Gunkan-jima (letterlamente “isola corazzata”) è stata a lungo il posto più densamente popolato della Terra ed è singolare che nessuno di noi ne abbia mai sentito parlare. Situata a 15 km dalla costa di Nagasaki, Hashima (questo il suo nome ufficiale) cominciò a essere sfruttata a partire dal 1887 per i suoi giacimenti carboniferi. Acquistata dalla Mitsubishi nel 1890, fu trasformata in una autentica isola-alveare: ospitò il primo edificio in cemento armato del Giappone (ai primi del ‘900) e presto fu cementificata in larga parte, arrivando a ospitare in edifici di 9 piani fino a 5.000 persone nel periodo del suo picco demografico. 5.000 persone, su uno sperone di roccia di 400 metri per 140. Una densità di 835 persone per ettaro (laddove oggi ne vivono 430 a Kowloon e Manila, 292 a Delhi e 250 in certi quartieri di Napoli). E intorno nient’altro che acqua, con onde spesso minacciose a interrompere ogni collegamento con la costa del Giappone.

Questa è una storia che richiama da vicino quella di Oil Stones, la città sovietica costruita nel Mar Caspio.  Vi furono edificati dormitori, ristoranti, scuole, ospedali e luoghi di culto, con l’intento di mitigare la permanenza degli operai e delle loro famiglie. Possiamo affermare che l’isola è uno dei simboli rimossi dell’industrializzazione del Sol Levante. Fonti sud-coreane denunciano che 500 cittadini coreani deportati dalle loro case furono costretti a vivere e lavorare qui, durante la Seconda guerra mondiale. Negli anni ‘60, man mano che il petrolio sostituiva il carbone nell’industria giapponese, la miniera di Gunkan-jima cominciò a perdere la sua importanza strategica. Nel 1974 la Mitsubishi annunciò la sua chiusura e Hashima si trasformò presto in un’isola fantasma. Venti anni di silenzio e abbandono, prima che il cinema la riscoprisse (con Battle Royale II: Requiem) e nel 2009 venisse riaperta al pubblico. Oggi un comitato la candida all’UNESCO come Patrimonio dell’umanità.

Quello che segue è un documento unico che testimonia il ritorno sull’isola di uno dei suoi abitanti, a distanza di più di trent’anni dalla partenza. Ringraziate Franco Brambilla, è stato lui a scovare il video nei meandri della rete e segnalarmelo. Per ulteriori informazioni, vi rimando alla pagina di Wikipedia.

Questo video è stato rimosso in seguito all’accordo del 2011 tra SIAE e AGIS che vincola la pubblicazione in rete di materiale corredato di traccia musicale alla sottoscrizione di una licenza, con il pagamento alla SIAE di una quota minima di 450 euro a trimestre. Per saperne di più, rimando al post del 27-10-2011 dedicato alla vicenda. Mi scuso per il disagio, ma ritengo che la norma non abbia alcuna giustificazione logica o morale e denunci un atteggiamento di grave e sistematica violazione dei diritti di libera espressione di ciascuno di noi. Il video può essere visionato al seguente indirizzo:

Hashima (Gunkanjima), Japan 2002 part 1