Archive for Maggio, 2010

Dennis Hopper (1936-2010)

Posted on Maggio 30th, 2010 in Graffiti, Proiezioni | 1 Comment »

Addio, Mr. Hopper. Forse non in maniera altrettanto incisiva di quanto ti era riuscito con la generazione precedente alla mia, avevi saputo comunque segnare in maniera decisiva il mio immaginario. Sarebbe bastato il tuo ruolo in Blue Velvet, ma hai fatto molto di più. Per questo per me eri un mito ben prima di oggi. Mi mancherai per i film a cui non presterai più le tue doti di caratterizzazione e il tuo sorriso sardonico e mefistofelico. Punta il tuo camion spaziale verso le stelle.

Questo video è stato rimosso in seguito all’accordo del 2011 tra SIAE e AGIS che vincola la pubblicazione in rete di materiale corredato di traccia musicale alla sottoscrizione di una licenza, con il pagamento alla SIAE di una quota minima di 450 euro a trimestre. Per saperne di più, rimando al post del 27-10-2011 dedicato alla vicenda. Mi scuso per il disagio, ma ritengo che la norma non abbia alcuna giustificazione logica o morale e denunci un atteggiamento di grave e sistematica violazione dei diritti di libera espressione di ciascuno di noi. Il video può essere visionato al seguente indirizzo:

True Romance - Una vita al massimo - scena madre

Cercando materiale video che lo riguardasse, mi sono imbattuto in questa sequenza tratta da The Source (1999), documentario di Chuck Workman dedicato alla Beat Generation. In esso Dennis Hopper veste i panni di William S. Burroughs e recita alcuni passi dei suoi lavori, impersonando l’alter ego dell’autore del Pasto nudo.

William Dennis Seward Hopper Burroughs

La notte in cui sfiorammo il golpe

Posted on Maggio 29th, 2010 in Agitprop, False Memorie | 1 Comment »

La notte del ‘93. Ne parla Carlo Azeglio Ciampi su Repubblica.it, in un colloquio che riporta a quella stagione drammatica della nostra storia recente. Avevo dodici anni e l’attenzione assorbita da altro, ma se c’è una cosa che ricordo di quei giorni sono le notizie alla radio e le interruzioni dei programmi in TV. Già qualche anno dopo, riguardando a quel periodo, potevo provare la sensazione di avere assistito a un pezzo di storia, forse per la prima volta in vita mia. Sì, è un’impressione difficile da spiegare: l’anno prima avevo visto i missili cruise e l’artiglieria antiaerea illuminare di lampi verdi la notte di Baghdad, e avevo saputo dalla TV che cos’era la guerra. Poi le bombe avevano spostato il fronte verso l’interno, sempre più vicino. Stava accadendo qualcosa e quel qualcosa si ripeteva con il boato delle esplosioni che si susseguivano in lungo e in largo per la penisola. Difficile non sentirsi in mezzo agli eventi, così. Anzi, travolti da eventi al di fuori della nostra portata.

Di quei giorni ricordo, inevitabilmente, anche la discesa in campo del Premier. Chi può dimenticarla? Vederla associata alle stragi dell’anti-Stato, mentre le tessere del mosaico vanno a incastrarsi ciascuna nel suo posto in una delle verità possibili, risveglia altre inquietudini più recenti. Il G8 di Genova, per esempio. Oppure la notte dello spoglio dell’11 aprile 2006.

Qui possiamo fare tutte le chiacchiere del mondo sulla bellezza della letteratura, sull’importanza dell’immaginario, sulla riflessione critica ed (e)scatologica. Ma quando le più alte cariche dello Stato si espongono come sta facendo l’ex Presidente della Repubblica è come venire investiti da una scarica elettrica a 2.000 Volt: è la realtà che esige il suo dazio e allora eccoci qui a sottoporci a una bella doccia elettrica. Banale dietrologia? Lasciatemi allora crogiolare nel materno abbraccio del cospirazionismo e passate oltre. Oggi mi gira così.

