Archive for Agosto, 2009

Revelation Space approda su Urania

Posted on Agosto 31st, 2009 in Fantascienza, Postumanesimo, ROSTA | 1 Comment »

Solitamente non segnalo qui le uscite di Urania, partendo dal presupposto che chi segue questo blog & è un appassionato di fantascienza, un salto periodico sul blog di Urania finisce sempre per farlo, se non per le discussioni almeno per tenersi aggiornato sulle uscite. Il titolo di settembre merita un’eccezione, perché è una lettura che potrebbe invogliare a muovere un passo verso il genere anche ai lettori/non lettori più scettici, e perché è un’uscita che non esito a definire importante per tutti gli appassionati di science fiction.

Il libro, tradotto da Riccardo Valla (e già questa è una garanzia), esce con una copertina del nostro Franco Brambilla ed è la prima parte di Revelation Space, romanzone troppo corposo per poter essere condensato in un unico “Urania”. Quindi occorrerà pazientare un paio di mesi per leggere la seconda e ultima parte.

New space opera con pesanti influssi postumani. Una visione cosmica che non esula da una vigorosa base scientifica. L’autore è Alastair Reynolds e di questo suo universo letterario abbiamo già parlato qualche mese fa, in merito all’eccellente novella Diamond Dogs. Ci torneremo senz’altro in futuro.

Ch-Ch-Changes

Posted on Agosto 30th, 2009 in Futuro, ROSTA, Transizioni | No Comments »

54 anni sono abbastanza da far parlare di cambiamento epocale e, con la gente che ha sfidato il tifone n. 11 della stagione pur di recarsi alle urne per far pesare la sconfitta all’LDP, non si può dare torto all’Asahi Shimbun che definisce “storica” la vittoria del DPJ. Dopo l’America di Obama, è la seconda svolta storica in meno di un anno. Forse è un tantino prematuro parlare di Effetto Domino, soprattutto alla luce dei retroscena della sfida. Però noi, malgrado tutto, confidiamo come Chomsky nella minaccia del buon esempio.

L’epica fuorilegge secondo Thomas Pynchon

Posted on Agosto 29th, 2009 in Letture, ROSTA | 5 Comments »

Di Pynchon è finalmente approdato in Italia da qualche mese il mastodontico Contro il giorno (1136 pagine in edizione cartonata, ad un prezzo che mi costringe a varare una manovra finanziaria sul mio bilancio trimestrale - cascando per di più in un periodo che mi obbliga a rimandarne la lettura), mentre il 4 agosto scorso è uscito in America l’ultimo Inherent Vice, una detective story psichedelica e scanzonata accolta come la più leggibile tra le opere del bardo di Glen Cove e, addirittura, come “la più gradevole lettura da spiaggia dell’estate” (stando a quanto riferisce Tim Martin del Telegraph). I soliti preteriti che tengono in vita il prezioso portale Thomas Pynchon dot Com ne hanno già predisposto una guida wikipedica. E come se questo non bastasse, Inherent Vice rischia pure di trasformarsi in un film

Carmilla on line ripropone oggi questa densa prefazione di Pynchon al libro Stone Junction di Jim Dogde (1989), in cui si parla di frontiere elettroniche e mentali, cyberspazio, ribellione, resistenza, magia, universi paralleli, archetipi, iniziazioni e non solo.

Ne riprendo un paio di passaggi fulminanti.

Se accettiamo la nozione che l’utilizzo del potere contro chi non dispone di potere è sbagliato, ne consegue una serie di corollari sufficientemente chiari. Per esempio entriamo in possesso di un criterio che permette di distinguere, come hanno fatto del resto tutti i popoli (ma non sempre i loro governanti), tra fuorilegge e agenti del male, tra extralegalità e peccato. Non è necessaria un’analisi approfondita in merito, è un qualcosa che si avverte nella sua immediatezza drammaticamente impellente. “Ma sono banditi!” gemono indignati i custodi della legge, “banditi motivati unicamente dalla fame di denaro!”. Certo. Salvo che, disponendo da un’eternità del criterio di distinzione tra furto e riequilibrio, comprendiamo perfettamente i termini di una transazione in cui i fuorilegge, in qualità di broker dei poveri, risultando molto più esperti nelle arti e nelle tecniche del riaggiustamento karmico, operano un ricarico non superiore a una semplice Iva, ricarico talmente leggero per i loro clienti da risultare a tutti gli effetti accettabile per costoro e tuttavia abbastanza cospicuo da coprire i rischi estremi che si sono assunti, e insomma noi finiamo per amare questa gente, noi adoriamo Rob Roy, Jesse James, John Dillinger, con un’intensità di passione che di solito si riserva ad atti di tifoseria sportiva.

