Archive for Marzo, 2010

Dove ho trascorso il 1998?

Posted on Marzo 29th, 2010 in Connettivismo, False Memorie, Graffiti, Sezione π² | 4 Comments »

Effetti collaterali di Anobii. Oziando sulle statistiche del mio profilo, risalta una battuta di arresto nell’escalation del mio feeling con la lettura. Lo stop si situa tra il 1997 e il 1998. Non è un caso. In quell’autunno ci fu l’uscita dell’atteso videogame di Blade Runner realizzato dai Westwood Studios, di cui entro breve divenni il pusher della mia cricca (be’, di più in effetti: della mia classe e del mio autobus - vabbe’, erano tempi duri, il rivenditore più vicino a 80 km e spero che dopo 13 anni ogni eventuale reato sia caduto in prescrizione… ok?).

Ricordo ancora le serate trascorse a esplorare gli scenari alternativi previsti dal meccanismo di gioco, per l’epoca il più rivoluzionario che fosse stato mai concepito. Ricordo alla perfezione le atmosfere fumose del 2019, le strade di Los Angeles infestate dal kipple e sommerse dalla pioggia, la colonna sonora di Vangelis… Dopo aver divorato il libro di Dick e imparato a memoria le scene del film di Ridley Scott, la frontiera dell’interattività mi spingeva verso un diverso piano di coinvolgimento. Oggi, nell’epoca di Second Life, dei MMORPG e dei social network, potrà sembrare banale e forse poco credibile, ma per l’epoca la possibilità di sperimentare soluzioni diverse e percorsi di gioco alternativi ad ogni sessione (se non ricordo male, 7 schemi), introducendo il fattore casuale del comportamento del protagonista (tra 4 diverse opzioni) fino ai 4 diversi finali, era un’esperienza estraniante, che dava sul serio la sensazione di avere davanti un mondo capace di reagire all’input delle nostre scelte e azioni.

Per farla breve, per me fu una scoperta illuminante.

Il kipple, in effetti, non è l’unica idea che rubai a Dick e al videogioco (dal film Ridley Scott e Hampton Fancher lo lasciarono fuori, insieme al Mercerismo e all’ossessione religiosa). Anche Guzza, secondo molti il personaggio più riuscito di Sezione π², proviene da lì. Certo, nel videogioco non fa una bella fine e non è nemmeno particolarmente simpatico, ma l’idea di un poliziotto sovrappeso, provocatore e antitetico alla politically correctness era già presente con quel nome in Blade Runner, il videogioco.

Certo, poi il mio Guzza ha sviluppato una personalità tutta sua, avendo avuto 8 anni per crescere e maturare. Una personalità che non mi ha creato problemi a trovargli una storia personale e una spiegazione per il soprannome che sembra essere parsa credibile a tutti i lettori. Ma le radici della Sezione, al di là della fantascienza di Dick e di Gibson, del postmoderno di Pynchon e delle visioni lisergiche di William Burroughs e Alan Moore, del noir di Chandler e dei film di Hong Kong, affondano anche in quel videogame che oggi sembra dimenticato da tutti, ma che ha monopolizzato un’intera stagione della mia vita tra il ‘97 e il ‘98.

Dal futuro

Posted on Marzo 27th, 2010 in Fantascienza, Letture, ROSTA | 1 Comment »

Cos’è il futuro? A chi me lo chiedesse, risponderei piuttosto candidamente: un punto di vista. Nient’altro. Ci sono prospettive privilegiate per esaltare gli aspetti del mondo in cui viviamo che più ci interessano o ci stanno a cuore, e dal punto di vista del tempo il futuro riesce ad abbracciare in sé il massimo spettro di possibilità. La sua efficacia narrativa risulta dalla capacità di cui di volta in volta dà prova l’autore nello storicizzare il presente, visto attraverso queste lenti deformanti.

Questa riflessione si sposa alla perfezione con la lettura dell’ultima novella di Robert Reed tradotta in Italia: La verità, finalista al premio Hugo 2009. Sono rimasto travolto dalla lettura di quest’opera al punto da non potermene separare fisicamente. Trascinato, ne ho scorso le pagine con un’unica destinazione: la fine - o meglio, le possibili fini. A mio modesto parere, Reed ha scritto un capolavoro ricco di spunti di riflessione sul nostro presente e sul nostro comune, recente passato. Con l’avvertenza di saltarla a pie’ pari per evitare spoiler, vi segnalo la mia recensione su Fantascienza.com.