Nello Studio della Realtà ce ne stiamo seduti sulla sedia della verità e ci lasciamo attraversare dal flusso delle menzogne confezionate ad arte in questi anni, splendide favole pianificate a tavolino dai migliori autori sulla piazza per darci a bere il miraggio di benessere e pace sociale che seduce il popolo berlusconiano e che si diffonde come un morbo alla popolazione italiana nella sua interezza, e nel frattempo il nostro corpo si spegne un pezzo alla volta, man mano che il valore degli stipendi si abbatte, che la vita si precarizza, che tutto scivola nello scarico di un’epoca che ancora agli inizi degli anni ‘90 nessuno si aspettava così perché nessuno credeva di meritarsi un castigo del genere. Eccoci qua, anno Domini 2010: tutti a incitare l’ennesimo governo del Premier e il suo circo di corrotti, corruttori, amministratori delle emergenze, risolutori, oppositori interni, gerarchi fedelissimi e immancabili ballerine, oppure a smarcarsi dal sospetto di averne foraggiato il ritorno in pista dopo la batosta del 2006.

E tutto questo avrebbe potuto esserci risparmiato, se tra il ‘92 e il ‘93 la convergenza di interessi tra il mondo industriale, Cosa Nostra e gli apparati deviati dello Stato non avessero creato il terreno di coltura ideale per favorire l’egemonia della demokratura. Sempre che siate arrivati fino in fondo alla lettura di questo sfogo… non so voi, ma io ne ho abbastanza per rilanciare l’incazzatura di una settimana non proprio ideale.

Bassitalia surf trip

Posted on Maggio 25th, 2010 in Agitprop, Graffiti | 3 Comments »

Ai miei (pochi) lettori che non seguono anche il blog del compagno Fernosky, segnalo questo bel documento girato “ai confini meridionali d’Europa” da tre surfisti a caccia delle onde migliori del nostro lembo di terra e costretti a confrontarsi con una realtà imprevista. C’è tutta Bassitalia in questo video: le spiagge spazzate dal vento, i paesi semideserti tagliati dalla statale come obsoleti insediamenti del Far West, le facce, gli occhi, le espressioni della gente che sbarca o che da epoche intere vive aggrappata laggiù. Sguardi sospesi tra il sogno e il rimpianto, la disperazione e la speranza. Una buona sintesi, insomma, del mood che proprio con il compagno Fernosky ci siamo sforzati di riprodurre nel nostro noir mediterraneo a quattro mani, dal nuovo titolo L’inverno dei lupi, di cui spero di darvi presto notizie.

Grazie a Moskatomika per la segnalazione e buona visione a tutti!

STATALE 106 - Cronaca di un surf trip ai confini meridionali d’Europa. from BDR on Vimeo

Il Texas non deve sapere

Posted on Maggio 24th, 2010 in Agitprop, Futuro, Transizioni | No Comments »

Il conservatorismo imperante in Texas ha spinto le autorità dello Stato a riscrivere i libri di storia destinati alle scuole elementari. Tra le modifiche apportate il “capitalismo” sarà chiamato “libera iniziativa”, la “tratta degli schiavi” diventerà il “commercio triangolare sull’Atlantico”. Da ultimo si porrà l’accento sul “diritto di portare armi” sancito dal II emendamento della costituzione.

Così una nota d’agenzia dell’AGI annunciava ieri la svolta controculturale sancita il 21 maggio scorso dalla Texas State Board of Education, il consiglio dell’istruzione che governa autonomamente la scuola dello stato. Sembra dunque che la classe dirigente ultraconservatrice del Texas abbia deciso di dimostrare che gli italiani non sono gli unici al mondo ad eccellere nel mestiere del bispensiero e per i prossimi 10 anni 5 milioni di studenti ogni anno saranno interessati da questa nuova ondata fondamentalista, che insegnerà loro che l’ONU è un’organizzazione anti-americana che persegue lo scopo di svalutare il dollaro, che gli Stati Uniti d’America non sono una democrazia bensì una “repubblica costituzionale”, che gli anni della storia a.C. vanno intesi come B.C.E. e quelli d.C. come C.E., riconducendo il termine di paragone non già alla data simbolica della nascita di Cristo ma all’inizio di una sentitissima “Era Cristiana”… epoca in cui tuttora, a quanto sembra, viviamo sprofondati.