Secondo estratto:

Un metodo di resistenza abbastanza popolare è sempre stato quello di continuare a muoversi, cercando non tanto un posto in cui stare riparati, un luogo sicuro e stabile, bensì realizzando una sorta di stato di ambiguità dinamica in cui si ha la possibilità di essere presenti un po’ ovunque, lungo le linee del principo di indeterminazione di Heisenberg. Le moderne macchine digitali, tuttavia, si comportano con una velocità sufficiente a individuare con precisione le incertissime ellissi della libertà umana, con una certezza superiore a quella con cui si lascia stabilire la costante di Planck.

Iperbolico e pindarico come piace a noi. Sempre su Pynchon, segnalo questo intervento di Tommaso Pincio su L’incanto del lotto 49: una lettura critica che non condivido al 100%, ma che trovo perversamente intrigante. E adesso, siccome l’estate sta finendo, pronti per un salto indietro agli anni ‘70 narrati da Pynchon? Cliccate qui oppure sul booktrailer qui sotto… e buon ascolto!

Multitasking mediatico

Posted on Agosto 28th, 2009 in Futuro, Micro | No Comments »

In un mondo sempre più connesso, in un ambiente sempre più denso di stimoli, in una rete di flussi informativi che in prospettiva tende a uno scenario da augmented reality, quali margini di manovra ci separano dalla saturazione e dall’overflow psichico? Su Le Scienze, gli interessanti risultati di una ricerca americana sugli effetti del “multitasking mediatico” su memoria, apprendimento e funzioni cognitive.

[...] I multitasker pesanti mostrano una maggiore difficoltà a filtrare le informazioni irrilevanti provenienti sia dall’ambiente sia dalla loro stessa memoria, e anche una più elevata difficoltà a passare da un compito a un altro rispetto a quanti fanno un uso più limitato di una molteplicità contemporanea di media.

[Immagine via Cyberpunk Review.]

What now?

Posted on Agosto 27th, 2009 in Fantascienza, Micro | No Comments »

In un intervento sul suo blog, Rudy Rucker parla di scrittura e di grandi autori e si sofferma sulla fantascienza secondo J.G. Ballard. Un modo come un altro, forse solo più programmatico, per riaprire le danze sullo Strano Attrattore.

Ballard remarks that SF is “far closer to reality than the conventional realist novel of the day”, and that it’s “often as elliptical and ambiguous as Kafka”. He says he’s more interested in “what now?” than in “what if?”—meaning that he wanted to use SF as a lens to understand the present, “looking for the pathology that underlay the consumer society, the TV landscape and the nuclear arms race”.

Così: what now?

InfraNet Lab

Posted on Agosto 6th, 2009 in Fantascienza, Futuro, Kipple | 3 Comments »

La fantascienza è anche capacità di sognare un futuro diverso e coraggio di indicare una via per arrivarci. Non posso quindi non segnalare su queste pagine il blog dell’InfraNet Lab, che si candida a diventare una tappa fissa nei miei pellegrinaggi elettronici futuri. Qualche assaggio?

• Una linea della vita per Israele e la Palestina: qui
• Alta velocità per l’America: qui
• Una scala per le stelle: qui
• Architettura per l’Antartide: qui
• Aeronavi: qui
• Miniere di litio: qui
• Torri solari: qui
• Centrali oceaniche: qui
• Pacific Trash Vortex: qui

E la lista potrebbe continuare ancora. Un campionario di spunti, di suggestioni, di visioni. Un serbatoio di immaginario futuribile da esplorare. E da non perdere d’occhio.

La prossima stagione sci-fi sul grande schermo

Posted on Agosto 6th, 2009 in Fantascienza, Futuro, Proiezioni, ROSTA | 14 Comments »

Penultimo post prima dell’interruzione estiva. Torniamo a parlare di cinema e lo facciamo con due titoli annunciati e attesissimi, tra i più interessanti che ci vengono prospettati al rientro dalle ferie. Mi riferisco a District 9 e ad Avatar, titoli intorno ai quali è in crescita costante l’aspettativa degli appassionati. Segnalo a proposito gli ottimi interventi di Paolo Marzola, sul suo blog sempre ammirevolmente aggiornato e, come si diceva un tempo per la stampa, sul pezzo.