Intanto - qualcuno di voi se ne sarà già accorto - su invito di Mark sono tornato ad aggiornare la mia libreria su Anobii. Per il momento gli scaffali sono ancora parziali e incasinati come quelli delle mie due biblioteche (a 800 km di distanza l’una dall’altra) ma dopo una settimana di applicazione siamo già alla catalogazione di 656 volumi e dovremmo essere a circa il 90% della libreria. E’ un inizio. Ma il punto che si riallaccia al titolo di questo post è il seguente: quanto può essere rivelatore dell’esperienza della lettura di un libro il suo ricordo, alla luce degli anni che passano? A mio giudizio il ricordo è un’indice molto più attendibile di tanti altri metri di valutazione. Nella trama delle nostre giornate, la lettura finisce inevitabilmente invischiata nell’esperienza e nell’umore del momento, cosicché ricollocare temporalmente una lettura è un discorso che si allaccia strettamente alla ricostruzione delle circostanze che all’epoca portarono alla maturazione di un determinato giudizio. Questo lavoro di catalogazione funge un po’ da filtro per smussare tutte le oscillazioni contingenti, legate esclusivamente al presente e quindi ai fattori al contorno della lettura.

Anche per questo trovo il servizio messo a disposizione da Anobii estremamente utile. Il proposito è di continuare a tenere aggiornata la libreria man mano che le letture procederanno e vedremo se saprò mantenere la promessa. Chi è curioso, può trovarmi qui.

Un futuro di +toon, Mbps e kipple

Posted on Marzo 23rd, 2010 in Accelerazionismo, Fantascienza, Futuro, Micro, Proiezioni | No Comments »

Mini-rassegna stampa in attesa di tempi migliori per postare. Per il momento si tratta di due semplici notizie. Ma sono due gran belle notizie. Starà al tempo dirci se promesse e aspettative, per il momento altissime, verranno mantenute.

Ieri avrete letto sul blog di Urania l’annuncio che riguarda l’acquisizione dell’opzione cinematografica di Infect@ da parte di un produttore/sceneggiatore italiano: teniamo le dita incrociate per Dario Tonani, che merita questa e molte altre soddisfazioni ancora.

Oggi invece apprendiamo dell’intenzione del primo ministro labour Gordon Brown di disegnare un futuro digitale per il Regno a venire.

E per la loro attualità segnalo via Repubblica.it due ulteriori letture: in un’intervista della scorsa settimana Roberto Saviano fotografava la triste realtà - politica, sociale, culturale - della Campania; ieri Piero Colaprico ci raccontava la guerra multietnica delle giovani bande nelle nostre città.

Lampi e petrolio

Posted on Marzo 19th, 2010 in Agitprop, Micro | No Comments »

Alla fine il caso è passato ai Carabinieri. Della storia del presunto dattiloscritto sottratto nel 1975 dagli appunti nello studio di Pier Paolo Pasolini, subito dopo la morte del grande autore e intellettuale, aveva parlato nei giorni scorsi Dario Olivero sul suo blog, dopo una brillante uscita di Marcello Dell’Utri. La sparata sembrava pensata ad hoc per regalare un po’ di visibilità alla Mostra del Libro Antico di Milano, ma va a toccare una ferita ancora aperta nella coscienza del nostro Paese. O almeno spero. Attendiamo gli sviluppi, intanto l’on. Veltroni sembrerebbe tornato a fare quello che gli riesce meglio. E già questa è una buona notizia.

20 anni di un curatore stellare

Posted on Marzo 17th, 2010 in Fantascienza, ROSTA | 2 Comments »

Il mese scorso Giuseppe Lippi ha compiuto i suoi primi 20 anni alla guida di “Urania”. Per l’occasione con Dario Tonani e Franco Brambilla abbiamo deciso di rendere omaggio al Curatore massimo in maniera consona. Sul Blog di “Urania” potete leggere la mia intervista a Lippi, mentre qui sotto potete ammirare l’illustrazione realizzata ad hoc da Franco, partendo da una foto di Giorgio Raffaelli. Li ringrazio tutti per il loro aiuto e mi auguro che il mondo della SF italiana tributi presto al Capitano P. Kettridge Jr i giusti onori per un traguardo tanto importante.

Back to the Future: Interceptor

Posted on Marzo 16th, 2010 in Fantascienza, Micro, Proiezioni | No Comments »

La notizia è che la Ford ha siglato un accordo con la polizia di Las Vegas per rimpiazzare il parco macchine di vecchie Crown Victoria con un nuovo modello basato sulla Taurus. Il fatto che la nuova auto si chiami Interceptor e abbia un concept design avveniristico non riporta anche la vostra mente nella polvere di Anarchy Street, quando a divorare l’asfalto era la V8 di Mad Max?

