il tono, comunque, specie quando le cose vengono viste dagli occhi di Briganti, assume una connotazione disincantata, à la Hugh Pagan per intenderci.

Sulla scia di Pagan (l’Usine) e Derek Raymond (the Factory), inoltre, Guzza affibbia un nomignolo alla Sezione. Un modo, se me lo concedete, di operare una sorta di “smitizzazione”, che ben si sposa all’atmosfera di dismissione che pervade il romanzo.

Un brano da Quelli che restano (Tarif de group, 1993) di Pagan:

Non conoscevo la sua nostalgia, quella molla piccola e fragile, sorda e lancinante, che permette a tutti noi di restare in qualche modo in piedi, sempre che non abbia già dato tutto quello che poteva. Non è la morte che ci ripulisce le tasche, è la vita la grande borseggiatrice. La morte interviene solo per il conto finale, e dubito le rimanga molto da arraffare.

Corpi spenti: Input #2

Posted on Dicembre 20th, 2011 in Criptogrammi, Sezione π² | No Comments »

Il ritmo del racconto è fondamentale, se non si vuol perdere per strada il lettore. Per fortuna, una storia poliziesca offre tutta una serie di pretesti per scongiurare il rischio. Pedinamenti, intercettazioni, trappole, inseguimenti, sono i ferri del mestiere.

In alcune sue scene, Corpi spenti deve molto a Il braccio violento della legge di William Friedkin, con un Gene Hackman che definire monumentale sarebbe fargli un torto. The French Connection è un film che ho visto e rivisto, mentre stavo per concludere il romanzo e mi serviva un valore aggiunto per connotare adeguatamente dei passaggi chiave. Non stupitevi, insomma, se quando lo leggerete, Guzza vi sembrerà aver mutuato per osmosi l’ossessione investigativa di Jimmy “Popeye” Doyle.

Spero comunque di aver appreso dal film anche un po’ di tecnica. Per esempio, ecco come si gira un pedinamento.