Ci sarebbe da pensare a uno scherzo, nel solco del paradosso di tanta letteratura fantascientifica o semplicemente distopica. Ma purtroppo viviamo in un mondo ben più assurdo di quanto saremo mai disposti a riconoscere, e questo è l’ennesimo richiamo che viene fatto alla nostra attenzione. Qualcuno sta mettendo le basi per la riprogrammazione della vita e qualcun altro per la comprensione delle leggi dell’universo e - come un fulmine a ciel sereno - ecco arrivare la bacchettata sulle mani dai maestrini intimoriti di vedersi presto sovvertire l’ordine rassicurante del mondo in cui sono cresciuti, pronti a colpire per semplice atto di rappresaglia. Se i libri di scienza andranno presto integrati, dopotutto, perché non riscrivere anche quelli di storia? A questo punto, perché non riprogrammare il cervello degli studenti attraverso le più semplici e immediate tecniche di brainwashing, direttamente sui banchi di scuola?

Su questo capolavoro di revisionismo storico si è pronunciato Zucconi con parole molto sferzanti. Verrebbe da citare anche lo spettro di Fritz Leiber, in riferimento al focolaio di questo morbo oscurantista, o piuttosto passare all’azione invocando l’intervento di qualche giustiziere lansdaliano arrivato in città appunto per rendere pan per focaccia a questi inetti fautori del ritorno al Medioevo. Ma ai ribelli del Texas consiglio di seguire l’esempio di un loro coetaneo come Marcus Yallow che, ispirandosi forse al Guy Montag di Fahrenheit 451, in Little Brother manda a memoria uno dei passaggi emblematici della Dichiarazione d’Indipendenza del 1776:

Sono istituiti tra gli uomini governi, i cui legittimi poteri derivano dal consenso dei governati; di modo che, ogniqualvolta una forma di governo tenda a negare tali fini, il popolo ha il diritto di mutarla o abolirla, e di istituire un nuovo governo, fondato su quei principi e organizzato in quella forma che a esso appaia meglio atta a garantire la sua sicurezza e la sua felicità.

Parole scritte da quello stesso Thomas Jefferson che adesso il Board of Education dello Stato del Texas si affanna a cancellare dai libri di storia, restituendo così la sua immagine allo splendore più rivoluzionario delle sue idee a lungo offuscate da ombre e controversie. 

Un matrimonio d’amore

Posted on Maggio 22nd, 2010 in Letture | 5 Comments »

Mi sta capitando di leggere molto hard-boiled e molto noir, in questo 2010. Nelle mie letture dell’anno in corso, un ruolo preponderante è giocato da Dashiell Hammett. Dopo avere solo parzialmente apprezzato il celebrato Falcone maltese, confesso di averne fatto una questione di principio: leggerne e leggerne ancora per indagare le ragioni del suo successo e della sua popolarità. Mi sono bastati due titoli, inanellati di fila nel breve volgere di un paio di mesi, per riappacificarmi con la sua fama. Il primo, La maledizione dei Dain (già noto come Il bacio della violenza, ripubblicato di recente da Mondadori nella traduzione sontuosa di Sergio Altieri), ripropone l’anonimo detective dell’Agenzia di Investigazioni Continental Op già visto all’opera in Piombo e sangue e, per la solidità del plot se non per la ricostruzione d’atmosfera, eguaglia e a più riprese supera il prototipo di una buona misura. Il secondo, Un matrimonio d’amore, è invece una novella che brilla per scorrevolezza e realismo.