Questo video è stato rimosso in seguito all’accordo del 2011 tra SIAE e AGIS che vincola la pubblicazione in rete di materiale corredato di traccia musicale alla sottoscrizione di una licenza, con il pagamento alla SIAE di una quota minima di 450 euro a trimestre. Per saperne di più, rimando al post del 27-10-2011 dedicato alla vicenda. Mi scuso per il disagio, ma ritengo che la norma non abbia alcuna giustificazione logica o morale e denunci un atteggiamento di grave e sistematica violazione dei diritti di libera espressione di ciascuno di noi. Il video può essere visionato al seguente indirizzo:

Chase scene from Mad Max 1

Pi-Day 2010

Posted on Marzo 14th, 2010 in Connettivismo, Sezione π² | 25 Comments »

Oggi è il Pi-Day. Anche quest’anno è arrivato e Google ce lo ha ricordato alla sua maniera:

Nel post dello scorso anno troverete un po’ di link utili da esplorare. Quest’anno mi preme segnalare ai lettori interessati anche alle mie attività collaterali al blog che, dopo tre anni e un mucchio di appunti, rimescolamenti di carte, riflessioni, discussioni con gli amici, dietro-front, reset e restart, mi trovo da qualche settimana al lavoro sul possibile seguito di Sezione π². A prescindere da come evolverà il progetto nei prossimi mesi, mi sembra il giorno adatto per annunciarlo.

Riprendere lo scenario e i personaggi di un lavoro precedente è un’impresa impegnativa. Le maggiori riserve su questo tentativo di serialità nascevano in massima parte dall’aver lasciato trascorrere molto tempo dall’indagine della Pi-Quadro che aveva presentato ai lettori di “Urania” Vincenzo Briganti e il suo lento sprofondare nel Kipple. L’anno scorso sono in effetti arrivato a chiedermi se non fosse passato troppo tempo per provare a dare un seguito a quella storia. E mi sono incartato sul dubbio per lunghi mesi, mentre portavo avanti altri progetti di scrittura: progetti collettivi o solitari, ma sempre in grado di assorbire molte energie, e questo è stato un bene. Perché in questo modo ho lasciato che il lavoro e la fatica prosciugassero progressivamente le mie incertezze e le mie riserve, distillandone gli elementi salienti su cui avrei dovuto concentrare la mia attenzione. Questo mi ha permesso di capire alcune cose e di mettere bene a fuoco i punti cardine su cui avrei dovuto agire.

Come risultato, al giro di boa dal 2009 al 2010 mi sono ritrovato con le idee chiare per ciò che avrei dovuto scrivere. Ho una storia, ho dei personaggi appena presentati nel primo volume ma degni di ulteriore spazio di approfondimento e uno scenario magmatico che va evolvendo oltre il fronte d’onda della Singolarità, quel bordo d’attacco logorato del meccanismo fuori giri della Storia. E ho 50.000 caratteri in Word che rappresentano un buon inizio per portare avanti il progetto. Ho anche un titolo di lavoro, provvisorio come sono tutti i work in progress: Corpi spenti.

Ne riparleremo.

Fringe - Episodio Pilota

Posted on Marzo 10th, 2010 in Fantascienza, On air | 4 Comments »

Fringe come fringe science (la scienza di confine che raccoglie sotto la propria accezione tutte quelle teorie oggetto di controversia e per questo relegate al di fuori della scienza ufficiale) si qualifica fin dal titolo come un progetto borderline. Un po’ X-Files, un po’ Alias, mantiene la sua promessa di muoversi nei territori indefiniti del crepuscolo (per citare un’altra serie di culto di qualche decade fa), puntando sulle suggestioni delle teorie non convenzionali che fioriscono ai margini delle correnti di pensiero consolidate e riconosciute dal mondo accademico. In anni di terrore come questi trascorsi e di cui ancora ci tiriamo dietro gli strascichi, un buon dosaggio di questi elementi con il ponderato apporto di qualche teoria cospirativa di ampio respiro (Dick docet) può servire a confezionare una miscela dal potenziale esplosivo molto, molto alto. E la formula che J.J. Abrams, Alex Kurtzman e Roberto Orci hanno scelto per questo loro progetto congiunto (2008), dalla gestazione parallela al rilancio cinematografico del marchio di Star Trek, almeno a giudicare dall’episodio pilota “Il laboratorio del dottor Bishop” funziona alla grande.