Almeno dalle premesse, i due titoli hanno molto in comune (il confronto/scontro con una società aliena) riuscendo a conservare prerogative uniche che, almeno sulla carta, li rendono intriganti in egual misura, ma ciascuno alla sua maniera. Tanto District 9 si preannuncia legato alla nostra contemporaneità e alla storia recentissima (ma è davvero una stagione conclusa?), trasponendo in chiave fantascientifica le tensioni sociali connesse alla segregazione razziale; quanto Avatar si preannuncia invece legato a una concezione classica tutta giocata sul sense of wonder. Un senso del meraviglioso chiaramente aggiornato ai tempi, come ormai il suo regista ci ha abituati fin dai tempi di Aliens - Scontro Finale, passando per lo stupefacente The Abyss, che non trascura la riflessione sull’ambiente e la diversità.

Avatar segna infatti anche l’atteso ritorno al cinema di genere da parte di James Cameron e questo non è un dato da sottovalutare. A giudicare dalla cifra di 300 milioni di dollari investiti come budget nell’operazione, è lecito attendersi un ritorno in grande stile e la lunga lavorazione, imputata al perfezionamento delle tecniche 3D inseguite dal regista, è se non altro una prova della dedizione infusa nel progetto. Il film è ancora avvolto in una cortina di segretezza. Le notizie trapelate sono poche (vi rimando all’articolo di Marco Spagnoli su Fantascienza.com), le immagini diffuse ancora meno. L’uscita è annunciata per il 18 dicembre.

Questo video è stato rimosso in seguito all’accordo del 2011 tra SIAE e AGIS che vincola la pubblicazione in rete di materiale corredato di traccia musicale alla sottoscrizione di una licenza, con il pagamento alla SIAE di una quota minima di 450 euro a trimestre. Per saperne di più, rimando al post del 27-10-2011 dedicato alla vicenda. Mi scuso per il disagio, ma ritengo che la norma non abbia alcuna giustificazione logica o morale e denunci un atteggiamento di grave e sistematica violazione dei diritti di libera espressione di ciascuno di noi. Il video può essere visionato al seguente indirizzo:

Original District 9 Short Film

Se Avatar si annuncia strabiliante, emozioni forti ci vengono promesse da District 9. Prodotto da Peter Jackson, scritto e diretto dal trentenne sudafricano Neill Blomkamp sulla scorta di un suo corto del 2005 (Alive in Joburg, che potete vedere qui sopra), il film è stato accolto con entusiasmo all’antemprima di San Diego, in occasione della Comic Con. Per vederlo in Italia dovremo aspettare il 2 ottobre prossimo. Sullo schermo assisteremo alla degenerazione delle tensioni sociali tra umani e una comunità di alieni segregati nel ghetto che dà il titolo alla pellicola. Vi lascio con il trailer, per riflettere - in attesa del suo arrivo nelle sale - sulle frontiere che restano ancora aperte nell’esplorazione dei linguaggi narrativi. Con buona pace per chi canta la morte della fantascienza.

Trailer italiano District 9

Bologna 2 agosto 1980-2009: per non dimenticare

Posted on Agosto 2nd, 2009 in Agitprop, False Memorie, ROSTA | No Comments »

E sono 29 anni. Il valzer delle ritrattazioni e delle rivelazioni non accenna a interrompersi, come documentavo lo scorso anno. Resta il fatto che questa data non deve passare sotto silenzio, per non darla vinta ai signori dediti a riprogrammare la Storia e, attraverso di essa, le nostre coscienze.

L’egemonia culturale di questi tempi non ci arride. Il consenso della paura è tornato di strettissima attualità politica, in un Paese che con i naz in pattuglia di notte somiglia sempre di più a una sinistra distopia dickiana, un popolo di simulacri schiacciati sotto il tallone di ferro di una democrazia apparente. E la ricetta governativa non trascura la persistenza dell’ignoranza, nella ricetta collaudata di un relativismo che pone sullo stesso piano le stragi di Stato e il cosiddetto terrorismo rosso.

Contestare l’omertà di Stato è il minimo. Diamo voce anche alla resistenza.

Le verità su Piombo Fuso

Posted on Agosto 1st, 2009 in Agitprop | No Comments »

Israele ha veramente bombardato Gaza con armi al fosforo bianco? Dopo l’Operazione “Piombo Fuso” e le rivelazioni dei soldati israeliani, prontamente smentite dal governo e dai vertici militari, arrivano ora le ammissioni dello Stato ebraico. Ma si tratterebbe solo di una strategia preventiva, per giocare di anticipo sul rapporto ONU sui crimini di guerra commessi a Gaza dalle truppe dell’IDF, atteso a giorni. Come suggerisce sempre la prudenza di Stato, ecco che le mezze verità si moltiplicano, per seppellire la menzogna smascherata.