Riscoperto da Andrea Carlo Cappi, che ne ha curato anche l’adattamento per la compianta M - Rivista del Mistero oltre che la riedizione per i tipi di Sellerio, Un matrimonio d’amore (in origine First aide to murder) è una storia di inganni e scoperte in cui si esprime al meglio la scrittura di Hammett, cinica, ironica, essenziale. La stessa scrittura che, penalizzata forse da una traduzione invecchiata male, mi aveva lasciato interdetto nell’impatto con Il falcone maltese (che si segnalava comunque anche per la natura artificiosa della vicenda trattata, gestita con un piglio leggermente macchinoso), qui riesce a coniugare la ricchezza vibrante de La maledizione dei Dain con l’agilità scattante di Piombo e sangue. Un plauso al traduttore, che a una superficiale impressione di lettura sembrerebbe essere stato capace di rendere al meglio le sfumature della lingua di Hammett.

Siamo a Baltimora e il detective Alec Rush, ex agente di polizia, ex pugile, rinomato per un aspetto tutt’altro che gradevole, viene ingaggiato da un anonimo cliente per occuparsi di una giovane donna, sulla quale sembrerebbe gravare una minaccia non meglio precisata. Tra scheletri nell’armadio, vendette innescate dal bisogno, truffe e scoperte, si arriva a un finale amaro dal sapore di redenzione, che produce un effetto davvero singolare in un autore solitamente ironico e disincantato. Nella descrizione dettagliata dei pedinamenti per le strade di Baltimora e nella precisione particolareggiata della messa in scena, Un matrimonio d’amore mi ha inoltre richiamato le parole di William Gibson sull’iperspecificità di Dashiell Hammett e sul ruolo che questa giocò nella sua formazione di autore: “Sono passati forse quindici anni da quando ho letto Hammett, ma ricordo che ne ero affascinato per il modo in cui mischiava tutti questi elementi di ordinaria amministrazione fino a trasformarli in qualcosa di diverso - simile al naturalismo americano, ma strambo intensissimo, quasi surreale. [...] Hammett è stato probabilmente l’autore che mi ha avvicinato all’idea della iperspecificità, estremamente carente nella maggior parte delle descrizioni di fantascienza” [da "Una mistica danza di dati", intervista di Larry McCaffery a William Gibson, 1986, in Parco giochi con pena di morte, Mondadori, Piccola Biblioteca Oscar, 2001].

Un’ulteriore dimostrazione - se mai ve ne fosse bisogno - del regime di interscambi, di influenze reciproche e di mutua contaminazione in cui è maturata la letteratura di genere, fino a diventare quella che oggi conosciamo. Libro consigliatissimo anche a chi abbia deciso di avvicinarsi al fondatore della letteratura hard-boiled e non se la senta ancora di cimentarsi con uno dei suoi 5 romanzi. In un mio personale percorso di scoperta dell’autore, come si sarà capito consiglio a seguire Piombo e sangue e La maledizione dei Dain, lasciando agli irriducibili il decantato Falcone maltese.

500

Posted on Maggio 16th, 2010 in Nova x-Press, ROSTA | 10 Comments »

Erano 500 post, l’altro giorno. La prima cifra tonda di un certo rilievo, per questa nuova incarnazione di uno Strano Attrattore. E sono 500 post in poco più di 700 giorni, dalla nascita di questo blog, per un totale di circa 110.000 visitatori da giugno 2008 (data di attivazione delle Statistiche). Preferisco festeggiare questi dati, piuttosto che quello semplicemente cronologico del secondo compleanno del blog: senza questi numeri, che sono in larga parte merito vostro, non ci sarebbe stato infatti nessun compleanno. Grazie per esserci.

Con l’occasione ho aggiornato nei giorni scorsi anche gli archivi della Capsula del tempo e delle pubblicazioni cartacee. E visto che abbiamo cominciato a sparare i numeri mi tolgo (e vi tolgo) qualche curiosità sul blog, con la top 10 dei post più letti:

Il mestiere del dubbio 3.361
Il Divo - La spettacolare vita di Giulio 1.838
Incontri pericolosi 1.594
Morbide macchine    995
Una chiacchierata con il virus dell’influenza    885
Edward Hopper, o della solitudine degli spazi    840
L’orizzonte postumano e la civilizzazione interstellare    669
L’anno del sole quieto    652
Bay City: obiettivo Zero Waste    593
Forever Joker    553

 

Tutto sommato, per un oggetto caotico che transita attraverso i domini di società, politica, tecnologia e scienze percorrendo le orbite dell’immaginario (letteratura, cinema, fumetti, di fantascienza e non solo) sulle coordinate di una memetica assortita, si può dire che i diversi argomenti affrontati su queste frequenze siano abbastanza equamente rappresentati. Almeno spero.