In maniera molto succinta, la trama vede l’agente dell’FBI Olivia Dunham (interpretata dall’attrice australiana Anna Torv, classe 1979) alle prese con un caso anomalo di terrorismo nei cieli, che ben presto la coinvolge sul piano privato. Il volo 627 da Amburgo atterra all’aeroporto di Boston con un carico di morte: praticamente tutti i passeggeri e i membri dell’equipaggio a bordo sono cadaveri in avanzato stato di decomposizione. Il caso viene affidato a un gruppo interforze coordinato dal Dipartimento di Sicurezza Interna (DHS) e a cui viene assegnata l’agente Dunham. Nel corso delle indagini, il suo partner (sul lavoro e nella vita) rimane gravemente ferito e l’unico modo di salvargli la vita si rivela fin da subito il coinvolgimento di un biologo di Harvard. Il problema è che da diciassette anni lo scienziato (John Noble) vive segregato in manicomio a seguito degli esiti discutibili di certi esperimenti molto contestati dai suoi colleghi. Con l’aiuto del figlio (Joshua Jackson) divenuto nel frattempo un genio della truffa, Olivia riesce a tirare il dottor Walter Bishop fuori dal suo ricovero forzato e si avventura sotto la sua discutibile guida sulla lama affilata di un’indagine sempre più pericolosa, in bilico tra le macchinazioni della Massive Dynamic, una multinazionale legata a doppio filo con il passato di Bishop, e le insidie di una scienza sempre più lontana dalle nostre certezze acquisite.

Il plot si dispiega con efficacia e non senza sussulti spettacolari nei 90 minuti circa dell’episodio pilota, forte del budget di 10 milioni di dollari investito dalla Bad Robot di Abrams con il sostegno della Warner Bros Television. I colpi di scena non mancano e si segnala per un’atmosfera tenuta abilmente sospesa nell’attesa di qualche imminente cattiva sorpresa. E le cattive sorprese, in effetti, non mancano affatto. La Massive Dynamic è una multinazionale che richiama tanto la Cyberdyne Systems di Terminator quanto la famigerata Dharma del franchise feticcio di Abrams, Lost: della prima condivide il coinvolgimento sulla frontiera dell’avanguardia tecnologica (e la Singolarità Tecnologica viene richiamata in maniera esplicita da una dirigente-cyborg in una delle scene clou dell’episodio), della seconda l’implicazione in un piano segreto la cui portata sfugge alle singole persone come pure ai governi (The Pattern, che nell’adattamento italiano diventa “lo Schema”). Fatti singolari, all’apparenza inspiegabili, si accumulano così lungo il percorso, tenendo vivo l’interesse e la curiosità dello spettatore come accadeva nelle primissime, eccellenti stagioni di X-Files.

La scena sicuramente dal maggiore impatto visivo ed emotivo risulta quella della proiezione delle coscienze di Olivia Dunham e del suo collega in coma in uno spazio onirico condiviso: l’uso di droghe neurotrope come l’LSD per il raggiungimento dello scopo testimonia inoltre di un coraggio produttivo nient’affatto scontato per un serial televisivo destinato al grande pubblico come questo. E nel prosieguo della prima stagione sono previste vette ancora più audaci nella rottura dei tabù, man mano che lo Schema andrà dispiegandosi. Il tutto assistito dalle consuete strategie virali di Abrams che già hanno fatto la fortuna di Lost e di Cloverfield, e con una punta di azzardo estetico aggiuntivo nella concezione di didascalie tridimensionali dal forte sapore di augmented reality. La Fox ha mandato in onda finora le prime 2 stagioni di Fringe, rispettivamente di 21 episodi da 50′ e 22 episodi da 43′. Lo scorso 6 marzo è stato annunciato il rinnovo per una terza stagione, che dovrebbe svolgersi in altri 22 episodi.

Worldbuilding, by Karl Schroeder

Posted on Marzo 5th, 2010 in Fantascienza, ROSTA | 2 Comments »

Qualcosa da leggere.

Norstrilia

Posted on Marzo 2nd, 2010 in Fantascienza, ROSTA | No Comments »

Pensiamo alle cose belle della vita. Solo questo, poi prometto di tornarmene buono buono al mio 90% di Sturgeon. Un’edizione che attendevo da 2 anni, o forse molto di più. Da Cordwainer Smith, un capolavoro della moderna fantascienza: Norstrilia.