Oggi è uscito questo editoriale di Massimo Giannini su Repubblica, un pezzo che ho trovato interessante e condivisibile tanto nelle posizioni quanto nell’esposizione delle stesse, pacata, misurata e ragionevole. Mala tempora currunt per la democrazia, quando un primo ministro culmina l’escalation della propria offensiva verso il dissenso, partita con la campagna di diffamazione e screditamento ai danni della stampa, con un attacco alle istituzioni. E se lo fa con un discorso imbarazzante approfittando della tribuna internazionale del congresso dei popolari europei, davanti a colleghi increduli e sconcertati, allora è lecito anche il sospetto che lo stato di ansia e agitazione in cui vive il Premier sia ormai sfociato in uno stato di dissociazione paranoica permanente, in cui la realtà dei processi che lo vedono implicato degenera nella persecuzione ai danni di un innocente a priori, e il dato di fatto delle continue manovre politiche volte a innalzare scudi legali in sua difesa alimenta l’illusione irresponsabile di una necessaria difesa delle istituzioni. E’ importante che ci sia qualcuno a fotografare la realtà, senza accendere i toni come troppo spesso si fa in questa nostra Italietta da strapazzo, che troppo spesso rivela nella radicalizzazione delle posizioni i sintomi del populismo di cui soffre da sempre. Per capire quanto in basso si sia arrivati nel corso di questo 2009, non servono strumenti critici particolarmene raffinati. Basta solo un minimo di buon senso.