Prima di chiudere, vi ricordo che domani Dario Tonani ed io saremo ospiti della cattedra di Informatica Giuridica dell’Università Statale di Milano, per chiacchierare di Rete e scrittura dal punto di vista della fantascienza. Siete tutti invitati.

Notizie sparse e senza ordine

Posted on Maggio 14th, 2010 in Fantascienza, Graffiti, ROSTA | 5 Comments »

Sto latitando, lo so. E sto latitando perché sto scrivendo e facendo cose. Tra le altre, grazie all’interessamente di Angela Ventrella e del compagno Fazarov che in entrambe le occasioni ha saggiamente tenuto le redini dell’incontro, un duplice incontro con i ragazzi del Pratello, vale a dire gli adolescenti «ospitati» dal carcere minorile di Bologna. Alla prima, va detto, abbiamo saputo prepararci con l’imprescindibile e generosissimo supporto di Andrea Jarok e del suo Bazaar del fantastico, che ci ha procurato libri e fumetti da donare alla struttura: un gesto che non ha bisogno di commenti, solo di ringraziamenti. Ospiti della seconda puntata sono stati invece il grande Loriano Macchiavelli e l’illustratore Otto Gabos, con Fernando e il sottoscritto a fare da cornice.

Belle giornate, indubbiamente. Come memorabile è stata la serata di mercoledì, dove con la banda Fazarov abbiamo accompagnato la carovana del Music Heaven Mad for Guitar, maratona di letture e di bevute associata al concorso letterario omonimo, alla cui premiazione - alle 2 della notte in un circolo esclusivissimo - il compagno Fazarov si è classificato secondo. Bella l’idea di un tour letterario per pub - una sorta di via crucis molto laica e altrettanto alcolica - e bravo compagno!

E per restare in tema letterario, avrete ormai appreso la notizia dell’ultimo vincitore del premio Urania. Per molto tempo Alberto Cola è stato un esempio e un modello per tanti giovani scrittori italiani di fantastico e il fatto che negli ultimi anni sembrava essersi allontanato dall’ambiente si avvertiva come una perdita per tutti. Questo per di più è un ritorno in grande stile, perché arriva nella scia dell’edizione Kipple del romanzo finalista al premio Urania 2006: Ultima pelle.

Per concludere, uno sguardo al mondo e al cinema. Purtroppo il grandissimo Frank Frazetta ci ha lasciati. Restano le sue illustrazioni, sulle copertine che hanno segnato una buona fetta del nostro immaginario fantastico.

Hanno annunciato il nuovo regista incaricato di trasporre Neuromante per il grande schermo. Ne ha dato notizia Fantascienza.com. Il nuovo prescelto è il canadese Vincenzo Natali, già artefice del sorprendente Cube e del promettente Cypher (con molti punti di contatto proprio con il cyberpunk di Gibson, ma purtroppo penalizzato dalla recitazione di un Jeremy Northam del tutto fuori ruolo, che vanifica la presenza di una letale Lucy Liu), e dopo aver avuto la sfortuna di vedere Torque non mi dispiace affatto che Joseph Kahn sia stato allontanato dal progetto. Anche se, va detto, fino a qualche mese fa il buon Kahn continuava a sparare post sul suo Twitter lanciando sibilline indiscrezioni sulla sceneggiatura del film.

Per la serie “non si vive di soli capolavori”, sembrerebbe ormai confermato anche il prossimo Riddick. Ci vuole poco per farmi felice.

