Accade anche questo…
Posted on Dicembre 15th, 2009 in Agitprop, Fantascienza |
… che per una domanda uno scrittore di fantascienza venga malmenato, sbattuto in cella e trattenuto per tre ore dalla polizia
di confine degli USA e quindi privato di tutti i suoi effetti personali al rilascio (inclusi appunti, foto e cappotto) e per di più accusato di aggressione ai danni di un agente federale. E quando c’è di mezzo il Dipartimento della Sicurezza Interna (come insegna Cory Doctorow), c’è poco da scherzare. Peter Watts, autore e ricercatore canadese purtroppo poco noto in Italia ma di cui va ricordato almeno il pregevolissimo primo volume dedicato alla sua saga dei rifter (edito da Solaria, qualche era fa, con il titolo non proprio seducente di Stelle di mare), è lo sventurato protagonista di questa storia.
Lo stesso Doctorow denunciava tempestivamente l’accaduto su Boing Boing poche ore dopo i fatti (ringrazio Zebulon Carter per la segnalazione) e Watts ne parlava sul suo blog (da oggi tra i miei preferiti, nella barra dei link qui a destra) in termini tanto fantascientifici da mettere i brividi per le implicazioni, appena rientrato a casa dalla brutta esperienza. La notizia è stata ripresa da molti amici e colleghi di Watts, inclusi John Scalzi e Richard Morgan. La loro mobilitazione è stata anche finanziaria e sta contribuendo al fondo di Watts per affrontare spese legali che, vista la gravità delle accuse a suo carico, rischiano seriamente di buttarlo sul lastrico.
Considerando il clima di astio e frustrazione che domina la “comunità” (si può ancora chiamarla così? ho i miei dubbi…) del fantastico italiano, se fosse successo a un autore in Italia adesso ci sarebbero un centinaio di suoi colleghi appostati in riva al fiume in attesa di veder passare il cadavere, sincerarsi della sua sventura e godersi lo spettacolo. Per fortuna esistono dei modelli a cui guardare non solo sulla carta ma anche nel comportamento umano. La professionalità è anche questo. Dovrebbe essere anche questo, sebbene la maggioranza voglia dimenticarsene.
Esprimo quindi solidarietà a Peter Watts e ammirazione e apprezzamento per il clima di calore umano che ho visto crearsi attorno a lui. Spero che la situazione si risolva per il meglio e che alla fine, come merita, sia la giustizia a prevalere. My two cents from Italian rift.
Over.









3 Responses
Brutta storia. Quantomeno al povero Watts non è capitato di cadere dalle scale, come accade negli sdrucciolevoli sotterranei dei tribunali italiani.
Al di là dell’episodio, conoscenti che leggono in lingua più di me mi assicurano che è un autore interessantissimo (anche Stross è tra i suoi ammiratori, se non ricordo male). I suoi romanzi sono comunque disponibili in lingua originale in rete con licenza cc.
Già, brutta, bruttissima storia… In Iran è ancora peggio: ti fanno letteralmente sparire dalla circolazione. Solo dopo, “trattato” e “ricondizionato a dovere” ti rimettono in libertà, quando va bene…
Peter Watts è un grande autore, se posso permettermi un giudizio a partire dalla lettura dell’unico titolo pubblicato in Italia. Ma ha 2 difetti, per il mercato italiano della SF (= “Urania”, sostanzialmente): la paginazione dei romanzi e il tasso di informazione scientifica, che raramente risulta gradita allo zoccolo duro. Comunque, le versioni scaricabili delle sue opere sono raggiungibili da questo indirizzo.
Nel frattempo, Watts dovrebbe essere riuscito a entrare in contatto con dei testimoni, il che potrebbe facilitare la dimostrazione della sua innocenza (anche se le spese processuali temo che resteranno spaventose…)