[Dll'alto: una veduta di via del Pratello, da [noone], via Flickr. “Death Dealer” di Frank Frazetta, via 11 after 11 blog. Particolare della copertina di Neuromancer. via Only Dreamers blog.]

Appuntamenti milanesi

Posted on Maggio 11th, 2010 in Connettivismo, Fantascienza, Graffiti, ROSTA | 3 Comments »

Milano sempre più capitale della fantascienza italiana? Dopo l’annuncio della prossima Italcon, vi segnalo due appuntamenti a brevissimo termine, che riguardano da vicino il titolare e due amici dello Strano Attrattore.

Si parte con l’arte fantastica di Franco Brambilla, che venerdì prossimo 14 maggio inaugura una nuova mostra presso la Libreria Mursia di via Galvani, 24. A partire dalle 18.30, con la partecipazione di Giuseppe Lippi, Dario Tonani e Paolo Aresi, Franco presenterà al pubblico le illustrazioni originarie che in questi anni hanno impreziosito le copertine di Urania, Urania Collezione e altri lavori dedicati alla fantascienza. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 20 maggio. Qui sotto potete ammirare la locandina dell’evento.

Lunedì prossimo, 17 maggio, Dario Tonani ed io parteciperemo invece a un ciclo di tavole rotonde organizzate dal prof. Andrea Rossetti, docente di Informatica Giuridica alla Statale di Milano, in collaborazione con Alessio Lazzati, curatore tra le altre cose del blog di Segretissimo. Il seminario s’intitola “Gli scrittori e la Rete nell’era del sapere digitalizzato” e Dario ed io saremo lì lunedì prossimo, a partire dalle 16.30, per parlare dell’esperienza della fantascienza come filtro per osservare il cambiamento. Il ciclo è cominciato lunedì 10 con Franco Forte. Martedì 18 sarà il turno di der Wolf Sergio “Alan D.” Altieri, mentre il 24 maggio chiuderà in bellezza la coppia esplosiva Stefano Di Marino & Andrea Carlo Cappi.

Gli incontri si terranno presso la sede universitaria di via Festa del Perdono e sono assolutamente aperti al pubblico. Se ci fosse in zona qualche curioso, sa dove trovarci.

Southwest Light

Posted on Maggio 10th, 2010 in Graffiti, Proiezioni | 4 Comments »

10 mesi in fuoristrada attraverso il Southwest d’America: California, Nevada, Utah, Arizona e New Mexico. Con l’obiettivo di dare alla luce il ritratto di “un posto e un tempo” attraverso immagini poetiche, evocative e stupefacenti. Questo è il progetto Southwest Light di Tom Lowe, che ha cominciato il suo viaggio lo scorso 22 febbraio, e che si concretizzerà in un documentario di 45 minuti.

Scoperto attraverso le pagine di Keplero, direi che questo footage sontuosamente accompagnato dalle note dei Pink Floyd è il modo migliore per cominciare la nuova settimana. Anche per l’esimio AtoMosk, malgrado Lowe e la sua squadra si avvalgano di tecnologia Red e Canon… Buona visione!

Questo video è stato rimosso in seguito all’accordo del 2011 tra SIAE e AGIS che vincola la pubblicazione in rete di materiale corredato di traccia musicale alla sottoscrizione di una licenza, con il pagamento alla SIAE di una quota minima di 450 euro a trimestre. Per saperne di più, rimando al post del 27-10-2011 dedicato alla vicenda. Mi scuso per il disagio, ma ritengo che la norma non abbia alcuna giustificazione logica o morale e denunci un atteggiamento di grave e sistematica violazione dei diritti di libera espressione di ciascuno di noi. Il video può essere visionato al seguente indirizzo:

Timescapes Timelapse: Learning to Fly from Tom Lowe @ Timescapes on Vimeo.

Concetti spaziali, intorno

Posted on Maggio 8th, 2010 in Connettivismo, ROSTA | 1 Comment »

Emanuele Manco sulla silloge curata da Alex Tonelli, qui. E - aggiornamento dell’11 maggio 2010 - Ettore Fobo sul suo blog, Strani Giorni.